The Pedigree #352 – MY JOB IS LIKE A CAGE

Poco prima che Christian Cage decidesse di fare le valigie e passare alla concorrenza, sembrava che per lui le cose si stessero mettendo decisamente bene.
Sebbene i promo fossero vaghi, apparivano infatti palesi i riferimenti a John Cena e, complice un buon momento di forma e popolarità per il “fratello” di Edge, sembrava ormai deciso che anche per lui si aprissero le porte del main event. Poi, dopo una discussione con Vince McMahon, Christian dovette affrontare la cruda realtà – ovvero che in lui la WWE non vedeva niente più di un ottimo mid-carder – e da qui la scelta di chiudere i rapporti con Stamford per accasarsi alla TNA.
La WWE, quindi, ci perdeva un ottimo worker, discretamente popolare, nel quale però non vedeva molte chance di sfondare. La TNA, invece, si prendeva un lottatore di indubbia fama, sicuramente abile sul quadrato e, soprattutto, in grado di portare attenzione verso la federazione di Dixie Carter.
Tanto che, innegabile, alla TNA Christian si è tolto parecchie soddisfazioni. Titoli a parte – considerato purtroppo quanto il loro valore è diminuito nel wrestling business attuale – Christian ha saputo sfruttare alla perfezione le chance offertegli, dimostrando a tutti che, forse, vedere in lui “solo un mid-carder” era un giudizio quanto mai affrettato.
Ora, stando alle sempre più ricorrenti voci che girano in rete, sembra che Christian sia in procinto di compiere il percorso inverso: salutare la TNA per tornare nella federazione che per prima aveva visto in lui del potenziale.

E non sorprende più di tanto che la WWE lo voglia di nuovo sul libro paga.
Dopo tutto, con i ratings instabili ed una crisi creativa che purtroppo si propaga ormai da troppi mesi, un personaggio come Christian, apprezzato dal pubblico e di indubbia fama, non può che rappresentare un toccasana per gli show WWE. Non che Christian, del quale io sono comunque un ammiratore, sia wrestler in grado di spostare gli ascolti in maniera considerevole. Però, data la cronica difficoltà che la WWE si trova a dover affrontare ogni qual volta si tratta di lanciare un nuovo wrestler, averne uno già rodato e dalla popolarità consolidata non può di certo nuocere alla federazione di Stamford.

Se, quindi, durante il primo spostamento fu indubbiamente la TNA a guadagnarci, sembra proprio che ora le parti si siano invertite. E se è vero che, con la Main Event Mafia, la TNA ha giocato una carta di quelle pesanti, resta il fatto che in un momento in cui il wrestling business, in generale, non gode di un seguito infinito la TNA si vede strappato uno dei suoi uomini di punta, in favore di una rivale che sarebbe disposta a tutto pur di eliminare la concorrenza e fare completamente sua quella fetta, piccola o grande che sia, di seguaci attualmente presenti in America.

Ed è proprio attorno a questo concetto che, in parte, ruotano le mie perplessità a riguardo del ritorno di Christian in WWE.
Chi ha vissuto il periodo dell'Invasion ricorderà bene per quale ragione quella storyline, che sulla carta sembrava il sogno di ogni booker, si rivelò invece una delusione clamorosa. Dopo tutto se devi far credere al pubblico che i lottatori WWE e gli ex WCW sono in lotta e che la tua federazione rischia di cambiare per sempre, e poi fai apparire i nuovi arrivati come degli idioti settimana dopo settimana, è chiaro che in breve tempo la gente smetterà di vedere i lottatori WCW come una minaccia. Anzi, come poi regolarmente successo, è servito poco perché molti di essi finissero per risultare un peso piuttosto che un'opportunità, costando così alla WWE quella che facilmente avrebbe potuto essere la storyline definitiva.

Ora la WWE, pronta a riprendere Christian tra le sue fila, si trova ad un bivio.
Da un lato potrebbe utilizzare Christian come, forse, avrebbe dovuto prima che le due parti si separassero: aggiungere quindi un main eventer al suo roster, considerato il fatto che durante il suo stint alla TNA Cage è cresciuto parecchio ed ora potrebbe reggere la pressione del main event molto meglio di altri lottatori – ad esempio Khali e Kozlov – ai quali è stato concesso questo onore. E sebbene Christian non sarà mai popolare come un The Rock o un Austin, averlo come pretendente al titolo potrebbe rappresentare un'interessante variazione rispetto ai soliti nomi, che per quanto eccelsi sono ormai stati sfruttati in ogni modo possibile.

