The Pedigree #360 – DEFINING OPPORTUNISM

Molto alto, alto, basso, bassino, molto alto.
Così definirei l'andamento di No Way Out, ultima tappa ufficiale prima della venticinquesima edizione di Wrestlemania. Alto sin dalle prime battute, quanto in stecca la WWE ha inserito uno dei due match validi per il titolo del mondo e a seguire il No Holds Barred (sebbene piuttosto soft) tra Randy Orton e Shane McMahon. Poi fase calante con il match valido per il titolo ECW tra Finlay e Swagger ed il match tra JBL e Michaels, ed infine un incredibile rialzo con l'Elimination Chamber di Raw, quella che a sorpresa ha visto trionfare come nuovo campione Edge.

E non nego che, nel sentire le campane della theme di Undertaker, ero rimasto sorpreso nel trovarmi in apertura di show davanti ad un match così importante. Sorpresa destinata poi ad aumentare quando, passati neanche cinque minuti, il campione in carica Edge veniva eliminato dalla contesa e privato del titolo seduta stante. Certo, è vero che non essendoci Matt Hardy mancava colui che, forse ormai per contratto, ha il compito di aprire le danze in pay-per-view, ma di certo cominciare con quello che mi sarei aspettato come main event mi sembrava una mossa quanto mai strana.
Strana ma funzionale, perché la contesa non lesinava emozioni e, complici sia il fatto di un nuovo sicuro campione sia il fatto che alla fine erano rimasti due giganti come HHH ed Undertaker, alla fine il pubblico partiva carico e tale restava, praticamente per tutto lo show.
Triple H vince – forse tra i due rimasti il più prevedibile – si riprende quella cintura che gli era sfuggita poche settimane fa e si riprende anche il main event di Wrestlemania, traguardo che quest'anno pareva fosse fuori dalla sua portata. Il suo primo regno come campione a Smackdown, va detto, è stato piuttosto deludente. Vista la quantità di eventi accaduti a No Way Out, però, si auspica che ci siano altre sorprese in arrivo e che anche per lui, autore di mesi piuttosto soporiferi in passato, si prospetti qualche rivalità di livello.

Chi, in principio, ne esce male è sicuramente Edge, che resiste per pochi minuti e, dopo una serie infinita di proclami, si ritrova con in mano un pugno di mosche. Per fortuna, e per tener viva la sua fama di opportunista, la WWE ha però sfilato del mazzo una delle carte migliori.
L'averlo inserito infatti nel main event di Raw, con conseguente vittoria, è stata una notevole sorpresa (per quanto, innegabilmente, mi domando se tutto questo sia “legale”, per quello che questa parola può voler dire nel mondo del wrestling), e cosa ancora più piacevole No Way Out, show solitamente restio ad ampie emozioni vista la vicinanza con il Grandaddy Of Them All, grazie a lui si è rivelato uno spettacolo da applausi.
Edge ne esce a testa alta come wrestler, unico forse nella storia capace di perdere un titolo del mondo e guadagnarne un altro nella stessa serata, e ne esce a testa alta come personaggio, ormai non solo uno dei top heel della WWE ma anche un perfetto “opportunista”, dal quale ormai è impossibile prevedere cosa aspettarsi.
Tutto questo senza dimenticare che la sua vittoria a No Way Out stravolge tutti gli equilibri possibili (stando le cose come sono ora, Smackdown ha due campioni del mondo e Raw neanche uno…), aprendo infinite porte per gli eventi che da qui porteranno fino al prossimo show a pagamento.

Ne esce in apparenza male John Cena, che non solo non riesce a lasciare il segno nella Chamber dedicata al suo titolo ma, all'interno dello stesso match, viene anche declassato da Mysterio, autore di una prova indubbiamente superlativa. Dico però in apparenza perché, sarò onesto, a me questo John Cena piace. Un Cena più normale, che vince e che perde esattamente come fanno i suoi colleghi, è un sogno che da tempo andavamo chiedendo. Ora che sembra essere arrivato, credo si possa affermare che Raw ha guadagnato un ulteriore main eventer da aggiungere al suo roster.

