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L'ho sempre detto, lo dico ancora e lo dirò per sempre: il wrestling è metafora della vita. Gioie e dolori, buoni e cattivi, vittorie e sconfitte, successi e cadute, salite e risalite. E' così e stop. La teoria vale anche per le notizie: a ciel sereno arrivano temporali improvvisi che non sai come arginare, dai quali non ti puoi riparare. Arrivano notizie improvvise, e purtroppo, spesso e volentieri, non sono positive, anzi.

13 novembre 2005, a Minneapolis, nel Minnesota, se ne va per sempre Eddie Guerrero. Così, un soffio, un respiro esalato, l'ultimo, da solo, in silenzio. Improvvisamente.

25 giugno 2007, ad Atlanta, in Georgia, Chris Benoit viene trovato morto suicida dopo aver fatto passare a miglior vita la moglie Nancy ed il piccolo Daniel. Così, roid rage, una mattanza, follia tra quattro mura. Improvvisamente.

11 aprile 2011, a Bridgeport, nel Connecticut, Edge, al secolo Adam Copeland, campione mondiale WWE in carica, a Raw annuncia il suo ritiro definitivo dalle scene. Fortunatamente non ci sono cadaveri da sotterrare né sangue da ripulire, ma la notizia è comunque triste. La Rated R Superstar lascia il ring. Improvvisamente.

Cito testualmente dalla nostra newsboard: “Edge è stato costretto ad annunciare il ritiro a seguito di una risonanza magnetica che gli era stata diagnosticata in seguito all'emergere di numerosi sintomi di neuroaprassia (in particolare tremori incontrollati nelle braccia e nelle mani). Sintomi molto simili a quelli che lo avevano costretto ad operarsi al collo otto anni fa. Dopo aver esaminato i risultati della risonanza magnetica, il dottore della WWE Joseph Maroon ha diagnosticato una stenosi (ovvero un restringimento) del canale vertebrale. Questa situazione ha causato a Edge una compressione del midollo spinale che gli ha provocato i sintomi suddetti, perché si è creata una compressione dei vasi sanguigni che hanno portato ai disturbi a braccia e mani. Ovviamente i numerosi colpi subiti dal suo ritorno dopo l'operazione al collo a oggi hanno aggravato la situazione”.

In poche parole, Edge è costretto a lasciare il wrestling lottato per avere la certezza di non finire i suoi giorni su una sedia a rotelle, se non peggio. Dunque addio Spear, capelli strappati, occhi spalancati e tutto ciò che hanno fatto della Rated R Superstar un campione apprezzato.

Ma è Edge è stato un campione? I numeri, la sua bacheca, dicono di sì. Ma questa bacheca il ragazzo canadese che decise di diventare un lottatore professionista dopo aver visto dal vivo a 18 anni Wrestlemania VI (per i profani, quella di Hulk Hogan vs. Ultimate Warrior con in palio titolo mondiale dell'Hulkster e titolo intercontinentale del Guerriero) non l'ha messa in piedi grazie ad un talenti innato o a qualche spintarella, bensì mettendo a frutto anni e anni di duro lavoro.

Edge è un uomo WWE, come lui e ovviamente più di lui a Stamford ci sono solo Undertaker e Triple H: ha esordito nel 1998 e da allora non ha mai lasciato la compagnia. Non era un predestinato però. Era un buon lottatore, con margini di miglioramento, che però per anni è parso essere solo buono alla categoria di coppia ed alla conquista di qualche titolo minore in singolo.

Invece, se dopo dieci titoli di coppia (poi diventati quattordici), un Hardcore, un King Of The Ring e cinque intercontinentali (oltre ad un titolo US della WCW ai tempi dell'Invasion), sono arrivati anche undici titoli assoluti (quattro WWE e sette World Title) e l'affermazione alla Royal Rumble 2010, il merito è solo ed esclusivamente suo.

Della sua fatica, della sua straordinaria capacità di inventarsi una gimmick odiata e poi amata, dell'esser sempre stato l'uomo giusto al momento giusto, l'opportunista per eccellenza.

Bene, se quest'opportunista oggi ci lascia, non certo per sua diretta volontà, noi non possiamo fare altro che alzarci in piedi, ringraziarlo e poi applaudirlo. Ma applaudirlo a lungo, anche per quelle soddisfazioni che, a causa di una carriera interrotta a neanche 38 anni, ci avrebbe potuto regalare ma che invece rimarranno solo un sogno.

Va ringraziato per essere stato nel Brood, per aver formato con Christian uno dei tag team più spettacolare della storia, per averci fatto parlare con il triangolo Edge/Lita/Matt Hardy, per aver ridicolizzato Vickie Guerrero, per le tante emozioni regalateci sul ring…

Soprattutto va ringraziato ed applaudito per essere stato Edge. “Crude, lewd and tattoed”, come recita una delle sue t-shirt che orgogliosamente posseggo tra i miei cimeli. Va ringraziato per essere stato la Rated R Superstar. Per essere stato uno dei lottatori più vincenti, fedeli e imprevedibili dell'ultimo decennio.

Signori, in piedi: un ultimo applauso. Thank you Edge…

Booya!

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