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Nell'ultima puntata della ECW la General Manager dello show hardcore, la “blondie” Tiffany, ha stabilito che a Extreme Rules, in programma il 7 giugno, il titolo assoluto del brand attualmente alla vita di Christian sarà difeso dal campione non solo contro Jack Swagger, ma anche contro Tommy Dreamer, l'unico Original rimasto nel roster dal momento del suo ritorno sugli schermi della WWE, datato ormai tre anni fa.

Secondo la storyline Dreamer, che ha il contratto in scadenza il 6 giugno, dunque 24 ore prima del PPV (e sempre stando alla storyline, Tommy ha firmato un prolungamento di appena un giorno giusto per poter partecipare all'evento), se vince il titolo resterà nel roster, altrimenti lascerà la scena. Una volta per tutte, dopo 20 anni di onorata carriera.

C'è da chiedersi tuttavia quante effettive possibilità ha l'Innovator Of Violence di conquistare la cintura a fronte di un campione face amato all'inverosimile, e di un talentuoso heel sbruffone, distruttivo e soprattutto giovane, giovanissimo.

Si direbbe poche, anche perché basta guardare la considerazione che la WWE ha avuto per Dreamer in passato. Il trentottenne di New York fa parte della federazione di Stamford da metà 2001, epoca dell'Invasion; conti facili di fare, sono ben otto anni. E in questi anni Dreamer cosa ha rappresentato per la WWE? Nulla, o poco più.

Per capirlo basta dare un'occhiata al suo palmares: in bacheca ci sono quattordici titoli Hardcore, conquistati in soli quattro mesi, con un record di detenzione di appena sette giorni. Siamo in era 24/7, ovvero il titolo poteva passare di mano in qualsiasi momenti, ventiquattro ore al giorno, sette giorni la settimana. Nessuna rivalità di rilievo, pochissime presenze in PPV (per la cronaca, la sua ultima presenza in questi show è datata 20 luglio 2008, quasi un anno fa, quando affrontò Mark Henry a Great American Bash e perse dopo aver subito il voltafaccia di Colin Delaney), una quantità incalcolabile di sconfitte.

Guardando questi dati, ci si potrebbe accontentare di vedere l'Innovator Of Violence fare una bella figura a Extreme Rules, mettere in seria difficoltà Captain Charisma e l'All-American American, ma poi uscire sconfitto e salutare commosso la folla che lo acclama.

Tuttavia Dreamer ha rappresentato davvero tanto per la ECW, di ieri e di oggi. Nonostante le sue vittorie, in termini di titoli, siano state poche anche nella storica Extreme Championship Wrestling (un titolo mondiale, durato pochi minuti, e tre di coppia con Johnny Gunn, Raven e Masato Tanaka), Tommy ha segnato la federazione estrema per eccellenza, portando sul ring uno stile di lotta inconfondibile.

Ogni qual volta Dreamer saliva sul ring, sapevi che avrebbe dato il 110%, che avrebbe messo il cuore sul piatto e avrebbe versato litri di sangue sul tappeto per rispetto dei tifosi, i quali ad ogni suo eccesso facevano risuonare nelle arene il coro “E-C-W! E-C-W!”. Ha vinto poco, ma ha dato tanto, e se la vecchia, storica ECW è arrivata fin dove è arrivata, lo deve anche a lui.

Nella nuova ECW invece, quella targata WWE, Dreamer c'ha messo la faccia, senza problemi. Ha iniziato entusiasticamente, ha accettato di farne parte nonostante la via intrapresa non fosse quella che tanti immaginavano o speravano, e perciò ha criticato, senza però venir mai meno a quello status di grande professionista che lo ha sempre contraddistinto, fino a garantirgli un posto dietro la scrivania a Stamford, ed è uno dei pochi tra tutti gli atleti piombati alla corte di Vince McMahon dalla ECW e dalla WCW ad avere avuto una simile fortuna.

Inoltre pensiamo ad una cosa: di tutti gli Original transitati nella nuova ECW (Balls Mahoney, Steven Richards, The Sandman, Sabu; Rob Van Dam non si conta perché nella WWE aveva già la sua bella dimensione senza alcun bisogno del brand hardcore) non ce n'è stato uno capace di vincere il titolo. Tommy Dreamer potrebbe essere il primo.

Oppure no. Bè, poco importa; l'importante è che, vincitore o vinto, l'Innovator Of Violence esca da Extreme Rules con tanto rispetto per ciò che fatto in 20 anni di onoratissima carriera.

Booya!

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