The Codebreaker #73 – Siamo ancora qui, nonostante tutto e tutti

9.000 persone a Roma con un quasi sold out, 7.000 a Torino, il wrestling è uscito a testa alta, l'Italia appassionata del nostro sport entertainment preferito non ha tradito le attese. Avevamo e avremo sempre fame di wrestling e siamo stati accontentati. Immagino che i vertici di Stamford siano rimasti soddisfatti dell'accoglienza ricevuta e in termini di incasso, come dimostrato dalla decisione di tornare tra pochi mesi con un altro appuntamento diviso in due tappe.

Bray Wyatt e la sua Family hanno calamitato l'attenzione dei fans, Cesaro ha strappato applausi a scena aperta con uno show di tecnica sopraffina, Ziggler è uscito sconfitto ma come sempre ha dato battaglia, gli Usos stanno meritando le cinture tag-team offrendo match di alto tasso tecnico e dinamico, in ogni occasione i fratelli Rhodes rappresentano avversari di valore con un Goldust che sta vivendo una seconda giovinezza, mettendo in mostra un arricchito repertorio tecnico e una resistenza da ragazzino, Sheamus e Del Rio hanno dato vita ad un match equilibrato, ricevendo entusiastiche dimostrazioni d'affetto da parte dei propri fans. Non possiamo scordare il vincitore del main event, John Cena, il quale è stato oggetto del tradizionale batti e ribatti verbale tra estimatori e detrattori. La 3MB e i Matadores, con i nani al seguito, hanno costituito un riempitivo ironico di contorno ad una card che non aveva nulla da invidiare agli show britannici, peraltro rimasti privi dell'infortunato campione Daniel Bryan.

Gli show di wrestling in Italia, finora soddisfacenti, rappresentano però ben altro rispetto al prodotto offerto sul ring. In primis l'occasione per rivedere tra noi alcuni volti noti, allacciare nuove amicizie tra appassionati spesso e volentieri di vecchia data, toccare con mano una passione infinita rimasta intatta nonostante tutto e tutti; al diavolo il buco televisivo durato anni, l'ostracismo di buona parte dell'opinione pubblica, le strumentalizzazioni dei media, il passare degli anni, le polemiche dei critici a prescindere. Il wrestling è cambiato, per qualcuno si è evoluto, per qualcun altro sarà peggiorato, ma esiste, lo stesso si può dire per gli appassionati.

Anche per noi gli anni sono passati, ma molti sono ancora qui, a non trascurare una news sul mondo di internet, a non perdersi un taping televisivo e non mancare mai in occasione di ogni house show italiano. Dobbiamo sempre considerare la presenza della WWE in Italia come una vittoria, come un nostro successo, non perchè da Stamford qualcuno ci regali qualcosa, sia chiaro, ma avere nel nostro paese i beniamini ammirati per un'intera annata in tv costituisce un riscatto, un traguardo, una conquista per quello che siamo, ovvero una nicchia, forse ridotta, sicuramente bistrattata, un bersaglio potenziale per bigotti, opportunisti e ignoranti, ma siamo ancora qui, abbiamo subito tanti colpi, numerosi attacchi spesso “sporchi”, nessuno è però riuscito ad annientarci.

Lo show di Torino ha rappresentato due giorni di grande divertimento con il mio amico Samuele al seguito, abbiamo toccato numerosi beniamini in prima fila, siamo riusciti a dare la bandiera della Sampdoria a Sheamus il quale ci ha inoltre dedicato un pugno battuto sul cuore, abbiamo trascorso mezzo pomeriggio di venerdì in un centro giochi fuori Torino in attesa della Wyatt Family, con la quale siamo stati fotografati, portato a casa autografi e strette di mano, assieme ad altre 250 persone. I wrestlers si sono dimostrati molto cortesi e sorridenti, ma abbiamo avuto altri esempi anche in occasione dell'house show. Oltre al già citato guerriero celtico, da evidenziare l'affettuoso atteggiamento di Del Rio, il quale non ha resistito a ricevere gli abbracci dei suoi fans, gli Usos, con un bacio sulla guancia nei confronti di una ragazza in prima fila, la 3MB pronta a ringraziare alcuni fans con in mano una foto che li ritraeva insieme il giorno di Wrestlemania, la felicità di Zayn nel ricevere cori e attestati di stima, la consapevolezza dei vari Cesaro e Ziggler nel toccare con mano la competenza del pubblico italiano.

Quante emozioni indescrivibili, sensazioni indimenticabili, attimi, momenti, incontri, episodi. L'unico neo, ma non è una novità, fa riferimento alla scarsa educazione di una parte del pubblico, la quale, non rispettando la collocazione dei posti, si scaraventava dalle transenne in occasione di ogni entrata e uscita dei wrestlers, saltando praticamente addosso a chi ha pagato, e non poco, per occupare le primissime file di platea, tutto questo sotto lo sguardo spesso impotente (?) del personale di sicurezza. Dove erano i genitori di quei bambini? Talvolta erano proprio i più anziani del nucleo familiare a non rispettare le regole, fregandosi di chiunque. Rispetto ad altre nazioni, Usa compresi, dobbiamo imparare ancora molto in termini di civiltà e convivenza, ma magari chissà…con il tempo gli adulti impareranno davvero e trasmetteranno al prossimo il vero significato della parola “rispetto”.

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