The Pedigree #325 – MR. BABY… FACE!

Più per necessità che non per un effettivo bisogno, settimana scorsa la WWE si è trovata a dover girare temporaneamente face Mr. Kennedy per offrire a HHH la giusta spalla nella sfida impervia contro il roster ECW.
Anzi, a dirla tutta la WWE si è trovata a dover girare face Kennedy sia perché Cena non c'era sia perché, con Judgment Day in vista e con HHH fresco WWE Champion, serviva qualcuno che si prendesse il pin decisivo e Kennedy sembrava la vittima perfetta.
Ma, come si suol dire, non tutto il male viene per nuocere.

La situazione, per quanto imprevedibile, si posa su fondamenta abbastanza solide. Triple H, campione face, si è detto desideroso di compiere un turn verso il “lato oscuro”, e probabilmente passato il prossimo pay-per-view dovrà anche trovarsi un nuovo sfidante con il quale giocarsi la cintura. L'attuale top heel di Raw è ancora Orton, che però arriva da un regno piuttosto impegnativo ed ha bisogno di ricaricarsi un po' lontano dalla cintura, magari vincendo qualche feud di secondo piano. William Regal, King Of The Ring, si è messo a fare il bello ed il cattivo tempo a Raw ed ora si trova pure spalleggiato da VinnieMac in persona, quindi abbiamo un altro heel da aggiungere alla lista. HBK, face per eccellenza, non vuol sentir parlare di titolo perché preferisce un calendario più leggero quindi un face in meno da poter tenere in considerazione. Jericho, che di suo potrebbe ricoprire qualsiasi ruolo, un po' se la sta vedendo con Santino ed un po' se la deve vedere con un booking team che di lui non sa bene cosa farsene, per cui l'idea che il suo nome si possa accostare al WWE Championship se non per essere quello che perderà un eventuale match titolato è priva di logica. Umaga, che magari potrebbe pure girare face, sembra ormai dirottato verso Smackdown (Vince McMahon stesso l'avrebbe recentemente confermato…) per cui nemmeno su di lui non si può contare…
Alla fine, come un po' sempre in questi ultimi mesi, l'unico face rimasto in giro è John Cena, che sebbene ancora non si sia scrollato di dosso i fischi che lo accompagnano fedeli rimane l'unico che, per parole ed atteggiamenti ed incontri, incarna alla perfezione lo spirito buonista di un lottatore.
Peccato solo che Cena abbia passato fino troppi mesi come campione e peccato anche che, proprio ora che inizia a perdere ed a tornare più umano e quindi meno inviso al pubblico, mandarlo ancora per il titolo (in una rivalità, tra l'altro, non proprio nuovissima….) sarebbe la classica zappa sui piedi.

Ed ecco allora che, sebbene quanto mai campata per aria, la possibilità di Mr. Kennedy come face non sembra più così bizzarra. Face a suo modo, si intenda, perché per le capacità in-ring ed al microfono Kennedy non sarà mai un personaggio come Cena (e viceversa, ovviamente, così come Orton difficilmente funzionerebbe da beniamino del pubblico…), ma non per questo meno efficace della sua controparte ex rapper ed ex marine ed ora, con 12 Rounds in lavorazione, suppongo neo detective.

Kennedy, di suo, parte da una discreta certezza. Nonostante le occasioni fallite, per stupidità e sfortuna, è rimasto ancorato con unghie e denti al giro che conta, e tuttora gode di un discreto seguito. Figlio di una mic-skill notevole, e di un personaggio che ha saputo ritagliarsi il suo spazio, questo seguito potrebbe comunque rappresentare un ottimo punto d'inizio per una carriera da face. E mi spingerò oltre: a pensare KK face mi viene subito alla mente il nome di un grande wrestler del passato che ora ha scelto una carriera del tutto diversa: Jesse Ventura.

Ah ah ah.
No.

The Rock.
Dwayne Johnson, come dicono i suoi manager, il Brahma Bull, il People's Champion, l'ex pluricampione che per anni ha tenuto alto il vessillo della WWE nella spietata guerra degli ascolti contro la WCW.
Ora, non spingiamoci in paragoni tanto affrettati quanto difficili da maneggiare. The Rock è stato una pietra miliare della WWE, un simbolo dell'Attitude nonché uno dei personaggi di maggior successo che il wrestling abbia mai creato. Ed al suo confronto, ad oggi, Mr. Kennedy non è nessuno. Quello che KK potrà fare in futuro non ci è dato saperlo, ma appare palese come affibbiare a chicchessia un appellativo come “nuovo Rock” (o “nuovo HHH”, oppure “nuovo Austin”…), attualmente sia poco più di una sparata senza alcuna logica. Però…

