The Pedigree #315 – WRESTLEMANIA STEP 3

Ora, io non vorrei fare sempre quello che critica a prescindere.
Per carità, spesso capita che certe cose non mi aggradino appieno e non è che mi faccio grossi problemi a dirlo, ma non è che ci provi un gusto irrefrenabile nel gettare fango su tutto quello che la WWE fa o produce. E, in questo senso, va altresì aggiunto che, almeno fino a No Way Out, c'erano tutte le carte in regola per costruire non solo un'ottima Wrestlemania (cosa che, comunque, credo avverrà), ma anche un'avvincente strada di avvicinamento al pay-per-view più importante dell'anno, specie tenuto conto del fatto che lo show durerà più di un pay-per-view normale e, esclusi i due match validi per il titolo del mondo, il resto della card restava ancora limpido e desideroso di essere riempito.

Bene.
Tolta la prima puntata di Raw post-No Way Out, per intenderci quella dove HBK ha annunciato che il primo introdotto della Hall Of Fame sarebbe stato Ric Flair, tutto il resto di questa Road To Wrestlemania (che durerà ancora quasi trenta giorni, urge ricordarlo), è stata discretamente piatta e noiosa. Il che, purtroppo, è un peccato quasi mortale. E, ad una seconda occhiata, potrebbe anche essere il sintomo di un problema ben più grosso, che però l'attesa per lo Showcase Of The Immortals sta debitamente celando, salvo farlo esplodere in tutta la sua potenza passati i postumi della sbornia di Orlando.

Il fatto è che le carte in tavola per giocarsi bene questi momenti c'erano tutte, ed invece sono state o del tutto ignorate oppure bruciate in fretta e furia per timore – mi viene da supporre – di vederle svanire da un giorno all'altro. E se l'unica a salvarsi sarà probabilmente la ECW, che come ad ogni pay-per-view dovrà accontentarsi della difesa del suo unico titolo (o, al più, anche della presenza di Morrison e Miz, che per l'occasione però lotteranno sotto la gilda di Smackdown) e che quindi più di tanto non poteva aspettarsi, per i due brand principali tanta rimane la delusione per non aver avuto feud meglio costruiti e rivalità un pochino più “avvincenti” di queste.

Andiamo con ordine.
Tolto il match tra Undertaker ed Edge, già sancito a No Way Out (e che si sta sviluppando sui binari classici delle rivalità che coinvolgono il Deadman, cosa positiva per alcuni e negativa per altri), cosa resta dello show di Vickie Guerrero?
Batista, pluricampione del mondo, dovrà vedersela con Umaga.
Perché sì, punto.
Siccome si vuole fare un match Raw vs. Smackdown e Raw ci manda Umaga (visto che Regal, You-Manga, lo ha visto in televisione proprio in quel momento…), e visto che Batista si è offerto volontario… perché no? L'interesse per questo feud? Nullo. La rivalità? Ah, perché, ce n'è una? L'utilità di questo incontro? Mah, forse far vedere Batista al pubblico…
E così, intanto, uno dei tre top wrestler di Smackdown lo abbiamo sistemato. Poi?

Ah, beh, ancora oggi non si sa nulla di MVP. Che dovrebbe andare contro Matt Hardy per il titolo degli Stati Uniti (anche se, non per dire, ma credo che ormai la storyline abbia perso parecchio del suo effetto…), ma siccome di Matt Hardy non si sa niente soprassediamo. Tipo che poi, magari, una settimana prima di Wrestlemania salta fuori che Matt vorrebbe ma proprio non ce la fa a lottare, ma siccome MVP è comunque campione degli Stati Uniti te lo ritrovi in un match improvvisato e poco utile, che poco interessa al pubblico e che, ti vien da pensare, se si fosse studiato un po' meglio sarebbe stato meno scontato.
Ed intanto resta al palo anche Kane, al quale spero non vogliano fare lo sgarro di tenerlo fuori da Wrestlemania, che alla fine si ritroverà nella solita sfida contro il gigante di turno (e ce n'è a bizzeffe: Khali, Henry, Grande Papino V…) prima di tornare a perdere e perdere e perdere e l'importante è sempre crederci che prima o poi la pensione arriva per tutti.
A conti fatti, attualmente, la storyline di Smackdown alla quale la WWE sta dedicando più attenzione è quella che ruota attorno ad Hornswoggle, e la si considera di Smackdown solo perché tre dei quattro attuali contendenti appartengono a quel brand. E a guardare meglio questa rivalità vede in corsa il proprietario della federazione, un commentatore, un Leprecano ed un wrestler. Eh, insomma…

Non me ne vogliano i fan di Smackdown, che purtroppo è da quando la WWE ha scelto di separare i roster che devono lottare contro la voce di una presunta superiorità di Raw rispetto a tutto il resto, però (in questo frangente, periodi in cui Smackdown superava di gran lunga Raw ci sono stati e ce ne saranno) i dati parlano chiaro, Raw è il centro del mondo e tutto il resto passa in secondo piano. La stessa rivalità tra Finlay e McMahon, nel caso servisse una prova, si è praticamente tutta svolta al lunedì sera…
Perché la WWE tratti Smackdown come un brand di seconda fascia, invece di cercare di valorizzarne i talenti (tipo il titolo dei pesi leggeri, diventati così leggeri da essere scomparsi e con loro la cintura…), resta un mistero, però se almeno a Raw le cose andassero come dovrebbero ci potremmo accontentare.
Invece…

L'ho detto sin da subito, John Cena fuori da Wrestlemania era un biglietto d'oro per il paradiso delle storyline. Dopo manco un giorno Cena era già a Wrestlemania, la storyline (che pure aveva attratto pubblico) già finita e chissenefrega se era una bella chance. Così ci siamo beccati i match di coppia, il tremendo siparietto di due lunedì fa, ed ora il “GM Per Una Notte” che no, a meno che Orton non si inventi Cena vs. HHH e chi perde salta un turno a Wrestlemania, non aggiunge niente alla rivalità (fatta, ormai, di dialoghi e battute piuttosto trite).

