Impact Planet #440 – Usare la testa non guasterebbe

Può sembrare strano, o forse no, ma mentre il pubblico, i fan e l’intero wrestling web acclamano a gran voce quanto visto con AEW ALL OUT 2021 abbracciando il concetto stesso di alternativa, ciò che Impact (secondo i più) pare non sia mai stato.

I meriti e le colpe sono ben smistate e continueranno ad esserlo grazie al solito pubblico, nonché le medesime persone che oggi abbracciano un concetto nuovo, mentre dieci anni fa erano incapaci o semplicemente rabbiosi dinanzi alla possibilità di un alternativa.

Quell’alternativa era la TNA. la quale registrò il proprio game changer ingaggiando Christian Cage, Sting, Kurt Angle e Hulk Hogan, i quattro grandi nomi che gli concessero il salto di qualità definitivo e ora identico a quello della All Elite Wrestling (con ben 5 anni e mezzo di anticipo rispetto alla fu TNA).

Oggi Impact collabora con la AEW, ma sembra quasi esserne succube specie in zona main event.

Dopo mesi con Kenny Omega campione della federazione di Nashville e altrettanti mesi di costruzioni varie, ci ritroviamo improvvisamente un nuovo campione coronato in uno show AEW e sotto contratto con la AEW, il già citato Christian Cage.

Nulla contro di lui, ma tale scelta ha sicuramente cambiato i piani portando a una serie di tapings TV non propriamente soddisfacenti nel suo complesso.

Non si nega la qualità del lottato (guardare Christian vs Brian Myers, ma soprattutto Josh Alexander vs Jake Something per credere), ma quella delle storie.

Facendo due passi indietro abbiamo visto il leader del Bullet Club, Jay White, debuttare nella compagnia, andare a muso duro contro i Good Brothers e perdere contro quest’ultimi a causa del suo alleato Chris Bey, per poi concentrarsi sulla sua faida con David Finlay e sfruttare per l’appunto Bey per ricevere aiuto nella sua guerra. Chris si guadagna un posto nel BC, Jay difende il titolo NEVER e praticamente non compare più nei tapings successivi senza spiegazione alcuna, neanche con un video recap o promo registrato nel backstage.

Sarà stata una “toccata e fuga” o solo un momento per far godere i fan per un preciso istante, il sottoscritto però resta dell’idea che certi nomi, per certi debutti, con determinate circostanze, devono continuare la propria esposizione e non troncarla improvvisamente.

Questa tipologia di booking è snervante, quasi quanto quella di Moose e Callihan. Il primo ha visto praticamente la sua strada per il titolo mondiale bruciata dal momentum di Omega, il secondo ha invece subito la scelta di rendere Christian nuovo campione.

Una decisione che ha quindi tolto Kenny quasi all’improvviso dagli show di Impact (difficilmente lo rivedremo li, o almeno difficilmente nel breve termine; Callis sostiene che non hanno terminato il loro lavoro), confermato il taglio di gambe a Moose e tolto un momento importante ad un Sami Callihan in quel di Slammiversary.

Alcuni aspetti sarebbero decisamente più semplici di quelli mostrati in TV: Guardate la categoria X-Division, funzionale in tutto il suo essere con match molto belli. Quella tag con un piacevole proseguimento delle storie, o quella femminile con il dominion di Deonna Purrazzo in ogni dove. Se a tutto ciò aggiungi un midcarding non di alto profilo, ma interessante, avresti tra le mani l’occasione di vendere lo show perfetto.

E potrebbe capirlo anche Scott D’Amore, leader straordinario, ma delle volte incapace di rendersi conto di quanto sia difficile costruire una stella e nello stesso istante in cui te ne capita qualcuna tra le mani, sarebbe lecito non svenderla alla prima nuova compagnia con un contratto televisivo milionario.

Perché? Forse perché non è normale sapere da mesi di Bound For Glory pubblicizzato il 23 ottobre 2021 e poi ritrovarsi dopo neanche un mese la AEW – tua collaboratrice – annunciare un episodio di Dynamite nello stesso giorno, ma in una città diversa.

Questi aspetti rovinano il concetto stesso di business e creano dissapori tra i fan, ma a questo punto il miglior modo per evitare inutili rabbie è quello di snobbare la cosa e vedere ciò che accadrà nei prossimi episodi di Impact.

A questo punto la speranza reale ha come nome Josh Alexander o meglio, OPTION C.

Staremo a vedere.

Ringrazio tutti per l’attenzione e ricordo l’appuntamento con il sottoscritto a giovedì per l’episodio 122 (nel 121 abbiamo parlato di ALL OUT assieme a Salvatore Torrisi) del Pro Wrestling Culture. Where the big boys play.

“Quothe the Raven. Nevemore.”

Have A Nice Day… YEAH! 🙂

Aldo Fiadone
Newser ed editorialista per Tuttowrestling.com dal 2015; Founder e conduttore del podcast Pro Wrestling Culture; Dal 1999 amante di Sting e le sue gesta.
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