The Pedigree #314 – WRESTLEMANIA STEP 4

Ulteriore passo verso Wrestlemania, ed ulteriori tasselli del puzzle che la WWE ha aggiunto in quel di Raw. Tasselli che, va detto, possono sicuramente far discutere ma che sono destinati a lasciare il segno, in una notte che salvo clamorosi imprevisti rischia di rivelarsi davvero imperdibile.

Prima, però, una nota stonata nella buona Road To Wrestlemania che la WWE sta costruendo in questi giorni.
Si diceva proprio su queste pagine di come, almeno sulla carta, l'idea di inserire John Cena nel main event del Grandaddy Of Them All il Raw immediatamente successivo a No Way Out fosse apparsa frettolosa, e purtroppo sembra che le attese si stiano rivelando fin troppo fondate.
L'idea di avere uno come Cena, che ormai ai titoli c'è abbonato, lontano dalla cintura nello show più importante dell'anno aveva suscitato un inaspettato interesse, che di conseguenza aveva fatto impennare gli ascolti della settimana precedente. Mi aspettavo, allora, che avendogli subito concesso il diritto di lottare per il WWE Title la WWE avesse in mente altri, e magari migliori, progetti per i tre che si troveranno faccia a faccia nella notte di Orlando. Tanto per dire: un HHH che si vede estromesso dalla contesa, Cena che perde la sua shot grazie ad una furbata di Orton, qualcosa che – senza andare a cambiare il risultato finale: Orton vs. Cena vs. HHH – mettesse a rischio la riuscita del match e lasciasse credere i fan che non tutto era ancora scritto. Dopo tutto, se aveva funzionato con la vittoria di Orton a No Way Out, non c'erano ragioni per cui non dovesse funzionare anche nelle settimane successive.
Invece, a quanto pare, ci dovremo accontentare di qualche battibecco, qualche match di coppia e qualche incontro incrociato, che poco o nulla andrà ad aggiungere all'attesa del match.
Match che, per carità, si vende da solo e non necessità di una grande pubblicità per interessare gli spettatori. Personalmente, però, avrei preferito una storyline un po' più originale e “vissuta” che non la fotocopia di infinite altre rivalità che si sono viste in tutti questi anni. Gli ascolti di queste settimane, comunque, aiuteranno a stabilire se l'idea di annunciare subito il match a tre si sarà rivelata o meno vantaggiosa per la federazione di Stamford.

Stamford che, invece, vive in questi giorni una piccola crisi familiare.
Proprio quando la famiglia McMahon sembrava, infatti, in procinto di allargarsi nuovamente grazie alla gravidanza di Stephanie McMahon recentemente annunciata, è arrivato JBL a sostenere che Hornswoggle, che proprio Bradshaw aveva decimato la scorsa settimana, non sia il figlio di Vince McMahon bensì il figlio di Finlay (in una trama che, siamo onesti, fa acqua da tutte le parti, ma che comunque sembra quasi obbligatoria dopo tutti questi mesi passati a guardare minuti su minuti del piccolo Leprechaun).
Non me ne vogliano i fan di Mr. Kennedy (tra le cui fila io stesso figuro), ma purtroppo non credo che questo riporterà in vita lui come reale figlio del Chairman. In realtà non credo nemmeno tanto all'idea di riproporre la storyline di Kennedy vincitore del Money In The Bank che annuncia di utilizzare la sua Title Shot alla successiva Wrestlemania, con tanto di countdown ufficiale come avvenuto in quel della ventitreesima edizione dello Showcase Of The Immortals. Tra le due, sicuramente, la seconda è la più probabile, ma a ben guardare resto convinto che, a causa di quelle prescrizioni di steroidi che costarono a Kennedy una bella sospensione ed un discreto depush, la sua chance di diventare immediatamente uno dei fulcri della federazione sia definitivamente saltata.
Inevitabile, però, che la storyline che ruota attorno ad Hornswoggle arrivasse al termine, considerato che il personaggio, per quanto divertente, poneva pesanti limiti al suo futuro e considerato che, in ottica futura, non si poteva certo pensare di trasformare il Little Bastard in uno dei personaggi chiave di Raw. Come già riportato nella nostra Newsboard, probabile un tag match a Wrestlemania che ponga definitivamente fine alla diatriba (con Hornswoggle realmente figlio di Finlay, in modo da eliminare in fretta ogni legame tra lui ed i McMahon), ed a questo punto probabile anche avere Vince McMahon e JBL da un lato ed i due Irlandesi dall'altro, con vittoria dei face ed happy ending a questa laboriosa storyline. Non ho invece capito, nonostante tutti i più importanti siti del mondo lo ripetessero in continuazione, quale ragione avrebbe dovuto avere Mick Foley per prendere parte alla contesa. Magari mi sbaglio e lunedì prossimo ce lo troveremo a difendere Hornswoggle dalle angherie del padre e del suo personale aiutante, ma a questo punto la differenza tra avere Foley, Austin, Bischoff oppure La Parka ad affiancare Finlay mi sembra quanto mai inesistente. Insomma, capisco il volere l'Hardcore Legend come parte attiva di Wrestlemania, ma da qui ad infilarlo in ogni buco possibile ce ne passa (Mick Foley vs. Beth Phoenix, ad esempio, non andrebbe bene?)…

