The Pedigree #358 – THE TALE OF A 30 MEN DESTINY

Ok, non lo posso negare, è da anni che aspetto questo momento.
E' da anni che aspetto di vedere Orton sollevare l'ultimo uomo oltre la terza corda, guardarlo cadere fuori dal ring e finalmente festeggiare la vittoria della Rumble, traguardo che fino ad ora gli era sempre sfuggito e che, a livello di palmares, non può mancare per dirsi ufficialmente affermati in questo business.
Se quindi è ovvia la mia felicità per l'esito della Rissa, cercando di non lasciarmi condizionare troppo da questo fattore devo dire che mi sento di promuovere questa Rumble, non un capolavoro assoluto ma sicuramente un buon punto di partenza per questo 2009 che, tra ascolti altalenanti e crisi economica, si prospetta arduo per la WWE.

Se serviva un segnale forte, qualcosa che facesse capire al pubblico le intenzioni della WWE per quest'annata ora ufficialmente cominciata, direi che è arrivato. Magari fra qualche anno nessuno parlerà più di questa nottata, ma non di meno trovo che la WWE abbia fatto un lavoro eccellente, riuscendo a coniugare alla perfezione risultati ed aspettative, offrendo al pubblico pagante sia colpi di scena sia motivi, più che validi, per sintonizzarsi sui teleschermi le settimane a venire.

In primis, com'è ovvio, c'è Orton. E con lui la Legacy, una stable funzionale che ha perfettamente svolto il suo ruolo durante tutta la rissa, fino ai concitati momenti finali. Rhodes e DiBiase sono due spalle perfette, ed il loro lavoro in tandem per coprire le spalle del leader è stato perfetto, segno che forse la combinazione scelta per questo gruppo (dal quale è stato escluso, direi giustamente dato lo scarso appeal, Manu…) è la più ottimale possibile.
Orton, ora, si trova a dover affrontare Cena, un main event a lungo atteso e, visto il passato di entrambi i wrestler, quasi inevitabile. Ciò che, però, rende interessante l'intera vicenda è quel fatidico calcio che Orton ha rifilato a Vince McMahon settimana scorsa, calcio che dubito verrà fatto passare inosservato. Con tanti altri wrestler desiderosi di guadagnarsi lo spot di Orton, tra cui un bastonato JBL ed uno scalpitante Jericho, è probabile che durante le prossime settimane assisteremo ad un brutto periodo per il Legend Killer.
La rivalità tra lui e Cena, con annessi e connessi, è potenzialmente miliardaria. Parliamo dopotutto non solo di due giovani talenti destinati ad essere il simbolo della WWE negli anni a venire, ma anche di due dei lottatori attualmente più popolari dell'intero roster, due di quelli che in un modo o nell'altro non passano mai inosservati. E se in molti, a ragione, credevano che le chance di Orton fossero crollate dopo l'ultimo Raw, io applaudo la scelta della WWE di premiare il ragazzo di St. Louis, perché così facendo si è automaticamente creata una parata di opportunità, tutte valide, per coprire le settimane che ci separano da Wrestlemania. Con un pizzico di furbizia, le possibilità per creare una grande storyline ci sono tutte.

E se Cena, fortunosamente, esce indenne dalla Rumble, lo stesso non si può dire per HBK.
Quel calcio distribuito a tutti lascerà inevitabilmente degli strascichi, considerato che JBL ha (fortunatamente) fallito l'assalto al titolo del mondo; ed allo stesso modo quelle parole proferite da Undertaker nel backstage sono destinate ad avere un seguito, in tempi più o meno brevi.
Sarò onesto, non ho affatto gradito la storyline che ha coinvolto Michaels e Bradshaw, ed anzi l'ho trovata a tratti tragicomica e fuori luogo. Essendomela però dovuta sorbire, senza possibilità alcuna di replica, mi sono sforzato di vedervi dentro il lato positivo. Ed il match di domenica notte, tutto sommato, non è stato male. In parte perché ha scongiurato l'incubo di vedere CiccioBL titolato a Wrestlemania, ed in parte perché, così come per la vittoria di Orton, non si è trattato di un evento fine a se stesso (come, ad esempio, il match di apertura tra Hardy e Swagger), ma di un tassello in una rivalità più ampia che, ovviamente, non è affatto finita ed anzi è destinata a proseguire anche nelle settimane a venire.
Si parla poi da tempo di un papabile HBK vs. Undertaker a Wrestlemania, incontro che se forse appare scontato nel risultato almeno dovrebbe garantire un certo livello di spettacolo. Sarà a questo punto interessante capire in che modo Undertaker verrà inserito nella rivalità e, soprattutto, quale ruolo occuperà ora JBL visto che, a conti fatti, i rapporti lavorativi tra lui e Michaels dovrebbero essere terminati, seppur nel peggiore dei modi.

