The Pedigree #302 – LONG TIME COMING

Che sia stata una due giorni di wrestling intensa ed emozionante è fuori discussione, e dati i tempi che corrono c'è da esserne felici.
Quindi, per evitare confusioni di sorta, serve procedere con ordine.
E si comincia sottolineando come, tra alti e bassi, la ventunesima sia stata un'edizione di Survivor Series piuttosto divertente.

Nell'albo dei bocciati, purtroppo, finiscono sia il match valido per il titolo di coppia che il match ad “eliminazione” che ha visto coinvolte le Divas.
Rhodes ha una tecnica discreta ma purtroppo è terribilmente anonimo, cosa evidenziata vieppiù ora che l'effetto cognome ha smesso di fare presa sul pubblico. Hardcore Holly, di suo, è uno di quei lottatori che non ho mai digerito, e dato il tempo di permanenza alla WWE ed il palmares quanto mai scarso non devo essere il solo. Francamente non credo che averli messi insieme gioverà molto a Cody, al quale avrebbe fatto sicuramente meglio farsi accompagnare dal padre (che rimane una leggenda per eccellenza…), così si sta solo tirando avanti la baracca in attesa di un'idea vincente. Ed intanto ne escono male, senza neanche essersi presentati, gli Highlanders, che dopo aver fatto il bello ed il cattivo tempo a Raw per settimane non solo non hanno avuto la title shot, ma si sono visti passare davanti due lottatori che nemmeno sono riusciti a capitalizzare.
Mi auguro che in tempi brevi i due si sciolgano (e che Cody abbia la meglio su Holly), e che agli Highlanders venga concessa una possibilità più seria che non quella avuta in passato; intanto prendiamo il gelido silenzio del pubblico durante il match e chiediamoci se alla gente piacciono le coppie formate a caso per riempire i minuti.
Uhm… no.

Le Divas, invece, restano sul ring meno di quanto non ci abbiano messo ad entrare. E questo è un bene.
Doveva essere un match ad eliminazione, alla fine è bastato eliminare una sola lottatrice per porre fine al match. E questo è male.
Mickie James torna alla vittoria. E questo è un bene.
Il parco Divas WWE, quando si tratta di lottare, è imbarazzante. E questo è male.
Da Miami d'improvviso il pay-per-view si è spostato nella Silicon Valley. E questo, per alcuni, è un bene.
Melina sbaglia grossolanamente l'ingresso sul ring. E questo è male.
Melina se la ride della sua gaffe e rifà l'entrata. Corretta. E questo è un bene.
Non c'è altro da aggiungere, se non che forse ne avremmo fatto a meno. Bah, almeno non ha rubato troppo spazio (e questo è un bene).

Sorprende, vedete voi se finalmente oppure se stranamente, la ECW che, dopo i fallimenti in pay-per-view di Morrison e Punk trova in Miz la chiave di volta (e questo è male…), proponendo finalmente un incontro divertente, con buoni spot e che ha saputo scaldare il pubblico a dovere. Che Miz sarebbe stato l'anello debole, quello che avrebbe impedito a Morrison di riprendersi la cintura, mi sembrava scontato, va però detto che tutti e tre i contendenti si sono ben comportati, ed ora è probabile che si torni al vecchio dualismo che per mesi ha caratterizzato il terzo brand WWE.

Cosa, invece, per me sorprendente è che per una volta la WWE sia stata capace di dare vita ad un comedy match divertente, cosa che fino ad ora sembrava pregio solamente della TNA (anzi, va detto che di solito la WWE si rivolgeva al divertimento quando non aveva idee in testa e temeva di proporre la solita boiata…). Giocato tutto sulla presunta tenerezza che Hornswoggle doveva far nascere nei cuori dei fan nel dover affrontare Khali, l'incontro non è stato un capolavoro ma ha avuto il pregio di riuscire ad introdurre nuovi ed importanti elementi all'interno della storia, confermati poi nel Raw successivo. Finlay che arriva a salvare il Little Bastard riapre di colpo i giochi su chi possa, in effetti, essere il reale figlio illegittimo di Vince, e lo strano comportamento tenuto dal Belfast Brawler e dal Chairman Of The Board lasciano presupporre che in pentola stia bollendo qualcosa di grosso. E se nel frattempo Kennedy, che sembrava relegato a ruoli ben più che secondari, si trova ora a dover affrontare niente meno che Shawn Michaels, non è detto che i piani saltati per ben note ragioni poche settimane fa non stiano per tornare in auge in quel di Stamford.

