WWE Vintage Critic #2 – The Wrestling Classic 1985

La World Wrestling Federation ebbe un vero successo commerciale con la prima WrestleMania nel 1985. Su questa onda volevano continuare a cavalcare e quindi impostarono un altro evento, che questa volta fu trasmesso anche in pay-per-view. Il “Wrestling Classic” fu pubblicizzato con un match per il titolo WWF tra il campione Hulk Hogan e lo sfidante Roddy Piper. La storia di questi due includeva Roddy Piper che parlava male della Rock’n Wrestling Connection, quindi i conti andavano regolati in un match. L’altra grande attrazione di questo spettacolo è stato un torneo ad eliminazione con 16 uomini. Non c’è stato premio materiale sotto forma di trofeo o titolo, ma la vittoria fu considerata prestigiosa in quanto è stato il primo torneo di questo genere, rendendo quindi il vincitore il primo nella storia a vincere un torneo in WWF.

Dato che mi servo della versione del WWE Network, alcune cose potrebbero essere state censurate, rimosse o modificate. Quindi, se scoprite degli errori di completezza, prendetevela con la WWE. Ed ora buona lettura e ricordate: Io sono il WWE Vintage Critic, e viaggio nel tempo al posto vostro.

The Wrestling Classic – 7 novembre 1985 – Rosemont Horizon a Rosemont, IL

Un semplice video con lo sponsor “WrestleVision” pubblicizza con immagini fisse tutti i partecipanti al torneo e promuove anche la lotteria con in palio una Rolls Royce Silvercloud III e il WWF title match. Subito dopo, un giovanissimo Vince McMahon (all’epoca nessuno sapeva che la WWF appartenesse a lui) ci saluta e promuove a sua volta l’evento, sottolineando che si tratti di una prima in assoluto. Si dirige quindi verso “Lord” Alfred Hayes e Susan Witkes, che stanno studiando la grafica del torneo. Gli accoppiamenti dei match vengono mostrati con le foto dei partecipanti. “Lord” Alfred Hayes condivide i suoi pensieri sul torneo: abbiamo 16 dei lottatori più in forma al mondo (seee!) e questo torneo è più difficile di Decathlon, maratona e Triathlon messi insieme (sì, adesso!). È la prova di resistenza ultimativa.

Vediamo tutti gli accoppiamenti dei match uno dopo l’altro. Poi c’è un riassunto di alcuni wrestler, tra i quali alcuni con tanto di manager, che estraggono i nomi dei loro rispettivi avversari da un recipiente. Vince McMahon passa quindi il timone a “Mean” Gene Okerlund, che è pronto per un’intervista con il presidente della WWF, Jack Tunney. Jack Tunney era una classica Authority Figure per lo spettatore. Che io sappia, non aveva nessun potere dietro le quinte. Anche lui esalta ancora una volta l’importanza del torneo. Torniamo a Vince McMahon, che passa subito la linea ai commentatori: Gorilla Monsoon e Jesse “The Body” Ventura, con quest’ultimo che indossa una giacca viola. Anche loro parlano del torneo, poi si parte con il primo match. Howard Finkel ci dice che il limite di tempo è di dieci minuti. Questo vale per tutti i First Round Match.

First Round Match

Adrian Adonis (con Jimmy Hart) vs. Corporal Kirchner

Kirchner entra al suono di una marcia militare. È un marine.

VC: Cpl. Kirchner è un face ed è stato un marine per 20 anni nella vita reale. La sua carriera nel wrestling iniziò quasi per caso quando incontrò Hulk Hogan in palestra. Adrian Adonis è l’heel e ha avuto un discreto successo fino a questo punto. Verso la fine del 1985, iniziò ad impersonare un gay stereotipico. Morì in un incidente d’auto nel 1988 all’età di soli 34 anni.

Il match inizia con il classico staredown mentre girano intorno sul ring. Lockup, Adonis spinge Kirchner in angolo. Jimmy Hart usa il suo megafono e incita il suo protetto, ma Kirchner con un Hiptoss! Applausi dal pubblico. Kirchner con un altro Hiptoss e poi Headlock. Kirchner porta Adonis a terra e lo tiene fermo nella morsa. Jimmy Hart urla con il suo megafono, Kirchner tiene l’Headlock per circa 90 secondi. Proprio adesso, Gorilla Monsoon pensa che sia una buona idea definire il torneo spettacolare.

