The Pedigree #292 – A DS INVASION!

Storicamente, quello che ci apprestiamo a vivere, sarà per la WWE un momento critico.
Il campionato NFL ed il suo Monday Night Football, nonché i play-off MLB che andranno avanti per tutto ottobre, sono da sempre rivali tra i più temuti dalla federazione di Stamford per quel che concerne ascolti e vendite dei pay-per-view, e questo anno nel quale la WWE non ha propriamente brillato per originalità e qualità del prodotto sicuramente la situazione non appare delle più felici.
Non a caso gli ascolti di Raw hanno perso un pesante 0.6 da un lunedì all'altro, e con entrambi i main event di No Mercy già ampiamente annunciati resta tutto da stabilire se la WWE sarà o meno in grado di spingere i telespettatori davanti al teleschermo, oppure se fino al pay-per-view i ratings resteranno fiacchi come accaduto una settimana fa.

Per questo ho il piacere di ospitare all'interno di queste pagine virtuali, per quella che credo sia la prima volta in tutti questi anni, Marco De Santis, vicedirettore del sito, che chi frequenta il nostro forum avrà di recente visto esprimersi in maniera approfondita sull'argomento per avere anche il suo parere su questa, almeno in partenza, problematica situazione.
Lascio quindi a lui la parola, noi ci risentiamo il fondo al pezzo.

Marco DS:

Prima di tutto voglio ringraziare SSS per avermi invitato a partecipare a questa edizione del Pedigree. Mi è stato chiesto di ribadire qui, all'interno del suo editoriale, la mia opinione sull'andamento dei ratings della WWE che ho già espresso sul forum di Tuttowrestling e che pare essere argomento di discussione abbastanza acceso fra i fan. Prima di tutto i fatti nudi e crudi ai quali io e Alessandro tenteremo di dare una spiegazione, probabilmente da due punti di vista un po' diversi (visto che di solito non siamo quasi mai d'accordo sui giudizi in ambito wrestling).

La WWE è reduce da un semestre non certo fantastico per quanto riguarda i ratings di Raw. Una prima impennata l'aveva data la storyline della finta morte di Vince McMahon, che aveva permesso agli ascolti di salire da una posizione vacillante fra il 3.6 e il 3.8 a un ottimo (quantomeno per il periodo di magra) 4.1. La tragica vicenda Benoit ha bruscamente costretto la WWE ad interrompere (giustamente) la storyline e gli ascolti sono di nuovo scesi a livelli preoccupanti in luglio, toccando per tre volte di fila il 3.4. Tornato in pista Vince McMahon con una nuova storyline, questa volta legata al presunto figlio illegittimo, i ratings si sono di nuovo mossi fino ad arrivare in agosto a un massimo di 3.8. Il 10 settembre, in concomitanza con il primo Monday Night Football della stagione NFL, Raw ha ottenuto un 3.9 proponendo la soluzione (o almeno, quella che al momento in cui sto scrivendo – ovvero prima della puntata di Raw del 24 settembre – pare essere la soluzione) del mistero, per poi crollare a un preoccupante 3.3 la settimana successiva.

La domanda è: Come mai questo crollo? Era prevedibile o non ha spiegazioni?

Beh, che fosse imprevedibile di certo non si può dire, visto che io stesso (e diversi altri utenti con me) l'avevano pronosticato già nelle ore seguenti la puntata del 10 settembre sul forum. Da cosa mi derivava, dunque, questa certezza? Semplice. Io seguo il wrestling da 20 anni ormai, ed è mia ferma convinzione che l'unico modo che ha una trasmissione di wrestling per ottenere elevati risultati in termini di ascolti sia quello di proporre ogni settimana un motivo per guardare lo show la settimana seguente. Non c'entra la bellezza dei match proposti, non c'entra la quantità degli stessi (nell'era Attitude il wrestling lottato era meno di ora all'interno di Raw e, anzi, spesso sono state le storyline a fare i grandi ascolti, e non i match…), non c'entra chi è campione o chi non lo è, chi è primo sfidante o chi non lo è. L'unica cosa che conta è riuscire a interessare la maggior parte dei potenziali spettatori tanto che alla fine di uno show siano portati a dire “Chissà cosa succederà la settimana prossima…”.

