The Pedigree #298 – THE DAVE SHOW

Difficile sostenere che Batista non sia un wrestler fortunato.
Approdato al business pochissimi anni fa, senza una grossa gavetta alle spalle e senza – forse – l'esperienza necessaria per ricoprire certi ruoli (ma dotato di un fisico che inevitabilmente lo portava ad emergere dalla massa), nel tempo in cui parecchi lottatori riescono, magari, ad avere un try-out con una grossa federazione lui si è ritrovato sul tetto del mondo, a vincere una Royal Rumble ed un main event a Wrestlemania, a diventare membro di una delle stable più importanti degli ultimi anni (condividendo anche un titolo di coppia con un certo Ric Flair) ed ultima ciliegina sulla torta a sconfiggere pulito Undertaker, traguardo che davvero pochissimi lottatori hanno saputo tagliare.
Traguardo che poi diventa ancor più prestigioso, se si tiene conto del fatto che questo per Dave sembrava più un anno di malumori e sconfitte che non un anno ricco di soddisfazioni.

Partendo con ordine, Batista perde il suo secondo titolo del mondo la notte di Wrestlemania 23 contro Undertaker in una sfida che, si vedrà nei mesi a venire, sancirà tra i due un ottimo rapporto lavorativo, fatto di incontri solidi e di rivalità intense che sembrano seguire le orme di quel feud Batista / HHH che tanto successo ebbe anni addietro. Ora, niente di strano nell'aver concesso il job ad Undertaker, acclamato dalle folle e campione di sicuro interesse.
Come contentino, però, la WWE regala a Batista un pareggio con il Deadman soltanto un mese dopo, a Backlash, quando il loro Last Man Standing finisce senza vincitori. La cintura resta a ‘Taker, ma per Batista si tratta sicuramente di un'invidiabile soddisfazione personale che va a gonfiare un già discreto palmares.

Poi, però, Undertaker si infortuna e la WWE deve correre ai ripari, trovando in fretta un nuovo campione mentre il Deadman si rimette in sesto. Ci sarebbe Kennedy, fresco vincitore del Money In The Bank, ma anche lui si deve fermare per dolori fisici (che, si scoprirà in seguito con grande rammarico di KK, saranno poi molto meno gravi del previsto…) e quindi si sceglie di regalare la preziosa valigetta ad Edge. Verrebbe naturale pensare a Batista come nuovo campione del mondo, visto che è attualmente il primo sfidante, ma al termine di uno Steel Cage Match e di un attacco perpetrato da Mark Henry è proprio il canadese a sfruttare il momento laureandosi World Heavyweight Champion, alla faccia del big man di Washington.

E così quel che ne segue, per Dave, è un periodo incredibilmente buio.
Perde con Edge per ben tre volte di fila (Judgment Day, One Night Stand e Vengeance, anche se l'ultima arriva per count-out), e per assistere ad un passaggio di cintura serve attendere che la Rated R Superstar si infortuni, costringendo la WWE a rendere il titolo vacante ed aumentando l'aura di sfortuna che sembra circolare attorno alla cintura che per prima fu di Triple H.
Solo che Batista, sempre primo sfidante, si vede ancora una volta passare il titolo davanti quando tramite una Battle Royal avvenuta a Smackdown! viene sancito un nuovo campione: The Great Khali.
Khali che, va ricordato, recentemente draftato alla corte di Teddy Long arrivava da due sonore sconfitte con John Cena in pay-per-view e di certo non rappresentava il lottatore più credibile (non tanto come stazza quanto più come “score”) per diventare il fulcro del secondo show WWE. Ciononostante per lui si prospetta altra gloria, mentre per Batista la musica non sembra cambiare rispetto a pochi mesi addietro.
A Great American Bash è di nuovo sconfitta, alla quale prende parte anche Kane (che subisce il pin definitivo), ed il risultato non cambia una volta arrivati a Summerslam, dove Batista riesce a battere l'indiano ma soltanto per squalifica, fallendo così nel tentativo di rimettere le mani sulla tanto agognata (e rincorsa) cintura.

Quando si arriva ad Unforgiven, dunque, viene difficile pensare a Batista come serio pretendente alla cintura (ridendo e scherzando sono ben sei i pay-per-view nei quali Batista non è riuscito a far suo il World Heavyweight Title), e la presenza di Rey Mysterio, rientrato soltanto poche settimane addietro ed in classica fase da “push da rientro”, all'interno del match fa pensare che forse sarà proprio lui a strappare la cintura al gigante indiano laureandosi per la seconda volta (nonostante il primo fallimentare tentativo) campione del mondo. Dopotutto non potrebbe esserci occasione migliore di questa, con Batista che può tranquillamente mettere fuori gioco Khali consentendo a Rey di approfittarne con astuzia raccogliendo così i frutti del lavoro degli altri, ed invece a sorpresa la WWE decide di ridare il titolo a Big Dave, che così dopo circa sei mesi di inseguimento riesce nella missione di salire ancora una volta sul tetto del mondo, per quella che è la terza volta in una carriera cominciata tardi e che di certo non si può definire molto lunga (l'esordio televisivo di Big Dave alla WWE è targato infatti maggio 2002, al fianco di D-Von Dudley).
Vittoria che però è schiacciante, visto che nel giro di pochi secondi Batista si sbarazza di Mysterio con una sola mano e poi mette a segno una devastante spinebuster che pone definitivamente fine ai sogni di gloria del gigante indiano.
Batista poi si conferma anche a No Mercy, dove vince il Punjabi Prison Match contro l'indiano (confermando che la struttura sarà anche bella ma il match in se fa schifo…), ed arrivati a Cyber Sunday è nuovamente tempo di scontrarsi con il Deadman.

