The Codebreaker #99 – Minestre riscaldate e holy shit: i lati della medaglia WWE

Ogni tanto abbiamo quasi la sensazione che sia impossibile non vedere la luce al fondo al tunnel, non rendersi conto di aver intrapreso una strada completamente opposta alla retta via e aver rimesso in onda un film già visto in ogni salsa. Eppure tutto ciò può realmente accadere, anzi, è esattamente quello che si sta verificando in WWE.

Seth Rollins è pushato da mesi da Authority e bookers, è in possesso di grandi abilità tecniche e dinamiche a mio parere, ma ha perso credibilità dinanzi a diverse vittorie sporche e ad alcune sconfitte pulite subite in match chiave. Probabilmente tale contesto si è materializzato senza la chiara volontà di chi lavora dietro le quinte e se così fosse la situazione sarebbe ancora più grave, in quanto sarebbe l'ennesima conferma di aver a che fare con una federazione che raggiunge obiettivi opposti a quelli perseguiti.

L'ex Architetto dello Shield è stato salvato contro Lesnar da Taker, contro Orton da Sheamus, contro Cena a Summerslam dall'interferenza dello special guest, nel tentativo di incasso del guerriero celtico da Kane. Il titolo USA, anche se non rappresentava il principale alloro, è ritornato attorno alla vita del rapper di Boston a tempo di record, una sconfitta pulita del campione WWE in carica, bissata dal k.o. subito nella rivincita a Raw. La conferma della cintura massima costituisce l'unico motivo di gioia, anche se paradossalmente limitato, in quanto il successo è arrivato contro un'autentica leggenda del passato, ma un avversario ben lontano dall'essere competitivo ai giorni nostri come Sting. A 56 anni suonati purtroppo un serio infortunio subito nel corso della contesa rischia seriamente di porre fine ad un'indimenticabile carriera.

Con Reigns impegnato nella lunga rivalità con Bray Wyatt, Ambrose fuori dai giochi, Owens in possesso della cintura intercontinentale, Lesnar concentrato tra Big Show e soprattutto l'Hell in a Cell contro Undertaker, Orton lontano da tempo dal titolo massimo, la WWE poteva seguire diverse strade, tra piste credibili e altre di poco conto, ma almeno avrebbero rappresentato un qualcosa di nuovo in vista di ppv di caratura magari superiore. Ad esempio un feud con Cesaro poteva significare un'alternativa di valore, oppure porre finalmente fine alla rivalità Rusev vs Ziggler stile soap opera, mandando almeno uno dei due a giocarsi le proprie chance per il titolo WWE, sempre non tralasciando ipotesi a sorpresa.

E invece no. Qualcuno ha pensato bene di riproporci la 1000° ripetizione del Kane in versione mascherata, con situazioni al limite dell'imbarazzante in una storyline che non potrebbe stare in piedi nemmeno se provasse l'intero quartiere generale a sorreggerla. Assistere poi a quella che fu con grande onore la devastante Big Red Machine in versione “Direttore delle Operazioni” fingere di non essere il Kane demoniaco che ha messo k.o. il prediletto dell'Authority… l'apice del ridicolo al momento dell'uscita dall'ambulanza quando le sediate appena ricevute non si sentono più e si smette di zoppicare, per non parlare della comparsa da sotto al ring, con il preferito da Satana che porta il campione all'inferno…. Ogni commento è puramente casuale.

Se i tapings vengono almeno in parte salvati dalle pur sempre ottime prove offerte dai vari Ziggler, Cesaro, Owens e compagnia cantando, per fortuna in quel di Stamford esiste almeno NXT che ci offre un prodotto di qualità, uno show dominato da autentici talenti, sicuramente più liberi nel loro parco mosse, e dalla prevalenza della lotta sull'entertainment. La rivoluzione delle Divas ha dato i propri frutti, molto probabilmente costituisce l'aspetto più positivo in assoluto in WWE. Qualcuno potrebbe anche pensare “allora siamo alla frutta”, tutto vero se pensiamo ai numerosi interrogativi gestionali relativi alla divisione maschile. Al tempo stesso però siamo onesti, assistendo ad alcuni match offerti da Sasha Banks, Bayley (prossimamente impegnate nel primo 30' iron man match e main event per la categoria), Charlotte Flair in…cavolo…giù il cappello, sfide di altissimo tasso tecnico, spettacolo mai più visto con continuità dopo l'epoca Trish Stratus – Lita.

NXT non è però soltanto spot per le migliori divas in circolazione. Abbiamo potuto ammirare una lunga serie di talenti in questi anni, gli ultimi cronologicamente parlando non stanno assolutamente demeritando rispetto ai precedessori. Raramente ho visto un lottatore come Apollo Crews; giovane dotato di fisico poderoso ma veloce e tecnico come un cruiser-weight. A meno di infortuni e scelte scellerate dei bookers ci troviamo dinanzi ad un futuro main eventer. Attestati di stima anche nei confronti di Johnny Gargano e Tommaso Ciampa, protagonisti di match di grande spessore sia da singoli, che in tag-team. Con il tempo avranno modo per acquisire ulteriore esperienza in WWE dopo la lunga gavetta nelle indies e accrescere leggermente in termini fisici, per il resto non hanno nulla da invidiare a molti colleghi più rinomati.

NXT è lo show del futuro, dove il futuro diventa sinonimo di presente. Ci auguriamo che qualcuno in più inizi a seguirlo e possa convincere chi sta dietro le quinte a porre fine al parziale scempio visto ultimamente nel roster generale.

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