The Pedigree #348 – SURVIV-2J

Finalmente.
Sono servite settimane di tedio assoluto, pay-per-view imbarazzanti e feud privi di spessore per giungere a questa fantomatica puntata numero 800 di Raw, ma almeno ne è valsa la pena. Dopo lo speciale di tre ore Raw torna ad assestarsi su buoni livelli qualitativi, torna a proporre spunti per le puntate a venire e, in ottica Survivor Series, torna anche a gettare le basi per quelli che saranno i match che riempiranno la card.
Troppo facile, ovviamente, dimenticare il passato e pensare che la “crisi” sia passata. Sicuramente, però, questo Raw può rappresentare un buon punto di partenza per iniziare la risalita, ed è quanto mai doveroso pensare positivo.

Anche se la notizia, che trovate in newsboard, della firma di un contratto da parte di Goldust fa riflettere.
Fa riflettere in generale, perché è strano che un wrestler ormai inutile e fuori forma come Dustin Rhodes trovi, in un modo o nell'altro, sempre da lavorare. Che sia la WWE, che sia la TNA, alla fine Dustin ce la fa sempre. Poi, sul ring, fa sempre pietà, però per qualche ragione il suo discreto passato basta e avanza per garantirgli uno stipendio. Resta, come riportato, da vedere che tipo di contratto sarà questo, se da lottatore o da Leggenda (nel qual caso le apparizioni potrebbero anche non esserci), certo è che essere figli dell'American Dream ha indubbiamente i suoi vantaggi…

Ma superato lo shock iniziale (anche se le immagini di Cyber Sunday saranno difficili da cancellare…), arriviamo a Raw, dove finalmente un bel po' di cose degne di nota sono successe.
In primis, nonostante un lavoro svolto egregiamente, la WWE ha optato per un cambio di GM e così Mike Adamle, l'uomo dei mille perché, ha rassegnato le sue dimissioni rendendo felice Randy Orton, pronto altrimenti a fare le valigie e a salutare la compagnia.
Ora, va detto che a Raw di GM come Bischoff non ce ne sono più stati, e va altresì detto che forse la WWE non sfrutta come dovrebbe questa figura (che, a conti fatti, in assenza di Vince McMahon è il capo assoluto dello show), ma nel complesso Adamle non aveva sfigurato. Quanto meno il suo essere super partes, tra heel alla Regal e superface alla Teddy Long, aveva rappresentato una curiosa novità, seppure in un momento in cui Raw era difficile da seguire. Paga forse, il nostro eroe, una carenza di ascolti a lui non imputabili ma che di sicuro hanno spinto la WWE a rimescolare le carte, ma nel complesso direi che Adamle, come GM, merita la promozione.
Interessante sarà vedere, a questo punto, chi prenderà il suo posto.
Tenendo presente che lo stesso Adamle potrebbe venire riassunto, magari dallo stesso Shane, e che quindi si tratta soltanto di chiacchiere, ci sono tre personaggi che io vedrei bene come “comandanti” di Raw.

Il primo, quasi scontato, è proprio Shane O'Mac, che in vista delle Series potrebbe anche avere un feud con Stephanie (alcuni screzi nel corso della puntata farebbero pensare a questa soluzione…) e che, sulle orme del padre, potrebbe rappresentare una novità interessante per lo show in rosso. Difficile, dato che Shane predilige avere un ruolo esterno a ciò che viene mostrato in televisione, ma non impossibile. E considerato che già Stephanie fu GM a Smackdown qualche anno fa, non è da escludersi che lo stesso Vince McMahon abbia spinto fortemente per questa opzione.

Anche l'autocandidatosi JBL potrebbe ricoprire il ruolo, nonostante la batosta inflittagli da Undertaker.
Dopo tutto JBL è un ottimo heel, con il microfono ci sa fare, e la peculiarità del suo personaggio gli permetterebbe anche di non doversi schierare (cosa che un GM, face o heel che sia, deve inevitabilmente fare), rendendolo una sorta di scheggia impazzita pronta a tutto pur di difendere il suo status. Questo, tra l'altro, permetterebbe alla WWE di mantenere Bradsahw on-screen senza doverlo far lottare, cosa che porterebbe benefici a tutti perché da un lato JBL è così fuori forma che non si può vedere, dall'altro la WWE avrebbe una ragione per continuare a pagarlo nonostante a nessuno freghi dei suoi match. Lui si è fatto avanti e per ora ci ha rimediato soltanto botte, vedremo se nelle prossime settimane avrà maggior fortuna.

