The Pedigree #307 – ALMOST EHM…ASY

Terminati i bagordi natalizi e le sbronze da nuovo anno, si ritorna a parlare di wrestling. E lo si fa focalizzandosi su un elemento, da tempo ormai lontano dal roster, che sembra ormai pronto a far sentire di nuovo la sua voce all'intero pubblico WWE.
Uhm, beh, se parlasse…

Comunque manca solo la luce verde perché Bobby Lashley, l'indistruttibile ex campione ECW che avevamo lasciato sconfitto da John Cena e poi messo a riposo da Mr. Kennedy, possa fare il suo rientro in quel di Stamford. E sicuramente la Royal Rumble, distante soltanto poche settimane, potrebbe rappresentare un'ottima occasione per reinserirlo senza dolore all'interno di uno dei roster (Raw, da dove proviene, ma anche Smackdown! potrebbe non essere una cattiva idea).
Indipendentemente da quando si scelga di farlo riapparire, infatti, un'eliminazione durante l'incontro a trenta uomini potrebbe rappresentare il metodo più efficace per creare attorno a lui una nuova rivalità diretta in vista di Wrestlemania, dove probabilmente non sarà presente John Cena e dove, quindi, stento a credere la WWE non vorrà inserire uno dei suoi pupilli. Anche se il pubblico, visto l'andazzo, non sembra seguire la stessa onda.

Perché va detto, senza grossi patemi d'animo, che l'assenza di Lashley non si è fatta sentire più di tanto.
E non a livello di storyline, visto che altri wrestler hanno preso il suo posto e colmato eventuali buchi di script. Piuttosto direi a livello di calore ed affetto del pubblico, dato il fatto che né durante gli show, né tantomeno su internet dove spesso le assenze (ed in conseguenti rientri) vengono trattate come tragedie greche, il nome di Bobby è diventato un tormentone ricorrente.
Non tanto colpa sua, nonostante alcuni evidenti limiti, quanto più di chi lo ha spinto troppo oltre, cercando di farlo passare per una cosa che non era mettendolo, all'infinito, in situazione difficili da gestire per chi non ha una certa esperienza sulle spalle. Si pensi al main event contro John Cena (al di là di tutto immensamente più popolare di Bobby per dare un senso alla contesa), oppure all'intera storyline contro Vince McMahon, dove spesso e volentieri Bobby si è trovato in grosse difficoltà nel cercare di reggere il gioco al Chairman WWE.

Farlo dunque ritornare in pompa magna, rimettendolo sul quel piedistallo dal quale un infortunio lo aveva costretto a scendere, rischierebbe soltanto di essere il colpo definitivo alla sua credibilità, e dato che negli ultimi mesi si erano potuti ammirare discreti miglioramenti sul ring, non mi pare un rischio che vale la pena correre. Tutto questo nonostante, data l'attuale situazione, entrambi i campioni del mondo siano heel, e quindi la tentazione di mandarlo o contro Edge o contro Orton (che a mio avviso resteranno possessori del titolo in quel della Rissa…) sarà sicuramente forte per chi vedeva in Lashley un nuovo top face da far mangiare alle folle.

E come fare, allora, per permettere a Lashley di rientrare e, allo stesso tempo, di migliorare pur aumentando il suo appeal con il pubblico?

La prima – e più facile – opzione sarebbe quella di girarlo heel, e magari affiancargli qualcuno che possa parlare per lui mentre Bobby impara le basi del microfono e vince, stando alle sue parole, quella timidezza che pare paralizzargli la lingua ogni qual volta si trova a parlare davanti ad un pubblico (e se è vero, obbiettivamente, dieci o quindicimila persone non sono proprio poche…). Il problema, però, sarebbe la palese bocciatura alla quale Bobby verrebbe sottoposto, dato che la strada verso i titoli più importanti l'ha già fatta (arrivando non solo al titolo ECW, ma addirittura a contenderselo con quel Vince McMahon che tutto può…) e rispedirlo indietro, privandolo anche della possibilità di parlare (cosa comunque già fatta, seppur con mediocri risultati), renderebbe palese l'errore commesso dalla WWE quando si è scelto di puntare su di lui.
Inoltre, per quanto questa sia una mia personalissima opinione, attualmente Lashley non ha né il carisma, né il parco mosse né tantomeno la faccia ideale per ricoprire il ruolo del cattivo. Per intenderci, così come Orton ha la faccia giusta per fare l'heel ma si trova davvero nei guai quando gli viene chiesto di essere uno dei beniamini del pubblico, Lashley (la cui espressività, purtroppo, necessiterebbe di svariate lezioni…) non ha “l'attitudine” adatta per farsi odiare. La conseguenza, quindi, rischierebbe di essere l'indifferenza totale, e dato che ad oggi Lashley non è ancora riuscito a conquistare l'affetto indiscusso del pubblico non vedo ragioni sensate per correre il rischio di un tracollo globale.

