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Questa domenica alla Allstate Arena di Rosemont, nell'Illinois, si terrà l'edizione 2009 di Judgment Day, show che vedrà il ritorno al combattimento in PPV, dopo quasi un anno, di uno dei personaggi più caratteristici degli ultimi tre anni per quanto riguarda la WWE: Umaga, il quale si troverà ad affrontare CM Punk.

Un rientro accompagnato da una marcia di avvicinamento da schiacciasassi per il Samoan Bulldozer, tornato a Smackdown a gennaio e protagonista di una serie di vittorie da monster heel, anche se spesso giunte contro lottatori di medio-basso valore.

Cosa può ottenere ancora Umaga dalla WWE a 36 anni, e viceversa ovviamente? Dirlo non è facile, perché fin qui la carriera del distruttore samoano nella promotion di Stamford è stata un insieme di alti e bassi: in un primo momento infatti sembrava sì il classico mostro capace di avere la meglio su chiunque quando deciso a dovere, e pareva persino pronto a conquistare qualcosa di importante, ma poi con il passare del tempo la sua dimensione negli show tv della WWE è scesa vertiginosamente, fino a diventare quasi un jobber da PPV.

Ripercorrendo un po' le tappe principali della sua carriera, questi fatti sono facilmente rintracciabili. Dopo il debutto dell'aprile 2006, quando attaccò non uno qualsiasi, bensì un ragazzo cresciuto chiamato Ric Flair, l'impatto fu impressionante. In pochi mesi, dopo il doveroso e necessario periodo di ambientamento, il Samoan Bulldozer era arrivato al top, giungendo in estate a battere in sequenza calibri come John Cena, Shawn Michaels e Triple H.

Sembrava nato un bestione inarrestabile, al punto che per assistere al suo primo stop in PPV occorrerà attendere Survivor Series, quando uscì sconfitto con il Team Big Show dal Team Cena, dopo che nelle precedenti quattro occasioni aveva ottenuto tre vittorie ed un no contest (ad Unforgiven contro Kane).

Tale stop però interferì poco con il cammino di Umaga, che subito si tuffò in un feud niente meno che con il campione WWE Cena, messo in seria difficoltà dalla sua potenza. Ed è toccato proprio al leader della Chain Gang infliggere al Samoan Bulldozer la prima sconfitta in un match singolo in PPV, a New Year's Revolution 2007, dove comunque in più di una occasione sembrava che Umaga potesse avere la meglio sul campione.

Stessa cosa accadde poche settimane dopo alla Royal Rumble: il Last Man Standing Match che vide opposti i due fu obiettivamente ottimo, ed ancora Umaga sembrava sul punto di poter schienare il campione WWE più amato/odiato della storia, che però alla fine mantenne il titolo grazie ad uno strangolamento operato addirittura con una corda del ring staccata dal sostegno.

Due sconfitte di fila dunque, ma entrambe con molto, moltissimo onore per Umaga: sembrava nata definitivamente una stella; il Samoan Bulldozer era stato per due volte a un passo dalla conquista del massimo alloro della WWE, non era riuscito nell'impresa, ma questa sembrava solo rimandata. Ed in effetti così è stato, e lo è ancora, perché da questo momento in poi Umaga lascia pian piano il giro che conta, per assestarsi in una posizione da upper-carder che viene ogni tanto chiamato a qualche feud di rilievo.

Sono questi i casi della Battle Of The Billionaires tra Vince McMahon e Donald Trump, che assoldano rispettivamente Umaga e Bobby Lashley per dirimere le proprie questioni (e The Real Deal batterà il Samoan Bulldozer in quel di Wrestlemania 23), e del match per il titolo WWE a No Mercy 2007 perso contro Triple H.

In mezzo c'è la conquista di due titoli intercontinentali e tante, ma tante sconfitte in PPV. Domenica contro lo Straight Edge a Judgment Day il Samoan Bulldozer lotterà il suo ventunesimo incontro in PPV, dove finora ha un magro ruolino di marcia: sei vittorie, tredici sconfitte e un no contest; l'ultima affermazione risale a Summerslam '07, quando ebbe la meglio su Carlito e Mr. Kennedy in un 3 Way Match che gli valse il mantenimento del titolo intercontinentale.

CM Punk è battibile, perché la valigetta del Money In The Bank gli permette di gravitare senza infamia e senza lode fino al suo utilizzo, ma poi, tanto per tornare alla domanda cardine di inizio editoriale, cosa può dare Umaga alla WWE?

Stando anche alle indiscrezioni provenienti dal backstage della WWE, che vogliono Vince McMahon orientato finalmente a dare spazio alle facce nuove per garantire un futuro a lungo termine alla compagnia, il Samoan Bulldozer potrebbe tornare ai livelli che gli competevano tra fine '06 e inizio '07, e magari conquistare anche quel titolo assoluto che gli ricompenserebbe il grande e silenzioso lavoro fatto con estrema professionalità fin da quando è tornato sui ring della federazione.

Però c'è anche il rischio opposto, e purtroppo sembra in vantaggio sull'opzione suddetta: Umaga ha già assaggiato il main event, e tra la sua caduta e lo stop per infortunio sono arrivate (o ritornate…) nuove leve che potrebbero nuovamente oscurare la sua carriera.

Inoltre in suo sfavore gioca la tradizione della WWE: tanti i lottatori fisicamente mostruosi e distruttivo visti, ammirati e magari oggi anche straordinariamente ricordati dai tifosi (pensiamo a Earthquake ad esempio, ma ce ne sono a decine), ma alla fine in pochi (Andre The Giant, Yokozuna, Big Show, Great Khali) sono riusciti a mettere in bacheca un titolo mondiale.

Personalmente temo che tra qualche anno, quando Umaga guarderà la sua bacheca, la troverà spoglia in maniera desolante…

Booya!

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