Oppure, in un'ottica più ampia, potrebbe fare di Christian una vittima sacrificale, con il solo ed unico scopo di andare a colpire la sua più diretta concorrente. Dopo tutto Christian, per i fan WWE che non hanno mai seguito la federazione della Carter, altri non è se non il fratello di Edge, quello che gli faceva da spalla e che rodeva di gelosia per i suoi successi. Riproporlo in questo ruolo, quindi, aiuterebbe la WWE a sostenere la teoria (sbagliata quanto volete, ma date le differenze di ascolti è ovvio che non tutto il pubblico WWE segue la TNA) che i lottatori più importanti delle altre federazioni per lei sono scarti, discreti wrestler che di certo non possono competere con calibri quali Cena, Orton e HHH (tutte stelle di prima grandezza targate Stamford al 100%). Se aggiungete il fatto che anche Tomko, anch'egli rilasciato dalla WWE e cresciuto in maniera esponenziale alla TNA, ha firmato per la WWE e potrebbe tranquillamente riprendere da dove aveva lasciato come Problem Solver di Captain Charisma, per il lato cattivo della WWE quest'occasione parrebbe quanto mai ghiotta.
Insomma, se proprio non riesci ad inventarti qualcosa che attiri nuovo pubblico, almeno fai in modo che quello attuale non ti abbandoni per la concorrenza.

Io, personalmente, sarei contento di un ritorno alla WWE di Christian.
Perché lo ritengo non solo un lottatore solido e capace di offrire ottime prestazioni in qualsiasi incontro lo si metta (cosa non da poco, dato il fatto che ad ogni pay-per-view la WWE pare impegnarsi soltanto per i due main event lasciando il resto in mano ai poveri malcapitati di turno…), ma soprattutto perché lo ritengo un entertainer sopraffino, fin troppo sottovalutato dalla federazione che gli staccava gli assegni a fine mese. E per uno come il sottoscritto, che ritiene che il wrestling debba essere perfettamente diviso a metà tra lotta e “parlato”, il ritorno di Christian non potrebbe che rappresentare un'ottima notizia.
Certo, Santino Marella purtroppo è un pessimo memorandum.
Considerato che ormai è l'unico lottatore in grado di offrire qualcosa al microfono, visto che a parte Cena e Jericho non è che ci siano dei novelli The Rock nel roster, e nonostante questo il nostro compatriota finisce sempre con un pugno di mosche (non ultimo il titolo Intercontinentale, finito per ragioni che è meglio non sapere nelle mani di Regal interrompendo una delle poche cose divertenti di Raw…), mi viene da credere che alla WWE non ritengano importante che uno sappia intrattenere il pubblico anche a parole.

Insomma, se si esclude il fattore soldi (do per assodato che nella voglia di Cage di tornare a Stamford si celi anche un cospicuo contratto, con cifre che magari la TNA non si poteva permettere), il destino di Christian appare quanto mai incerto.
Da parte sua il wrestler canadese ha già dimostrato quanto vale, ed anzi ritorna dalla TNA molto più completo e con un potenziale molto più ampio di prima. Dall'altra parte non posso non chiedermi quali piani possa avere per lui una federazione che, al di là dell'antico ritenerlo un “buon mid-carder”, ha fatto fatica persino ad organizzare il rientro di una superstar di spessore come Edge, culminato poi nel bordello di Survivor Series.

E, tra l'altro, se ritorno deve essere che non sia a Smackdown come sottoposto proprio della Rated R Superstar, come vorrebbero alcune indiscrezioni. Perché se si vuole sfruttare tutto il potenziale di Christian non lo si può mettere subito alle dipendenze di quel wrestler che, per chi non segue la TNA, gli è sempre stato superiore nei programmi WWE.
A meno che non si voglia pensare che, per l'occasione, la WWE spingerà così tanto Christian da fargli superare il fratello. Ovvero, tradotto, che la WWE prenderà un “buon mid-carder che arriva dalla concorrenza” e lo farà diventare migliore di un suo top heel, nato e cresciuto sotto la bandiera di Vince McMahon.
Cosa che, direi, non accadrà mai.

I tempi, comunque, stando alle indiscrezioni dovrebbero ormai essere maturi per il passaggio del canadese dall'una all'altra federazione. Christian appare piuttosto sicuro di poter contare su un trattamento di favore alla corte di VinnieMac, ed anche sapendo che alla TNA gli avevano offerto parecchio pur di trattenerlo sembra che ormai la sua decisione l'abbia presa.
Per la WWE si tratta di una buona opportunità, non stiamo parlando di un nuovo Cena ma di certo le possibilità di ricavare del buono da questo rientro ci sono.
Vedremo a breve se verranno sfruttate o meno, considerato che la Road To Wrestlemania è alle porte e, mai come quest'anno, c'è bisogno che tutto fili liscio per alzare gli ascolti e fare un po' di cassa.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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