Ulteriori dettagli sulla scomparsa di Brodie Lee

La notizia della morte di Brodie Lee, annunciata ieri, ha ovviamente fatto il giro del mondo, ricevendo visibilità anche sui media non legati al mondo del wrestling o dello sport. Sono state nunerose anche le reazioni degli addetti ai lavori, che vi abbiamo riportato sia nella giornata di ieri che in quella di oggi.

Col passare delle ore, emergono anche ulteriori dettagli in merito a come l’ex wrestler della WWE e della AEW sia scomparso da appena 41 anni. Come sappiamo, la causa della morte è stata rivelata dal commovente comunicato della moglie Amanda: problemi di natura polmonare, non legati al COVID. Poche ore fa, Brian Alvarez del Wrestling Observer ha aggiunto un ulteriore dettaglio, che ci fa ipotizzare come la sua scomparsa sia stata purtroppo non del tutto inattesa.

La lunga degenza di Brodie Lee

Come specificato ieri, i primi sintomi del problema che avrebbe portato Brodie Lee alla morte si sono presentati lo scorso autunno; a rivelarlo è stato proprio il wrestler scomparso, che in un podcast aveva appunto detto di sentire il cosiddetto ‘fiato corto’ al termine di quelle che fino a poco tempo prima erano normali sedute di allenamento. Ebbene Brian Alvarez ha aggiunto che la sua situazione era progressivamente peggiorata, tanto da costringerlo ad un ricovero in terapia intensiva oltre due mesi fa:

Circa due mesi fa mi era stato detto che Brodie Lee era entrato in terapia intensiva. Non abbiamo pubblicato mai questa notizia perché era la voce che proveniva da un’altra voce, non eravamo in grado di trovare sufficienti conferme. Purtroppo ci è stata confermata dalla moglie in queste ore. Dunque era tutto vero. So che qualcuno in AEW era al corrente delle sue reali condizioni di salute, ma la sua famiglia aveva chiesto e ottenuto di mantenere queste informazioni riservate. Quando circa dieci giorni fa hanno poi fatto quella scenetta a telecamere spente con suo figlio (il riferimento è a questo segmento con Kenny Omega), pensavo che Brodie fosse lì ad assistere alla scena. Ma mi dissero che non si era fatto vedere, ed a quel punto ho pensato subito che le cose non stessero volgendo al meglio

In sintesi, Alvarez ci ha non soltanto rivelato come le sue condizioni di salute fossero già preoccupanti da tempo, ma ha anche confermato come la situazione fosse decisamente grave già da una decina di giorni; un quadro è collima esattamente con quanto affermato da Kenny Omega quando ha raccontato ieri del segmento con il figlio di otto anni del wrestler scomparso. Nonostante l’assoluta similarità dei sintomi, la moglie ha escluso ogni genere di legame tra la malattia polmonare che ha portato al decesso ed il Covid; è del resto a dir poco presumibile che, con questo tipo di sintomi, il primo accertamento al quali il wrestler si sia sottoposto sia stato proprio il tampone per scoprire l’eventuale contagio dal Covid.

Redazione Tuttowrestling
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