E parlando di Kennedy si arriva all'unico vero Survivor Match, quello che ha contrapposto HHH, Jeff Hardy, Rey Mysterio e Kane al team composto proprio da Kennedy, Umaga, Grande Papino V, MVP e Finlay.
In fase di pronostico, non sapendo che Matt Hardy non sarebbe stato della contesa, avevo pronosticato un HHH che elimina tutta l'altra squadra e si guadagna una vittoria clamorosa. Così non è stato, ma ci siamo andati vicino.
Se nel team degli heel non ci ha guadagnato nessuno da questo match, anzi sia Kennedy che MVP ne sono usciti peggio di come vi erano entrati (Papino invece dovrebbe solo essere felice di aver preso parte allo show), e se la vittoria per Triple H personalmente mi appariva scontata, sicuramente chi ha tratto maggiori benefici da questo match è stato proprio Jeff Hardy, trovatosi non solo a dividere le scene con un futuro Hall Of Famer quale The Game (cosa ripetuta poi la sera seguente), ma anche a portare a segno il pin risolutivo su un ormai battibilissimo Umaga. Se questi, per voi, non sono segnali di un tentativo da parte della WWE di costruire un credibile main eventer allora mi sa che guardiamo due tipi di wrestling completamente diversi. E se forse non può essere Orton l'avversario a cui Jeff potrebbe strappare la cintura (più che altro perché in tempi recenti Orton non ha trovato grosse difficoltà nello sconfiggere il Charismatic Enigma), ci sono altri lottatori con i quali Jeff potrebbe dire la sua.
Sapete, save_us e break the code tutto il resto…

Si chiude poi lo show con i due main event.
Una storia interessante, sotto questo aspetto, va raccontata.
Il giorno di Wrestlemania 23, trovatosi davanti al cartellone degli incontri, sembra che Batista non abbia preso bene il fatto di trovarsi al quarto posto in scaletta, nonostante ci fosse da sfidare Undertaker e ci fosse in palio il titolo del mondo. Fatte le sue rimostranze a Patterson, Big Dave si è sentito rispondere: “Perché, scusa, vorresti forse lottare dopo Shawn?”.
Ecco, l'Hell In A Cell forse è stato vittima di questa situazione, l'aver dovuto seguire un intenso main event tra Orton e Michaels che aveva entusiasmato pubblico e critica.
E così, dunque, il match non si è rivelato un granché, e sicuramente si tratta di un passo falso rispetto alle ultime uscite di Batista e del Deadman, che fino ad ora avevano sempre offerto prove più che buone. La gabbia è stata sfruttata poco, la presunta violenza che dovrebbe seguire questi incontri di pari passo è stata altamente smorzata e nel complesso ci siamo trovati davanti un incontro statico e piuttosto lento, che forse avrebbe trovato miglior collocazione come penultimo appuntamento della serata ma che, sia per via della struttura sia per via del rientro di Edge, doveva per forza di cose chiudere il pay-per-view.

E, come preannunciato, Edge ha fatto il suo glorioso rientro costando ad Undertaker il titolo e lanciando un chiaro messaggio, tra lui ed il Phenom è appena cominciata.
Personalmente non apprezzo molto i rientri annunciati, come avvenuto a Summerslam per HHH e Mysterio o come avvenuto al Raw seguente per la Sexy Beast, perché ritengo che non solo tolgano molto alla qualità dello show ma credo altresì che non attirino spettatori, anzi tendano ad allontanarli dai teleschermi. Il fatto è che, ora come ora, abituati a sapere prima quando succederà qualcosa di grosso, non siamo nemmeno spinti a seguire Raw o Smackdown!, visto che tanto se niente è stato detto niente potrà accadere. Se invece si fosse taciuto su Edge e lo si fosse fatto comparire dal nulla non solo il pay-per-view avrebbe goduto di un ottimo effetto sorpresa, ma avrebbe spinto chi non lo aveva acquistato a puntare i propri soldi su Armageddon, conscio che magari anche lì qualcosa di impedibile avrebbe preso vita.
Così non è stato, Edge doveva tornare e l'ha fatto, e per quanto io ne sia felice ritengo che si sarebbe dovuta sfruttare meglio la situazione. Suppongo che, però, in un periodo di stanca non si possa fare altrimenti. Ne prendo atto e resto in attesa.

Ed arriviamo così all'ultimo incontro della card, quel Randy “niente squalifica” Orton vs. Shawn “niente superkick” Michaels che, a mio avviso, senza fatica ha letteralmente rubato lo show.
Ed un plauso, per quanto possa apparire irrisorio, va fatto sicuramente ad HBK, che ha tirato fuori dal cilindro tecniche inaspettate e ha davvero fatto di tutto per proporre un ottimo spettacolo, cosa confermata dal fatto che nonostante il match sia stato praticamente portato avanti con prese di sottomissione il pubblico non ha mai smesso di essere presente. E bravo comunque anche il campione, a suo agio nella psicologia del match e che alla fine porta a casa una vittoria pesantissima (più o meno pesante dell'umore del TW President? You decide!) che ne conferma lo status di heel a cui è assai difficile strappare il titolo. Certo, il fatto che HBK non abbia mai potuto utilizzare la Sweet Chin Music (che in almeno tre occasioni avrebbe potuto porre rapidamente fine all'incontro) sminuisce un po' Orton (dalla sua correttissimo, data la stipulazione avrebbero dovuto sfruttare meglio anche l'altro lato della medaglia), ma l'aver resistito alla Sharpshooter, alla Ankle Lock ed alla Crossface ci hanno ridato un campione tenace e pronto a tutto pur di tenersi stretto il titolo, cosa che sembrava un miraggio dopo i tanti calci in faccia ed il finale di Cyber Sunday.

