The Pedigree #342 – A BEAST AT REST

Avrete sicuramente letto, pochi giorni fa, la notizia secondo la quale Batista non starebbe attraversando un periodo felicissimo in quel di Raw. Le motivazioni dietro questa situazione andrebbero ricercate nella sensazione che ha Batista – e su cui i colleghi sembrano concordare – di venire trattato come un main-eventer di serie B, un wrestler in pratica popolare e sempre in vista ma non al pari degli altri colleghi di reparto.
La notizia, come ovvio, è da prendersi con le molle. Specialmente perché, nonostante la rapida diffusione sulla rete, risulta chissà come sempre impossibile stabilire una fonte certa a cui attribuire il rumor.

Chiarito questo, non sarei però poi così sorpreso se dietro a queste parole si celasse effettivamente la verità. Che Batista, infatti, si muova su terreni diversi da quelli classici di chi da la caccia al titolo mi sembra un dato di fatto piuttosto evidente. Quello su cui, invece, vorrei discutere è se questo possa, o meno, essere considerato un aspetto negativo del suo percorso alla WWE.

Mi spiego meglio, e per farlo prendo due esempi semplici semplici: Triple H e JBL.
Entrambi main-eventer, ed entrambi campioni del mondo. Eppure, agli occhi di tutti, due wrestler di caratura diametralmente opposta.

Il primo, al di là della vita privata e di quanto questo possa aver aiutato la sua carriera, si è dovuto sudare a lungo il suo posto. Prima di arrivare al titolo assoluto, infatti, Triple H si è dovuto fare una lunghissima gavetta. Fatta di ottimi incontri, fatta di una crescita costante, ma fatta anche di pesanti intoppi come il famoso incidente al Madison Square Garden che gli costò praticamente un anno di vita passato a jobbare a destra e a manca. Una volta arrivato al top, però, Triple H si era imposto in maniera tale ai propri fan da aver automaticamente legittimato il suo status. Da allora, infatti, non solo HHH non si è mai dovuto allontanare dal titolo del mondo o dalle storyline principali, ma anzi viene quasi spontaneo considerarlo, in qualsiasi evenienza, un perfetto main-eventer nonché un wrestler a cui la cintura quasi spetta di diritto.

Diverso, invece, il caso di JBL.
Come Bradshaw ha passato una vita intera nel mid-carding, godendo sì di una certa popolarità ma mai tale da far pensare ad un suo futuro da numero uno. Poi, di punto in bianco, la WWE decide che per lui è tempo di farsi un giro con il titolo del mondo e, dall'oggi al domani, gli cambiano nome, gli cambiano gimmick, gli cancellano l'infruttuoso passato e te le ficcano a forza giù in gola. Ed è inutile prendersi in giro, quando la WWE lo fece scendere dalla limousine bianca per la prima volta, e lo mise contro l'allora campione Eddie Guerrero, si sapeva che prima o poi JBL ce l'avrebbe fatta. Si sapeva anche con quali risultati, ma questa è una storia differente.

Perché alla WWE non si scappa da questi due binari.
O sei una superstar affermata (come potrebbero essere anche Undertaker, Michaels e Jericho), e quindi è naturale che la cintura ti graviti attorno, oppure sei un quasi nessuno in fase di mega-push. Ne è un esempio perfetto Jeff Hardy, che per anni ha lottato per i titoli minori prendendo però sempre sonore legnate quando si trattava di affrontare avversari di maggior calibro e che invece, ora che è entrato nelle grazie di chi comanda, sta sconfiggendo con disarmante facilità chiunque gli si pari davanti (a parte HHH, ma cadrà anche lui). E se non vi basta pensate a Rey Mysterio, forse uno dei campioni più imbarazzanti di sempre, che però da un giorno all'altro ha iniziato ad avere la meglio su chi pesava anche il triplo di lui.
Per fortuna, nel frattempo, ci sono ancora wrestler che riescono ad affermarsi con la dovuta calma e grazie alle proprie doti (ad esempio Orton e Cena), e che arrivano ad un determinato livello sicuri di poterci restare. Però, a quanto pare, i main-eventer dell'ultimo minuto sono una piaga di cui difficilmente riusciremo a liberarci.

Batista, però, è forse l'unico wrestler che differisce da questo “comportamento abituale”.
Certo, è vero che è stato grazie all'Evolution che l'Animale si è messo in mostra, e che sono state le prove convincenti da lui fornite in questa stable ad aver attirato l'attenzione della gente, ma tutto si può dire di lui tranne che non sia stato coinvolto in rivalità di qualsiasi tipo. Anzi, basti pensare agli screzi avuti con Santino questo lunedì per rendersi conto di come, nell'universo WWE, Batista sia uno dei pochi utilizzabili a 360 gradi.
E se è vero che al prossimo pay-per-view Batista affronterà (e probabilmente vincerà) un incontro valido per il primo sfidante al titolo ad oggi attorno alla vita di Chris Jericho, la sua storia ci ha più volte insegnato come sia difficile fare semplici pronostici sul suo futuro immediato.

E ve lo dice uno che, Batista, non l'ha mai amato particolarmente.
Anzi, ad onor del vero sul ring l'ho sempre trovato piuttosto fiacco e ripetitivo, ed a fronte di un carisma invidiabile non ho mai visto in lui un wrestler di spessore tale da giustificare tutti quei titoli.
Ma, per come la WWE lo ha trattato e sfruttato, devo ammettere di essermi appassionato alla sua “storia”.
Perché Batista, alla fine, va sempre bene. Quando c'è un momento di instabilità si sa che, dando a lui la cintura, si otterrà un discreto regno da campione e si otterrà sicuramente l'interesse della gente. Quando non si sa chi mandare per il titolo Batista viene sempre comodo, perché con quel fisico nessuno fatica a credere che Big Dave possa farcela. Insomma, non solo Batista gode dell'ottimo status di wrestler jolly per la WWE, ma il modo in cui le sue vittorie sono arrivate rende sempre piuttosto incerto l'esito dei suoi match.

Perché spesso, se non sempre, si arriva in maniera piuttosto lineare ad un cambio di titolo.
Storyline da parecchi minuti televisivi tra il campione X e lo sfidante Y. X vince il match in pay-per-view. Y vuole la rivincita, sancita per il prossimo show a pagamento. Un altro po' di build-up. Poi o Y strappa il titolo a X, oppure si aspetta un altro mese, un altro po' di build-up, e poi il cambio di titolo. Insomma, il passaggio te lo senti dentro, e diventa soltanto una questione di giorni.
Batista, invece, più volte è riuscito a fare suo il titolo quando nessuno lo dava per favorito, oppure quando alle spalle non c'era quel tipo di storyline tale da giustificare un simile evento.
E non potrebbe esserci cosa migliore di questa, a conti fatti. Perché da un lato questo rende il wrestling sicuramente più veritiero, dall'altro si aggiunge automaticamente ad un match quel fattore sorpresa che, invece, il più delle volte si prova duramente a costruire con risultati però piuttosto scarsi.

Insomma, quelle che per Batista sono sensazioni negative sono, per me, le parti più interessanti della sua carriera, altrimenti troppo simile a quella di infiniti big man che lo hanno preceduto.
E per questo mi auguro che il rumor si riveli infondato.
Anche perché, con Orton e Cena ancora fuori, tolti HBK e Y2J non resta nessuno a Raw in grado di fare da calamita per riportare le persone davanti alla televisione. E visti gli ascolti attuali, non ci vuole poi molto a capire che danno l'Animale potrebbe causare alla sua compagnia…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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