The Codebreaker #50 – Believe

Per mia abitudine cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno e recentemente ho avuto tanti motivi per seguire tale filosofia, in quanto la WWE, contrariamente al pensiero di alcuni appassionati, mi aveva fornito valide ragioni per essere ottimista, o comunque per trarre conclusioni positive.

Siamo perfettamente a conoscenza che Wrestlemania rappresenti l'evento più atteso dell'anno, in vista del quale si lavori per mesi e mesi nel backstage, sul ring e in termini di booking, e i mesi successivi siano spesso rappresentati da un calo di rendimento per tirare un po' il fiato e iniziare a prepararsi per i primi appuntamenti di una certa rilevanza.

Tutto ciò però non mi evita di sottolineare come Extreme Rules e il Raw successivo abbiano piuttosto deluso e, a mio parere, non era assolutamente impossibile evitare che ciò accadesse. Di “estremo” nel ppv non c'è stato nulla, intendiamoci sono il primo a rendermi conto della strada percorsa da tempo dalla federazione (show destinati ai bambini, massima tutela degli atleti che ovviamente va sempre posta prima di tutto, la necessità di rischiare il meno possibile infortuni in particolare ai big visto l'impressionante numero di show programmati con un ritmo asfissiante), ma speravo che si potesse anche trovare un decente compromesso, ma così non è stato.

Nessun momento estremo da ricordare (non mi soffermo sul modo in cui si sia deciso di porre fine al match tra Cena e Ryback perché credo siano stati sufficienti i cori di disappunto del pubblico presente all'arena), la solita figuraccia consegnata al povero The Big Show, Wade Barrett campione intercontinentale in carica senza un match e rilegato tra i commentatori, lottatori finora incapaci di mostrare talento sul ring (es. Fandango), un last man standing match “anomalo”, con il direttore di gara, avente alle spalle decenni di arbitraggi, che “costringe” chi attacca a fermarsi ad ogni caduta dell'avversario per far partire il conteggio, un match tra Sheamus e Mark Henry da dimenticare in fretta, nessuna colpa per i protagonisti intendiamoci, ma si tratta di una tipologia che sinceramente ritengo improponibile in qualsiasi era.

Mi auguravo di tutto cuore che almeno il main event fosse in grado di salvare la baracca, ma le condizioni fisiche dei protagonisti, vista l'età anagrafica di The Game e gli occasionali impegni sul ring del cliente di Paul Heyman, hanno prevalso, offrendo un match confusionario, carente di momenti da ricordare, incapace di coinvolgere davvero il pubblico presente, caratterizzato da un caos improvvisato, disorganizzato che ha finito per porre ulteriormente in risalto gli attuali limiti dei diretti interessati.

Di contro è doveroso sottolineare come Extreme Rules abbia rappresentato la serata dello Shield, e, personalmente, aggiungo “per fortuna”. I tre paladini della giustizia, oggetto di un push di dimensioni considerevoli da alcuni mesi a questa parte, hanno meritato le cinture conquistate perché, al di là delle aggressioni in superiorità numerica predominanti nei primi mesi in WWE, hanno convinto dentro e fuori dal ring. Nelle sfide 3 contro 3 sono finora imbattuti, sul ring hanno dimostrato di poter prevalere in ogni contesto, facendo leva su una straordinaria chimica di squadra, un bagaglio tecnico, tattico e atletico davvero notevole, e nei segmenti parlati riescono, nonostante la scarsa esperienza, a suscitare interesse e a catturare lo schermo, calandosi perfettamente nel ruolo.

In un ppv complessivamente insufficiente le sfide più interessanti, non soltanto per la posta titolata in palio ma anche per la qualità offerta sul ring, hanno visto coinvolti i membri dello Shield, usciti vittoriosi in maniera meritata, pulita e dando un definitivo segnale all'intera federazione; questi ragazzi non scherzano, hanno avuto il lusso di spazzare via campioni e leggende, hanno fame di successo e finora hanno ottenuto quanto meritato dentro e fuori dal ring. In un momento nel quale John Cena è vittima di problemi fisici, Ziggler ha dovuto saltare l'ultimo ppv perché costretto ai box e l'assenza di CM Punk si sta sentendo come un macigno, sui paladini della giustizia la WWE sta puntando moltissimo, l'importante sarà non sovraccaricarli di responsabilità superiori a quelle che qualunque wrestler, o stable possa sorreggere.

A sole 24 ore dal ppv le mie perplessità non sono scemate, anzi, sono state fomentate da quanto accaduto nell'ultimo Raw. Al di là della gestione del personaggio Fandango che rischia seriamente di mettere in secondo piano e oscurare definitivamente le qualità, presunte o reali, del diretto interessato sul ring rispetto al successo temporaneo di una theme song, fatico a comprendere quanto sta accadendo attorno a HHH. È vero, soltanto 24 ore prima aveva combattuto contro Brock Lesnar all'interno di una gabbia e se non avesse voce in capitolo parlerei di un lottatore capace di scrivere pagine importanti della storia del wrestling “costretto” ad avvicinarsi all'ufficiale ritiro dal ring nel modo più ingiusto, con impotenza, debolezza, incapacità di reggersi in piedi. Un contesto nel quale nessuno, soprattutto una leggenda, dovrebbe mai capitare.

Ne sapremo forse di più nelle prossime settimane, utili anche a farmi capire le motivazioni del push e le reali potenzialità del nuovo pupillo di Paul Heyman, ovvero Curt Axel. Al suo ingresso non nascondo sinceramente la delusione, mi aspettavo qualcun altro, ma, al di là dello status di lottatore di terza generazione, ben venga, se sarà in grado davvero di vincere e convincere, contrariamente a quanto finora accaduto tempo fa negli show WWE. È vero, in ben pochi avrebbero scommesso ai tempi sullo sconosciuto Brock Lesnar e su CM Punk giovane promettente nella nuova ECW, ma i fatti hanno dato ragione a Paul Heyman e alla federazione, auguriamoci che tale successo possa accadere anche per il figlio di Mr. Perfect. È giusto però ammettere che il superiore impatto offerto dai precedenti ragazzi di Paul Heyman e le prove non eccezionali finora fornite dal nuovo Axel abbiano fortemente ridotto sia l'effetto sorpresa, che le aspettative del pubblico.

Anche in tale contesto non ci resta che attendere le prossime settimane per comprendere meglio le strategie della federazione e lo spessore delle storyline, senza però scordarci quanto avvenuto anche nell'ultimo Raw: il miglior match è stato ancora offerto dallo Shield, ogni giorno che passa, qualche persona in più inizierà a credere nei ragazzi della giustizia…

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