You’re Next #165

Chissà perché, in un'epoca nella quale si fa a gara per celebrare qualsiasi anniversario, nascita o morte che sia, nessuno si è fin quì ricordato che sabato 13 novembre sono passati cinque anni… Già cinque anni?

Sì, già cinque anni, sembra impossibile ma è così. Era il 13 novembre 2005, domenica, e la crew della WWE era tutta a Minneapolis, nel Minnesota, sede della registrazione di una puntata di Smackdown! (allora con il punto esclamativo, sembra passata un'eternità).

Siamo al Marriott Hotel, tutti fanno colazione assieme, come una grande famiglia, quella che alla fine è tutta la combriccola di Stamford lontana dalle luci della ribalta. Dopo la colazione si risale in camera per l'ultima sistemata, una lavata di denti, la telefonata alla moglie a casa, cose da tutti, prima di entrare definitivamente nella giornata lavorativa, in questo caso gli ultimi ritocchi ad uno show da registrare tra poche ore.

Dalle camere scendono tutti, ma proprio tutti, da Batista campione del mondo all'ultimo dei tecnici, quello che regge il filo onde evitare che il cameraman andando all'indietro inciampi. Tutti, tranne uno. Sarebbe dovuto scendere anche lui, non ci sono eccezioni. Invece lui non scende.

Telefoniamo in camera direttamente… tuuuu… tuuuu… tuuuu… nessuna risposta. “Vado a bussargli io”, fa una voce nel mucchio: è la voce di suo nipote, appena tre anni più piccolo, e che dunque ha avuto la fortuna di godersi l'amato zio parallelamente alla sua vita, incrociandolo spesso, da amico e avversario, nella sua carriera, condividendo titoli e feud.

Il nipote bussa, ma lo zio da dentro la camera non risponde. “Magari è in bagno, busso e lo chiamo a voce”, pensa il nipote… Ancora una volta però, dallo zio nessuna risposta.

“Proviamo ad aprire…”, pensa risoluto il nipote… All'apertura della porta, gli occhi del nipote iniziano a bruciare, come quando un ago del tatuatore inizia a segnarti la pelle, e forse gli occhi bruciano perché su di essi si tatua un immagine che non se ne andrà mai: lo zio è lì, in terra, solo, morto.

Un attacco cardiaco lo ha stroncato, ad appena 38 anni. Un attacco cardiaco non a caso, perché lo zio in passato ha abusato per anni di droghe, painkiller e alcolici; si era fatto un nome, poi era caduto in un baratro dal quale si era rialzato, era tornato sulla vetta del business fino a detenerne per un periodo il massimo simbolo del potere, poi era rientrato nel mid-carding, ed alla fine sembrava pronto a riprendere il volo verso l'alto.

Quel volo è stato spezzato la mattina del 13 novembre 2010. Ormai cinque anni fa.

Lo zio di questa storia, purtroppo vera, è Eddie Guerrero, mito del ring, in Italia soprattutto. La sua scomparsa gettò il business nello sconforto, il Wellness Program della WWE è stato affinato in seguito alla dipartita di Latino Heat, da anni Chavo Guerrero, il nipote della triste storia, esigenze di personaggio permettendo porta a giro sul ring il suo nome, i Three Amigos, la Frog Splash.

Un personaggio straordinario Eddie, legato a doppio filo all'Italia, perché quando il wrestling è tornato prepotentemente a riempire le nostre tv, lui era all'apice, e molti tifosi di oggi hanno conosciuto la passione per lo sport entertainment grazie a Latino Heat campione WWE, e hanno pianto di fronte all'abbraccio tra Guerrero campione WWE e Chris Benoit campione mondiale a Wrestlemania XX.

Da un po' di tempo però del povero Eddie sembrano ricordarsi in pochi, e per questo motivo You're Next!, come tristemente fece cinque anni fa (vedi lo You're Next! #48 del 14 novembre 2005), all'anniversario della sua morte ha voluto ricordare un grande, che manca a tutti.

Eddie, ancora una volta, Viva la Raza…

Booya!

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