Quando si riesce a fare questo, si ha un tv show che funziona bene, che può attrarre spettatori casuali e anche ottenere risultati incredibili come la WWE di fine anni '90. Se non ci si riesce, probabilmente i più affezionati rimarranno comunque incollati alla tv, ma i grandi ascolti non si faranno. Perciò per capire veramente se uno show tv va nella direzione giusta bisogna tentare, e non è facile, di non giudicarlo tramite i propri gusti personali o le simpatie per questo o quel wrestler, ma provando a entrare nella testa dello spettatore comune (che ha pensieri spesso distanti dal pubblico di internet, che è sempre in prima fila a criticare però è anche quello che – pur criticando – raramente abbandona la sua passione).

Ecco perché, così come ratings alla mano la tanto ingiustamente criticata storyline della finta morte di McMahon si stava invece rilevando a livello mediatico un clamoroso successo e un'idea creativa vincente come la WWE non ne aveva da un pezzo, anche l'idea del figlio illegittimo stava prendendo la stessa direzione. E questo perché, al di là dell'ipotesi surreale che sta alla base della storyline, l'implicazione di avere un terzo fratello McMahon poteva creare un ventaglio di possibili soluzioni che avrebbero reso le storyline più imprevedibili, ed i telespettatori se ne stavano rendendo perfettamente conto. Per questo la “gente comune” ha abboccato in pieno alla storyline, presentandosi in massa a vedere Raw il giorno in cui la WWE aveva promesso che tutto il mondo avrebbe scoperto chi mai fosse questo “figlio”. E infatti i ratings di quella puntata sono stati 3.9, un risultato che va considerato come assolutamente eccezionale per il periodo e che consacra l'idea del “figlio illegittimo” come un'idea potenzialmente vincente.

Per dimostrarvi quanto sia vero quello che dico mi affido non alla mia opinione sulla storyline ma ai numeri, mai come in questo caso esemplificativi. Dovete sapere che, storicamente, l'inizio della stagione di football ha spesso fatto penare la WWE, perché l'impatto del Monday Night Football (il “posticipo del lunedì” dell'NFL) su un programma come Raw che va in onda alla stessa ora spesso è stato notevole. Per far sì che possiate seguire meglio il mio ragionamento ecco un breve schema in cui troverete nell'ordine:

Anno: media ultimi 4 ratings prima dell'inizio football – media dei primi 4 ratings dopo l'inizio del football (ratings ultimo Raw prima dell'inizio del football – ratings primo Raw dopo l'inizio del football – ratings secondo Raw dopo l'inizio del football).

1996: 2.5 – 2.2 (2.9 – 2.4 – 2.1)
1997: 2.9 – 2.5 (3.2 – 2.2 – 2.6)
1998: 4.6 – 4.1 (4.7 – 4.0 – 4.0)
1999: 5.3 – 6.2 (4.4 – 6.0 – 6.1)
2000: 5.8 – 5.3 (4.9 – 4.2 – 5.8)
2001: 5.0 – 4.6 (4.6 – 4.6 – 4.8)
2002: 3.9 – 3.5 (3.6 – 3.4 – 3.4)
2003: 4.1 – 3.6 (4.3 – 3.6 – 3.7)
2004: 3.5 – 3.5 (3.7 – 3.6 – 3.7)
2005: 3.8 – 3.6 (3.6 – 3.3 – 3.6)
2006: 3.8 – 3.6 (3.6 – 3.6 – 3.7)
2007: 3.6 – ? (3.6 – 3.9 – 3.3)

Come potete vedere, l'influenza del football c'è sempre stata e un calo dei ratings per la WWE in questo periodo dell'anno è quasi fisiologico. Va però notato che non sempre, soprattutto negli ultimi quattro anni, la variazione nei ratings dovuta all'inizio della stagione di football è stata poi così rilevante. Nel 1999 e nel 2000, addirittura, abbiamo assistito a degli aumenti nei ratings di una o entrambe le prime due puntate coincidenti con i Monday Night Football, ma va specificato che in quelle occasioni le ultime puntate di Raw prima della sfida con l'NFL erano andate in onda in seconda serata a causa degli US Open, in realtà quindi Raw si era difeso bene ma non aveva avuto grandi vantaggi rispetto alla media degli show precedenti (nel 1999, ad esempio, Raw aveva fatto 5.9 nell'ultima “prima serata” precedente al football e agli US Open).

