The Pedigree #304 – KEYFAKE

La puntata di Raw andata in onda la scorsa notte, quella per festeggiare i quindici anni dello show di wrestling più importante del mondo, doveva essere una festa. E tale è stata. Si poteva fare meglio? Mah, si può sempre fare meglio. Io, però, non me la sento di lamentarmi. Mi aspettavo poco spazio dedicato alle storyline e molto tempo speso tra vecchie glorie e segmenti fini a se stessi, ed invece in qualche modo la WWE è stata capace di far coincidere le due cose, tra Jericho e Bischoff ed il segmento con l'Evolution, ed è anche stata capace di infilarvi un cambio di titolo (che però, a questo punto, avrebbe avuto molto più senso ad Armageddon…) che ha mantenuto lo show abbastanza attinente alla realtà attuale delle cose.

Poi è stato sicuramente piacevole rivedere un vecchio Ted Di Biase, e per vecchio intendo il suo personaggio, così come è stato abbastanza sorprendete vedere Rob Van Dam farsi avanti e sconfiggere Santino, che al microfono sarà anche divertente ma che con l'attuale gimmick dubito fortemente farà molta strada.
E tra personaggi storici come Hogan (la cui capacità di litigare e far pace con Vince McMahon nel giro di un giorno ha ormai raggiunto livelli da record…) e Lita (la quale, stranamente, sembra aver dimenticato come la WWE l'ha trattata pochi mesi fa…), si è trattato di una puntata più che buona, e nel suo essere irripetibile tutto sommato meritevole di essere vista.

E poi è tornata Trish Stratus.
E già per questo dovremmo tutti sintonizzarci davanti ai teleschermi.

Detto questo, mi ha sorpreso la mancanza di John Cena, che nel bene o nel male è stato l'assoluto protagonista degli ultimi anni di Raw. Sarebbe bastato un segmento registrato, un'apparizione sul finire di puntata, ed invece stranamente la WWE ha preferito tenere nascosto il suo uomo di punta. Scelta che, mi verrebbe da dire, dipende dal desiderio della WWE di trasformare il rientro di Cena in un evento epocale, e proprio per questo si preferisce non farlo apparire per rendere più “magico” il momento del suo ritorno sul ring. Comunque, mancando ancora parecchi mesi, staremo a vedere.

The Rock, invece, non si è fatto vedere. Capisco la delusione dei suoi fan, ma partendo dal presupposto che lui stesso ha chiesto (ed ottenuto) di non farsi chiamare più Dwayne “The Rock” Johnson (come avvenuto per il divertente The Game Plan…), ma semplicemente Dwayne Johnson a partire dal prossimo film (che dovrebbe essere Southland Tales di Richard Kelly, quello di Donnie Darko…), mi sembra chiaro come lui per primo abbia scelto di tagliare tutti i ponti con il suo passato.
Ingratitudine? Per me sì, ma non sto qui a giudicare le scelte degli altri. Certamente festeggiare Raw senza uno dei suoi massimi protagonisti non è stata la stessa cosa. Peccato.

Una cosa che invece mi ha lasciato perplesso, ma che in realtà mi fa dubitare da parecchie settimane, è Triple H e l'utilizzo che di lui sta facendo la compagnia.
Nel giro di pochissime settimane, infatti, HHH ha ricoperto praticamente qualsiasi ruolo possibile, senza che ad oggi la sua posizione sia chiara e senza che la WWE, a questo punto, possa sfruttare la sua caratura per far salire gli ascolti e per far crescere altri lottatori.
Prima, a Survivor Series, assistiamo ad un Triple H versione face che stringe un'alleanza con Jeff Hardy.
Poi, quando Regal decide che i due si dovranno affrontare ad Armageddon, Triple H diventa per un istante l'ombra del vecchio se, quel HHH heel e rabbioso che non si fermerebbe davanti a nulla pur di arrivare all'obbiettivo prefissato.
Poi, proprio ieri sera, assistiamo al ritorno numero sedicimilaseicentroventisette della D-X, crotch chop e tutto il resto. E il HHH cattivo sparisce nel nulla.
E non è finita.
Perché in apertura di puntata abbiamo anche il HHH sornione che scherza col pubblico sulla keyfabe, sul fatto che lui sa che loro sanno, sul fatto che anche lui è parte della famiglia McMahon, sul fatto che tutti sanno che lui e Stephanie sono sposati con tanto di prole, e per chiudere in bellezza Steph stampa un bel bacio sulla bocca di HHH nel caso qualcuno non avesse capito le “allusioni” dell'undici volte campione del mondo.

Ora, vorrei stare ore ed ore a scherzare sul fatto che stiamo parlando dello stesso HHH che era andato su tutte le furie quando WWE.com aveva gioiosamente annunciato la nascita di sua figlia, perché non si può e perché sullo schermo lui e Stephanie erano divorziati e perché esiste un confine invalicabile tra la finzione e la realtà. Ed allo stesso tempo vorrei spendere ore ed ore parlando di come HHH adesso giochi con ed ammicchi al pubblico di internet, quando in passato si era scagliato apertamente contro la rete e chi ne faceva parte, specialmente quando i vari siti lo accusavano di sfruttare il suo potere politico per garantirsi titoli e palchi importanti a dispetto di una forma fisica risibile e di rivalità buttate lì tanto per riempire delle ore di televisione.
Mi piacerebbe, ma mi sa che nessuno di noi ha così tanto tempo libero. E se ce l'avete, sappiate che vi invidio parecchio.

