The Pedigree #333 – ME AND YOU AND EVERYONE WE BOO

Si fa un gran parlare, e probabilmente si farà sempre un gran parlare, dell'eterna diatriba tra mark e smart, tra chi crede che il wrestling sia totalmente vero e chi, invece, crede alla predeterminazione e che il wrestling, senza negare la sua elevata componente atletica, sia uno spettacolo ancor prima che uno sport. Io, personalmente, mi inserisco nella seconda categoria, seppur con una precisa distinzione.
Credo che sì, quando Punk andrà per il titolo a Great American Bash il risultato del match sarà già stato deciso, e credo anche che buona parte delle mosse che vedrò saranno prima state discusse attorno ad un tavolo, ma non me ne fregherà più di tanto. Perché, dopo tutto, io a quel tavolo non c'ero e quindi non so come la contesa andrà a finire, e tutto quello che vedrò sarà per me inaspettato. Ed al contempo, pur sapendo che non sarà reale intenzione di Punk fare del male a chi lo affronterà nel tentativo di mantenere la cintura, crederò al dolore che mi verrà mostrato, per lo meno fino a quando l'azione non sarà terminata.
Perché capisco tutto, capisco credere che sia tutto vero e che sia tutto finto e capisco pure che uno si spacchi le balle degli amici che gli chiedono perché guardi il wrestling visto che tantoè tutto falso, ma quello che non capirò mai è chi si ostina a seguire il business con occhio ipercritico, alla ricerca disperata della mossa sbagliata o del blade-job ripreso dalle telecamere, dimenticandosi che alla fine il wrestling deve essere divertimento, entertainment, e che se uno non si diverte a guardarlo forse farebbe meglio ad orientarsi verso altre cose.

Il che ci porta a qualche giorno fa, Perù, quando Triple H e John Cena si sono affrontati in un house show davanti a quasi trentamila spettatori. Trentamila spettatori che, forse in cerca di un record piuttosto inutile, hanno riempito il buon John di fischi per svariati minuti, senza alcuna apparente ragione, forse perché hanno letto su internet che fischiare Cena è cosa buona e giusta. Magari Cena non l'avrà presa bene, magari invece se ne sarà altamente sbattuto e dietro le quinte ci avrà fatto su una grossa risata, probabilmente è ormai professionista sufficientemente navigato e con le spalle sufficientemente larghe da poter reggere una serata simile, di certo però questo non fa un gran bene alla WWE.
House show, per carità, niente di televisivo e niente che possa cambiare l'opinione delle masse sul tal wrestler o sul tal programma, ma si tratta comunque di un sintomo tanto diffuso quanto preoccupante che, da qualche tempo, va colpendo uno dei wrestler di punta della federazione di Stamford.

In principio, forse, era persino corretto fischiare John Cena. E ve lo dice uno che di parole feroci nei confronti dell'ex rapper di Boston ne ha spese parecchie, eh.
Dopo tutto gli show erano qualitativamente mediocri, i pay-per-view seguivano la stessa onda, ed al di là dell'inarrestabile striscia vincente di Cena erano i match stessi a fare piuttosto schifo, spesso ricorrendo ad avversari indegni di stare nel main event con l'unico scopo di rendere Cena un nuovo “immortale”. Davanti a questa situazione il pubblico poteva fare ben poco: chi era a casa poteva non sintonizzarsi su Raw o non comprare i pay-per-view, chi invece aveva speso i propri soldi per un biglietto e si trovava davanti all'ennesimo show fotocopia poteva soltanto fischiare a pieni polmoni, nella speranza che i fischi arrivassero a chi tira le fila e che questo potesse in qualche modo cambiare le cose.
Non fischiare Cena in quanto tale, quindi, ma fischiare una situazione piuttosto tragicomica attraverso il suo uomo simbolo, filtrare attraverso il campione di turno una situazione di malessere piuttosto palpabile, affinché qualcosa venisse modificato e si tornasse a livelli qualitativi più accettabili. Anche perché, per quanto le vittorie arrivassero con costanza e nelle maniere più disparate possibili, alla fine John Cena faceva soltanto il suo lavoro, eseguiva degli ordini che gli venivano imposti e, forse, sotto sotto nemmeno lui era contento di come lo stavano gestendo.
Credevo quindi che si fischiasse il booking di Raw, e non John Cena.
Ma evidentemente mi sbagliavo.

Perché, a quanto, pare, adesso si fischia John Cena in quanto tale. Esagerando come successo in Perù, magari limitandosi ad una sola parte dell'arena come invece succede più di frequente (l'altra, invece, applaude), però è chiaro come ora non si stia fischiando lo show, o chi lo gestisce. Perché hanno fischiato Cena quando campione era Orton, quando il campione era nientemeno che sua Maestà Triple H, e probabilmente lo faranno anche con Punk, fino a quando Cena non riconquisterà la cintura (perché è inevitabile, prima o poi lo farà) ed allora tutti si sentiranno viepiù giustificati nel dar fiato alle trombe. Anche se, ad onor del vero, io di ragioni per “andare contro” non ne vedo.

