It’s Wednesday. You know what that means – 5 Star Frog Splash #204

Questo 2020 che proprio non vuole saperne di andarsene in silenzio e darci tregua ci ha portato via un’altra persona a noi cara. Jon Huber. Luke Harper. Brodie Lee. Chiamatelo come preferite, ma la sua morte improvvisa ha indubbiamente sconvolto l’intero mondo del wrestling. Wrestler, commentatori, dirigenti, fan… chiunque sia stato coinvolto con il wrestling negli ultimi anni. Il motivo è presto detto ed è evidente semplicemente aprendo Twitter o Instagram: Jon Huber era una persona speciale. Una persona che ha toccato tante vite, una persona a cui tutti volevano bene.

Unanimous grief

Ed è indicativo come la sua morte abbia sconvolto anche noi, semplici fan di wrestling che non hanno mai incontrato Brodie Lee dal vivo. È vero, lo abbiamo visto esibirsi praticamente ogni settimana per otto anni. Lo abbiamo visto nei suoi momenti migliori e in quelli peggiori. Ma io non credo che ci sarebbe stato necessariamente lo stesso trasporto, lo stesso cordoglio generale se a morire fosse stato qualsiasi altro wrestler della WWE o della AEW.

Noi fan italiani abbiamo già avuto modo di provare un’esperienza simile con il famigerato boom del wrestling nel nostro paese nel 2002. Molti di noi cominciammo a guardare probabilmente allora, iniziando ad appassionarci alle vicende dei main eventer di quegli anni. Caso volle che il momento più memorabile della WWE di quegli anni accadde a Wrestlemania 20 con l’abbraccio tra Eddie Guerrero e Chris Benoit, all’epoca entrambi campioni mondiali. L’anno dopo tutti noi rimanemmo sconvolti dalla morte di Latino Heat. Poco meno di due anni più tardi la tragedia di Chris Benoit e della sua famiglia segnò la storia del wrestling recente.

In memory of Brodie Lee

Luke Harper non è mai stato una figura di spicco in WWE. Lo è stato con la Wyatt Family, avrebbe potuto esserlo in molti altri modi anche in singolo. Ma così non è stato e la WWE ha preferito lasciarlo andare che provare a puntare su un big man capace come lui. D’altronde è così (o almeno era così fino a quest’anno, anche se il dubbio rimane), quando la WWE vede un big man capace o lo snatura o non sa cosa farsene. Per poi puntare su altri big man incredibilmente più scarsi. Meglio ha fatto la AEW che lo ha preso e ha puntato forte su di lui, rendendolo il leader del Dark Order e dandogli subito un titolo. Non quello mondiale, no… ma d’altronde pensavano che ci sarebbe stato tempo per farlo.

E allora perché la sua morte ci ha colpito così tanto? Probabilmente perché tutti amavano Brodie Lee. E noi, non conoscendolo di persona, possiamo solo provare a immedesimarci in ciò che prova chi lo ha avuto nella sua vita e se l’è visto portare via così, dall’oggi al domani. Quello che colpisce è che veramente tutti hanno avuto bisogno di parlare di lui, di commemorarlo, di tenerlo vivo. Che fosse un suo amico fraterno in WWE come Xavier Woods o una dirigente importante come Stephanie McMahon, che fosse un carissimo amico con il quale aveva condiviso esperienze di vita importanti come Dax Harwood o una ragazza di 20 anni o poco più aggiunta da poco alla sua stable come Anna Jay. Tutti hanno avuto bisogno di piangerlo, di dire una parola per lui. Anche solo di ricordare come facesse costantemente ridere tutti anche solo con la sua presenza, come hanno fatto i membri del Dark Order durante Being The Elite.

The legacy

Se devo essere sincero non so nemmeno io perché ho deciso di scrivere quello che spero sia un piccolo tributo nei confronti di Brodie Lee. Speravo di scoprire una ragione razionale mentre scrivevo il pezzo, così non è stato. So solo che mi dispiace, tanto. Probabilmente siamo talmente abituati a immedesimarci nei character che vediamo ogni settimana che ora, di fronte a una tale dimostrazione di dolore unanime, non possiamo fare altro che parteciparvi anche noi. D’altronde è difficile non farlo quando ti ritrovi a leggere tutte le storie pubblicate dai suoi colleghi. E ciò che colpisce è la varietà delle storie… da Dax Harwood che racconta come la famiglia Huber abbia aiutato la sua quando lui e sua moglie hanno perso un bambino che aspettavano a Xavier Woods che si commuove in diretta a Raw Talk mentre parla di lui. O che so, anche a Cesaro che condivide un suo esilarante pezzo sul fitness.

Stasera a Dynamite ci sarà lo show di tributo nei confronti di Brodie Lee. E già il fatto che anche le Superstar della WWE lo stiano pubblicizzando e ricondividendo vuol dire molto… sperando che non debbano pagarne delle conseguenze. Quello che so è che ci ha lasciato una persona speciale, una persona che evidentemente rendeva ogni spogliatoio in cui entrava un luogo migliore. E d’altronde anche le numerose opere di solidarietà che si stanno susseguendo in queste ore sono una prova di ciò, da CM Punk e Mick Foley che rinunciano temporaneamente ai loro ricavi per cederli alla famiglia di Brodie Lee alla AEW che mette sotto contratto suo figlio di 8 anni, Brodie Jr., assicurandogli anche un futuro sul ring se lo vorrà…

Non so che altro dire. So che Brodie Lee mi mancherà e che il mondo del wrestling sarà un posto peggiore senza di lui. E che dovremmo smetterla di dare per scontate tante cose nella nostra vita, persino un ottimo wrestler che vediamo lottare ogni settimana.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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