CM Punk rompe il silenzio: bordate sulla WWE! #45

CM Punk ha rotto il suo silenzio dopo aver chiuso I rapporti con la WWE e lo ha fatto nel corso di una intervista con il suo migliore amico, Colt Cabana, per il podcast di quest'ultimo.

Punk ha reso chiaro che oggi è più felice di quanto non lo sia stato negli ultimi anni, tuttavia c'è in lui un po' di amarezza. E' normale, secondo lui, in casi come il suo, visto che sta ancora cercando di elaborare quanto è successo tra lui e la WWE. Punk non ha lasciato la WWE, ma è stato licenziato. Dopo essersi preso una pausa nel gennaio 2014, ha ricevuto un sms da Vince McMahon dopo qualche settimana, in cui gli veniva annunciata una sospensione di due mesi. Il giorno successivo, Vince ha detto agli azionisti della compagnia che Punk si era preso un periodo sabbatico. Quando la sospensione è terminata, nessuno lo ha contattato. Allora ha aspettato qualche giorno ed ha chiamato lui a Stamford, chiedendo perché non stesse più ricevendo le sue royalties, ma non ha ottenuto risposta. Il giorno del suo matrimonio con AJ Lee, lo scorso giugno però, ha ricevuto la lettera di licenziamento per “rottura contrattuale”. La WWE ha addirittura cercato di far risalire la rottura tra le parti prima ancora del suo abbandono di gennaio.

Punk ha spiegato che i motivi del suo abbandono subito dopo la Royal Rumble sono dovuti esclusivamente a problemi di salute. Nel corso del podcast, Punk ha spiegato di aver lottato per lungo tempo con costole rotte, una commozione cerebrale e problemi alle ginocchia e che la WWE se ne è sempre infischiata. La compagnia, infatti, gli ha comunque chiesto di partire per un tour in Europa lo scorso novembre, pur sapendo che Punk stava male. Il lottatore ha accettato, ma ogni notte, dopo aver combattuto, era colto da sudorazione fredda ed attacchi di vomito. Per mesi ha avuto la febbre ed un calo dell'appetito. Per farlo lottare, i medici della WWE lo riempivano di antibiotici, al punto che un giorno si è anche defecato nel costume mentre era sul ring nel corso di una registrazione di Smackdown. La notte non riusciva a dormire per i continui dolori. Alla Royal Rumble Punk ha subito una commozione cerebrale all'inizio del match, eppure ha continuato a lottare. Il giorno dopo ha superato un test della WWE per capire se aveva una commozione cerebrale. I medici gli hanno consentito di sottoporsi al test mentre scriveva messaggi al telefono ed indossava delle cuffiette, per cui lo stesso Punk aveva chiaro che il test era una buffonata. Quando gli è stato detto che era tutto ok, ma che volevano che salisse sul ring per poter effettuare ulteriori controlli “sul campo”, Punk si è infuriato ed ha chiesto ai medici di ammettere che invece non stava bene.

Lo stesso giorno i dirigenti della WWE, piuttosto che aiutarlo a risolvere i suoi problemi di salute, gli hanno chiesto di firmare i documenti per partecipare a successivi tour in giro per il mondo e di sottoportsi ad un test antidoping. Punk ha deciso, allora, di parlare direttamente con Vince McMahon e Triple H. Il wrestler ha detto ai due di come la compagnia non si fosse occupata di lui, di essere stato danneggiato dal punto di vista creativo e che era una vergogna che la WWE stesse cercando di fare con Daniel Bryan quello che avevano fatto con lui, cioè non tenerlo in considerazione per il main event di Wrestlemania. Punk ha comunicato a Vince di voler lasciare la compagnia e McMahon lo ha abbracciato con il volto rigato dalle lacrime, dicendogli che sarebbe sempre rimasto parte della famiglia. Nei giorni successivi, però, lo ha comunque sospeso e poi licenziato.