E, va detto, il sentore generale era quello che Undertaker non sarebbe riuscito a riprendersi il titolo. Più che altro perché gli ultimi bollettini medici lo davano non in perfetta forma ed impossibilitato a combattere con continuità, e di certo non aveva molto senso rischiare di farlo infortunare di nuovo soltanto per ridargli una cintura. Ma per via del fatto che Edge era pronto al rientro si pensava ad una vittoria sporca di Batista, o magari ad una squalifica che gli avrebbe comunque consentito di conservare la cintura al di là dell'esito del match vero e proprio, in modo da non dover sovraccaricare di lavoro Undertaker potendo però al contempo portare avanti il feud tra i due.
Ed invece non solo Batista ha vinto, ma lo ha fatto in una maniera che difficilmente potrebbe essere più netta. Uno due tre, in mezzo al quadrato, con Undertaker incapace di alzare una spalla e Batista che si conferma ancora una volta campione del mondo e, a questo punto, avversario ostico per tutti.

Tutto questo mentre per Survivor Series si aprono le porte dell'Hell In A Cell, struttura tra le preferite di Undertaker e vero e proprio sogno nel cassetto di Batista (come da lui stesso ammesso all'interno del recente Batista Unleashed), ed il sentore di assistere ad una grande sfida (come si diceva prima, ‘Taker e Batista hanno dato prova di poter lavorare molto bene insieme…) si fa sempre più tangibile.

Sulla carta, comunque, sembra illogico questo push che di recente ha travolto il lottatore di Washington, passato nel giro di poche settimane dall'essere un jobber di lusso all'essere uno dei main eventer più forti dell'intero roster WWE. E non credo che dietro ci sia la necessità di far fronte ai vari infortuni e scandali che hanno travolto la federazione di Stamford, considerato che comunque Khali il suo lo stava facendo e che si poteva far uscire indenne Batista da Cyber Sunday in un'infinità di modi.

Da un lato potrebbe aver giovato alla carriera di Batista proprio l'uscita della sua biografia (annunciata come un libro scandaloso in cui non si lesinavano nomi e persone, alla fine è una normale e molto onesta biografia sulla quale si è solo cercato di montare un caso inesistente…), che aveva creato parecchio hype e, dati i buoni riscontri di vendita, potrebbe aver spinto la WWE a voler dare il massimo risalto possibile a Batista per far salire le vendite, dall'altro lato non è da escludersi che la federazione stessa abbia deciso di premiare Big Dave per la sua professionalità, visto che comunque fino ad oggi è rimasto estraneo a tutti i vari scandali steroidi (errate erano le voci che lo volevano acquirente presso la Signature Pharmacy…) ne è mai stato colto in fallo dal Wellness Program.
A questo proposito, così come successo per Orton, va sottolineato come la rete abbia deciso di utilizzare Batista come capro espiatorio affibbiandogli spesso e volentieri chiacchiere e colpe in realtà totalmente inesistenti. E tra queste, senza perderci troppo tempo, rientrano sia il diverbio avuto con Undertaker sia la presunta rivalità con Mark Henry, reo di aver infortunato Batista a causa della sua scarsa professionalità. Normali “problemi” lavorativi che internet ha trasformato in casi mediatici colossali, senza peraltro avere prove concrete a dare supporto alle parole. Ma tanto, come deve funzionare il wrestling-web, lo avrete già capito da soli.
Non si può altresì escludere, proprio in vista del rientro di Edge e di un suo nuovo regno da campione (non metterei in dubbio il se, piuttosto parlerei del quando…), che volendo la WWE puntare sul canadese si sia scelto di far salire alle stelle le quotazioni di Batista in modo da poter nuovamente rilanciare il rivale grazie ad una sola vittoria e, specialmente in previsione di quel Undertaker vs. Edge che dovrebbe avvenire al Citrus Bowl fra ormai una manciata di mesi, ottenere tutto l'hype necessario in maniera facile e sicura. Cosa che magari punirebbe eccessivamente Batista, ma che nel complesso è una mossa commerciale sensata e non priva di fondamenti.

Però una cosa va detta, Batista è stato maestro nel saper pazientare e nel saper cogliere il momento gusto. Ed ora ne sta davvero riscuotendo i frutti, che per lui stanno a significare un regno da campione che in molti, anche chi ha vinto infiniti titoli di varia specie, si possono solo sognare ed una popolarità che da sola farebbe contento chiunque.
E se devo ammettere di non essere mai stato un grande fan dell'Animale (ne di certo sono uno di quelli che comprerebbe un pay-per-view o un biglietto soltanto per la sua presenza), non posso non applaudire il modo in cui la WWE ha gestito il suo personaggio negli ultimi mesi riuscendo non soltanto a ridargli quella credibilità che si era quasi del tutto persa durante questo 2007, ma anzi rendendolo forse più credibile e convincente di quanto non fosse prima di Wrestlemania e delle infinite sconfitte di cui sopra.
Il che, per mio conto, vuol dire che sarà un piacere guardare cosa farà a Survivor Series e nei mesi a venire. E se questa non è solo una mia sensazione personale, è probabile che questo stia a significare per Smackdown! ascolti in rialzo e nuovo pubblico pronto ad accendere la televisione.
Meglio comunque di Raw e del suo Save_Us_YaddaYadda, carino e intrigante finché volete ma ormai un po' troppo stiracchiato e trascinato per le lunghe.
O si danno una mossa oppure l'attenzione generale rischia di sgonfiarsi, ed a quel punto non solo sarà tardi per fare marcia indietro, ma si sarà bruciata un'occasione a dir poco clamorosa. Ma ne riparleremo.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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