Ed il Money In The Bank, purtroppo, non se la passa meglio, visto che sia Kennedy che Hardy e Jericho sono già della contesa. E per carità, io punto tutto su Hardy e leggerissime (tipo il titolo Cruiser) chance per Mr. Kennedy, quindi non è che la storia cambi più di tanto. Certo è che Carlito e Benjiamin saranno anche degli ottimi contorni (eppercarità, le loro doti non si discutono), ma di certo non fanno salire l'attesa per chi si guadagnerà la preziosa Title Shot. Se invece Jericho e Kennedy – dato che Hardy è stato il primo a qualificarsi – avessero dovuto sudare un pochino di più per ottenere il loro spazio, magari si sarebbe creata un po' più di attesa verso un match che, comunque, attira il pubblico e piace per quello che offre (nonché per gli spot che è lecito attendersi).

Aggiunto poi anche il Bunnyminchia Match, che probabilmente servirà per sedare il pubblico prima del main event vero e proprio, l'unica storyline a tenere alta la bandiera è HBK vs. Flair. Da un lato perché, io per primo, si sta vendendo la pelle del Nature Boy prima di averlo ucciso (e dopo tutto andarsene con una vittoria di prestigio sarebbe il modo migliore per onorare una simile carriera), ed in seconda battuta perché il passo indietro compiuto da Michaels in quel di Raw ha aperto nuovi possibili scenari (che, speriamo, resteranno aperti anche dopo il prossimo Raw…).
Ora, dopo le sfortunate dichiarazioni di Cena si potrebbe sperare in un intervento di The Rock ah-no-scusate Dwayne Johnson, che sarà ad Orlando per introdurre nonno e padre nella Hall Of Fame, si potrebbe sperare in un Jeff Hardy o Mr. Kennedy che sfrutta la Title Shot la sera stessa, si potrebbero sperare un sacco di cose…

…e non è detto che non si avverino.
Intendiamoci, questa Wrestlemania si prospetta grandiosa. Edge vs. Undertaker, il match a tre valido per il WWE Title, il Money In The Bank che si preannuncia spettacolare, il ritorno su un grande palco di un Big Show in forma splendida (e spero che Mayweather perda, per quanto sia un personaggio popolare e famoso…); ci sono tutti gli ingredienti per una serata indimenticabile. Il problema è che a quella serata dobbiamo pur arrivarci, e la WWE non è che si stia impegnando al massimo per accompagnarci con il sorriso sulle labbra.
E davvero non ci sono spiegazioni plausibili al perché la WWE abbia voluto fare tutto di corsa, chiudendo qualsiasi porta alla suspance ed anzi rendendo ben chiaro a chiunque stesse guardando come stavano, e come sarebbero state da lì ad oltre un mese, le cose. A meno che, oltre a quella che noi crediamo essere una scelta di marketing ben precisa (per quanto inspiegabile, specialmente se arriva da una federazione che sta mettendo in piedi la ventiquattresima edizione del suo show per eccellenza), non si celi una brutta mancanza di idee.

Mancanza che, si badi, non vuol dire incapacità di trovare match che interessino il pubblico. Il problema, una volta che hai deciso che a Wrestlemania ci andranno Orton, Cena e Triple H, è semmai come costruire la rivalità senza che questa stanchi o perda di mordente. Ed è qui (o nella facilità con la quale si è scelto di mettere Batista in un match di quart'ordine…) che appaiono sostanziose certe lacune. Perché siamo a metà del cammino, e per me era questo il momento giusto per iniziare a svelare le carte. Non prima, che sennò la gente si stufa, e non dopo, perché rischi di avere troppo poco tempo per creare un feud che sia degno del Grandaddy Of Them All.

Certo, sono solo supposizioni, e non è da escludersi che la WWE, sapendo che comunque Wrestlemania si vende da sola, non abbia optato per mettere nel congelatore le storyline migliori per tirarle fuori in un secondo momento, quando si è lontani da Summerslam e Wrestlemania è già un ricordo e si fa più fatica a vendere i pay-per-view. Se tanto mi da tanto, però, a spingere verso questa scelta è stata la paura di fare flop nel momento topico dell'anno, e questa stessa paura ha portato la WWE a non voler rischiare più di tanto, affidandosi ai soliti cliché che nulla aggiungono e nulla tolgono, ma che almeno non spiazzano il pubblico.

Supposizioni, appunto. Sicuramente i mesi (e gli ascolti) successivi a Wrestlemania XXIV ci diranno di più su questo 2008 che per la WWE sembrava cominciato benissimo e che invece, nel momento più caldo, sembra subire una strana inflessione negativa.
Per il momento, quindi, in attesa (vana?) di ulteriori sorprese, continuiamo la marcia verso Orlando.

E il primo che chiede quando siamo arrivati si becca una Stunner.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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