Fatta questa considerazione, balza immediatamente agli occhi che il primo anno in cui la WWE è riuscita indiscutibilmente ad aumentare gli ascolti il giorno dell'esordio del Monday Night Football è stato proprio il 2007! E se ci aggiungete che mai negli ultimi sei anni la WWE aveva ottenuto un risultato così elevato (3.9) in concomitanza con il football nel mese di settembre, mi pare che basti questo per poter dire senza ombra di dubbio che l'hype per la puntata in cui si doveva rivelare l'identità del figlio illegittimo era stato fatto crescere alla perfezione e la storyline interessava eccome.

E qui nasce il problema: gli spettatori “extra” che hanno visto quella puntata di Raw erano lì perché spinti da un'attesa molto grande e perciò non potevano che pretendere una scelta importante per il figlio illegittimo di Vince, un nome che potesse valere tutto il tempo che la WWE aveva sprecato per il build-up di questa storyline. Perciò era ovvio pronosticare che tantissimi ascoltatori si sarebbero sentiti letteralmente presi per il culo dall'opzione Hornswoggle, che – per carità – è simpaticissimo e bravissimo e a me fa pure molto ridere, ma non porta assolutamente nulla allo show ed alla storyline ed è anzi dannoso nel momento in cui la gente si aspettava qualcuno di molto più importante di lui. Infatti, come prevedibile, il tracollo è stato micidiale: si è passati dal miglior risultato di settembre degli ultimi 6 anni a quello che è stato il secondo peggior risultato di settembre dei ratings di Raw negli ultimi 10 (e dico dieci!) anni.

Immaginate invece se il figlio fosse stato Triple H, Cena, Orton, Carlito o un qualsiasi altro wrestler… questa sarebbe stata sicuramente la storyline principale della federazione e, probabilmente, chi aveva dato fiducia alla WWE tanto da stare due ore ad aspettare di sapere il fatidico nome avrebbe comunque voluto seguirne gli sviluppi e vedere come il figlio di Vince si sarebbe inserito nella lotta per il titolo o come sarebbe cambiato il suo personaggio. C'è chi dice “Sì, ma ogni scelta non era giustificabile, Triple H perché è il marito di Steph, Cena perché vediamo il padre in tv, Carlito e Orton perché sappiamo chi è il loro padre, ecc…”, ma io dico e chissenefrega! Vi siete scordati cosa ho detto all'inizio? “Uno show fa grandi ratings quando riesce a far nascere negli spettatori casuali la voglia di vedere la puntata dopo”, e la presunta insensatezza della scelta di Triple H non avrebbe portato la gente a sintonizzarsi in massa per vedere come la WWE ne sarebbe uscita? Che importanza ha se la storyline era a rischio per presunti problemi morali, quando dopo tre settimane si poteva tranquillamente dire che era tutta una finta architettata da McMahon e che il figlio illegittimo era invece un altro (Kennedy)? Intanto si sarebbe ottenuto il risultato di convincere il pubblico a vedere gli show pure in questo periodo in cui il roster è ridotto all'osso, e questo vale per qualsiasi altro wrestler si fosse scelto. Invece si è scelto Hornswoggle, l'unico che nelle storyline importanti non ci sarebbe mai potuto entrare! Ora, sinceramente, secondo voi ci sarà mai stato qualcuno degli spettatori occasionali sintonizzati il 10 settembre a cui fregava qualcosa di vedere Hornswoggle figlio di Vince lunedì scorso? Magari molti manco lo vedono Smackdown! e non sanno nemmeno chi sia, perciò io non credo proprio. Forse a qualche fan abituale una scelta del genere è pure piaciuta, ma in troppi hanno avuto un chiaro pensiero in testa: “Questi ci hanno preso per il culo, col cavolo che lunedì riguardiamo Raw”. E infatti, come previsto, i ratings sono crollati. Ed ancor più grave è che siano crollati dopo un PPV (quando di solito crescono), considerato anche il fatto, tabella di prima alla mano, che solo nel 1996 la seconda puntata di Raw in concomitanza con il football aveva fatto peggio della prima.