Edge e Triple H, sebbene in maniere opposte, escono dunque trionfanti da No Way Out, ma assieme a loro direi che un altro nome va aggiunto senza remore: Randy Orton.
Seppur suo tifoso, non avrei scommesso molto su una sua eventuale vittoria. Dopo tutto c'era un padre da vendicare, c'è ancora in ballo una grossa storyline e, soprattutto, dato il personaggio una sconfitta poteva essere tranquillamente digerita senza grossi contraccolpi. Ed invece, per mia sorpresa ma anche per mia grande soddisfazione, alla fine è stato Orton a spuntarla, con una RKO dal nulla in grado di annientare ogni residuo di forza rimasto in Shane O'Mac.
E, a ben pensarci, è giusto così.
Perché se deve essere Legacy vs. McMahon, se Randy deve diventare l'obbiettivo principale di chi sta al comando, è giusto che in principio rafforzi la sua posizione (che ora lo vede main eventer a Wrestlemania, ed in apparenza inarrestabile per ciò che i McMahon possono fare), vendendosi come una seria minaccia, prima che qualcuno arrivi finalmente ad arrestarne la corsa. Farlo perdere subito con Shane, che comunque non è un wrestler a tempo pieno, avrebbe non solo tarpato subito le ali ad una storyline potenzialmente interessantissima, ma avrebbe anche forse rovinato il cammino che, a questo punto mi sembra palese, la WWE vuole intraprendere con Orton. Orton che, data la situazione attuale, probabilmente vincerà il titolo a ‘Mania e proseguirà, almeno per qualche mese, con il suo regno di terrore a Raw (o a Smackdown, dipende se sceglierà di sfidare l'ex compagno Edge oppure l'eterno rivale e vecchio mentore Triple H…). Poi, come ovvio, arriverà qualcuno a fermarlo (Cena?), ma sono pronto a scommettere che per allora si parlerà già di un Orton assoluto protagonista della WWE.

Edge ed Orton, quindi, uomini simbolo di No Way Out, show che se non fosse stato per la vittoria di Michaels (comunque, a mio avviso, piuttosto scontata, ma almeno ora HBK è libero dal feud con Bradshaw…) sarebbe potuto diventare lo show di assoluto trionfo degli heel, cosa tutto sommato rara negli ultimi tempi (non cito HHH perché, per quanto il suo titolo conti, a mio avviso le vittorie di Edge ed Orton come importanza si piazzano notevolmente sopra).

Se però, al di là dei singoli lottatori, devo proprio trovare il maggior pregio di No Way Out, non posso non rimarcare il coraggio che la WWE ha saputo dimostrare nell'organizzare questo evento, riuscendo a scuotere in una sola serata tutto l'attuale scenario quando, allo show più importante dell'anno, mancano ormai poche settimane.
Questo, per me, dovrebbe essere un pay-per-view. Senza contare i cambi di cintura, che ci possono anche stare ma non sono obbligatori, così dovrebbe essere il wrestling: sorprese in continuazione, situazioni che si risolvono e nuovi misteri che subito nascono, con lo spettatore incapace di sedersi soddisfatto ma, anzi, di settimana in settimana sempre invogliato a scoprire cosa succederà, come se quasi fosse obbligato a seguire Raw o Smackdown per non perdersi un pezzo della storia.
Spero che gli ascolti di Raw, a questo punto, premino gli sforzi fatti dalla WWE, perché era da tempo che non si vedeva uno show intricato ed avvincente come questo. E se anche non dovesse essere, resto convinto che questa sia la strada corretta da intraprendere, e che proseguendo in questa maniera prima o poi arriveranno anche gli ascolti che tutti si auspicano.
Per averne riprova basta leggere in giro qualche commento.
Ci sono stati match da cinque stelle? No. Si sono visti incontri destinati a diventare colonne portante della storia del wrestling? No. Ci sono stati clamorosi rientri? No.
Eppure No Way Out è (quasi, condizionale d'obbligo) universalmente piaciuto, perché ha sorpreso e divertito tutti senza dover ricorrere alle solite trovate di cattivo gusto o a scervellamenti inspiegabili, ha consegnato nuovi campioni e aperto infiniti spiragli e, specialmente, ha messo i telespettatori in una condizione pressoché obbligatoria: continuare a seguire gli show.
Era da un po' che non si denotava un apprezzamento simile per uno show, e questo qualcosa deve pur voler dire.
E se queste sono le premesse, l'hype per Wrestlemania deve per forza schizzare alle stelle…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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