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Se dovessi fermarmi a pensare a cinque eventi relativi alla WWE ed all'amore che mi lega a lei da oltre vent'anni, ovvero da quando mi innamorai per la prima volta del wrestling vedendo due uomini darsele sul ring, e uno di quegli uomini aveva il ciuffo anni '60, un luccicante completo blu, una chitarra ed alla vita una cintura la cui bellezza toglieva il fiato, e che solo dopo scoprii essere Honky Tonk Man, allora campione intercontinentale e tutt'oggi l'uomo che ha detenuto questo titolo più a lungo, mi vengono in mente:

– Hulk Hogan che solleva Andre The Giant, 235 chilogrammi di massa, nel tripudio del Pontiac Silverdome in occasione di Wrestlemania III. Era il 1987, si stavano affrontando i due lottatori più forti e significativi dell'epoca, con in palio la cintura più importante, ed è innegabile che quella scena, quel fermo immagine, rappresenti la storia della disciplina. In 24 anni non si è mai più ripetuto un evento del genere. Mai.

– Undertaker e il suo esordio nella compagnia, 22 novembre 1990, Hartford, nel Connecticut, a Survivor Series. Un brivido lungo la schiena a ripensarci ancora oggi. Altissimo, reso ancora più alto dalle telecamere che lo riprendevano dal basso, freddissimo e soprattutto terrorizzante. Gli occhi di chi era bambino all'epoca non scorderanno mai la paura provata in quegli attimi, facilitata anche da una theme d'ingresso funerea. Quell'uomo 21 anni dopo è una leggenda.

– Royal Rumble 1992: Ric Flair, sconosciuto in Italia ai più in un'era senza internet e dove la WCW, chi la conosceva, era perché prevalentemente la leggeva su qualche magazine specializzato, vince quella che è e sono convinto resterà sempre la più bella Rissa Reale della storia sfruttando le incomprensioni tra due titani come Hulk Hogan e Sid Justice, conquistando tra l'altro il vacante Winged Eagle, il titolo mondiale di quella che allora si chiamava WWF, World Wrestling Federation. Nessuno ci credeva, nessuno se lo aspettava… Hogan e Justice sembravano imbattibili, e in pochi da noi sapevano che quel signore all'apparenza già anzianotto che li aveva buggerati come due pivellini era già immenso nella sua storia all'epoca.

– Wrestlemania XX, 2004, Eddie Guerrero si conferma campione WWE sconfiggendo Kurt Angle, Chris Benoit batte Triple H e Shawn Michaels nel main event e conquista il suo primo titolo mondiale, dopo un match stratosferico. Dopo questo incontro Latino Heat sale sul ring e tra le lacrime si congratula con il Canadian Crippler. I due ragazzotti cresciuti nella WCW ce l'hanno fatta, sono due stelle, hanno sopravanzato i migliori, ora sono loro i migliori, sono i campioni, sono il futuro della WWE, Wrestlemania XX, where it all begins again… Oggi entrambi non ci sono più, periti in circostanze tragiche. In chi scrive, per un motivo o per un altro, hanno lasciato un vuoto immenso.

– Il 30 marzo 2008 a Wrestlemania 24, Shawn Michaels, uno dei tanti “la storia del wrestling”, batte Ric Flair, altro “la storia del wrestling”, in un match epico. Il Nature Boy, quasi 60 anni, vuole uscire con onore da quello che diventa il suo incontro d'addio in caso di sconfitta, e le parole di HBK prima della Sweet Chin Music decisiva, “i'm sorry, i love you”, non saranno portate via dal vento. Il giorno dopo a Raw, Flair riceve il tributo più bello che si possa avere. Due anni esatti dopo il suo giustiziere riceve lo stesso trattamento, per mano di Undertaker: Michaels perde senza mollare a Wrestlemania, e lascia con onore il ring, ad oggi ancora per sempre. Ric Flair e Shawn Michaels non sono più due dei tanti “la storia del wrestling”. Sono Ric Flair e Shawn Michaels, dunque molto di più.

E poi mi assalgono una serie di ricordi confusi eppure così nitidi: Ultimate Warrior campione mondiale, “Ravishing” Rick Rude e Mr. Perfect che invece quel titolo non lo avranno mai, gli anni di buio, l'Hell In A Cell tra Mankind e Undertaker che mi portò alla scoperta dell'hardcore, e ancora Bret “The Hitman” Hart che se ne va sputando su Vince McMahon, il ritorno di Hulk Hogan, il debutto di John Cena, The Rock batte “Stone Cold” Steve Austin nel 2003 e l'anno dopo è Goldberg a far valere su di lui la propria supremazia, e poi Mike Awesome e Masato Tanaka che a ECW One Night Stand del 2005 rubano la scena con un match stratosferico e tante, tante altre immagini ancora…

Ne è passato di tempo da quando è scoppiato l'amore con la WWE: sono cambiati gli stili, i personaggi, i beniamini, molte scelte non le ho condivise ma comunque nuova storia è stata scritta, e magari tra dieci, venti anni qualcuno scriverà di Cena e Orton come io ho scritto di Hogan, Flair, Michaels, Taker, Guerrero…

Nonostante questo l'amore resta, ben saldo. Per questo motivo venerdì sarò a Firenze a guardare l'ennesimo show della compagnia che non ringrazierò mai abbastanza per quante emozioni mi ha regalato.

Booya!

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