Come avevo scritto da ospite di Mario Tobia nel WWE Planet, l'unico modo che aveva la WWE per evitare il tracollo dopo l'errore Hornswoggle era dare subito il titolo ad Orton e creare attesa sul cambio di cintura, ma per ovvi motivi era difficile che accadesse e infatti non è capitato. Non solo, siccome alla WWE quando fanno le cazzate le fanno alla grande hanno pure deciso, senza alcun bisogno, di togliere qualsiasi interesse anche alla parte di Raw riguardante la storyline fra Cena e Orton annunciando già al pay-per-view il main event di No Mercy. Era troppo difficile lasciare il pubblico un po' incerto sul proseguo della storyline e con una minima voglia di vedere Raw per capire almeno cosa sarebbe successo su quel fronte? Evidentemente sì, era chiedere troppo. Ora ditemi voi come può attirare più spettatori casuali una storyline in cui si sa già che fino a No Mercy grandi cose non capiteranno perché la resa dei conti è già stata fissata. O forse qualcuno alla WWE credeva veramente che vedere il padre di Cena lottare nel main-event avrebbe incollato gli statunitensi al teleschermo?

Ora la WWE ha un'enorme occasione davanti a se per rimediare: Il 1° ottobre torneranno tutti i sospesi (compreso quel Kennedy che potrebbe rientrare alla grande nella storyline del figlio illegittimo) e l'8 ottobre sarà la puntata post No Mercy dove forse potremmo avere un nuovo campione. Due buoni motivi per riportare la gente a vedere Raw e due occasioni in più per proporre storyline che invoglino la gente a rimanere anche per le successive puntate. Le ottime trovate legate a Vince McMahon (che si conferma ancora una volta uno dei migliori heel della storia, se inserito in storyline che funzionano…) negli ultimi mesi hanno dimostrato che alla WWE sanno di dover inventare qualcosa e che qualcuno con idee creative potenzialmente vincenti fra i writer c'è. Il problema è riuscire a sfruttare al meglio le buone idee, cosa che la WWE nelle ultime due occasioni non è riuscita a fare (per cause esterne la prima volta, per clamoroso errore personale la seconda, visto che alla sospensione di Kennedy si poteva ovviare alla grande come detto prima). Speriamo che Hornswoggle abbia insegnato qualcosa e che a ottobre la WWE riesca finalmente a cambiare marcia, magari proprio con Kennedy figlio di Vince.
Detto questo passo la palla a SSS, tanto sono sicuro che sarete già stanchi di leggere perciò non presterete troppa attenzione alle critiche che presumibilmente avrà da fare in merito alle mie opinioni… eh eh eh…

SSS:

Critiche che, però, non ci saranno. Sia perché dati alla mano risulta difficile muovere opinioni differenti, sia perché in generale sono concorde su tutta la linea (come già detto in precedenza, anche per me la scelta di un comunque sempre divertente Hornswoggle non sta né in cielo né in terra).
Riprendo però la parola per pigiare sull'acceleratore, per amplificare la portata del discorso e per spingere il ragionamento, fino ad ora confinato all'interno del binomio settembre/ottobre, anche agli altri mesi che hanno composto questo 2007, visto che la WWE stessa si fa tanto bella del fatto di non avere periodi di riposo nel proprio calendario.

La morte ed il figlio illegittimo di Vince McMahon, due storyline all'apparenza separate che, però, stando a ricorrenti voci circolate sulla rete avrebbero dovuto essere due capitoli della medesima, e a questo punto straripante, storia, sono a conti fatti eventi più unici che rari. Si tratta infatti di spostare il mirino su argomenti difficili e se vogliamo delicati, argomenti dai quali è difficile tornare indietro e che sono giocoforza destinati a destare scalpore, nel bene e nel male. Per essere più chiari, quali altri argomenti restano sulla stessa falsariga? Esclusa la storia dell'incesto sulla quale Vince aveva insistito tanto qualche tempo fa, e dando per scontato che prima o poi la coppia HHH / Stephanie si ricomporrà, dove altro può spingersi la WWE? Linda che tradisce Vince con un wrestler? Una storyline a sfondo omosessuale con protagonista Shane? Oppure un nuovo “amante” per Stephanie? Tutto può essere, anche nelle volute esagerazioni, però già con la storia del figlio illegittimo ci si è spinti in terreni quanto mai scomodi.
Scomodi ma redditizi, come vi ha dimostrato Marco, anche se alla fine la WWE ha rovinato tutto con una pessima scelta.

