The Pedigree #323 – TRIP IS BACK IN TOWN

Un bel giorno, durante una riunione tra gli head-booker dei vari show WWE, qualcuno deve essersi improvvisamente alzato e, colto da una divina illuminazione, aver richiesto e (ahinoi) ottenuto la parola. JBL, avrà detto costui, ci sa fare al microfono! E pure Jericho! Mettiamoli uno contro l'altro!
Tutti zitti, mentre Vince McMahon studiava la situazione. Poi anche il Grande Capo ha dato il suo ok, e da lì deve essere nata la rivalità tra i due. Rivalità che non solo è stata mediocre, ma che neanche ha saputo sfruttare le doti oratorie dei due wrestler. Ma il punto non è questo.

Il punto è che, riportato un abbondantemente sovrappeso JBL tra le corde, restava scoperto il posto di color commentator di Smackdown al fianco di Michael Cole. E così ci hanno messo The Coach.
The Coach.
Voi l'avete sentito?
Probabilmente no.
Perché Coachman non parlava mai. Ma proprio mai. E quando lo faceva, dopo ore di intimo raccoglimento per trovare il coraggio di aprir bocca, diceva aberranti banalità e cose prive di senso. Più qualche verso, giusto per dare enfasi all'azione. E difatti, in men che non si dica, Coachman è stato rispedito a casa (per la terza o quarta volta, prima o poi capiranno che “Coachman” e “commentare” non sono due cose che vanno di pari passo), ed al suo posto è stato chiamato Mick Foley. Che proprio a Backlash ha avuto la sua prima, trovandosi anche a commentare match di discreto rilievo.
E va dato atto a Mick, che di suo non ha mai avuto grossi problemi quando doveva rivolgersi verbalmente al pubblico, di non essersela cavata male. Mancano ancora i tempi televisivi e qualche improvviso e silenzioso buco si è notato, ma nel complesso sembra che con Cole (che si sta sobbarcando un lavoro triplo da parecchie settimane) ci sia affinità e vien da pensare che per Smackdown le cose siano destinate a migliorare.
Anche perché, seppur sembra incredibile solo dirlo, si può persino fare peggio di Coachman.

Perché Michael Cole, fino a poco tempo fa, non solo doveva fare il suo al commento di Smackdown e dire anche tutto quello che Coach non riusciva ad esprimere, ma al contempo doveva persino curare WWE.com, il sito ufficiale della sua federazione. Ora, a me non sembra tutto questo sforzo visto che, al di là delle Divas e dei filmati, WWE.com è fin troppo mark per essere preso sul serio, però siccome Vince McMahon ci tiene particolarmente (tanto da aprire una sezione dedicata alle news di tutte le federazioni, facendo comparire i nomi dei suoi acerrimi rivali tra le sue pagine virtuali nel tentativo di trasformare WWE.com nel sito principe del wrestling web…), probabilmente Cole non ci passava le notti cercando di capire come alzare gli accessi.
Ma dov'è il problema, qualcuno deve aver esclamato ad un'altra riunione in quel di Stamford. Cole è bravo come commentatore? Tutto sommato sì, e visto che tanto o parla lui o tacciono tutti quindi da lì non possiamo rimuoverlo, mettiamo qualcun altro a curare il sito. Già, ma chi? Chi può allo stesso modo conoscere internet e conoscere il business? Tony Chimel? Charles Robinson? Hornswoggle?!?
Un attimo, ma se non sbaglio c'è un tizio che prima aveva e magari ce l'ha ancora un grosso sito di wrestling, ed è sotto stipendio proprio qua da noi! Certo, mettiamoci Joey Styles!
Per il quale, a quanto pare, commentare e curare il sito era cosa troppo ardua, per cui lo hanno tolto dal commento ed al suo posto ci hanno messo Mike Adamle. Quello che, prima, appariva ogni tanto durante Raw ed i pay-per-view e tu ti chiedevi chi era costui, perché era lì e soprattutto cosa stava dicendo.
E magari credevi pure che ti stesse andando male…

Giuro, di solito me ne frego altamente, ma quando lo hanno inquadrato durante Backlash, prima dell'unico match che ha dovuto commentare, mi sono sentito in pena per lui. A cavallo tra l'infarto e la sudorazione esagerata mentre cercava di ricordare se l'ultima edizione di Wrestlemania (trenta giorni fa…), era la ventitré, la ventiquattro, la trentesima o la prima. Imbarazzato ed imbarazzante mentre cercava di capire se per Kane fosse meglio “Big Red Machine” o “Big Red Monster”. Quasi tenero mentre chiamava i colpi, apparentemente soddisfatto, con nomi come “grosso calcio”, “grosso pugno” e “schiacciata”. Da suicidio quando ha chiesto a Tazz se Chavo, che stava distraendo l'arbitro per permettere al suo bodyguard di interferire, non stava rischiando un po' troppo…
Insomma, prima o poi ti chiedi se non gli hanno spiegato bene come funziona il wrestling o se è proprio lui ad essere un cretino.
Che poi già la ECW stentava di suo, se poi ci metti al commento uno che non sa neanche cosa sta guardando voglio vedere cosa ne viene fuori…

Cose superflue, per carità, ma fino ad un certo punto. E lo dimostra Jim Ross, che riesce a rendere intrigante persino il peggiore degli incontri. Perché il commento, specialmente per il wrestling, è fondamentale. Ti permette di cogliere tutto quello che ti sfugge, fa salire l'adrenalina, sa far crescere e calare la tensione nei momenti giusti. Insomma, una bella percentuale di un incontro ben riuscito e dovuta a chi lo commenta. Basta provare a guardare il wrestling senza sonoro per rendersene conto.
Ed invece di becchi Mike Adamle. Che bello, eh?!?

