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Innanzitutto una comunicazione di servizio: lo storico indirizzo e-mail [email protected], danneggiato in maniera ormai irrimediabile, va purtroppo in pensione, dunque da questo momento per celebrare, infamare, amare, odiare o più semplicemente contattare il sottoscritto potete usare il nuovo [email protected], ok? Straight to the business now…

Great American Bash è stato un buon PPV, quanto meno rispetto a ciò che la WWE ci ha propinato negli anni passati da quando questo show è stato riportato in vita. Ogni incontro ha avuto il suo perché, e le sorprese non sono certo mancate. A partire proprio dall'opener del PPV, il Fatal 4 Way valido per i titoli di coppia WWE tra Morrison/Miz, Finlay/Hornswoggle, Jesse/Festus e Hawkins/Ryder e vinto proprio da questi ultimi. Buon incontro, senza pause e con risultato non del tutto scontato: in primo luogo perché la coppia formata dallo Shaman Of Sex e dal Chick Magnet aveva trovato da mesi un'alchimia incredibile che aveva portato i due a passare per un tag team assolutamente imbattibile, ed in secondo perché le vicissitudini di Edge e Vickie Guerrero avevano messo un po' in disparte le gesta degli Edgeheads, mai veramente decisivi nei confronti della Rated R Superstar se non per quanto riguarda il loro debutto come tali nell'ultimo Armageddon. Dunque Morrison e Miz abdicano dopo 250 giorni di ottimo regno, tornando forse alle rispettive carriere singole, come già odorato nell'ultima puntata della ECW, e lasciando così la scena a Hawkins e Ryder, che sicuramente come tag team ci sanno fare.

Successivamente c'è stato l'ottimo incontro, almeno a mio parere, tra Shelton Benjamin e Matt Hardy. Un Gold Standard incessante ha condotto la contesa in maniera impeccabile dall'inizio ed ha portato a casa il bottino pieno, allacciandosi la cintura di campione US e interrompendo così dopo nemmeno tre mesi il deludentissimo regno di Matt (il peggiore dai tempi di Orlando Jordan campione probabilmente), invocato champ a gran voce dopo il feud con MVP ma poi incapace di difendere a modo l'alloro, forse non del tutto per colpa sua. Comunque tanto di cappello a Benjamin, che ha saputo sfruttare forse l'ultima occasione della carriera per rilanciarsi. Per Matt poi c'è già stata la consolazione, visto che è diventato il primo sfidante al titolo ECW di Mark Henry per Summerslam, non un PPV qualunque. Questa, vittoria o meno nel Big Four estivo, è un banco di prova importante per il meno giovane degli Hardy, che mai ha avuto modo di puntare seriamente ad una cintura assoluta.

Restando in casa ECW, Mark Henry ha devastato Tommy Dreamer, senza sorprese. Nella nuova concezione di Extreme Championship Wrestling l'Innovator Of Violence non verrà mai preso in considerazione seriamente per detenere la cintura ora sulle spalle del Silverback, e questa presenza titolata a GAB è stata solamente un premio alla sua costanza ed al suo attaccamento alla WWE (a conti fatti è l'ultimo Original ancora nel roster), oltre ad un riempitivo in attesa dei nuovi avversari di Henry, come Matt Hardy e John Morrison, oppure come i bravi Evan Bourne e Ricky Ortiz. Da segnalare tuttavia l'heel turn di Colin Delaney, che però da cattivo non si sa quanto può durare (ha le capacità per stare sul ring, ve lo garantisco, ma con quel faccino lì sembra più un lattaio inglese che un heel…), e l'arrivo di Tony Atlas al fianco di Henry. A tal proposito, molti hanno storto il naso quando Mr. USA, Hall Of Famer della WWE nonché campione di coppia tra il 1983 e il 1984 con Rocky Johnson, ha debuttato nella ECW come manager del World's Strongest Man, ma bisogna dargli atto che ad ogni uscita sta convincendo sempre di più, ed i fischi che attira su di sé ad ogni promo sono la riprova dell'ottimo lavoro che sta facendo, lavoro del quale Mark Henry sta beneficiando, dopo 10 anni di inutilità a Stamford.

Arriviamo poi a Chris Jericho vs. Shawn Michaels, match a due facce. Tecnicamente, memori soprattutto dello strabiliante incontro di Wrestlemania XIX (uno dei migliori della storia recente della WWE), non è stato niente di che, ma ci può stare vista la storyline che si celava dietro e la frustrazione ottimamente esibita e trasformata in aggressività da Y2J. Tuttavia è incredibile come i booker abbiano permesso a Jericho di ridurre HBK in quelle condizioni, ovvero una maschera di sangue, e da tempo non se ne vedeva sul ring. Si potrebbe gioire, pensando che magari da heel dopo questa affermazione Jericho potrebbe veramente tornare quello capace di conquistare un titolo mondiale. Tuttavia conosciamo troppo bene la WWE per non capire che alla fine il tutto servirà solo a far tornare in pompa magna Shawn Michaels, che nel rendez-vous distruggerà la Sexy Beast, e con lui le rinate speranze di utilizzarlo per ciò che merita, ovvero il main eventing.