Un dato ineluttabile, però, è che gli ultimi due eventi che realmente sono stati in grado di catalizzare l'attenzione della gente sono stati due momenti choc, due frammenti tanto rilevanti quanto fantascientifici dell'annata WWE che, per ovvie ragioni, sono raramente ripetibili ed anzi, se proposti con costanza, probabilmente stancherebbero lo spettatore per la loro totale impossibilità. E a ben guardare si tratta persino di due eventi che poco hanno a che spartire con il wrestling per come dovrebbe essere, ma che anzi hanno connotati ben più simili al serial televisivo che non allo sport-entertainment. Eventi dunque che per un istante lo spettatore è portato ad accettare, ma che alla lunga probabilmente gli farebbero storcere il naso più del dovuto.

E questo, se mi permettete, è un grosso problema.
Proprio per l'unicità dei fatti la WWE è costretta a centellinare questo tipo di eventi (senza dare per scontato che trovare idee simili con frequenza non è obbiettivamente facile…), ma uno show si dipana nell'arco di due ore e inevitabilmente serve altro da mandare in onda per accontentare tutti gli spettatori. E questo “altro”, nella fattispecie, lo devono fare tutti quei wrestler non direttamente coinvolti nella storyline principale.
Se però, per portare in alto e poi mantenere gli ascolti, la WWE ha dovuto tirare fuori dal cilindro due storyline di simile portata, è evidente che dalle altre parti qualcosa non sta funzionando. O per essere più chiari, è palese che gli altri wrestler, dal campione allo sfidante per arrivare ai match d'apertura, non sono ora come ora in grado di garantire un interesse di pubblico tale da poter lavorare con tranquillità e senza dover costantemente correre ai ripari (escludendo, è ovvio, fattori “esterni” come la tragedia di Benoit oppure lo scandalo della Signature Pharmacy).
Prendete Wrestlemania X-Seven.
Austin vince la Rumble a gennaio. The Rock strappa il titolo a Kurt Angle a No Way Out. Il Grandaddy Of Them All è un successo di critica e pubblico ed il main-event si vende da se, senza bisogno di paraboliche invenzioni che avvincano lo spettatore (la stessa Debra, nominata manager di Rocky, ebbe poi un ruolo minimale nella rivalità).
Questo perché Austin e The Rock da soli richiamavano pubblico, ed un loro match come incontro principale dell'evento principale dell'anno era sufficiente per garantire allo spettatore una serata di emozioni e di divertimento.
Tutto questo, adesso, non accade.
Senza voler muovere scomodi paragoni, è evidente che adesso come adesso nessuna delle superstar WWE, nemmeno quel Cena che spopola tra i più giovani ed il cui merchandising va letteralmente a ruba su shopzone.com, sia in grado da sola di garantire quell'affluenza di pubblico necessaria per produrre con cura uno show. Però ci sono titoli da difendere e match da fare per riempire una card, e qualcuno quegli incontri dovrà pur combatterli.