Wrestlemania che, invece, metterà di fronte in un match dal sapore agrodolce Ric Flair, ormai purtroppo giunto al capolinea di una gloriosa ed incredibile carriera, ed HBK, colui che la sera precedente lo introdurrà in quella Hall Of Fame dove, a voler essere onesti, Flair doveva stare già da qualche anno.
Sfuma così la possibilità, per mesi fomentata da infiniti incontri, di avere un giovane prospetto a terminare la trentennale carriera di Flair, ritrovandosi così immediatamente con un push stellare ed una nota dorata sul proprio curriculum. Per me, non lo nego, si tratta di una mezza occasione mancata – raramente infatti capitano occasioni così ghiotte per ottenere il massimo guadagno con il minimo sforzo – ma per come la storyline si era evoluta in questi mesi Shawn Michaels appare l'unica scelta sensata, senza nulla togliere al fascino che l'incontro in questione saprà suscitare tra gli spettatori.
Flair ormai non ce la fa più, è un dato di fatto. Fa fatica a combattere e, escluse le classiche chop con Figure 4 annessa, non riesce proprio ad andare oltre. Nonostante questo si è tranquillamente sbarazzato di MVP, attuale campione degli Stati Uniti, e Mr. Kennedy, l'uomo che aveva fermato Bobby Lashley e l'uomo che, nel recente passato, ha persino avuto la meglio su due ex campioni del mondo come Undertaker e Batista. Era dunque ovvio che sarebbe toccato ad un grande nome porre l'ultimo mattone sulla tomba di Flair, ed un HBK fuori da ogni gioco (Jericho, rispettando i pronostici, si è qualificato anch'egli per il Money In The Bank) – anche in virtù di quei recenti siparietti nei quali i due apparivano come amici fraterni – era senza ombra di dubbio la scelta più sensata. Giusto compenso, comunque, per un Michaels che dopo l'ottimo lavoro svolto assieme a John Cena è stato lentamente, ma inesorabilmente, allontanato dal giro che conta per rivalità di secondo piano ed improvvisate rinascite della D-X. Anzi, una sua vittoria potrebbe essere un discreto trampolino di lancio per un ultimo, ma quanto mai meritato, assalto al titolo del mondo, e basandomi su quanto visto a Raw nelle scorse settimane non posso non applaudire all'idea di avere ancora Michaels e Hardy uno contro l'altro, ma questa volta con il titolo WWE in palio.
Resterà in bocca il dispiacere per dover salutare Flair, personalmente il più grande wrestler di sempre, e resterà in bocca quel senso di momento perduto, visto che al di là di tutto Michaels non necessitava di una simile vittoria per tornare ad essere un wrestler che conta.

Prima di chiudere, però due note obbligatorie.
Innanzitutto, stando alle parole della stella del basket Shaquille O'Neal, Big Show vs. Floyd “Money” Mayweather sarà uno degli incontri più belli della storia dello sport-entertainment.
Uhm, i casi sono due.
O Shaq ha visto due incontri in vita sua ed uno era “Sexual Chocolate” Mark Henry contro Viscera, oppure Shaq ha letto del compenso che Mayweather percepirà a Wrestlemania ed ha deciso di farsi furbo. Sia mai che l'anno prossimo chiamano lui! Ci sarebbe in sospeso, tra l'altro, quella sediata rifilata millenni fa al povero Carlito…
Poi, ad onor del vero, io sono contro i match che mettono l'uno contro l'altro atleti appartenenti a settori diversi o, nei casi peggiori, personaggi che nulla hanno a che fare con il wrestling. Ed il compenso di Mayweather mi sembra esagerato, specialmente perché per chi, come me, non segue la boxe, Floyd è un signor nessuno che non aiuta a vendere lo show. Do per supposto però che la WWE sappia cosa sta facendo (per quel che ne so, in America Mayweather può tranquillamente essere personaggio in grado di catalizzare le folle), di sicuro il match non sarà un granché. Speriamo solo che, per quella cifra, Floyd abbia accettato di perdere senza fare troppe storie…

In secondo luogo, se non ricevete lo Sky Magazine o non l'avete letto, vi siete persi una bellissima intervista a John Cena. Punto più alto di tutta la pagina la fatidica – ed imbarazzante – domanda “Secondo te, John, il wrestling diventerà mai uno sport olimpico?”.
Impeccabile Cena, che si è limitato ad asserire che il wrestling è sempre stato più vicino allo spettacolo e che tale deve rimanere. Io avrei risposto in maniera diversa.
“E perché no, basta che ci fanno decidere prima chi vince le medaglie…”

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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