L'altra opzione, inutile negarlo, sarebbe fare finta di niente e rimetterlo esattamente dove stava prima di farsi male, ovvero ad asfaltare avversari su avversari in attesa di un varco che porti direttamente al titolo del mondo. Nonostante il suo match con Cena non sia andato granché bene e nonostante, giudicando dalle reazioni, il pubblico non senta questo gran bisogno di vederlo occupare uno degli spazi più importanti delle varie card.
Intendiamoci, a rigor di logica la scelta sarebbe ineccepibile.
Dopo tutto, si suppone, se Lashley era una macchina distruttrice prima, dovrebbe esserlo anche ora, e quindi non vi dovrebbero essere grossi impedimenti per frenare la sua ascesa verso l'olimpo della WWE. Ma come si diceva poc'anzi, troppi fattori giocano contro questa scelta, e tra tutti spunta sicuramente il fatto che Bobby ha delle doti sulle quali vale la pena puntare, e che spingono la testa a dire no ad eventuali “ritorni di fiamma”.

Tutto perduto, dunque, per il vecchio Bobby?
Una carriera tristemente interrotta da limiti che, purtroppo, tutti hanno colto tranne chi gli deve staccare lo stipendio a fine mese?
No, per carità.

Toccasse a me scegliere, direi che l'unica soluzione possibile per fare in modo che Lashley segua la sua strada sia quella di fare tabula rasa del suo recente passato, ed in vista dei mesi più caldi dell'anno ritagliargli uno spazio in seconda fila, non certo a Heat ma nemmeno nella stessa partita di HHH, Orton o HBK. Il titolo Intercontinentale, oppure quello di coppia assieme ad un compagno adatto, potrebbero rappresentare l'occasione ideale per non tagliare le gambe a Lashley, passato comunque dal lottare per il titolo più importante ad uno di “seconda fascia”, offrendogli al contempo l'occasione di farsi le ossa e di ottenere una buona visibilità, fattore ormai “dovuto” per via delle scelte compiute dai booker in tempi recenti.
Dopo tutto, senza voler andare a scomodare nomi troppo illustri per questo frangente, giova ricordare che lo stesso John Cena, ormai pluricampione e main-eventer affermato, prima di diventare uno che conta si era fatto un bel giro con il titolo degli Stati Uniti attorno alla vita, diventando così quel “personaggio” che tanta fortuna gli avrebbe portato in futuro.

E se, come si suppone visto il recente trattamento, la WWE vuole davvero cercare di trasformare Lashley in una macchina da soldi, non è certo la strada intrapresa pochi mesi fa quella corretta. L'indifferenza del pubblico, che alla fine è il solo ed unico lasciapassare verso la gloria, ha pienamente dimostrato come, purtroppo, non sempre costringere i fan ad accettare un lottatore porti questo lottatore al successo, mentre la vecchia strada del farsi le ossa passo dopo passo, fino ad oggi, non ha mai deluso.
Io, poi, non sono – ne credo sarò mai – un fan sfegatato del lottatore di colore, ma visto che fa parte della compagnia e che in un modo o nell'altro devono giustificare il suo stipendio, che almeno lo si faccia nella maniera corretta (per lui, e per la federazione).

Bobby non sarà mai The Rock, ne tantomeno avrà l'onore di raccogliere la pesante eredità di Hogan e Austin, ma resto convinto che sia nelle sue corde la possibilità di ottenere un successo simile a quello che negli scorsi anni ha investito Batista. E visto che nell'Animale la WWE ha trovato una bella fonte di dollari, non sta scritto da nessuna parte che Lashley non possa fare altrettanto.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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