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Cameron, minuscolo e tranquillissimo sobborgo (nel 2000 il censimento ha contato 151 abitanti) della contea di Moore, nel North Carolina. Andando sulla versione inglese di Wikipedia si legge che i cittadini celebri di Cameron sono tutti wrestlers: i fratelli Hardy e Shannon Moore. Già, i fratelli Hardy, Matt e Jeff, i due che in tag team hanno fatto sognare le ultime generazioni dei fan di wrestling di tutto il mondo.

Da tempo ormai i fratelli Hardy combattono in singolo, con risultati alterni. Comunque il più forte e carismatico dei due è in ogni caso Jeff, il piccolo, che da mesi rincorre il WWE Title. Ed è sempre stato così: sia Matt che Jeff al risuonare nelle arene delle loro musiche d'ingresso fanno saltare in aria la folla, ma poi i feud di rilievo, i risultati buoni, le cinture, finiscono sempre nelle mani del secondo dei due.

Ora però immaginateveli a cena insieme: Matt è festante, incontenibile, mangia e beve come un ossesso, è felice; Jeff invece è triste, mangia poco e non parla. Sembra frustrato. Si, questa è la parola giusta: frustrato. Perché da quasi un anno ormai il Rainbow Hair Warrior sta scalando le vette della WWE, prima a Raw e poi a Smackdown, nel tentativo di abbrancare quella dannata cintura. Da gennaio ad oggi si contano cinque assalti in PPV, tre in match one on one (alla Royal Rumbe contro Randy Orton ed a No Mercy e Cyber Sunday contro Triple H), e due in incontri a stipulazione speciale e a più contendenti (Elimination Chamber a No Way Out e Championship Scramble a Unforgiven). In tutti e cinque i casi il voto alle sue prestazioni è 10, ma la casella delle vittorie resta inchiodata ad un tristissimo 0.

Roba da main eventer degli anni '80 in epoca-dominio Hulk Hogan. Infatti Jeff Hardy non ne può più. Quel titolo assoluto è diventato una maledizione, sembra irraggiungibile. Ogni occasione sembrava quella giusta, poi niente, si torna a casa sempre a mani vuote. A Cyber Sunday il Rainbow Hair Warrior è arrivato al punto di sperare di non essere votato perché consapevole di dover jobbare un'altra volta a The Game e dunque consapevole di vedere la sua credibilità da possibile campione ulteriormente minata. E ne aveva ben donde.

Andando a Matt invece, tutto va a gonfie vele. Da anni alla WWE, a parte un paio di mesi nell'infausto periodo del “triangolo” con Edge e Lita (storyline dalla quale la Rated R Superstar ha spiccato il volo per il main eventing), il più vecchio degli Hardy (34 anni) finora aveva sempre stentato ad imporsi nonostante i boati al suo ingresso non fossero inferiori a quelli scaturiti da Jeff. Per rendersene conto basta guardare il palmares dei due in singolo: Jeff vanta nove cinture, tra cui quattro titoli intercontinentali, mentre Matt ne ha sei.

Tra queste sei però c'è quella che sta permettendo a Matt di avere un sorriso a 64 denti anziché a 32: quella di campione ECW. Si può dire che sia lui il più grande campione del brand hardcore da quando questo fa parte dell'orbita WWE? Vediamo…

Rob Van Dam certamente non è stato meglio di lui. Poteva esserlo, doveva diventare il simbolo del brand, invece dopo 20 giorni ha dovuto abbandonare la corona (deteneva anche quella di campione WWE) per raggiunti limiti di stupidità, per i quali poi è stato licenziato.

Su Big Show c'è da discutere. Il gigante, arrivato al titolo già da campione affermato e navigato, è stato il più duraturo detentore del titolo fino a questo momento, con cinque mesi esatti di regno, durante i quali ha spazzato via Ric Flair, Batista, gli Original Sabu e The Sandman, fino ad aggregarsi ai McMahon nella lotta con la D-Generation X.

Dopo di lui è arrivato Bobby Lashley, poi Vince McMahon, poi di nuovo Bobby Lashley, per un totale di sei mesi. Sei lunghissimi mesi durante i quali praticamente la ECW non ha avuto un rappresentante perché Lashley, una volta battuti Test, Mr. Kennedy e Hardcore Holly, si è impelagato nella rivalità con Vinnie Mac, terminata nella Battle Of The Billionaires di Wrestlemania XXIII e piena di match inguardabili contro Vince e Shane. Da dimenticare…

Merita menzione invece John Morrison, che in pratica durante i suoi 69 giorni di regno se l'è vista solo con CM Punk, mettendo però in piedi buoni incontri e soprattutto creandosi un personaggio che gli ha dato l'ottimo riscontro di cui gode tuttora.

Punk. Lo Straight Edge certamente è stato un bel campione ECW. Lui è cresciuto con la cintura e questa ha fatto altrettanto con lui, cosicché si è arrivati ad identificare il brand hardcore come il brand di CM Punk. Forse è stato il primo grande interprete della nuova strada della ECW, e bisogna dargliene atto.

Dopo di lui è giunto Kane, che sarebbe stato ottimo ma è durato poco, Chavo Guerrero, che sarebbe da cancellare dall'albo d'oro, e Mark Henry, che dopo dieci anni di vagabondaggio aveva trovato (e ce l'ha tuttora) la sua dimensione.

Non c'è paragone però con Matt Hardy, che finalmente è riuscito a fare il salto. Da campione ECW è credibile, ha tutto l'appoggio dei fan, sul ring è una sicurezza, ed ha già regolato avversari che per il suo standard sono di tutto rispetto. Mark Henry in altre occasioni lo avrebbe mangiato vivo; Chavo Guerrero è pur sempre un ex campione; Finlay è un grande interprete del quadrato e nonostante l'età è meglio di tanti altri colleghi più giovani. Evan Bourne è il futuro. Ne ha avuto da fare Matt, e tanto ancora ne avrà. Bene allora, perché la carne che ancora dovrà essere messa al fuoco sarà tutto prestigio per il suo regno e per la cintura ECW, che ha certamente trovato il suo miglior campione, senza nulla togliere ai suoi predecessori, Big Show in primis, che però vinse il titolo con in carniere già tutto ciò che c'era da vincere.

Situazione ribaltata dunque: Jeff vede tutto nero, Matt l'opposto. Quanto durerà? Per Matt speriamo a lungo, perché un professionista come lui merita la ribalta che sta ottenendo. Per Jeff invece speriamo che il veder nero duri poco, perché tutti lo vogliono vedere con la cintura WWE attorno alla vita. Cyber Sunday su ciò è stato esplicativo.

Già, Cyber Sunday… Tutti si aspettavano la notte di Vladimir Kozlov, che invece è stato costretto dalle preferenze dei tifosi a stare negli spogliatoi. A sorpresa invece uno che negli spogliatoi non c'è rimasto è stato Evan Bourne. Che alla prima presenza in PPV ha incantato. In attesa dunque di capire sempre se Kozlov è un bidone o un campione, una certezza il PPV interattivo della WWE ce l'ha lasciata: Evan Bourne ha tanta, ma tanta stoffa. E se gli lasceranno fare tutte le mosse spettacolari che ha mostrato in passato nelle indies…

… ma che lo dico a fare, tanto sappiamo già che la WWE non gli lascerà campo libero. Tu ne sai niente, CM Punk?

Booya!

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