The Pedigree #332 – A SUPERHERO PLAY

Strana federazione, la WWE.
Prima ti mette in piedi una boiata cosmica come il crollo dello stage sulla testa di Vince McMahon, e soltanto una settimana dopo ti sgancia la bomba in quel di Raw, con tanto di nuovo campione del mondo ed equilibri completamente stravolti.

Insomma, capisco che serva porre fine alla Million Dollar Mania, ma c'è modo e modo.
Ed invece, d'improvviso, mentre Vince sta parlottando al telefono lo stage inizia a saltare per aria. Così, senza ragione. Pezzi che si staccano, cose che cadono, pyros che scattano senza motivo, e per finire il crollo dell'impalcatura che reggeva il gigantesco dollaro raffigurante VinnieMac. Che se ci fate caso era pure del tutto slegata al resto del Titan Tron. Se ne stava lì tranquilla a farsi i fatti suoi, roba che se non la spingi (e supponiamo servano almeno tre o quattro uomini per farla cadere…) quella sta su pure tutto l'anno. Ed invece, forse spaventata dall'eccessivo rumore, l'impalcatura cade e per fortuna che crolla anche la grata dello stage altrimenti Vince, a quest'ora, altro che fermo in ospedale. Ti raccoglievano con l'aspirapolvere, mi sa.
Non per essere ipercritici, però come cosa era alquanto risibile eh. Magari ha voluto così la WWE, una giusta fine ad un siparietto orripilante, certo è che difficilmente queste cose attirano spettatori.

Poi passa una settimana, in mezzo c'è la Night Of Champions ed il fatto che Raw non ha un titolo del mondo, ed ecco che dal cilindro la WWE ti tira fuori il colpo grosso.
E siamo onesti: il segmento, per come si è svolto, è stato impeccabile e degno di applausi..
Edge fa il suo solito discorso da heel, tanto abbiamo già visto quanto la Familia stia giocando nella sua carriera un ruolo fondamentale quindi ti vien quasi da pensare che faccia bene a parlare così. Poi arriva Batista, che ultimamente sembra sempre meno prono a parlare e sembra sempre più prono a menar le mani, e come se niente fosse ti massacra la Rated R Superstar davanti agli occhi inebetiti del pubblico.
Ma fin qui niente di nuovo, Batista arrabbiato lo si è già visto e – ne sa qualcosa Shawn Michaels – si è anche già visto cos'è in grado di fare. Quelle che, però, non si era ancora visto era CM Punk utilizzare la sua valigetta – quanto mai astutamente – mettere a segno la GTS su un moribondo Edge e privarlo di quel titolo che, fino ad ora, era riuscito a mantenere con sforzi immani da parte di tutta la sua cricca.
Ineccepibile. Punto. Un grande momento di wrestling, al di là che Punk vi piaccia o meno o che siate o meno tifosi di Edge.

E ciò che mi è maggiormente piaciuto di questa scelta è stata la forte dimostrazione di coraggio da parte della WWE.
Al di là della popolarità di Punk, che purtroppo ha perso troppo tempo in uno show mediocre come la ECW, la scelta di puntare tutto su un giovane, uno che avrà anche un'esperienza decennale nelle Indies ma che al grande pubblico americano ancora deve dimostrare tutto, è stato un segnale molto forte sul tipo di scossone che la WWE, partendo dal Draft fino ad arrivare a lunedì notte, ha voluto lanciare ai propri dipendenti ed ai propri fan. E sarò anche più onesto, per me sono queste le cose che avvincono le persone e le spingono a restare incollate allo schermo settimana dopo settimana. Non lo sono né le macchine che saltano per aria né i figli illegittimi, invece.
Raw, lo show di punta della WWE, si trova ora con Punk come proprio uomo simbolo, il che la dice lunga sul tipo di rinnovamento che, mi auguro, a Stamford si sono resi conto stava diventando ben oltre il necessario.

Il che mi porta a una doverosa errata corrige.
A differenza di quanto sostenuto settimana scorsa, credo di poter ora affermare con una certa sicurezza che HHH resterà a Smackdown. Anzi, il patto mi sembra chiaro. Io vado a Smackdown per alzare gli ascolti, ma lo faccio da unico ed esclusivo campione del mondo. Smackdown, così, ci guadagna un nome di assoluto rilievo che, grazie anche agli altri draftati, dovrebbe risollevare in breve tempo le sorti dello show. Triple H, invece, resta campione, il suo regno non si interrompe ma anzi finalmente anche la casella Cena viene barrata, ed ora Hunter si può tranquillamente apprestare a dominare lo show azzurro come fatto in passato a Raw.
No, non credo che Triple H faccia qualcosa per niente, ma credo che in questo caso lo scambio sia stato equo e ci abbiano guadagnato entrambe le parti. Anzi, dando ora per scontato che Edge si scaglierà a testa bassa contro Triple H, l'uomo che attualmente a Smackdown conta davvero, sarà interessante vedere come utilizzeranno HHH in veste di “braccato”, lui che aveva invece sempre avuto i poteri forti dalla propria parte, fossero essi Eric Bischoff, l'Evolution od una risorta DX che, pur per me brutta copia dell'originale, aveva comunque a più riprese dimostrato il proprio predominio sugli altri lottatori.