Punk ha poi raccontato una storia riguardo un suo specifico problema di salute. Per mesi ha chiesto al medico della WWE, il dottor Chris Amann di controllargli una pustola sulla schiena, ma il medico gli ha sempre detto che si trattava solo di un deposito di grasso. Più volte il medico si è rifiutato di rimuoverlo, nonostante Punk lo avesse avvisato che la pustola gli procurava dolore e stava ingrandendosi. Dopo aver lasciato la WWE, AJ Lee ha convinto Punk a recarsi da un altro medico, che, non sapendo neppure chi fosse Punk, gli ha diagnosticato una infezione da stafilococco. Gli ha pulito con urgenza la pustola, che è risultata essere piena di pus. Il wrestler ha raccontato che il procedimento è stato dolorosissimo e che successivamente ha dovuto prendere diverse medicine per curare l'infezione. Il medico non ha creduto a Punk quando gli ha detto che la pustola era così da tempo, dicendogli che, se fosse stato vero “a quel punto sarebbe dovuto essere morto”.
Punk ha poi raccontato di essere stato subito rigettato nella mischia poco dopo aver subito infortuni. Dopo un infortunio al gomito non gli è stato concesso tempo libero per la riabilitazione. Dopo l'intervento al gomito, è stato costretto a lottare in un TLC match contro Ryback dopo appena tre settimane. Durante il match contro “questo ragazzo pieno di steroidi” Punk ha subito la frattura di alcune costole.

Punk ritiene di aver fallito il più importante obiettivo della sua carriera, cioè essere nel main event di Wrestlemania. Ne prende atto ed è pronto a passare ad una fase successiva della sua vita. Guardando il roster della WWE si rende conto di quanto sia ridicolo che tanti bravi lottatori non siano main eventer. La colpa, per lui, è delle politiche del backstage, che non gli hanno consentito di essere nel main event per imparare di più, far guadagnare più soldi alla compagnia e diventarne un elemento sempre più importante. Nella WWE gli dicevano che non era in grado di portare soldi, tuttavia lui è sempre riuscito a dimostrare il contrario, nonostante le decisioni di un vecchio che non capisce cosa stia succedendo (Vince McMahon, ovviamente). Punk ha anche contestato di essere stato pagato dalla WWE meno di altre star come John Cena, Undertaker, Brock Lesnar, Rock e Triple H dopo Wrestlemania 29, nonostante avesse avuto il miglior match della serata.

Il wrestler di Chicago ha chiarito di non aver chiesto nulla che non gli spettasse alla WWE e non se ne è andato nel bel mezzo di una storyline. Ha lasciato la compagnia per prendersi cura di se stesso nonostante fosse frustrato per le paghe basse che la compagnia gli riconosceva. Quando la WWE gli ha fatto causa per rottura contrattuale, ha assunto un avvocato molto quotato di Los Angeles, che è riuscito ad ottenere dalla WWE non solo tutti i soldi che la compagnia gli doveva, ma anche di più. Punk ha detto che non lavorerà mai più per la WWE e che la compagnia aveva paura che Punk gli chiedesse tanti di quei soldi da mandarli in fallimento. La compagnia, chiuso l'accordo giudiziale, gli ha chiesto di effettuare un comunicato congiunto, ma lui ha rifiutato.

Punk ha quindi parlato del fatto che i wrestler sono considerati liberi professionisti e che il vero problema è che i wrestler non hanno un sindacato. La WWE, per lui, organizza test per le commozioni cerebrali per la compagnia stessa, non per i lottatori. Punk ha poi raccontato che avrebbe dovuto ottenere lui il ruolo di protagonista del secondo episodio di 12 Rounds e che era pronto a firmare il contratto, ma quando poi ha fatto notare alla compagnia che le date delle riprese coincidevano con quelle di un tour europeo, la WWE lo ha sostituito con Randy Orton senza neppure avvisarlo ed ha dato la colpa di quanto successo a Triple H.

Punk ha poi ditto che Ryback gli ha tolto venti anni di vita e che la compagnia aveva paura che potesse passare alla TNA. Inoltre CM Punk, avrebbe detto che oggi odia il wrestling e che non salirà mai più su un ring per lottare. Tali affermazioni tuttavia sono state riferite dal suo avvocato, e dunque sono attendibili ma anche da pesare nell'ottica di una possibile controversia con la WWE e soprattutto di una eventuale voglia di mandare messaggi alla stessa in merito al basso rischio di vederlo in un'altra compagnia.

Michele M. Ippolitohttp://www.tuttowrestling.com
Ha cominciato a scrivere su TuttoWrestling nel 1998, dove, negli anni, si è occupato di un po' di tutto. Dal 2009, ininterrottamente, è autore del TW Risponde, la rubrica più antica, più letta ed amata del wrestling web italiano. Quando fu creata la prima newsboard di wrestling in Italia, lui era lì, a tradurre e scrivere notizie per gli internauti del nostro Paese.
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