You’re Next #106

Inizio con una comunicazione di servizio riguardante la mia casella di posta. Kataweb sta rinnovando il servizio e perciò al momento ci sono problemi nell'invio dei messaggi. Mi scuso dunque per il ritardo con cui risponderò alle vostre mail, ma non disperate, appena tutto torna alla normalità risponderò a tutti. Non ci sono problemi invece per quel che riguarda la ricezione: inviate pure tutto ciò che volete.

Straight to the business now…

Clap clap clap. Era impossibile prevederlo per chiunque, la WWE da tempo immemore non gestiva un rientro eccellente come fatto con John Cena alla Royal Rumble. Nell'era di internet, che ovviamente non ha potuto risparmiare il wrestling business (una manna dal cielo da un lato, una sofferenza dall'altro), era quasi impensabile, impossibile riuscire in una cosa del genere. O quanto meno a Stamford potevano riuscirci col rientro di un Val Venis, un Lance Cade, un Kenny Dykstra, ma non con un John Cena che per fare una cosa del genere avrà girato mascherato come una drag queen per strada.

Complimenti dunque alla WWE che è riuscita in questo modo a rievocare i bei tempi andati, quando un atleta poteva tornare o debuttare da un momento all'altro senza che nessuno al di fuori del backstage lo venisse a sapere. Io amo alla follia queste cose, non annuncerei mai il rientro di un Triple H come quello di una Victoria, ma preferire il contrario è una semplice scelta di business. Meglio curare il buyrate che non le emozioni dei fan presenti in un'arena, e di questi tempi non si può certo biasimare tale scelta.

Comunque tornando all'eclatante ritorno di John Cena alla Royal Rumble, si può dire che sia stata una delle mosse migliori mai eseguite nel PPV più spettacolare nella storia della WWE. Pochi altri momenti hanno impressionato il pubblico come il rientro sul ring del leader della Chain Gang, ed in questa edizione di You're Next! voglio ricordarne cinque, sia per rinfrescare la memoria degli old style sia per insegnare qualcosa a chi a quei tempi non seguiva il wrestling e magari anche a chi all'epoca dei fatti neppure era nato. Parlo di “stunning moments”, pochi secondi nei quali il pubblico ha sgranato gli occhi reagendo nei più svariati modi, dal boato assordante al silenzio tombale.

Andando in rigoroso ordine alfabetico, non si può non iniziare dalla Royal Rumble per eccellenza, quella svoltasi il 19 gennaio 1992 alla Knickerbocker Arena di Albany, stato di New York, l'unica in 21 edizioni ad aver assegnato il vacante titolo mondiale. Grandi favoriti sono i grandi amici Sid Justice e Hulk Hogan, che sembrano destinati ad un'alleanza inscindibile fino a giocarsi la vittoria alla fine. The Hulkster però non fa i conti con Justice, che lo elimina preferendo approfittare di uno stremato Ric Flair, entrato sul ring col numero 3 e distrutto in un angolo del ring. Hogan però lo conoscono tutti, è leale, ci tiene ai patti siglati, e allora abbranca la mano di Sid da giù dal ring, impedendogli di andare a terminare il suo subdolo piano. Il pubblico è quasi diviso, nessuno si preoccupa del Nature Boy che raccoglie le ultime forze e approfittando delle schermaglie tra i due litiganti fa fuori Justice vincendo in un sol colpo Rumble e titolo mondiale WWF. Questo episodio ha fatto della Rissa Reale del '92 LA Rissa Reale, mentre purtroppo non dello stesso livello fu la Wrestlemania che ne scaturì, l'ottava edizione: Flair perse la cintura per mano di “Macho Man” Randy Savage, mentre Hogan battè Justice in un main event non certo da ricordare.

Un anno e cinque giorni dopo, il 24 gennaio 1993, la Royal Rumble si tiene alla Arco Arena di Sacramento, in California, e tra i favoriti, pochi a dir la verità, spicca un nome atteso dal mondo intero: quello di Undertaker. Il becchino entra col numero 15 ed in pochi istanti mette a segno ben quattro eliminazioni: “The Million Dollar Man” Ted DiBiase, Genichiro Tenryu, Samu e The Berzerker, avviandosi così ad una vittoria auspicata da tutti. Ad un certo punto però, non annunciato, un essere mostruoso fa il suo ingresso sullo stage e si dirige lento verso il Dead Man terrorizzando i presenti. Ha un costume che raffigura un corpo muscoloso e pelosissimo, e soprattutto è alto più di 2.30: si tratta di Giant Gonzales. Il gigante argentino sale sul ring sollevando con irrisoria facilità la gamba sopra la terza corda e va dritto verso Undertaker, distruggendolo. Dai tempi del suo debutto nessuno aveva visto Taker sottomesso in questo modo, e nessuno aveva mai immaginato che qualcuno avrebbe potuto riuscire nell'impresa. Per Gonzales invece sembra tutto facile, come bere un bicchier d'acqua: elimina Undertaker e infischiandosene della Rumble esce da sopra la terza corda e prosegue il massacro lasciandolo esanime a terra. Due mesi dopo a Wrestlemania IX per squalifica e successivamente a Summerslam, il becchino riuscirà ad avere la meglio su Giant Gonzales, che poi sparirà dall'allora World Wrestling Federation, ma per sempre negli occhi di chi assistette alla Royal Rumble '93 resteranno impressi i secondi dell'ingresso del “mostro” che massacrò Undertaker.