Backlash, a parte il commento traballante, non è comunque stato male. Niente di straordinario, per carità, non lo avessero fatto non sarebbe cambiata la vita di nessuno, ma considerato che si arrivava da una Wrestlemania importante sinceramente mi aspettavo molto di peggio. Uno show che si guadagna sicuramente una sufficienza, e magari anche qualcosa di più.
Da segnalare, in negativo come sempre, le Divas, che hanno messo in piedi una roba che non so cosa fosse ma di certo non wrestling, e Khali vs. Big Show, l'ennesima occasione mancata per sfruttare Wight in qualche maniera.

Non male invece il match d'apertura, anche se l'aver avuto Matt Hardy fuori così a lungo ha inevitabilmente finito per togliere pathos alla contesa. MVP, come facilmente pronosticabile, perde il titolo. E non è detto che, ora, per lui non si aprano lentamente le porte di traguardi più prestigiosi, con magari qualche sporadica comparsata là dove si vincono i titoli maggiori.

Nella norma sia Chavo vs. Kane sia Batista vs. HBK, anche se una domanda mi sorge spontanea.
Un tempo, quando si sceglieva di inserire un arbitro speciale in una contesa, lo si faceva per una ragione. O perché c'era una storyline in corso o perché si stava cercando di crearne una, ma già si sapeva che l'arbitro, qualcosa, lo avrebbe fatto. Adesso, invece? Era successo a HHH poche settimane fa, è successo domenica a Jericho, li mettono a fare gli arbitri speciali ed alla fine li fanno comportare esattamente come farebbero gli altri, con conti puliti e nessuna interferenza. Per carità, non che in questo ci sia qualcosa di sbagliato, però mi sembra uno spreco mettere un lottatore in mezzo al ring e poi non fargli fare niente se non contare uno, due, tre.

Buoni, invece, i due main event.
Premesso che non sono un grande estimatore di questo Undertaker e premesso anche che i suoi incontri mi sembrano tutti esattamente uguali, con il positivo ed il negativo che questo comporta, sia lui sia Edge hanno retto bene il ritmo e, nonostante il risultato potesse apparire scontato, sono riusciti a mettere in piedi un incontro più che discreto, sebbene di gran lunga inferiore a quello che ha avuto luogo a Wrestlemania.

Godibile anche il main event di Raw, coadiuvato come ovvio dall'inattesa vittoria di Triple H e dall'altrettanto inattesa eliminazione di John Cena.
Inattesa vittoria perché, una volta che Orton aveva superato indenne Wrestlemania, ci si aspettava forse un palcoscenico più importante per il passaggio di cintura rispetto a Backlash, ed invece la WWE ha voluto (giustamente) stupire ancora una volta regalando a HHH il suo dodicesimo titolo del mondo nella cornice più impensabile. Personalmente approvo questa scelta, che da valore anche ad uno show di “transizione” e che, in ottica futura, fa ben pensare per eventuali colpi di scena lontani da quei pay-per-view storicamente importanti, e mi auguro che in futuro la WWE opti ancora per scelte di questo tipo.
E sono contento anche di come la WWE ha utilizzato John Cena, lasciandolo un po' in disparte e facendolo eliminare praticamente assieme a JBL, quello che lì in mezzo centrava poco o niente. Specialmente se è vero quello che si dice, ovvero che da qui in avanti dovrebbe ripartire la rivalità tra Cena ed un HHH tornato heel, l'umanizzazione che il personaggio Cena ha subito in questi mesi ha aiutato tanto a renderlo meno indigesto al pubblico, e francamente trovo ridicolo che lo si fischi ancora.
Anzi, proprio ora che Triple H è tornato sul trono, se qualcuno sa darmi spiegazioni valide per fischiare ancora Cena, sarò ben lieto di ascoltare.
Anche Orton esce bene da questi mesi, campione ostico ed heel di spicco, e pensando ad un eventuale quarto giro da campione del mondo (per quanto, ovviamente, sia difficile ritenere quello di No Mercy un “regno da campione”) buone cose potrebbero arrivare da un Legend Killer che, a quanto pare, è maturato sia sul ring sia nei comportamenti esterni agli show.
JBL, siamo franchi, vista l'inutilità globale e la forma fisica morta e sepolta ne esce bene solo per esserci stato, quindi inutile infierire ulteriormente.

Passa così anche Backlash, con i suoi nuovi campioni e con i suoi nuovi commentatori, e molto interessante sarà vedere che tipo di regno avrà ora HHH, lontano da tantissimo tempo da quella cintura (per No Mercy si veda sopra…), anche in ottica di un papabile turn face per Umaga e di un William Regal che, fresco King Of The Ring, non sembra per nulla intenzionato a far passare sotto silenzio il suo ottimo momento di forma.
Insomma, di carne al fuoco ce n'è tanta.
Per cui, come direbbe Mike Adamle:

“Grosso calcio!”

Mioddio…

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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