Il match valido per la prima assegnazione del Divas Championship è stato un'altra sorpresa per il risultato, ovvero Michelle McCool campionessa battendo Natalya. Alla vigilia non avrei scommesso un cent sulla vittoria della bionda, perché Nattie è un nuovo arrivo e sulla carta e non solo è nettamente più forte della collega. Tuttavia un paio di giorni dopo il PPV la news sull'acquisito potere di Michelle nel backstage di Smackdown tra le Divas, grazie al suo essere la nuova compagna di Undertaker, non proprio un jobber, mi ha schiarito le idee e fatto capire cosa ha contato nella scelta della campionessa. Comunque sia la cintura si chiama Divas Title, e va bene per Michelle, Maryse, Eve; Natalya in futuro potrebbe consolarsi con la cintura femminile, quella che conta veramente per la divisione rosa della WWE.

Entriamo adesso nel vivo di Great American Bash, con CM Punk vs. Batista e la doppia squalifica causata dall'interferenza di Kane che ha così permesso allo Straight Edge di conservare il titolo mondiale. L'incontro è stato discreto, Batista da tempo veleggia sulle prestazioni di una volta mentre sull'abilità di Punk non c'è niente da dire, così come si sapeva che al 99% la Big Red Machine avrebbe avuto la sua parte nella contesa. L'attenzione però è secondo me da porre su un fatto: Batista che a fine match seppellisce Punk sotto il ring con la sua Batista Bomb. Mi è sembrato di rivedere il povero Rey Mysterio che si confermava disastrosamente campione per poi prenderle ininterrottamente nei segmenti extra-ring e nei post-match. Insomma, speriamo che per Punk la strada non sia questa, perché altrimenti a bruciarne il talento si fa in un attimo visto che è arrivato al titolo in maniera controversa e senza vittorie di prestigio dopo la conquista del Money In The Bank a Wrestlemania XXIV (assente a Backlash, sconfitto a Judgment Day e a One Night Stand, assente a Night Of Champions, diverse sconfitte tra la ECW e SD).

Il NYC Parking Lot Brawl tra John Cena e John “Bradshaw” Layfield poteva dare forse qualcosa in più oltre all'ottimo impatto tra il muletto guidato dal leader della Chain Gang e l'auto nella quale era riverso JBL, comunque è da lodare per come si è concluso: dal suo rientro ripeto che JBL non c'entra più nulla con il wrestling lottato e deve riaccomodarsi al tavolo di commento, ma stavolta la sua vittoria è stata utile perché permette a Cena di proseguire indisturbato il suo cammino nella “riabilitazione” da superuomo fischiato in ogni angolo del mondo per la sua incapacità nel migliorarsi a wrestler che con fatica si guadagna il rispetto della gente e degli avversari. Ancora un po' su questa strada e Cena potrà tornare a competere per gli allora che merita.

In conclusione il main event, piacevole ma concluso forse in maniera goffa a causa del catfight tra Vickie Guerrero e Alicia Fox, le due donne di Edge. Triple H si conferma campione, com'era prevedibile, mentre per la Rated R Superstar adesso torna il pericolo Undertaker, riesumato a sorpresa da un'infuriata Vickie a SD e che a Summerslam se la vedrà proprio con l'ex campione del mondo in un Hell In A Cell Match. Sulla strada di The Game troviamo invece Great Khali…

Allora, niente contro il povero Khali, ben inteso, ma scorriamo un attimo il roster di Smackdown: Big Show, Carlito, Jeff Hardy, MVP, Mr. Kennedy. Per un PPV come Summerslam, uno dei Big Four della WWE e tra i più amati di sempre, e con quattro settimane di tempo per un decente build-up, non si poteva trovare un avversario migliore per The Game? Great Khali è un avversario sempre impressionante e difficile da battere, però andava bene per un PPV come Unforgiven, No Mercy, Cyber Sunday, Armageddon, non certo per Summerslam.
Per chiudere due brevi considerazioni. Kane è tornato un mostro per l'ennesima volta, abbatte chiunque gli si pari dinanzi, parla a vanvera chiedendo notizie di chissà chi, gira con un sacchetto che probabilmente al suo interno ha la vecchia maschera del Big Red Monster. Che probabilmente chiede del sé stesso mascherato e tornerà ad indossarla, riportando in auge con essa il suo sadismo e la sua violenza. Riuscirà tutto ciò a durare più di 5 minuti? Oppure torniamo al 2003 quando si tolse la maschera e sembrava dovesse spaccare il mondo salvo poi diventare nuovamente la Big Jobbing Machine dopo Armageddon? Io spero ovviamente che passati i 40 anni possa essere arrivato per lui il momento di un'annata da main eventer… Temo però che anche per lui valga il discorso fatto per Jericho poche righe sopra. Come ripeto spesso però, lieto di essere smentito.

Infine, la WWE nella storyline tra Edge e Vickie Guerrero ha riportato in auge una formula, quella del matrimonio, che sappiamo benissimo non avere mai portato a nulla. Pensiamo a Billy e Chuck, a Lita e Kane, a Kristal e Theodore Long: in nessuno di questi casi i protagonisti hanno guadagnato qualcosa, anzi, ricordiamoci di Kristal licenziata probabilmente per aver rifiutato l'angle e Gunn e Palumbo affondati un mese dopo la loro unione. L'ultimo matrimonio che funzionò in casa WWE fu quello di Summerslam '91 tra “Macho Man” Randy Savage e Miss Elizabeth, una roba che coinvolse anche Jake “The Snake” Roberts ed un giovanissimo Undertaker tanto per intenderci, ma erano altri tempi, altro wrestling.

Già, altro wrestling…

Booya!

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