Ed allora, per quanto non mi abbiano particolarmente fatto impazzire le storyline che di recente hanno coinvolto Vince McMahon (non dico che siano da buttare, ci mancherebbe, per i miei gusti però preferisco storyline come l'attuale Cena vs. Orton oppure il feud che stanno portando avanti MVP e Matt Hardy a Smackdown!…), le accolgo volentieri, perché capisco che siano necessarie per reggere gli urti provenienti dall'esterno e, in seconda battuta, per suscitare un po' di quello “scalpore” che tiene viva l'attenzione generale.
Ma mi verrebbe da dire che, in parallelo, la WWE dovrebbe anche lavorare maggiormente sui singoli lottatori, sui loro personaggi e sulle loro storie, piuttosto che dargli mensilmente un nuovo sfidante e sperare che questo soddisfi lo spettatore. Lavorare di più sul lato “eroico” di Cena, lavorare di più sul lato oscuro di Orton, sfruttare meglio la parlantina e l'abilità doppiogiochista di Kennedy, e pigiare il tasto sulla violenza di Umaga. Ovvero creare, come solitamente accade in un film, un libro o un serial, personaggi in evoluzione, personaggi che non si limitino ad essere face un giorno ed heel quello successivo, personaggi che abbiamo una propria storia in costante crescita e personaggi che, lavorando a stretto contatto, non si dimentichino così in fretta degli eventi ma che piuttosto vadano cambiando e crescendo con il passare dei mesi.
Il Monday Night Football ed i play-off MLB ci saranno sempre, e questo periodo resterà per la WWE un periodo difficile. Ma per contrastarlo ci saranno sempre storyline ad effetto in grado di portare la giusta offensiva agli altri programmi. Per il resto dell'anno, però, invece di avere i soliti schemi per decretare il n°1 contender e la susseguente attesa (a volte sfiancante) prima di arrivare al pay-per-view, ci saranno personaggi a tutto tondo, ci saranno rivalità magari banali sulla carta ma rese speciali ed uniche da coloro che ne prenderanno parte, e di conseguenza ogni singolo show diventerà degno di nota, perché le sorprese saranno sempre dietro l'angolo.
Ad esempio si parla tanto di HHH vs. Randy Orton per il titolo. Supponiamo che questo accada, perché i due dovrebbero far finta di non aver avuto un passato comune? Perché Orton dovrebbe essersi dimenticato di aver avuto Hunter come mentore per un lungo periodo? E sempre parlando di HHH, perché quando è stata riformata la D-X Michaels si era dimenticato del fatto che Triple H aveva cercato di paralizzarlo a martellate sulla schiena?
Notate che, senza ignorare il passato, ognuna di queste cose rimane comunque fattibilissima, con il semplice particolare che rimangono costantemente in ballo fattori che, senza nemmeno bisogno di essere nominati, sono comunque bene impressi nelle menti dei fan e lasciano costantemente adito a dubbi sul proseguimento degli eventi.

Poco sopra Marco ha giustamente detto che per avere buoni ascolti serve spingere lo spettatore davanti al televisore settimana dopo settimana, offrendogli sempre un motivo per guardare lo show che verrà. E siccome mi trova perfettamente d'accordo giro a voi questa domanda: non è forse vero che il successo dei serial si basa sull'evolversi della trama e su come i personaggi reagiscono ad essa?
E non è forse vero che, con tutte le rivalità che un wrestler di trova ad affrontare nel corso della sua carriera, è automatico che si creino le stesse condizioni che permettono ad un Lost piuttosto che ad un C.S.I. di fare ascolti elevati?
Io, per quel che ne posso sapere, penso proprio di sì.
E penso anche che basterebbe poco per mantenere gli spettatori fedeli al prodotto, e pur rimanendo tutto lo spazio necessario per storyline di sicuro impatto come sono state quelle che di recente hanno visto protagonista Vince McMahon, ci sarebbe comunque spazio a sufficienza per garantire agli altri wrestler la dovuta importanza e per garantire agli spettatori la loro dose settimanale di spettacolo.
Probabilmente gli ascolti fatti nel 2000 non torneranno più, questo sembra essere un dato di fatto. Resto però convinto che ottenere ascolti vicini al 4.0 non sia una missione impossibile, e che anzi basti poco per arrivarci. E se i ratings si stabilizzassero sul 4.0, immaginate voi cosa potrebbe succedere una volta dato il via ad una storyline come quelle in esame quest'oggi…

Con questo pensiero, dunque, giungiamo in chiusura, e ringraziando sentitamente Marco per l'ottimo contributo giriamo a voi la parola per sapere quali possono essere le vostre opinioni sull'argomento. Non prima, però, di aver fatto gli auguri a Randy Orton per il suo recente matrimonio, e per non infrangere la tradizione:

No Mercy. We believe.

For now The Game's over, a martedì prossimo.

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