The Pedigree #344 – I MISSED THE MERCILESS PART…

Prendete un pay-per-view composto da sette incontri, e tre persone che lo pronosticano. In totale fanno 21 singoli pronostici. Quando venti di questi si rivelano esatti, può significare soltanto due cose: o chi ha fatto i pronostici è un fenomeno, oppure il pay-per-view in questione era un tantino scontato.
A noi, come ovvio, piacerebbe pensare alla prima ipotesi, ma i dati ci remano contro.
No Mercy, sulla carta, si presentava piuttosto scontato in praticamente tutti i suoi incontri, e purtroppo la WWE non ha smentito le attese. E purtroppo Candice ha perso, rendendo il sottoscritto l'autore di quel singolo pronostico sbagliato, ma questa è un'altra storia.

L'avere match dall'esito pressoché certo, in realtà, non è automaticamente sinonimo di fallimento. Certo, si toglie pathos alla serata e sicuramente la tensione viaggia su livelli molto ridotti, ma se gli incontri risultano comunque piacevoli e divertenti non si può per partito preso parlare di fallimento.
Purtroppo, No Mercy, si è invece rivelato tale.

Togliete il Ladder Match e l'incontro valido per il WWE Title e vi troverete in mano un gigantesco nulla targato Stamford. O meglio, vi troverete in mano un po' di una puntata di Raw ed un po' di una puntata di Smackdown (con wrestler ECW in visita). Peccato che, per tutto questo, avete pagato denaro sonante.
Aggiungete HHH vs. Jeff Hardy e farete un salto in avanti, lontano dal giustificare il prezzo dello show ma comunque un gradino sopra un normale lunedì sera. Aggiungete il Ladder Match e, ad essere generosi, vi avvicinerete ad un discreto Saturday Night's Main Event. Ma a smuovere i pay-per-view migliori, a quello è ridicolo solo pensarci.

Diceva giustamente il Megadirettore CDB che No Mercy era stato costruito quasi interamente attorno al Ladder Match, nella speranza che bastasse quello a fungere da traino per eventuali acquirenti. Visto il suddetto incontro, però, c'è da restare ampiamente delusi.
Non da buttare, per carità, in questo periodo ce ne vorrebbero sicuramente di più, di incontri così. Ma presi Jericho, Michaels ed una scala, francamente, il match mi è sembrato veramente misero. Specie se considerato quello che i due, in passato, hanno saputo fare sia utilizzando le scale sia lavorando uno con l'altro. E a ben pensarci, questo Ladder Match è lo specchio perfetto dell'attuale WWE: incompleta.
C'è del potenziale, sparso qua e là, ma o viene ignorato o viene sprecato. C'è qualche buona idea, che ogni tanto sembra far capolino sui teleschermi, ma spesso si finisce per rovinare tutto cadendo nel ridicolo. Insomma, il materiale per far bene c'è, ma sembra che manchi la voglia.
Esattamente come a Michaels e Jericho, che avevano dalla loro parte un terreno congeniale e l'attenzione generale e che, invece, sembra abbiano lottato controvoglia, limitandosi al minimo sindacale giusto per strappare la sufficienza.

Tanto che, ad onor del vero, mi è sembrato quasi meglio il match tra Triple H e Jeff Hardy.
Non che qui si sia vista fantascienza applicata al wrestling eh, però almeno l'incontro mi è parso più solido e più sentito da parte del pubblico, e dato anche il finale concitato non ho grossi problemi a premiarlo come miglior incontro della serata.
Purtroppo, come si diceva prima, la WWE ha dovuto comunque metterci del suo nel post-match quando il buon vecchio Hunter – chissà cosa credeva quando ha accettato lo spostamento a Smackdown – è stato avvicinato nuovamente da Vladimir Kozlov. No, dico, Vladimir Kozlov. Siamo passati dal popolarissimo Jeff Hardy, per il quale il pubblico si è sgolato tutta sera, a Vladimir Kozlov, l'ignorato per eccellenza, che sulle orme di Great Khali sembra destinato, non chiedetevi perché, anch'egli ad una title-shot della quale, sia chiaro, a nessuno importa.

