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Ci ha lasciato un lottatore che forse a definirlo tale commettiamo anche un errore. Un fenomeno da baraccone, ecco, forse è questo il termine più corretto per definire Jorge Gonzales, El Gigante nella WCW e Giant Gonzales nell'allora World Wrestling Federation nei primi anni '90, animale che, stando alle statistiche, era alto 231 cm. per un peso di 197 chilogrammi e che ci ha lasciato in questi giorni a 44 anni.

Forse però Jorge Gonzales è stato un baraccone solo a Stamford con quel costume da peloso uomo delle caverne con i muscoli disegnati, ma la WCW prima aveva provato a farne un wrestler serio e con tutti crismi del caso.

Ma qual è la storia di Jorge, novello Andre The Giant e poi durato appena pochi anni, peraltro senza mietere alcun successo? Cerchiamo di ricostruirla.

Jorge Gonzales nasce a El Colorado, in Argentina, il 31 gennaio 1966, affetto da una malattia che non arresta la crescita. In pochi anni, Jorge supera i due metri (a 16 anni è già 215 cm.), e cerca di sfruttare la cosa dandosi alla pallacanestro. I primi anni Jorge li passa nelle serie minori, dove riesce comunque a mettersi in mostra grazie alla sua impressionante fisicità, fino ad arrivare a conquistarsi la Nazionale.

Con l'Argentina, Jorge conquista la medaglia di bronzo ai Campionati Sudamericani del 1985, partecipa ai Mondiali dell'anno successivo e, soprattutto, dopo essersi rimesso da un brutto infortunio che lo tiene lontano dai parquet per nove mesi, viene convocato per i Giochi Olimpici di Seoul del 1988, dove sempre grazie alla sua altezza attira su di sé le attenzioni degli Atlanta Hawks, franchigia della NBA facente capo a Ted Turner, boss anche della WCW.

L'esperienza nella NBA per Gonzales è purtroppo infruttuosa: l'eccessiva altezza impedisce al ragazzo di adeguarsi ai canoni di velocità dei più grandi giocatori di basket al mondo, e dunque non riesce in alcun modo a sfondare.

In quel frangente, è proprio Ted Turner a vedere nel gigante argentino le caratteristiche giuste per intraprendere la carriera di wrestler, e così, restando ad Atlanta, Jorge inizia ad allenarsi per diventare un lottatore, arrivando a debuttare con la gimmick del gigante buono El Gigante al PPV Capital Combat nel maggio del 1990.

El Gigante debutta subito in mezzo ai grandi, feudando spesso con Ric Flair per il titolo mondiale WCW, che non vincerà mai, con Sid Vicious, che batte in un celebre Stretcher Match a Superbrawl il 19 maggio 1991, e partecipando ad un incontro che nel suo genere ha fatto storia, il Chamber Of Horror Match nel PPV Havoc del 27 ottobre 1991, vinto in squadra con Sting e gli Steiner Brothers battendo Cactus Jack, Abdullah The Butcher, Diamone Studd e Vader.

In contemporanea, El Gigante combatte spesso in Giappone nella New Japan Pro Wrestling, e riveste piccoli ruoli in film e serie tv.

A metà del 1992 El Gigante lascia la WCW, la federazione che lo ha fatto crescere come lottatore, e approda alla WWE, all'epoca WWF, che dà lui la fama definitiva, pagata a caro prezzo con una gimmick stronca-carriere.

El Gigante debutta a sorpresa, fuori-match, nella Royal Rumble del 1993: si fa chiamare Giant Gonzales, ha come manager Harvey Whippleman (non proprio un vincente…) e si presenta in scena con un costume intero dal collo ai piedi fatto di muscoli e peli disegnati. Nonostante costume e manager però, l'esordio è d'impatto: Giant Gonzales entra dal nulla, punta dritto il ring, sale scavalcando la terza corda come se fosse un bastone da scansare in terra, e va a massacrare Undertaker.

Esatto: massacrare Undertaker. Una cosa mai vista fino a quel momento, e mai vista dopo: Giant Gonzales sale sul ring, dispone del becchino come meglio crede, e poi se ne torna nel backstage. Se non è d'impatto un debutto come questo…

Peccato che il resto non sia all'altezza di questo debutto. Il primo match tra i due avviene a Wrestlemania IX, nella storica edizione all'aperto, e lo si ricorda per l'ingresso di Undertaker e per il suo rientro sul ring dopo che era stato portato via una prima volta in barella in seguito agli attacchi patiti da Giant Gonzales, per la vittoria per squalifica del becchino (l'argentino viene squalificato perché mette ko il Phenom stordendolo con il cloroformio), ma non per il wrestling vero e proprio: l'incontro, se così lo si può definire, fu imbarazzante, lento macchinoso, il gigantesco argentino incapace per la sua stramba fisicità ad eseguire una mossa degna di questo nome e Taker impossibilitato a fargli fare anche solo una decente figura.

Non andò meglio il 30 agosto 1993 a Summerslam, nella resa dei conti definitiva: Undertaker spazza via Giant Gonzales senza problemi, recuperando l'urna che l'argentino e Whippleman avevano rubato poco prima. Dopo questa batosta Giant Gonzales licenzia il suo manager, prova ad andare avanti da solo (era previsto un feud tra lui ed il nuovo protetto di Whippleman, Adam Bomb, mai iniziato), ma nella WWF la sua baracconaggine aveva già fatto il suo tempo.

A settembre partecipa ad una Battle Royal a Raw per decretare il nuovo campione intercontinentale, ma non riesce nel suo intento (la cintura se la aggiudica Razor Ramon, che elimina per ultimo Rick “The Model” Martel), poi sparisce dalle scene e lascia la WWF a fine ottobre.

Non è l'epilogo nel mondo del wrestling. Jorge infatti, dopo qualche particina in film e telefilm, si trasferisce in Giappone, alla New Japan Pro Wrestling, dove torna a farsi chiamare El Gigante. Il 28 settembre 1994 fa coppia con Black Tiger II e sconfigge in un 3 On 2 Handicap Match il trio composto da Samurai, Yasuda e Ishizawa.

E' la sua ultima vittoria: l'8 febbraio 1995 a Sendai, in Giappone, sempre per la NJPW viene battuto da Great Muta, e dopo questa sconfitta annuncia al pubblico, per la sua malattia e l'avanzare del diabete, il ritiro dal wrestling lottato. Resta in Giappone fino alla fine dell'anno nella WAR, la Wrestle And Romance, con la quale partecipa ad alcuni tour nel Sol Levante senza mai combattere, prima di lasciare definitivamente il wrestling business a dicembre.

Nel 1998 Jorge torna definitivamente a El Colorado, dove subisce senza poter far niente l'incedere del diabete. Soffre di insufficienza renale, finisce su una sedia a rotelle e vive con un sussidio di sopravvivenza statale in una stanza dell'Università di San Martin, nello stato del Chaco. Il 22 settembre una complicazione legata al diabete se lo porta via, a 44 anni.

Come spesso accade per i giganti, ci vuole una malattia incurabile per chiudere per sempre gli occhi di Jorge Gonzales. Un gigante perdente, ma che solo per aver reso difficile a quei livelli la vita ad un mostro sacro come Undertaker, rappresenta un piccolo pezzo nella storia del nostro sport.

Booya!

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