Al di là poi dei singoli incontri, una cosa che ho particolarmente apprezzato di questo Survivor Series è stato il modo in cui la WWE è riuscita, insieme, a porre fine alle rivalità esistenti creandone subito altre, ed a come si sono introdotti nuovi elementi da sfruttare in futuro riuscendo al contempo a non far terminare in vari incontri in maniere bislacche ed insensate come purtroppo successo in passato (e, sotto questo aspetto, non va escluso dal discorso l'ultimo Raw).
Edge che rientra attaccando Undertaker, con Batista che mantiene il titolo e che sicuramente non starà a guardare. Michaels che esce a testa alta da Survivor Series e si appresta ad iniziare una rivalità potenzialmente clamorosa con Mr. Kennedy. HHH alleato di un sempre più importante Jeff Hardy. Finlay ed Hornswoggle e la famiglia McMahon che sembra stare tramando qualcosa di clamoroso… Insomma, passato agli archivi un pay-per-view più che discreto sembra che per l'immediato futuro ci aspettino buone cose.

Ah, già.
Poi c'è stata quella cosa a Raw.
Quel tizio che è rientrato tra il boato della folla, quello con i capelli corti e la maglia argentata, il presunto Salvatore, quello che ha interrotto la celebrazione di Orton. Beh, suppongo che anche per lui ci sarà spazio…

Uhm…

CHRIS JERICHO IS BACK, BABY!!!

Lo sapevamo? Sì. Da tempo, ancora prima che la WWE si lasciasse sfuggire il WWE Magazine in giro per la rete. Ma non importa. Sul serio. Vedere Jericho di nuovo in pianta stabile a Raw vale qualsiasi spoiler. Ed averlo già lanciato verso il main event, e subito a dare la caccia a quell'Orton la cui strada, una volta vinta la cintura, sembra sempre più in salita, è uno di quei motivi per i quali Raw andrebbe visto a priori.
E tra l'altro non so se notate l'ironia della vicenda.
Perché Jericho aveva scelto, all'indomani della sconfitta a Summerslam con John Cena, di lasciare la WWE per una ragione ben precisa. Il fatto che uno del suo calibro fosse sfruttato così male non aveva alcun senso, e piuttosto che farsi venire il sangue amaro Y2J aveva preferito prendere altre strade. La musica, la televisione, il teatro. Ed intanto la WWE andava avanti per la sua strada, con un inarrestabile Cena e Khali e Snitsky (sul quale, siamo franchi, solo ed esclusivamente Vince McMahon crede si possa puntare), però gli ascolti non erano quelli sperati e la situazione con il network diventava spinosa.
Richiamare qualcuno poteva essere un'idea, ma chi?
Angle? Nash? Christian? Nah, tutti felici e contenti alla concorrenza.
Goldberg? Lesnar? Beh, uno ha firmato con la UFC e uno ha detto che con il wrestling ha chiuso.
Eh, ci sarebbe sempre Jericho, in fondo nonostante lo abbiamo trattato da schifo è sempre stato popolare…
Eh, mica è una brutta idea…

E così il nostro prode Ajatollah Of Rock N' Roll, da semi mid-carder in disuso, si è trovato nella condizione di poter dettar legge, di poter chiedere soldi e date e quant'altro, e la WWE gli ha dovuto dare retta, sapendo che il gioco valeva la candela.
E così, dopo mesi di filmati più o meno criptici, Y2J è tornato. Ci voleva.

E sarà interessate, ora, vedere come la WWE lo utilizzerà, visto che da un lato abbiamo il suo clamoroso rientro, ma dall'altro abbiamo un campione che è appena uscito vittorioso da scontri con Triple H e Michaels e che non sembra intenzionato a fermarsi troppo presto (e che fermare ora, al di là di tutto, sarebbe uno spreco).
Però, a ben guardare, prima che inizi la strada per Wrestlemania rimane ancora Armageddon.
Da un alto ci sono Y2J ed Orton. Dall'altro HBK e Kennedy. In mezzo HHH e Jeff Hardy.

Save_us.222: 2+2+2= 6.

Ci sarebbe quella struttura tonda e nera, con tutte quelle catene e le gabbie in plexiglas che da un po' non si vede…

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