The Pedigree #328 – ONE DEAD STAND

E' sicuramente una bella bomba quella esplosa a One Night Stand, al termine del TLC valido per il World Heavyweight Title.

Dopo essere ricorso ad ogni mezzo possibile, da risibili privazioni del titolo a vittorie cancellate passando per l'aiuto della Familia al completo, Edge riesce a fare nuovamente sua quella cintura che aveva perso a Wrestlemania ed Undertaker, leggenda ed icona dello sport-entertainment, è ora costretto a fare le valigie. Uscita di scena inaspettata e per certi versi clamorosa, destinata sicuramente a lasciare un segno nella storia attuale di Smackdown.
Edge è, ormai, uno dei migliori heel della storia recente della WWE (e questo ulteriore tassello non farà altro che aumentarne l'importanza), e vedendo come la WWE ha saputo gestirlo dal suo approdo a Smackdown viene da chiedersi come mai lo stesso non sia successo con altri wrestler (Orton in primis), che invece una volta vinto il titolo hanno dovuto modificare radicalmente il proprio personaggio.
Ciò che, però, mi ha piacevolmente sorpreso di questo incontro, al di là della sua conclusione, è stato sicuramente Undertaker stesso, che oltre al bump finale (fotocopia di quello di HBK, ma comunque sempre di grande impatto), ha dimostrato una voglia di fare ed una dedizione al business pari a quella di un ragazzino. Se è vero che, forse, i colpi più tosti durante tutto il match se li è presi Edge, Undertaker non si è mai tirato indietro ed a lui devono andare gli applausi di tutto il pubblico. Ora, è chiaro che questo non sarà il suo ultimo match, nonostante di parli di ritiro ormai da diversi mesi. Sia perché One Night Stand non mi pare la cornice più adatta per un simile evento, sia perché voglio pensare che la WWE, come è giusto che sia, gli conceda l'uscita di scena al termine di una vittoria, piuttosto che di una sconfitta giunta dopo infinite interferenze. Se allora è corretto pensare a Wrestlemania, resterà da vedere come la WWE saprà reintegrare Undertaker, attualmente fuori dalla WWE ed escluso dal draft, all'interno dei suoi programmi.
TLC, comunque, show-stealer della nottata, ed Edge sempre più elemento di spicco dell'intera federazione di Stamford.

Lo stesso successo, purtroppo, non si può invece assegnare all'altro main event, quello che metteva di fronte Triple H e Randy Orton in un Last Standing Match, seguito di quell'incontro che allora laureò Orton WWE Champion e che per molti, sottoscritto incluso, fu il miglior match WWE di tutto il 2007.
Incontro che, ad onor del vero, era partito molto bene e che si stava attestando sugli stessi livelli del suo predecessore, ma la sfortuna ha dovuto metterci lo zampino e così – diagnosi confermata – Orton ha subito la rottura della clavicola ed il match è dovuto giungere ad una conclusione incolore e repentina. Ovviamente non esistono colpe da addebitare, la scena di Orton che tenta l'RKO e che viene gettato oltre le corde era di sicuro impatto ma ad alto rischio, e si sa che gli infortuni sono parte integrante di questo mestiere, rimane solo un po' di amaro in bocca per quello che sarebbe potuto accadere e che invece non è stato.
Non tutto il male, però, vien per nuocere. Orton, infatti, potrà usufruire del periodo di stop (che sarà sicuramente di qualche mese) per ricaricare le batterie e ripresentarsi, una volta ristabilito, come serio pretendente a quella cintura che era sua fino a poche settimane fa; mentre per Triple H e per Raw si aprono giocoforza nuovi scenari che, si spera, possano dare nuova linfa a questo regno da campione che, a differenza di quanto The Game ci aveva mostrato in passato, si sta rivelando stranamente fiacco. Sicuramente l'aver spinto a più non posso su HHH vs. Orton, con il secondo che arrivava da sei mesi di regno e con pressoché zero chance di riconquistare il titolo, non ha aiutato la causa, ma anche Triple H mi è parso più svogliato e meno convinto del solito. Vedremo ora se, con nuovi pretendenti che si affacciano alla porta, anche l'atteggiamento di The Game sarà destinato a cambiare.

One Night Stand, nel complesso, si è comunque rivelato un pay-per-view estremamente godibile, e sicuramente un passo in avanti rispetto alle ultime (e a mio avviso piuttosto fiacche) uscite compiute dalla WWE. La scelta di avere solo gimmick match ha aiutato, è vero, ma va dato atto alla WWE di aver saputo combinare bene gli elementi, trasformando così quella che poteva rivelarsi un'arma a doppio taglio in un punto di forza dell'intera serata.

Chi esce a testa alta dallo show è sicuramente Big Show, splendido e dominante nel match valido per il posto da n°1 contender all'ECW Title, che nonostante una vistosa ed impressionante ferita alla tempia riesce a sbarazzarsi di tutti i suoi avversari e a guadagnarsi il suo posto alla Night Of Champions. Se, però, Big Show ha saputo dimostrare a tutti come si deve comportare un monster-heel, dominando letteralmente contesa ed avversari, spiace che tutto questo sia stato pensato per un titolo che in casa Stamford conta poco più di niente. Più che altro perché, dopo essersi sorbito la rivalità con Floyd Mayweather e quella con Khali, sarebbe forse stato più giusto dare a Big Show un posto di rilievo a Raw o a Smackdown (anche perché, ora come ora, la popolarità di Wight è invidiabile), giusto per rimescolare le carte, ed invece c'è il rischio che il suo ottimo momento passi inosservato a causa di uno show debole che, ratings alla mano, pare non interessare molto il pubblico pagante. E comunque, ne converrà il lettore, sarebbe anche ora di far partire una petizione per la salvaguardia nazionale del Big Show.
Insomma: rientra in pompa magna e gli spaccano il naso. Dopo la proto-rivalità con il pugile si trova la mascella violentata da un tirapugni. Adesso si trova con la testa aperta ed un occhio livido da far paura (su WWE.com le foto)… Di questo passo mi sa che Big Show sarà costretto a fare le valigie in men che non si dica, se ci tiene alla pelle!