Però, nel modo di fare di Kennedy, e nel suo modo di combattere, c'è tanto di quel The Rock che, a ragione, ancora oggi molti rimpiangono. The Rock, sul ring, era un fenomeno? No, non lo era. Agile per la stazza, un lottatore di discreta potenza, ma non era né Benoit né Bret Hart. Sapeva, però, cosa fare. Sapeva che storia raccontare e come raccontarla, sapeva trascinare i suoi avversari e farsi trascinare, insomma sapeva che non serve conoscere un'enciclopedia di mosse per arrivare dal punto A al punto B, ma anzi che a volte persino una serie di pugni può essere la via più breve e remunerativa.
Eppure i match di The Rock funzionavano.
Ed il motivo, per quel che mi riguarda, è piuttosto semplice.
The Rock non vendeva un match, The Rock ti ci trascinava dentro. Dovevi vederlo non tanto per l'incontro, ma per tutto quello che c'era stato prima. Le vignette, i segmenti, gli insulti, i colpi bassi. The Rock, regolarmente, alzava arrogantemente il tiro, e tu dovevi guardare per vedere se avrebbe avuto ragione o meno.
Frutto di una dote innata, quella capacità di trovarsi perfettamente a proprio agio con un microfono in mano, che gli permetteva di dire quello che voleva e quando voleva, perché tanto la gente era lì proprio per ascoltare.
The Rock, anche quando era il top face del roster, era uno sbruffone senza precedenti. The Rock di qua, The Rock di là, lui era tutto, lui parlava di se stesso in terza persona, e tutti gli altri non erano nemmeno degni di guardarlo in faccia. Eppure, sempre sul filo del rasoio tra piacere al pubblico e farsi sonoramente fischiare, funzionava. Perché The Rock era talmente originale da risultare sempre diverso, e visto quanto era divertente non potevi perderti uno spezzone del suo show.

Kennedy, in questo, è terribilmente somigliante. Arrogante, borioso, così tronfio da esplodere, eppure il pubblico per lui c'è. Perché è divertente, perché quando parla non sai mai cosa aspettarti ma sai che ne varrà la pena, perché uno che riesce ad avere un feud con Tony Chimel e trasformare la sua città di provenienza in una catchphrase gioca su un livello completamente superiore rispetto a tutti gli altri. E nemmeno Kennedy, sul ring, è un fenomeno. Ma, come The Rock, sa cosa fare. Sa che storia deve raccontare, e sa come farlo. E senza ricorrere a voli suicidi o blade-job che sembrano operazioni a cuore aperto, sa come trascinare il pubblico dalla partenza alla fine. Che, poi, questo aiuta a vendere i pay-per-view molto più degli spot da Holy Shit che il più delle volte, se ci pensi bene, non hanno il minimo senso. Per l'esperienza relativamente breve Kennedy ha dimostrato di avere un talento innato per il business, e sarebbe anche il caso che qualcuno iniziasse a puntarci sopra qualche dollaro.

E con il roster di Raw infarcito di heel, semi-heel, heel poco convinti e heel che sono anche face dipende da come gira, un face a-là The Rock, che in fondo face non sia ma che piaccia tanto al pubblico da renderlo tale, servirebbe come il pane. E se a questo si aggiunge che Kennedy non ha ancora avuto rivalità di spessore contro i top names di Raw, e che quindi ogni suo feud sarebbe terreno fertile su cui coltivare, effettivamente di ragioni per non tentare anche questa carta non sembra ce ne siano.
Poi, per carità, c'è il caso che Kennedy fallisca e che i suoi paragoni, per quanto cauti, con The Rock si rivelino delle tremende boiate. Ma stando così le cose, e per quanto si è visto in questi ultimi anni, le probabilità di ricavarne qualcosa di buono sono piuttosto elevate, il che dovrebbe far riflettere qualcuno.

Poi non so voi, ma se io devo scegliere tra uno scontatissimo HHH vs. Orton nella gabbia o un Undertaker vs. Edge con il titolo vacante per risibili ragioni, oppure un bel Kennedy vs. Cena o un bel Kennedy vs. Jericho, vado ad occhi chiusi sulle seconde ipotesi.
Perché sono, e resterò convinto fino a quando ogni possibilità non sarà stata spazzata via, che Kennedy potrebbe essere un face, o meglio un cool-heel, di enorme impatto mediatico. Molto più di gente che ci è stata infilata in gola in questi ultimi anni.
E visto quanto la WWE necessita di gente che diventi famosa anche al di fuori del proprio ristretto circuito, puntare sui soliti tre nomi secondo me non porterà poi molto più lontano di adesso…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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