You’re Next #112

Backlash agli archivi, si direbbe con un buono se non ottimo risultato. La godibilità degli incontri è stata elevata, tra picchi di livello elevato (Batista vs. Shawn Michaels ed alcune fasi del main event) e fasi più tranquille (il match delle Divas), ed i risultati non hanno lasciato a desiderare.

Ammetto candidamente che non avrei scommesso un centesimo di euro sulla vittoria di Triple H, mentre mi aspettavo la conferma a campione WWE da parte di Randy Orton. Onde rendere ancora più solide le basi del regno del Legend Killer una vittoria in un match a quattro per lui sarebbe stata pura consacrazione, mentre mi sarei aspettato la sua sconfitta nel prossimo PPV, Judgment Day. Tuttavia la WWE ha deciso di accelerare i tempi e consegnare subito a The Game il simbolo del potere.

Questo per Randy Orton significa tempo di bilancio dopo sei mesi e mezzo di regno. Un regno che si può giudicare positivo, nonostante la partenza in sordina. Le prime settimane di Orton campione infatti è stato davvero soporifero, al punto che Orlando Jordan quando era campione degli Stati Uniti era più carismatico, ed anche le scelte della federazione in questo caso non lo hanno aiutato, vedi la sconfitta per squalifica a Cyber Sunday contro Shawn Michaels e qualche batosta di troppo presa a Raw. Col passare del tempo però la situazione è migliorata, per il Legend Killer sono arrivate prestazioni convincenti unite a segmenti parlati più degni di un campione assoluto, oltre ad alcuni match in PPV degni di nota, come quello con Jeff Hardy alla Royal Rumble fino ad arrivare al capolavoro targato Wrestlemania XXIV. Dopo il fallimento del 2004 questa per Randy era la prova d'appello, e fortunatamente per lui e per noi (Triple H, Shawn Michaels, Undertaker e compagnia bella non sono eterni) non l'ha mancata, ha risposto bene alla chiamata della WWE e si è finalmente elevato allo status definitivo di main eventer meritevole di cintura mondiale.

La palla ora passa a Triple H, una sicurezza, anche se da anni non combatte da campione face. Non un problema di certo, vista l'esperienza di Hunter e la direzione intrapresa dalla WWE, che da mesi ormai non si fa problemi a contrapporre face a face e heel a heel. Gli avversari per il Cerebral Assassin ci sono, e non sono pochi. Oltre a Randy Orton infatti c'è un Jeff Hardy sulla via del ritorno, e speriamo proprio che la dirigenza sia disposta a dargli un'ultima chance, senza contare un Chris Jericho (vorrei vedere chi non lo manderebbe contro Triple H), un CM Punk Mr. Money In The Bank e dunque pura mina vagante, o un Mr. Kennedy, che pare proprio convinto a far scontare a King Regal le sue ultime pene. Face turn in vista per il talento di Green Bay? Meglio di no, basterebbe una prova concreta con vittoria pesante su qualcuno d'importante (e bene o male Regal è King Of The Ring e General Manager di Raw) ed il rilancio è fatto.

Lascerei invece momentaneamente da parte John “Bradshaw” Layfield e John Cena, per motivi diversi. JBL, e non si sa più come spiegarlo, è inguardabile, irritante, impresentabile, immobile, grasso, gordo, fat e chi più ne ha più ne metta. A 42 anni c'è chi può (vedi HBK ed il Phenom, che di anni ne hanno di più) e chi non può. Lui, non può, il suo treno dorato è passato e non tornerà più. Il leader della Chain Gang invece sta attraversando un periodo che definire strano è dir poco. Lievemente ai margini di Raw rispetto al solito, le sue prestazioni sul ring non sono quelle di una volta ed anche il pubblico, favorevole o meno che sia, sembra dare sempre meno attenzione a colui che fino a meno di un anno fa era croce e delizia del business, osannato come un Dio da un lato e odiato fino alla morte dall'altro. La sensazione è che la sua testa sia da tutta altra parte (chi ha detto Hollywood?!)… Va un po' rilanciato, ma l'operazione appare delicata e bisogna trovare il modo giusto perché riesca.

Per quanto riguarda il resto della card tutto secondo i piani, con Shawn Michaels che supportato molto bene da Batista ha condotto un buon match nel quale però Y2J arbitro speciale non ha avuto granchè da fare se non arrovellarsi sul dubbio finale delle condizioni del ginocchio dello Showstopper prima della Sweet Chin Music che ha chiuso i giochi. Una situazione apparentemente tranquilla che potrebbe tranquillamente sfociare, e la strada sembra quella, in un feud a cinque stelle tra HBK e la Sexy Beast. E se ciò portasse ad un incontro tra i due che solo sfiori quello di Wrestlemania XIX ci sarà da divertirsi.