Anno ancora successivo, Providence Civic Center di Providence, Rhode Island, 22 gennaio 1994: a giocarsi la vittoria nella Royal Rumble ed il main event di Wrestlemania X contro il campione del mondo Yokozuna restano Bret “The Hitman” Hart e Lex Luger, entrambi favoriti all'inizio, entrambi beniamini del pubblico. Un finale incandescente, pubblico diviso, i due contendenti appiccicati tra loro, Hart tiene Luger, Lex tiene Bret, si finisce sulle corde ed entrambi volano giù! C'è incertezza, ha vinto Hart o ha vinto Luger? Il replay non aiuta, un arbitro propende per Hitman, un altro per Total Package, il pubblico attende un verdetto, una situazione del genere mai si era creata e mai si ricreerà, o almeno finora mai si è riproposta. Arriva il verdetto: vincono entrambi. E a Wrestlemania X? Facile, prima Luger affronta Yokozuna, Hart per pareggiare il conto dei match se la vedrà con il fratello Owen, ed alla fine Bret combatterà con il campione WWF fuoriuscito da Luger vs. Yokozuna. Scenario incredibile, finale purtroppo rovinato da Luger che ubriaco fradicio svela i piani che lo vedono campione mondiale al termine del PPV. Vince McMahon è costretto a cambiare le carte in tavola, ed il resto è storia…

Il 18 gennaio del 1998 invece la Royal Rumble si tiene alla San Jose Arena di San Jose, in California, e come primo contendente entra Cactus Jack, che elimina Tom Brandi ma successivamente viene fatto fuori da Chainsaw Charlie. Niente di eccezionale fin qui, se non fosse che dopo il giro di boa, con il numero 16, entra Mankind, ovvero un altro personaggio di Mick Foley; Mankind resta sul ring meno di tre minuti, facendo però in tempo prima di essere eliminato da TAFKA Goldust a vendicare Jack eliminando Chainsaw Charlie. Potrebbe finire qui, e invece con il 28 fa il suo ingresso Dude Love, terzo personaggio impersonato dall'Hardcore Legend. Dude Love, il personaggio meno vincente di Foley, fa meglio di Jack e Mankind mietendo due vittime: “Blackjack” Bradshaw e Henry O. Godwinn. Love viene al fine eliminato da Farooq, e così Mick Foley finisce la carrellata dei suoi alter ego. Tre personaggi per un solo lottatore nella stessa Rissa Reale: una cosa unica ed eccezionale che solo un personaggio unico ed eccezionale come Mick Foley poteva inscenare.

Chiudiamo con un'edizione della Royal Rumble giudicata tra le migliori di sempre: 25 gennaio 2004, lo scenario è il Wachovia Center di Philadelphia, in Pennsylvania, la Rissa Reale è quella del miracolo targato Chris Benoit. Il Canadian Crippler infatti era considerato il favoritissimo della Rumble, assieme però ad un wrestler che non era un uomo, ma uno schiacciasassi: Bill Goldberg. Da Man è inoltre baciato dalla sorte che gli assegna il #30, facendo di lui il più fresco alla fine nonché colui che deve sfatare il tabù che non vuole lottatori vincere la Rissa entrando per ultimi. Goldberg entra, e come su specificato si comporta da schiacciasassi: tutti volano via travolti dalla sua potenza; Nunzio, Charlie Haas e Billy Gunn salutano la compagnia in men che non si dica. L'ex campione mondiale WCW e WWE appare indistruttibile, ineliminabile, fino a quando dal nulla sbuca sul ring Brock Lesnar che lo abbatte con la sua F5 per poi lasciare la scena. Goldberg la F5 di Brock neppure la sente, immediatamente si rialza e punta il dito verso The Next Big Thing giurandogli di essere il prossimo della sua lista, ma così facendo si distrae e permette a Kurt Angle di eliminarlo. La Rumble la vincerà Benoit, mentre a Wrestlemania XX Goldberg batterà Brock Lesnar in un Dream Match dal sapore surreale: entrambi con un piede e mezzo fuori dalla WWE per non aver rinnovato il contratto, Brock e Bill vengono sonoramente fischiati per tutto l'incontro, il coro “venduti!” accompagna ogni loro mossa, alla fine il vincitore è lo Special Guest Referee, che si chiama “Stone Cold” Steve Austin.

Cinque “stunning moments”, da bocca aperta. Come un PPV che da 20 anni non smette di regalarci grandissime emozioni.

Booya!

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