Ed ancora.
Batista, che ai suoi fan vuole bene, sbriga la pratica JBL in pochi minuti. Ed io, ingenuo, tiro un sospiro di sollievo perché almeno questo momento è finito. Peccato che poi, per recuperare minuti, JBL si lanci in uno dei suoi peggiori promo, mettendoci in mezzo McCain ed Obama e la crisi finanziaria americana e chi più ne ha più ne metta, tanto per rompere un altro po' le scatole.
E sulla stessa falsariga il promo di MVP, interessante fino a quando Porter ha diviso il ring con Orton ma finito, in breve tempo, nell'ennesimo segmento stiracchiato quando sono entrati a fare parte del discorso DiBiase, Rhodes, Manu, CM Punk e Kofi Kingston. E, tra l'altro, il fatto che il pubblico gridi “boring” a Rhodes quanto questi non ha nemmeno aperto bocca non è sintomo di un heel che funziona, quanto più sintomo (grave) di un wrestler che proprio non fa presa sul pubblico e che non serve a sollevare i ratings.

Su Undertaker preferisco non esprimermi, perché non ne posso negare l'importanza né tanto meno ignorare lo stuolo di fan. Certo è che quindici minuti per arrivare sul ring, per poi mettere inscena il match fotocopia numero mille degli ultimi anni, per me non aiuta a migliorare la qualità di uno show. Ed anzi, con rispetto parlando, io sono uno di quelli a cui questo Undertaker ha onestamente fiaccato.

Restano poi Kane vs. Mysterio, tutto sommato non male anche se il finale era piuttosto prevedibile (ma comunque d'impatto), Candice vs. Beth, che non solo è stato un capolavoro delle mosse sbagliate ma che mi è anche costato un pronostico, e Matt Hardy vs. Mark Henry, opening match tutto sommato piacevole, specialmente se si considera la differenza di stazza tra i due wrestler e, in maniera inversamente proporzionale, le abilità sul ring, che ha confermato ancora una volta l'appeal di Matt con i fan ed il fatto che, a conti fatti, mettere uno dei fratelli Hardy ad inizio show serve sempre a scaldare il pubblico.
Certo, se poi magari il resto dello show facesse lo stesso…

Passato No Mercy ci si dirige verso Cyber Sunday, con Batista vs. Jericho da un lato e, staremo a vedere, qualcuno contro Triple H.
La rivalità di Raw non appare molto interessante, almeno fino ad ora, ed anzi la presenza di Batista suona un po' come riempitivo (lo si diceva qualche settimana fa, Batista viene sempre comodo in queste situazioni), ma lavorandoci sopra non è detto che non se ne cavi qualcosa di interessante.
Smackdown, invece, avrebbe il terreno più facile su cui lavorare, se si considera che Triple H potrebbe trovarsi davanti un lanciatissimo Jeff Hardy, un redivivo Big Show che dopo averla fatta pagare ad Undertaker potrebbe richiedere in cambio qualcosa a Vickie Guerrero, oppure un Edge che, si dice, ormai dovrebbe essere sulla strada del rientro.
Ed invece, probabilmente, si troverà davanti Vladimir Kozlov. Eh, insomma…

Ma non disperate, perché Cyber Sunday ha già messo in campo un match da brivido!
Visto che Jericho dovrà difendere il proprio titolo contro Batista, e visto che il pubblico deve scegliere qualcosa perché così dice il regolamento del pay-per-view, perché non dare loro la chance di decidere chi sarà l'arbitro speciale di questo match (e sì, ricordo perfettamente l'inutilità degli ultimi Special Guest Referee, ma siamo positivi per una volta…)?

Potrete quindi scegliere HBK, che ovviamente avrà il dente avvelenato (che fine umorismo!!!) dopo No Mercy.
Oppure Randy Orton, che sicuramente si sta rivelando una delle poche cose interessanti di Raw ma che, a conti fatti, con Jericho e Batista centra pressoché niente.
Oppure – squillino le trombe e rullino i tamburi – per la serie “magari sembra, ma non ci siamo dimenticati”…

STONE COLD STEVE AUSTIN!!!

Io adoro Austin, ma ditemi voi se questo non è raschiare il fondo del barile…

Ah, no, ecco.
Devono aver scelto Austin perché Foley non è più disponibile.
Altrimenti…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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