The Codebreaker #69 – Messaggi in codice

CM Punk non si vede ormai da diversi tapings, di lui abbiamo quasi ogni traccia, ma è in grado di far comunque notizia. E' altrettanto vero come la federazione stia facendo il possibile per non farci sentire la sua mancanza, nonostante diversi messaggi trasversali.

Gli show nelle settimane precedenti a Wrestlemania, come storicamente accade in ogni annata, salgono di intensità, qualità, lasciano il segno, scrivono pagine di storia, ci regalano sensazioni particolari, emozioni, spunti di dibattito, insomma un wrestling vivo, a prescindere dal periodo generale vissuto dalla federazione.

Pochi discorsi, lo Shield e la Wyatt Family ci stanno facendo godere. I mastini della giustizia, al completo, in match tag-team o impegnati da singolo, stanno andando oltre più ogni rosea aspettativa. Non vengono più visti come semplici heel, ma il pubblico, i buoni intenditori di wrestling sono andati ben oltre da molto tempo, non hanno perso tempo, hanno dedicato standing-ovation a tre talenti puri, potenziali campioni del futuro a breve termine. Le recenti frizioni interne sembrano ormai soltanto un lontano ricordo. La potenza di Reigns, il carisma di Ambrose, la classe di Rollings, il comune spirito battagliero. Un'unica entità, una realtà perfettamente coesa, capace di offrire match a cinque stelle, trasmettere emozioni degne di nota anche soltanto con uno sguardo, una mimica facciale, un face to face verbale nel backstage.

La Wyatt Family non è comunque di meno. Bray Wyatt, già capace di schienare pulito Daniel Bryan, si sta confermando straordinario interprete di una gimmick particolare, dando l'ennesima dimostrazione contro il lottatore copertina WWE, ovvero John Cena. Schienare pulito il rapper di Boston rappresenterebbe un'autentica impresa, ancora più superiore considerando che la loro sfida andrà in scena nell'appuntamento dell'anno, nello show degli immortali. Bray potrebbe anche riuscirci, sarebbe il primo passo verso la definitiva consacrazione.

Le stable stanno reggendo quasi da sole, fatta eccezione per le buone prestazioni offerte da Cesaro e la storyline dedicata a Daniel Bryan, l'intera federazione. Ogni tanto l'assenza di CM Punk non si sente, si cerca di non pensarci troppo e valorizzare i talenti attualmente in rampa di lancio, anche per offuscare il vuoto lasciato dal leader Straight Edge. E' comunque importante non lasciar cadere nell'indifferenza generale qualche messaggio trasversale inviatogli dai quartieri alti di Stamford. Mi spiego meglio.

I discorsi di Kane e Triple H, il destino del titolo femminile. Riferimenti indiretti, parole, frasi ad effetto potenzialmente capaci di trasformarsi in messaggi verso chi non sta comparendo sugli schermi e molto probabilmente in disaccordo su determinate strategie societarie, manifestando la mancata condivisione con modalità che hanno spiazzato il potere decisionale. La big red machine, a mio parere non soltanto riferendosi allo Shield, ha dichiarato apertamente che nessuno può ritenersi più grande della federazione, in quanto l'ambizione personale va messa in secondo piano rispetto al bene dell'azienda.

Triple H ha ribadito il concetto nell'ultimo Raw nell'intervista con Michael Cole, un pensiero espresso in riferimento a Daniel Bryan, ma, al di là dell'attuale feud, è importante provare a leggere tra le righe. Stiamo pur sempre parlando dell'Assassino Cerebrale, non dimenticando che probabilmente, senza i clamorosi sviluppi relativi alla posizione dell'ex pupillo di Paul Heyman, avrebbe potuto essere proprio CM Punk l'avversario di Triple H. The Game, in un mix tra realtà e finzione nel quale risulta impossibile definire il confine, ha evidenziato la presunta differenza tra il pubblico del passato rispetto ai fans attuali, un tempo la gente lottava al suo fianco contro il sistema… Che casualità…un sistema contro il quale ha lottato per anni proprio CM Punk…

Non può essere trascurata la reazione di Vickie Guerrero nell'ultimo Raw nei confronti di AJ Lee, rea di averla derisa nei tapings precedenti ed essersi volutamente fatta contare fuori in una sfida titolata. La general manager di Smackdown ha messo spalle al muro la sua storica nemica, inserendola a Wrestlemania in un match titolato che vede coinvolto un numero infinito di avversarie, Tamina compresa. La conclusione del lungo regno titolato appare un evento assai probabile almeno sulla carta.

È vero, nel caso in cui AJ Lee perdesse il titolo, nessuno potrebbe offuscare il regno da campionessa, ormai scritto nella storia del wrestling femminile. D'altra parte però è giusto evidenziare come uscire sconfitta da Wrestlemania, l'appuntamento dell'anno, in una sfida peraltro nella quale sembra impossibile trovare le giuste misure per realizzare un'autentica impresa, rappresenta forse non la miglior conclusione del regno della dolce metà del grande assente. Si potrebbe anche obiettare che proprio tale modalità potrebbe invece essere finalizzata a non ridimensionare il potenziale e il successo dell'attuale campionessa, ma, di questi tempi, credo rappresenti la teoria meno credibile.

Nel frattempo passano i giorni, le settimane, i tapings e di chi ha detenuto il titolo WWE per 434 giorni consecutivi non si hanno notizie. Non si è visto nemmeno a Chicago, è ormai addio certo, o ci stanno tutti prendendo in giro e dobbiamo aspettarci un ritorno a sorpresa a Wrestlemania o nel Raw immediatamente successivo? Il tempo ci darà le risposte tanto attese, nel frattempo assistiamo ai messaggi inviati, più o meno direttamente, e vediamo se vengono colti e sfruttati nel migliore dei modi.

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