Adrian Adonis si carica (ancora nell’Headlock) e finalmente riesce a liberarsi con un Backdrop. Adonis con un Headbutt, Elbow e uno Snapmare. Prende la rincorsa e Kneedrop direttamente sulla testa di Kirchner. Questo è seguito da un altro Snapmare e Sleeperhold di Adonis. Questa è la sua Submission Finisher e la chiama “Goodnight Irene”. Kirchner si rialza rapidamente, spinge Adonis in angolo e lo colpisce con degli Elbow. Poi lo tira fuori dall’angolo e tenta un Vertical Suplex, ma Adonis riesce a liberarsene e gli rifila un DDT, che è la sua Finisher! 1, 2, 3!

Vincitore via Pinfall e quindi nei quarti di finale: Adrian Adonis (03:22 minuti)

VC: DUD – Match brutto, troppo corto e, per giunta, la metà bruciata con un Resthold. Vabbè che, mettendo in piedi un intero torneo in una sera, cosa ci si poteva aspettare? Stiamo parlando di 15 match + il WWF title match. Siccome all’epoca non c’era il WWE Network, ma erano legati a un tempo di trasmissione limitato, dovevano tagliare molto sul minutaggio dei match. Tra l’altro, è un problema che la WWE si è portata avanti fino a ieri, per dire. Appunto, in questo match, si è visto. Non c’era tensione. A peggiorare le cose, questi due si sono comportati esattamente in modo opposto rispetto al ruolo che coprivano: il face tiene l’heel in una presa di sottomissione e l’heel combatte coraggiosamente per uscirne. Adonis, con tutta la buona volontà, non passava per nulla per il “cattivo”.

I commentatori ci dicono che Adonis è stato in grado di far uso della sua esperienza per vincere il match. Un replay ci mostra la fine del match. Quando Adonis viene annunciato come vincitore, il pubblico fischia forte. Adonis viene in seguito intercettato da “Mean” Gene Okerlund. Dice che lui sa come vanno le cose e che riscriverà il wrestling.

First Round Match

Dynamite Kid vs. Nikolai Volkoff (con “Classie” Freddie Blassie)

VC: Dynamite Kid è il face e parte del Tag Team “The British Bulldogs” con Davey Boy Smith, che in seguito divenne famoso come single wrestler usando il nome di “British Bulldog”. Dynamite Kid è considerato il migliore dei due Bulldogs. Volkoff è l’heel. Anche se non è americano, Dynamite Kid viene acclamato freneticamente, perfino dal fan che viene inquadrato che sventola la bandiera americana.

Volkoff chiede al pubblico di alzarsi per l’inno nazionale sovietico, che lui sta per cantare. Dopo di che, insulta un po’ il pubblico. Ma Dynamite Kid lo sorprende: Missile Dropkick dalla terza corda, 1, 2, 3!

Vincitore via Pinfall e quindi nei quarti di finale: Dynamite Kid (0:09 minuti)

VC: DUD – Niente da aggiungere. Un semplice squash. Più un’angle che un match.

Dynamite Kid eguaglia dunque il record di King Kong Bundy – effettivamente, lo ha persino battuto dato che King Kong Bundy ci mise in realtà 25 secondi a vincere, alcuni mesi prima.

Si passa a “Mean” Gene Okerlund, che è dietro le quinte con Randy Savage e Miss Elizabeth. Savage dice che è pronto e gasato, ma anche nervoso, perché questa è una grande serata. Già! Così grande che ha avuto luogo una volta sola nella storia. Savage è fiducioso della vittoria, anche se è pienamente consapevole di quanto sia duro il suo avversario, Ivan Putski.

First Round Match

Randy “Macho Man” Savage (con Miss Elizabeth) vs. Ivan Putski

Savage fa la sua entrata sulle note di “Pomp and Circumstance” – come farà per i prossimi nove anni.

VC: Randy Savage è l’heel e ben prima della sua ascesa come topstar. Ivan Putski è un polacco e quindi – di solito – automaticamente heel, ma Putski è il face.

Randy Savage fugge dal ring con un sorriso sfacciato. Mentre suona la campana, Savage sale sulla terza corda. Putski scuote la corda, Savage però salta via e fugge di nuovo dal ring. Alla fine, torna indietro e afferra Putski direttamente con un Full Nelson, ma egli si libera senza troppi sforzi. Il pubblico lo applaude. Qual è la probabilità che Ivan Putski superi un test WWE Wellness in questi giorni? Zero. Headlock di Savage, ma Putski se ne libera e mostra i suoi muscoli al pubblico. Jesse Ventura spiega che Putski è molto, ma molto forte. Veramente molto forte! Fortissimo! Davvero! Giuro! Se lo dice Ventura…

Savage con un Eye Poke, poi attacca Putski con pugni, ma Putski risponde con pugni a sua volta. Quindi sbatte la testa di Savage per terra. Pugni duri nello stomaco e alla faccia di Savage. Irish Whip in angolo e ancora pugni di Putski. Calci nello stomaco, ma Savage lo tira giù per le gambe, appoggia le gambe sulla corda centrale – cosa che l’arbitro non vede – e schiena Putski. 1, 2, 3!

