The Pedigree #341 – WALK A COOKIE MILE

Si è già parlato, ed in più di una sede, di come l'aver estromesso CM Punk dal main event di Unforgiven abbia, a conti fatti, sminuito parecchio il valore dell'ex campione del mondo, protagonista di un regno forse non memorabile ma di certo non così pessimo da giustificare quanto andato in onda lo scorso pay-per-view.
Ad una seconda occhiata, però, la situazione potrebbe risultare molto più interessante di quanto invece non appaia in questo momento.

Innanzitutto partiamo da un semplice presupposto: l'estate, per la WWE e per tutti i network televisivi, è un periodo difficile. Non servono grandi dati per dimostrarlo, basta dare un'occhiata alle programmazioni dei nostrani palinsesti per farsene un'idea più che chiara. Dopotutto si tende a stare fuori di casa maggiormente, le scuole sono chiuse, ci sono le ferie, e tendenzialmente gli spettatori che restano incollati davanti alla televisione calano drasticamente. Per uno sport spettacolo come il wrestling, che non gode di off-season, questo periodo si rivela sempre il più adatto per tentare qualche esperimento, o per provare a far crescere lottatori secondari in attesa di settembre e dei mesi più caldi, quelli che passano per Survivor Series, la Rumble e Wrestlemania.

CM punk, sotto questo aspetto, può tranquillamente dirsi un esperimento riuscito.
Urge però ricordare, specie a chi seguiva Punk già ai tempi della ROH, che il suo passato è come se non fosse mai esistito. Non importa quanto Punk abbia ben figurato sulla scene indipendente, o quanti match da cinque stelle abbia messo in piedi: da quando ha deciso di firmare un contratto con la WWE del suo passato è stata fatta una sola, e generale, tabula rasa. Non sto qui a questionare se questo sia giusto o meno, il discorso verte in altre direzioni, però questo è un dato di fatto da non sottovalutare.
Il che vuol dire che, per quanto Punk potesse essere il gioiello delle Indies, alla WWE era comunque un signor nessuno. Merito completamente suo, dunque, l'essersi imposto quasi immediatamente all'attenzione generale, specialmente in una federazione come la nuova ECW dove gli ascolti erano quelli che erano. E merito altrettanto suo l'aver colpito il pubblico così tanto da spingere la WWE a dargli prima il Money In The Bank e poi direttamente il titolo mondiale.
Esperimento, certo, ma non è che d'estate la WWE non la guardi nessuno e quindi chissenefrega. Ascolti più bassi, ma un filo logico che lega gli eventi ci deve essere lo stesso, visto che si suppone le azioni di oggi avranno ripercussioni sulle faide di domani.

Quello che, invece, attende ora la WWE è uno dei periodi più tosti dell'anno.
La MLB si avvicina ai play-off, ed intanto l'NFL entra nella sua seconda settimana di stagione regolare. Il che, in parole povere, vuol dire Monday Night Football. Altresì genericamente noto come lo Schiacciaratings. Lunedì sera, cosa che a Raw non ha mai fatto molto piacere.
Abbastanza ovvio, allora, che la WWE decida di sospendere i propri esperimenti per appoggiarsi a lottatori più sicuri, o comunque più popolari tra i fan. Ed in un Raw privo di Orton e Cena, ben si configurano nel main event Jericho ed HBK, lottatori di lungo corso sempre in grado di offrire ottime prove, così come tutto sommato non stupisce che (nell'assurdità della storyline, anche se l'ultimo Raw un po' l'ha chiarita) Kane e JBL, senza voler dimenticare un sempre verde Batista, stiano godendo di un discreto screen-time in queste ultime settimane.
Insomma, il Monday Night Football è uno schiacciasassi, e per reggere l'urto serve schierare tutta la potenza disponibile. Potenza che, per ora, il Punk versione WWE non è in grado di offrire.

Assume allora, in quest'ottica, una connotazione del tutto differente la sua estromissione dallo Scramble Match di Unforgiven con conseguente perdita del titolo.
Ad oggi, infatti, Punk può ancora tranquillamente (ed a ragione ) dichiarare di non aver mai perso il titolo, o quanto meno di non essere mai stato sconfitto in un incontro nel quale la cintura era in palio, ed al contempo reclamare a gran voce una title-shot che gli dovrebbe essere concessa di diritto.
Se poi aggiungete a questo il fatto che, a piccoli passi, la WWE sta costruendo sia il ritorno di Orton (per ora con ruoli off-ring, ma sempre più frequenti) sia la nascita di una stable che lo vedrà come leader indiscusso, è assai probabile che da qui alla fine dell'anno quel calcio che così caro è costato a Punk torni a bussare alla porta del Legend Killer.

O meglio, da un lato avremo HBK e Jericho che se le danno di santa ragione (tra l'altro è quasi futile sottolineare che incontro formidabile potrebbe essere il loro Ladder Match a No Mercy), dall'altro avremo il proseguimento della rivalità tra Punk ed Orton, con il secondo che non dovrebbe impiegarci poi tanto a riprendersi la cintura (con magari Batista nel mezzo, per evitare un heel vs. heel se Michaels non vincesse il titolo…). Ed a quel punto saremo di nuovo tornati ad Unforgiven 2008, sebbene a parti invertite, e si potrà valutare se l'esperimento Punk è stato fine a se stesso (cosa che non credo), oppure se da quell'esperimento si può tirar fuori un lottatore di spessore in grado di ruotare in maniera fissa attorno al main event.

Insomma, in un periodo tempestato di infortuni (e con grossi nomi, come HHH e Jeff Hardy, tutti dall'altra parte) e dove si fa fatica a creare rivalità degne di nota, la scelta della WWE di privare Punk del titolo appare più come un tentativo di salvaguardare il lottatore per i mesi a venire che non una sonora bocciatura, tra l'altro ingiustificata visti gli incontri che, da campione, Punk si è trovato a dover disputare.

Ed inoltre, cosa da non sottovalutare visto l'ottimo livello del match tra Punk e Y2J andato in onda a Raw (e, in aggiunta, il fatto che credo Jericho uscirà campione dal prossimo show a pagamento), non si può escludere che tra i due non vada avanti la rivalità titolata, visto che a livello qualitativo né l'uno né l'altro hanno molto da invidiare alla concorrenza. Nel qual caso, dovesse essere Punk ad interrompere il regno di Jericho, si tornerebbe poi al rientrante Orton e, ancora una volta, si ripartirebbe da quel calcio che a Punk ha fatto solo che male.

Mi verrebbe allora da dire, ai numerosi tifosi di Punk, di dormire sonni tranquilli perché la perdita del titolo è stata solo temporanea ed a breve lo Straight Edge dovrebbe riprendersi ciò che gli spetta. Ma parlando della WWE non si può mai sapere, quindi meglio andarci con i piedi di piombo.
Di certo, per come sono andate le cose, un Orton vs. Punk appare inevitabile.
Dipenderà soltanto da chi, in quel momento, avrà indosso la cintura.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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