Insomma, nel giro di otto giorni la WWE ha completamente stravolto il proprio assetto, ha giocato bene le sue carte ed ha d'improvviso reso interessanti i propri due show principali (beh, dai, con Mark Henry ECW Champion è difficile sostenere il brand extreme ora come ora…), che finalmente sembrano usciti da quel pantano di storyline fotocopia e rivalità trite e ritrite. Temo, ad onor del vero, nel rientro di VinnieMac e nel fatto che, come ogni altra volta, a lui dovrà andare tutta la scena, ma il fatto che Shane McMahon abbia “per ragioni di privacy” preferito glissare sulle condizioni del padre mi fa sperare che di lui non sentiremo parlare per un bel po'. Il che dovrebbe lasciare spazio ai lottatori, che da tempo immemore sono (o dovrebbero essere) il fulcro di uno show.

E tra questi sicuramente va inserito Kofi Kingston, fresco di passaggio a Raw e già campione Intercontinentale, con dedica speciale a Shawn Michaels. Ennesimo spreco perpetrato ai danni di Jericho, questo è fuori discussione, ma una conferma importante per un lottatore che aveva saputo ben figurare alla ECW e che ora è chiamato a confermare tutto quanto di buono su di lui era stato scritto. Spero, però, che con Punk campione e con Triple H perso in altri lidi si ritorni a parlare di Jericho come papabile World Champion, dato che Batista è attualmente face (come Michaels e come Cena, tra l'altro, e pure come Rey Mysterio) e dato che, a parte JBL, non ci sono attualmente molti altri heel di spicco da giocarsi come main-eventer. E lo spero principalmente perché vedere Jericho così male utilizzato mi fa male al cuore, e per quanto questa rivalità con HBK possa essere interessante (anche se, temo, alla fine sarà proprio il texano ad avere la meglio…) Jericho potrebbe, e dovrebbe, dare molto di più alla compagnia.

Altra cosa da segnalare per quel che riguarda il pay-per-view è la vittoria dei titoli di coppia, o mezza conferma, da parte di Ted DiBiase Jr. e Cody Rhodes. Intendiamoci, il tradimento era nell'aria da parecchio tempo, “Softcore” Cody Rhodes rimane sempre anonimo e francamente in pochi sentiranno la mancanza di Hardcore Holly sul grande stage, però l'idea delle nuove leve, dei figli di chi un tempo contava parecchio all'interno del business, che lentamente si fanno strada è intrigante, e se sfruttata bene potrebbe portare a risvolti imprevisti (il che, tradotto, vuol dire riguardare tutti i segmenti del Millionare Club vs. New Blood targati WCW e poi fare tutto l'opposto).

Per il resto Night Of Champions senza infamia e senza lode, che si guadagna la sufficienza ma che soffre molto, a mio avviso, il fatto che troppi titoli siano stati messi in palio tra o contro mid-carder, o comunque wrestler non in grado di catalizzare del tutto l'attenzione del pubblico. Tanto per dire Chavo Guerrero, oppure Katie Lea, o Finlay ed Hornswoggle rispolverati per l'occasione, mentre all'appello mancavano MVP e Jeff Hardy (dark match pre pay-per-view), Kennedy, Umaga…
Insomma, un'occasione non del tutto sfruttata, che però per fortuna è stata subito spazzata dal clamoroso Raw post-ppv che ha rimescolato come si deve tutte le carte in gioco.

Negativo oltre ogni modo, invece, il soporifero promo di JBL, che stando alle immagini probabilmente si era appena svegliato e non si ricordava bene cosa doveva dire. Tra l'altro ero così interessato a quello che diceva che ad un certo punto mi sono distratto e, quando tornato allo schermo non ho più visto Todd Grisham, ho sperato per un attimo che JBL, memore del “Perché io non combatto? – Perché non sei un campione…” lo avesse gettato giù dal Luxury Box. Quello sarebbe stato un vero gesto da heel, peccato solo che di Todd Grisham non gliene freghi niente a nessuno.

Comunque il non-campione le busca anche lunedì sera, dando ufficialmente il via al primo regno da campione dei pesi massimi di CM Punk. Personalmente sono molto curioso di vedere come lo Straight Edge saprà comportarsi come wrestler di spicco del lunedì, di sicuro ora come ora è difficile trovare valide motivazioni per non seguire Raw e Smackdown.

A parte se siete fan solo ed esclusivamente di Mark Henry, chiaro.
E pensare che quando ho detto che vinceva il titolo, nessuno mi voleva credere.
Eh.

Uhm… okay.
Mea culpa.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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