The Codebreaker #86 – Non tarpare le ali ai talenti

L'uscita di scena dell'Authority rappresenta un'importante svolta negli equilibri degli show, si è sicuramente deciso di voltare pagina, provare a seguire nuove strade, trasmettere nuova linfa e aria mai provata ai tapings. Soltanto il tempo ci aiuterà a comprendere se si tratta di una scelta azzeccata, o di un salto nel buio.

Survivor Series, fino al main event, mi ha sinceramente deluso. La card era ricca di match di secondo piano, eccessivo spazio concesso ad atleti di medio-basso livello. Attendevo con ansia la sfida tra Dean Ambrose e Bray Wyatt, era facilmente immaginabile che ci trovassimo dinanzi ad una rivalità destinata a prolungarsi nel tempo, ma mi aspettavo il primo di tre potenziali round con un finale ben diverso.

Magari controverso, rocambolesco, un po' sporco, viziato da qualche irregolarità, facendo leva sulla pazzia dei protagonisti, ma non una squallida squalifica per l'utilizzo di una sedia. Si tratta di finali inaccettabili soprattutto in uno dei quattro ppv più importanti dell'annata, bisognerebbe portare rispetto verso i paganti all'arena e in giro per il mondo, ma forse pretendo troppo.

Il main event ha riscattato almeno in parte la mediocrità precedente, offrendo qualità, tecnica, momenti da ricordare, capovolgimenti di scena e lo storico debutto di Sting in WWE. Il tradimento di Big Show ha rischiato di diventare il fattore determinante della rivalità, ma, nel momento in cui la strada per l'Authority era nettamente in discesa con la doppia superiorità numerica sul ring, è salito in cattedra un immenso Dolph Ziggler. Nonostante la perdita del titolo intercontinentale, forse la WWE, al di là degli allori conquistati anni fa compreso il titolo massimo, per la prima volta sta davvero puntando con decisione e convinzione sulle qualità di un atleta, dotato di un enorme potenziale, talmente elevato che lo ritengo ancora in parte inespresso.

In quel di Stamford sono presenti numerosi talenti, potenziali campioni del presente e futuro, purtroppo spesso dietro le quinte non se ne rendono conto, rischiano di bruciarli con gimmick imbarazzanti e storyline al limite dell'accettazione, come del resto alcuni appassionati se lo scordano con estrema facilità. Dinanzi al lungo stop di Daniel Bryan, alla chiusura delle ultimissime chance di rivedere un giorno CM Punk, all'incomprensibile gestione di talenti del livello di Cesaro e alla caotica rivalità tra Bray Wyatt e Dean Ambrose potenzialmente in grado di tarpare le ali ad entrambi, risulta fondamentale dare spazio e visibilità al duello Rollins vs Ziggler.

Ci troviamo di fronte a due autentici campioncini del ring, in grado di offrirci match a cinque stelle. Saranno sicuramente lontani anni luce le sfide tra HBK e Y2J, per molti appassionati irraggiungibili già ai tempi dell'esplosione di Bryan e Punk, ma ci troviamo in casa due talenti che meritano la chance di farci sognare, regalarsi e regalarci emozioni, brividi, farci alzare in piedi ad urlare “Holy Shit”.

Nel frattempo bisogna notare come la WWE sia riuscita a non rovinare, né a complicare finora le cose nel processo di crescita di Rusev e Harper. Il bulgaro si sta rivelando un autentico schiacciasassi inarrestabile all'interno di una gestione finora azzeccata, facendo leva sulle qualità di un atleta completo, dotato di fisico e velocità, sull'ottima estetica e brillanti mimiche facciali di Lana e sulla storyline del patriottismo.

Luke Harper si sta rivelando sul ring il miglior elemento della vecchia Famiglia Wyatt. Bray, geniale al microfono, non ha mantenuto la costanza di rendimento che ci aspettavamo, Rowan è oggetto di un interessante push in un feud con Big Show ma sul ring non mi ha ancora entusiasmato. Harper invece ha spesso e volentieri costituito l'anello più forte della stable, il lottatore in grado di fare la differenza, facendoci restare a bocca aperta per la tecnica e il dinamismo, qualità solitamente assenti in un atleta alto e possente.

Il suo sguardo perso nel vuoto ha spaccato lo schermo, ha fatto breccia tra bookers e appassionati. Ha conquistato il titolo intercontinentale con la pesante interferenza dell'Authority, ma si tratta di un alloro ampiamente meritato per quanto finora mostrato in WWE, la prima cintura per i membri della Famiglia Wyatt, meglio tardi che mai si tende ad affermare in tali situazioni.

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