Vincitore via Pinfall e quindi ai quarti di finale: Randy “Macho Man” Savage (2:45 minuti)

VC: DUD – Non avrei mai pensato di dare questa valutazione ad un match di Randy Savage, ma cos’altro posso fare? Troppo poca azione, anche se il pubblico era gasatissimo. Finale anti-climatico. Match brutto e basta. Inoltre, “Randy ‘Macho Man’ Savage” non mi piace assolutamente. Ma è così che veniva accreditato ai suoi inizi. Negli anni a venire venne poi sempre detto “’Macho Man’ Randy Savage”.

Savage se la dà subito a gambe. Putski protesta immediatamente, ma non succede niente, e così Putski se ne va frustrato.

Torniamo da Vince McMahon, che ci mostra la grafica aggiornata del torneo. Ho già detto che qui si servono ancora di un tabellone di carta? In ogni caso, arriva Nikolai Volkoff e si lamenta con Vince della sua sconfitta. Chiede giustizia. Chissà perché lo dice a Vince McMahon? È come se Vince avesse un qualche potere in compagnia… o qualcosa del genere…

First Round Match

Ricky “The Dragon” Steamboat vs. Davey Boy Smith

VC: Una rarità in quest’epoca: in questo match competono due face l’uno contro l’altro. Steamboat è senza dubbio il più popolare dei due. Considerando i due nomi, ci si potrebbe aspettare uno showstealer. Ma chissà perché, ho qualche dubbio in proposito.

Inizia molto bene con del chain wrestling. Leapfrog di Steamboat, e dopo alcuni botta e risposta di contrattacchi, Hiptoss di Smith. Steamboat prova un Double Underhook Suplex, ma Back Body Drop di Smith. Prova lo schienamento, ma Kickout di Steamboat, poi un Backslide con tentato schienamento. Ma anche Smith riesce a liberarsi. Criss Cross e Davey Boy con un Gorilla Press Slam per un conto di 2, poi Smith con un Headlock. Smith prova un Back Suplex, ma Steamboat resiste. Così Smith va con un altro Gorilla Press Slam. Tentativo di Vertical Suplex di Smith, ma Steamboat contrasta con un Vertical Suplex a sua volta, tenendo Smith in alto per alcuni secondi. Questo sarà il marchio di fabbrica di Davey Boy Smith negli anni a venire. Steamboat con uno Splash, ma Smith tira su le gambe. Poi un Dropkick contro Steamboat e un altro! Steamboat atterra tra le corde. Smith prende la rincorsa e si lancia, ma Steamboat schiva e Smith finisce con le parti intime sulle corde. La folla urla “OOOOHHHHH”. L’arbitro controlla le condizioni di Smith, che non può continuare. L’arbitro ferma il match.

Vincitore via Referee Stoppage e quindi nei quarti di finale: Ricky “The Dragon” Steamboat (2:53 minuti)

VC: ** 1/2 Wow! Per quel poco di tempo che avevano, hanno fatto benone. Non si poteva chiedere di più in tre minuti. Tanto di cappello per questi due! Hanno reso i tre minuti piacevoli nonostante il Resthold di Smith. Alla fine viene da chiedersi: “Se fanno qualcosa del genere in tre minuti, che cosa possono fare in 10-15 minuti?” Steamboat era un signor wrestler, Smith spesso aveva bisogno dell’avversario giustio, e Steamboat era giusto senza ombra di dubbio. Può essere discutibile lasciare che un match finisca così bruscamente, ma suppongo che non volessero far schienare il buon Davey Boy. A proposito, ecco un fatto divertente su Davey Boy Smith: il suo vero nome era David Boy Smith. Alla sua nascita, il modulo medico fu compilato male, inserendo il sesso nel campo per il secondo nome. L’anagrafe poi certificò il nome come riportato nelle cartelle mediche. Smith negli anni a seguire riuscì ad andare piuttosto over con il pubblico. Purtroppo, i suoi problemi di droga gli costarono la vita nel 2002 all’età di soli 39 anni.

Steamboat si accerta subito delle condizioni del suo avversario e lo aiuta a uscire dal ring. Jesse Ventura pensa che sia ipocrita, ma è chiaro che lui la pensi così. È un commentatore heel. Un replay ci mostra il duro atterraggio di Smith.

Fabio Barbuscia
Da quando vidi The Undertaker chiudere Ultimate Warrior in una bara, sono rimasto legato a vita a questo mondo magico. Sono quello che accompagna i nostalgici sia in italiano che in tedesco. Sono il WWE Vintage Critic e viaggio nel tempo al posto vostro.
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