Si muove poi bene anche Smackdown, che ci presenta un nuovo campione del mondo ed un duro colpo da digerire, il tradimento di Matt Hardy ai danni del fratello, nonché ex campione, Jeff.
Non credo che la soluzione al mistero di chi sta cercando di rovinare la vita a Jeff sia concluso, ed anzi sarei propenso a considerare Matt un tassello intermedio prima della risoluzione finale (che, a livello di pronostici, rimane Cage…), ciò non di meno quella sediata è stata sicuramente un buon colpo mediatico, un evento inatteso che ha lasciato parecchie persone a bocca aperta.
L'idea di togliere il titolo a Jeff dopo poche settimane, considerata la lunga cavalcata fatta dal Rainbow Haired Warrior per arrivare a fare proprio quel titolo, mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. E forse, almeno sulla carta, una faida (peraltro nemmeno inedita) tra i due fratelli Hardy non è il modo migliore per iniziare l'anno, però voglio andare in fiducia. Credo che ci si trovi soltanto all'inizio del feud, e che ci siano altri colpi di scena che ci aspettano all'angolo. La mia idea è che Jeff rifarà suo il titolo a Wrestlemania, e probabilmente per quella data verrà anche svelato il nome del suo reale persecutore, di sicuro l'aver infilato Matt nella storyline aiuta ad aumentare il mistero e, si spera, a tenere alta la tensione nei telespettatori. Anche qui, come per Orton e Michaels, la WWE è stata brava ad offrire un risultato, la vittoria di Edge, ed al contempo a lasciare aperte le porte per svariate possibilità, rendendo quasi inevitabile per lo spettatore sintonizzarsi su Smackdown per capire bene cosa sia successo e, soprattutto, perché sia successo.

Sul resto dello show, invece, poco altro da dire.
Swagger continua a convincermi poco, anche se gli concedo l'attenuante del debutto in pay-per-view, tra l'altro in uno degli spettacoli più attesi dell'anno, mentre mi rammarico di vedere Santino sempre più ridotto a macchietta, con ora sulle spalle anche il fardello dell'imbattibile record di scarsa permanenza sul ring durante la Rissa, un misero secondo che difficilmente qualcuno potrà superare.
Divertente, seppur one night only, il rientro di Rob Van Dam, ancora amatissimo dal pubblico nonostante i mesi di lontananza dal ring. Peccato che lui stesso abbia affermato di non aver firmato alcun contratto, perché visto quanto accaduto alla Rumble non sarebbe stato affatto male, per Wrestlemania, organizzare un bel CM Punk vs. RVD per il titolo Intercontinentale.
Beh, magari non quest'anno, ma ora che i rapporti tra Mr. Monday Night e la WWE si sono riallacciati, mai dire mai.

Alla fine, comunque, anche questa Rumble viene consegnata agli archivi.
E se, a conti fatti, non abbiamo assistito a nessun match degno di passare alla storia, ciò che più mi ha soddisfatto di questo pay-per-view è stata la capacità, da parte di chi l'ha scritto, di offrire in egual misura risultati ed incertezze, appagando così da un lato lo spettatore e forzandolo, dall'altro, a seguire anche gli show settimanali per verificare il proseguimento degli eventi. Lo sostengo da una vita, è in questa maniera che si coinvolge lo spettatore e si fanno buoni ascolti, e non annunciando gli incontri a quattro settimane dallo show trovandosi poi a dover coprire minuti di televisione con i soliti match di coppia ed interferenze varie, e mi consola sapere che in vista di Wrestlemania, e durante il periodo storicamente più caldo per la WWE, si è scelta questa strada invece che la solita, e solitamente improduttiva, catena di eventi che ha caratterizzato buona parte dello scorso anno. Speriamo che, questa volta, i dati diano ragione alla WWE.

In chiusura, due cose mi restano da sottolineare.
In primis Mike Knox. Il fatto che, in un periodo di pochi soldi e tagli al personale, Barbamike abbia ancora un lavoro ed anzi resista a lungo all'interno della Rumble è segno che davvero tutto può succedere alla WWE.

In seconda battuta, magari scontato ma quanti mai meritato:

It's destiny.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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