Il terzo pretendente, sebbene in realtà non si tratti di una grossa novità, potrebbe essere William Regal. Che, ancora King Of The Ring, dovrebbe aver scontato le sue pene per via del Wellness Program e, in teoria, potrebbe essere pronto a ricominciare da dove aveva lasciato. Mi auguro che, nonostante il giocare in casa, non faccia suo il titolo Intercontinentale (che per ora sta benissimo alla vita di Santino), ma che al massimo questa title-shot rappresenti per lui un modo come un altro di rilanciarsi agli occhi del pubblico, che effettivamente di lui un po' si era dimenticato.
Delle tre mie personali opzioni Regal è quella che mi convince di meno, più che altro perché è un ruolo che ha già ampiamente ricoperto e che non apporterebbe grandi novità allo show, ma va detto che proprio per la sua esperienza William potrebbe rappresentare per la WWE un porto sicuro ove attraccare.

Per un GM che va, però, abbiamo un wrestler che rientra.
Anzi due.
E mica due jobber, per essere chiari.

Il primo è Randy Orton, che finalmente torna a combattere e subito si trova davanti quel Punk al quale, in maniera quanto mai discutibile, aveva strappato il titolo qualche mese fa. Indubbiamente quel calcio inferto a DiBiase ha colto tutti di sorpresa, così come strani sono stati quei cori a favore del Legend Killer che il pubblico gli ha tributato, eppure mi viene da dire che qualcosa di grosso bolle in pentola. Da settimane, infatti, si vocifera di una probabile stable composta da giovani wrestler di seconda (o terza) generazione che vedrebbe Orton come leader e, a seguire, DiBiase, Rhodes e Manu. E, in effetti, è da settimane che la WWE lascia indizi sparsi che farebbero pensare a questa soluzione. Sicuramente quello che frena i piani è lo status che i giovani wrestler hanno attualmente, o quanto meno il loro scarso appeal con il pubblico, e per questo approvo la scelta della WWE di prendersi tutto il tempo necessario, costruendo con cura la credibilità dei lottatori prima di sbatterli su un palco che, ora come ora, per loro sarebbe solo che deleterio.
Intanto, però, Raw guadagna una delle sue stelle di prima grandezza, nota positiva vista la recente difficoltà di creare interesse verso il proprio prodotto, spiazza tutti con un gesto che non ha obbiettivamente molto senso e, in ottica futura, offre spunti interessanti per continuare a seguire gli show.

Ed oltre al rientro di Orton, che a conti fatti rientro proprio non è visto che in televisione Randy c'era lo stesso, Raw ci lascia anche con una discreta notizia: John Cena tornerà alle Series, ed andrà dritto per il titolo.
Il che, ovviamente, ci porta al main event della serata, quello Steel Cage Match che ha visto contrapposti Batista e Jericho, con tanto di titolo in palio a pochi giorni di distanza dall'infausto Cyber Sunday.
Se solo una settimana fa vi avessero chiesto cosa sarebbe durato di più, tra il regno di Batista ed il successo di Kung Fu Naki, la risposta sarebbe stata univoca.
E sbagliata.
Per chiudere in bellezza una notevole puntata di Raw, infatti, la WWE ha sganciato la bomba.

E a soli otto giorni da una bruciante sconfitta, nonché andando contro ogni eventuale pronostico, Chris Jericho si è nuovamente laureato campione del mondo lasciando basiti Batista, i suoi fan, i Jerichoholics ed il pubblico intero.
Se è ovviamente grande la gioia dei fan di Jericho, grossi punti interrogativi si aprono ora per quel che riguarda il titolo assoluto. Jericho è tornato campione per restarci, o sarà soltanto vittima sacrificale di Cena? E perché questo contentino a Batista, che ha retto solo una settimana ed ora è già appiedato? E se di contentino non si trattasse, ed anche Batista venisse inserito nel main event di Survivor Series? E Cena, soprattutto, che accoglienza avrà al suo rientro, quando ancora una volta (ed in barba a tutti) occuperà un posto di primissimo piano?
Se è chiara l'intenzione della WWE di affidarsi a Cena per tirare su gli ascolti, come reagirà il pubblico? Saranno bastate le sconfitte pre-infortunio per riumanizzare Cena, oppure il suo status di immortale è ben lungi dall'essere sparito?
Insomma, a riprova di quanto sostenuto da settimane è bastato un risultato a sorpresa, là dove conta, per ribaltare le carte in tavola e creare immediato interesse verso il prodotto.

Perché, a conti fatti, il wrestling è fatto di domande.
Quelle che uno si dovrebbe porre alla fine di ogni puntata. E che non dovrebbero essere “perché lo sto guardando?”.
Ed è fatto di risposte.
Quelle mezze che ti vengono date di settimana in settimana, fino ad arrivare al pay-per-view dove arrivano le risposte definitive, e subito dopo altre domande da porsi.
Questo Raw n°800, sotto questo aspetto, è stato impeccabile. Speriamo che sia l'inizio di un nuovo ciclo, e non soltanto una piccola luce nel buio colossale in cui la WWE versa da settimane a questa parte.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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