Scherzi a parte, mi auguro che il Draft porti Show in uno dei due spettacoli principali, perché ora come ora ce ne sono pochi che si meritano un bel regno titolato come se lo meriterebbe lui. E parlando di draft, c'è un altro wrestler che esce alla grande da One Night Stand e che, in vista dei cambi di roster ormai distanti soltanto qualche settimana, potrebbe avere un ruolo assolutamente fondamentale in questa seconda metà del 2008: Batista.

L'aveva promesso: avrebbe fatto male a Shawn Michaels, ed ha mantenuto la parola. Impressionante. Sembrava che l'incontro si dovesse muovere su binari classici, come già successo a Backlash, una contesa alla pari ed aperta a qualsiasi risultato, fino a quando, evidentemente, a Batista non devono essere girate. Di Brutto. Raramente avevo visto Michaels messo così sotto da un avversario, e raramente avevo visto Batista così focalizzato su un obbiettivo. Così tanto da non curarsi delle interferenze di Jericho (il wrestler più sprecato del pianeta, ma tant'è…), così tanto da prendersela quasi comoda nell'annichilire il suo avversario prima di caricarlo sulla barella e spingerlo lontano, come si fa con qualcosa di fastidioso. E considerata la stipulazione del match, solitamente ostica e di difficile impatto, non posso che applaudire per come si sono svolte le cose in quel di San Diego.
Ora, Draft alle porte, si fanno sempre più alte le chance di vedere Batista al lunedì sera (dove, ad attenderlo, potrebbe esserci niente meno che l'ex amico Triple H), e se Dave saprà mantenere questo tipo di concentrazione, ci sarà da divertirsi.

Buono, infine, anche il resto della card.
Piacevole l'I Quit Match tra Beth Phoenix e Melina, che ha permesso (finalmente) alle due lottatrici di mostrare un po' di tecnica all'interno di un incontro, come discreto anche il First Blood tra Cena e JBL, per quanto scontato nel risultato (e comunque l'immagine di JBL, Indiana Jones d'altri tempi, che minaccia un terrorizzato Cena con la frusta è stata notevole…).
Merita invece qualche parola in più il match d'apertura, quel Falls Count Anywhere che, ancora una volta, ha visto Jeff Hardy trionfare su un sempre più jobber Umaga.
L'incontro è stato divertente fin che volete, con Jeff che si diverte ad utilizzare il corrimano come rampa di lancio e con l'azione che si dipana per tutta l'arena, però Umaga che perde ancora (per di più da un wrestler grosso un terzo rispetto a lui) è uno spreco atroce. Capisco che Jeff sia in rampa di lancio, capisco che per riportarlo a quello status che aveva prima della sospensione servano vittorie di spicco, capisco che Umaga ora non sia la priorità della WWE, ma onestamente c'erano mille altri avversari che avrebbero potuto concedere il job a Jeff senza, per forza, ricorrere ancora una volta al samoano. Mi auguro che il draft allontani Umaga da Raw, dove ormai non ha più niente da dire, e magari lo porti (con rinnovato spirito) alla corte di Vickie Guerrero, perché è solo che giusto che anche lui abbia la sua chance titolata, prima che perda così tante volte da non essere più credibile.
Ah, e comunque il finale del match è stato proprio brutto. Cioè, bella l'idea di Jeff che si lancia dal tetto del camion e sviene su Umaga e vince il match, però dai, o me lo fai vedere (ed è meglio di no, perché altrimenti Jeff ci lascia il collo), oppure inventati qualcosa d'altro, perché la telecamera sapientemente posta in modo da celare l'impatto con l'asfalto, più i minuti che sono passati prima che il cameraman aggirasse gli “ostacoli” e riprendesse i due a terra, proprio non si possono vedere.
Per carità, si scherza, nulla di trascendentale o per il quale servano pagine di critiche feroci, diciamo solo che lo si poteva studiare meglio. Sarebbe bastato il solito palchetto con i cavi ed i tubi, e l'effetto sarebbe stato lo stesso.

E comunque, se ci avete fatto caso, durante la telecronaca Jim Ross ha definito One Night Stand l'unico pay-per-view dove “tutti e tre i brand WWE diventano estremi”.
Ma la ECW non dovrebbe esserlo sempre?!? (Polemica! Polemica!!! POLEMICA!!!)

One Night Stand, per chiudere, ha comunque rappresentato una netta ripresa rispetto a Backlash e Judgment Day e, come pay-per-view, ben si allinea al livello qualitativo dei tre spettacoli a pagamento che hanno aperto questo 2008. Speriamo che questo segni un'inversione di marcia rispetto alle ultime uscite, specialmente in vista di una Night Of Champions che, a questo punto, deve proseguire il buon momento iniziato domenica notte per distaccarsi da questi ascolti scomodamente stagnanti. Specialmente per quel che riguarda i titoli secondari, poi, servirebbe un bello scossone perché ora come ora sembra che le idee scarseggino (ne è segno il fatto che nessuno di loro sia stato difeso in pay-per-view), mentre invece anche loro meriterebbero il proprio spazio.
Con la Night Of Champions prima e con il Draft a seguire, comunque, si apre per la WWE un periodo di importanza quasi vitale. Vedremo cosa Stamford saprà tirarne fuori.

Ah, e per favore, riportare in vita la RNN.
Get well, Randy!

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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