Anzi, la WWE ce l'ha messa davvero tutta per “umanizzare” John Cena. E' vero, è tornato alla Rumble e l'ha pure vinta, ma da lì in poi non si può certo dire che questo, per Cena, sia stato un buon 2008. Ha perso tutte le occasioni importanti, fossero esse il main event di No Way Out, quello di Wrestlemania oppure quello della Night Of Champions, è sempre stato invischiato in rivalità di secondo piano e, di certo, non si può dire che Raw sia stato fatto ruotare attorno a lui. Insomma, Cena è tornato un wrestler come gli altri, che vince e che perde e che soffre come tutti i suoi colleghi.
Ma questo, per John Cena, evidentemente non è sufficiente. Il licenziamento, forse, sarebbe l'unica soluzione per questa piaga che attanaglia il mondo del wrestling, cacciarlo dalla federazione più popolare al mondo per essere sicuri che mai e poi mai John rifarà sua quella cintura, riportandoci con la memoria a quei mesi così bui che fa male solo pensarci.
Il fatto che, tanto per dire, prima del Draft il regno da campione di HHH abbia fatto altrettanto schifo, però, non viene preso in considerazione. Triple H non è mica Cena, dopo tutto.

Capisco essere smart, lo sono anch'io, ma mi lascia perplesso l'eccesso.
Mi lascia perplesso fischiare John Cena a prescindere, mi lascia perplesso fischiarlo per quello che ha fatto in un passato ormai abbastanza remoto, mi lascia perplesso che l'ipercriticismo si rivolga a lui perché è l'idolo dei fan più giovani, e mi lascia perplesso che non si sia più in grado di abbandonarsi a quella che gli americani chiamano “suspension of disbelief”, ovvero credere a quello che si vede fino a quando le telecamere non hanno finito di riprendere.
Esiste un rapporto molto fine tra i wrestler ed i fan. Entrambi sanno cosa stanno facendo e perché lo stanno facendo, ma per le regole del gioco entrambi ci credono. Batista non ha realmente intenzione di infortunare HBK, e lo sa mentre lo sta dicendo, ma il pubblico reagisce male. Il pubblico prende parte alla “rappresentazione”, segue l'onda emotiva di quanto gli viene mostrato e per quelle due o tre ore crede a ciò che vede, senza se e senza ma. Perché è così che funziona. Batista parla e deve avere una reazione dal pubblico per portare avanti una rivalità, HBK finge timore e deve sapere che il pubblico lo sorregge per poterci costruire sopra un match.
Altrimenti perché non ridere alle parole dell'Animale, perché non intonare cori come “non è vero” oppure “stai tranquillo HBK”, visto che si sa la realtà dei fatti?
Perché è insito nel wrestling, prendi quello che ti danno (sperando che sia buono) e segui la scia, e chissenefrega se i tuoi amici dicono che è tutto finto.
Ma non con John Cena.
Con lui tutti sono supersmart, con lui si sa che è tutto finto e che Cena non potrebbe mai e poi mai sconfiggere lottatori del calibro di Michaels e HHH e che sono i bookers a volere così per cui si fischia, you can't wrestle, e licenziatelo che il wrestling senza di lui starà sicuramente meglio.

Per ora, ad onor del vero, è solo Cena quello a cui viene riservato questo trattamento. Ad oltranza, nonostante la WWE stia facendo di tutto per cambiare il suo personaggio, ma soltanto con lui il pubblico è “smart” e, esagerando, come tale si comporta. Ma si è superato un limite, come se si fosse scisso un contratto non-scritto che esiste da più di cent'anni, rompendo in parte un accordo che è parte vitale del business.
Per carità, la WWE c'ha messo del suo per arrivare questa situazione, ma non credo che questo comportamento (infantile, per il mio modo di vedere) ostinato da parte di una buona fetta di pubblico porterà a qualcosa di buono. Anzi, in questa lotta tra bambini che va avanti ormai da due anni la WWE probabilmente si intestardirà ancora di più nell'avere Cena idolo delle folle, ed il pubblico insisterà nel fischiarlo perché se ti fai un giro sulla rete vedi che secondo quasi tutti John Cena fa schifo, quindi…
Se ci fossero, ed in passato ci sono state, ragioni per fischiarlo, non avrei nulla da obbiettare.
Questi fischi, che fanno tanto fico (o tanto stupido) e che non hanno alcuna base su cui appoggiarsi rendono soltanto più difficile il lavoro alla WWE, e rendono soltanto più fastidioso seguire gli show per chi, in quelle tre ore, degli smart e dei mark e di ciò che ci sta in mezzo se ne sbatte altamente. E vorrebbe vedere Cena supportato dal pubblico, se come face si sta comportando.

Sarei però, a questo punto, curioso di sapere perché si continua a fischiare Cena, come se tutte le colpe del mondo ricadessero sulle sue spalle. E tanto che ci siamo sarei curioso di sapere perché non si fischiano anche tutti gli altri, che tanto come Cena hanno armadi ricolmi di scheletri.
Oppure, giusto per fare un nome, nell'universo degli ipercritici lo strapotere di HHH è accettato, mentre le errate scelte di booking del personaggio Cena no?
Se avete una risposta, fatemi sapere. Vediamo cosa ne viene fuori.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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