Comunque non è questo il punto.
Il punto è che ogni federazione al mondo vorrebbe avere un Triple H nel suo roster. Perché HHH ha carisma, ha esperienza, ha un appeal con il pubblico invidiabile, è credibile in qualsiasi situazione lo si metta, e riesce a dare importanza a qualsiasi cosa faccia, sia esso lottare per il titolo del mondo a Wrestlemania oppure sia un feud scontato e di secondo piano come l'affrontare King Booker a Summerslam dopo mesi di inattività. Triple H è un catalizzatore d'attenzione, uno che sa manovrare il pubblico a proprio piacimento per farsi sostenere o per farsi odiare a seconda di quello che richiede la situazione, e per questo può essere tranquillamente considerato un jolly indispensabile per la federazione.
E la federazione, per tutta risposta, non lo sfrutta. Gli fa fare quello che vuole, gli fa portare avanti siparietti che nascono e muoiono nel giro di pochi minuti, lo manda una volta a vincere dominando contro l'heel di turno e la settimana dopo lo spreca in vignette con Hornswoggle, ed alla fine (cosa peraltro visibile rileggendo il cammino fatto da HHH da Summerslam fino ad oggi) HHH fa tantissime cose ma tutte inutili, una quantità esorbitante di minuti che, però, a guardare oltre la superficie non creano interesse in quanto del tutto estemporanei dal susseguirsi delle varie rivalità. Vince contro Orton, per fare un esempio, poi perde la cintura dopo due ore, e la settimana dopo è già impegnato a fare altro. E quello che se ne ottiene, da spettatori, è che sotto sotto a HHH non deve fregargliene poi tanto di quello che deve fare. Basta che per lui ci sia qualcosa da fare…

Sinceramente, fan di HHH e non, ve la sentireste di dire che va bene così e che la WWE non sta affatto sprecando una miniera d'oro?

Io, dovessi scegliere, difficilmente allontanerei Triple H dalle cinture. Tutte. Dal titolo ora in mano ad Orton per arrivare ai neo campioni di coppia Holly e Rhodes (wow, tra l'altro. E sì, come dicevano i NOFX , “Thank God for irony”). Perché quando HHH è impegnato nella lotta al titolo l'interesse del pubblico è assicurato.
Quando però a contendersi il titolo ci sono altri, come successo per Edge e Cena, Orton e lo stesso Cena oppure come ora Orton e Jericho, sfrutterei il “potere televisivo” (inteso come capacità di generare interesse) di HHH per dare maggiore risalto alle cinture minori, che purtroppo sono bistrattate da così tanti anni che la gente stessa ha smesso di prestarvi attenzione. Ad esempio, dato che per Jeff Hardy battere Triple H rappresenterebbe una vittoria sfolgorante, perché dal canto suo Hunter non può chiedere di avere la cintura in palio, giusto per bilanciare la contesa? E perché la D-X deve perdere tempo a fare il verso a se stessa solo qualche anno dopo, quando invece HBK e HHH insieme rappresentano una coppia inarrestabile e la loro corsa per i titoli di coppia darebbe nuovamente lustro ad una categoria tanto amata dal pubblico quando ignorata dalla WWE?
Perché invece di fare spettacolo si sceglie di utilizzare male HHH e di lasciare le altre cinture allo sbando (che a contendersi il titolo Intercontinentale ci va poi Carlito, che pochi giorni fa si schiantava come un beota contro un muro cercando di acchiappare Hornswoggle)?

No, no, seriamente. Perché?

A volte penso che sia lo stesso HHH a volere questa situazione. Sa di essere uno dei top wrestler della WWE così come sa di avere le spalle coperte e di poter fare un po' quello che gli pare, e forse non ha nemmeno più tanta voglia di impegnarsi dopo i grossi infortuni che ha patito in tempi recenti. Ed allora preferisce divertirsi, vedasi il siparietto con le “fidanzate” di Hugh Hefner qualche settimana fa, e lasciare che siano altri a sobbarcarsi il peso della compagnia come lui ha fatto, gliene va reso atto, anni fa quando forse la situazione era anche più difficile di quella attuale.
E tutto sommato lo capisco, e non riesco a biasimarlo del tutto.
Resta però il fatto che la WWE non lo sta sfruttando a dovere, e a perderci sono un po' tutti i fan che potrebbero avere uno show migliore ed invece si trovano davanti un Raw che dovrebbe ma non è.

E dato che, tanto, il futuro di HHH all'interno della compagnia è già segnato, visto che in tempi futuri sarà proprio lui a sedersi sul trono di Vince McMahon, forse varrebbe la pena che qualcuno con lui ci facesse due chiacchiere.
Chiamateli, se volete, Family affairs”.

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