Per chiudere con Backlash due parole su Matt Hardy e la sua conquista del titolo degli Stati Uniti. Talento non certo da cintura mondiale ma comunque eccessivamente bistrattato in singolo viste le sue qualità se non fosse per alcuni titoli minori (ha vinto una volta il titolo cruiser, quello hardcore e quello europeo), Matt finalmente si è preso l'alloro che meritava battendo MVP, ottimo campione il cui regno è stato da record: 343 giorni, primato nell'era WWE e terzo di sempre dietro i 523 giorni di Lex Luger tra il maggio 1989 e l'ottobre '90 ed i 392 di Rick Rude tra il novembre '91 ed il dicembre '92. Di certo un premio alla bravura ed alla tenacia del più anziano degli Hardy, caparbio nel non farsi mai sotterrare dalla sfortuna. Adesso si spera in un buon regno per Matt, che però nell'immediato non sembra avere tra Smackdown e la ECW avversari di rilievo, e nel salto di qualità di Porter, che potrebbe rinverdire un parco-main eventer che da troppo tempo ormai, come dicono tutti, ruota attorno all'asse Batista-Edge-Undertaker. Lui sembra pronto, resta da vedere se con ciò è d'accordo anche la federazione.

Cambiando argomento, con i licenziamenti di Dave Taylor e Balls Mahoney, oltre a quattro lottatori sotto contratto di sviluppo, la WWE ha dato il via all'annuale stagione dei tagli che come sempre fa tremare l'intero roster della compagnia, FCW incluso. Ad aprire le danze per il momento tra le stelle di Raw, Smackdown e ECW sono stati Taylor e Mahoney, due che avevano fatto il loro tempo a Stamford. Il primo era stato assunto come tag team partner di William Regal quando questi era a SD nell'ottobre del 2006 più che altro per far crescere i ragazzi sul ring (svolgeva già il ruolo di coach nella DSW); nessun risultato di rilievo, una sola presenza in PPV e tanta “panchina”, ovvero presenze negli house show e nulla più. Sul finire del 2007 era stato affiancato al giovane Drew McIntyre ma presto la coppia, né carne né pesce, si è sciolta e così era sparito dai teleschermi fino al licenziamento. A 51 anni direi che il suo stipendio in meno sulle spalle della WWE ci può stare.

Discorso diverso invece per Mahoney, che era arrivato alla WWE sempre nel 2006 sull'onda della rinascita della ECW. Un'onda che Balls ha cavalcato bene finchè ha retto tra la faida tra gli ECW Originals ed il New Breed, poi il rapido declino dovuto anche a scelte non azzeccate di booking (la love story con Kelly Kelly è stata improponibile) e alla sua inadeguatezza al prodotto ECW della WWE che nulla ha a che vedere con la Extreme Championship Wrestling che fu. L'ultima sua prestazione è un no contest a SD contro Big Daddy V ed una Chokeslam subita da Undertaker subito dopo. Ciao Balls, ti ricorderemo non certo per questo stint a Stamford.

Adesso a tremare sono altri, e volendo ce ne sarebbero da tagliare. Tolti quelli che ormai non vinceranno più niente ma comunque hanno il futuro assicurato da road agent o dietro una scrivania una volta scesi dal ring (tipo Val Venis e Tommy Dreamer per intendersi), di pulito da fare ce ne sarebbe per fare spazio ad altri. The Boogeyman, che non si vede da sei mesi; Nunzio, al quale vogliamo bene ma tra i cruiser-jobber è il più inutile; Drew McIntyre, più anonimo di un fantasma; Deuce & Domino, a meno che non gli trovino un'altra gimmick; Kenny Dykstra, ancora giovane ma che sembra però aver perso il treno che conta quando era coinvolto negli angle con i Rated RKO appena sciolta la Spirit Squad; Charlie Haas, che ha nuovamente fallito (discorso che volendo si potrebbe fare anche per il suo ex compare Shelton Benjamin); gli Highlanders, i cui risultati sono stati inversamente proporzionali ai soldi spesi dalla WWE per i promo sul loro debutto. Tutti questi potrebbero essere a rischio per far spazio alle nuove leve o a wrestlers già affermati come Ron Killings e Chris Harris.

Volendo dopo l'arresto per guida in stato d'ebbrezza potrebbero licenziare anche Santino Marella, che in questo modo avrà buttato nella tazza un push da campione di coppia con Carlito, che di ciò sarà contentissimo. Ma non lo licenzieranno, Santino è sempre Santino. Come dice la sua entrance theme? “La vittooooooooooooooooria è miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! E' miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”.

Bah, glielo auguriamo…

Booya!

15,656FansLike
2,634FollowersFollow

Ultime Notizie

Articoli Correlati