The Codebreaker #20 – Il passato che ritorna…

Nella nostra esistenza si vive di presente, ci si immagina il futuro, ma molto spesso è il passato, nel bene e nel male, a fare la differenza, a tornare a galla, a farci cambiare umore, a condizionarci, ad emozionarci, portando l'essere umano a riflessioni sul proprio modo di essere, pensare, comportarsi, relazionarsi con gli altri, analizzare pregi e difetti che ci caratterizzano.

L'ultimo Raw, se, a parte l'ottimo match disputato da Sheamus e Ziggler, non ha fornito particolari spunti d'interesse in termini di lotta, sotto il profilo dell'intrattenimento è stato assai significativo. Tre nomi, tre uomini, tre personaggi: John Cena, CM Punk, Shawn Michaels. Attorno a loro, al loro attuale o passato status di wrestler, alla loro sfera personale si è concentrato l'ultima edizione dello show rosso, con la fondamentale collaborazione di gente del calibro di Chris Jericho, The Undertaker, sempre al top per far tirare fuori il meglio, o il peggio dei propri avversari, chi senza aprire bocca, chi invece affidandosi alle provocazioni.

Partiamo con John Cena. Mi reputo tra i non appassionati della versione che l'ha reso famoso in questi anni, non mi sento vicino nemmeno per un momento al personaggio creatogli dai bookers e rivederlo invece come nei giorni dell'esordio è stato davvero un interessante, inaspettato e gradito ritorno al passato. Sono passati molti anni ormai, ma quella faccia da spaccone, da puro spirito rapper non l'ha mai persa e proprio in queste occasioni mi mangio le mani per non rivedere quel Cena, in versione più realistica, più vicina alla realtà, nata sulla strada, in grado di spingere ulteriormente questo straordinario personaggio a bucare lo schermo. Si parla spesso di presunte o reali crisi di ratings, beh un Cena heel, o almeno un ritorno al passato, ai tempi del debutto potrebbero davvero attirare un interesse di dimensioni infinite sull'uomo Cena, su Raw e sulla WWE in generale.

Qualcuno potrebbe sollevare il discorso del merchandising e del rapporto con i piccoli fans. Vero, stiamo parlando di una macchina da soldi e andarla ad intaccare potrebbe generare danni incalcolabili, ma il fatto di riascoltare l'originale theme song e rivedere quel Cena, deciso, così realistico, ben lontano dalla minestra vista e rivista in questi anni, è stato un gran bel vedere. Vecchi proverbi sostengono che è sempre importante che si parli di una certa cosa, positiva o negativa che sia, soltanto l'indifferenza fa davvero male. Questo Cena contestato in ogni arena probabilmente crea grandi interessi, rivalità corali tra il pubblico, ma forse può essere giunto il momento per rifletterci sul serio.

Non sempre sono d'accordo con l'introdurre presunti o reali storie personali, soprattutto se caratterizzate da drammi umani, all'interno delle storyline, renderle note, criticarle e metterle in croce su un ring, davanti ad un'arena gremita e ad un numero incalcolabile di appassionati sparsi in giro per il mondo. In questo caso la dipendenza all'alcool rappresenta un tema assai delicato, una problematica che mette in ginocchio molte persone, ma dalla quale si può uscire a testa alta, più forti di prima. Le parole pesanti come macigni pronunciate da Chris Jericho, le mimiche facciali, che più reali non avrebbero potuto essere, di CM Punk hanno reso il momento coinvolgente, appassionante. Anche qui il passato è tornato a galla, stavolta in maniera drammatica: c'è chi lo usa per ottenere un vantaggio psicologico sull'avversario, mettendo in risalto aspetti nascosti da anni, c'è chi lo subisce e lo rivive come se l'altro ieri fosse diventato sinonimo della data odierna.

Talvolta un passato così devastante rappresenta il punto di forza per diventare un uomo migliore, un contesto familiare così a rotoli ti fa vivere le pene dell'inferno, ma ne puoi uscire a testa alta, comprendendo quali sono i valori per i quali combattere, ma non bisogna mai abbassare la guardia, per non commettere il grave errore di cadere sui passi falsi compiuti da altri, sulle stesse tentazioni che possono aver travolto chi ci vive vicino, o chi ci ha visto crescere. Chris Jericho lo sa, ha tirato fuori l'asso dalla manica, meglio era impossibile, CM Punk apparentemente ha subito e molto il colpo, se ne è andato a testa bassa, visibilmente provato, ma questo attacco nell'intimo può davvero portare il leader della filosofia Straight-Edge oltre ogni limite in quel di Wrestlemania.

Arriviamo ora al match forse più atteso di Wrestlemania: HHH vs The Undertaker. In palio non c'è soltanto la striscia vincente del Fenomeno, si parla di orgoglio ma stavolta si va ben oltre. La fine di un'era, di un'epoca, della vecchia guardia, di un modo di concepire e vivere il wrestling, il duello tra gli ultimi rappresentanti degli ultimi decenni, tra le uniche leggende ancora attive sul ring. Come se non bastasse la voglia di entrare ulteriormente nella storia di The Game e il bisogno vitale del Fenomeno di arrivare al 20-0, ecco Shawn Michaels, direttamente o indirettamente, forse il vero protagonista della sfida. Nell'ultimo taping di Raw HBK ha rifiutato l'etichetta di “fallito”, ha fatto capire senza giri di parole di sapere chi vincerà a Wrestlemania e della possibilità di condizionare l'esito del match, The Undertaker ha incassato e prontamente risposto, riferendosi alla vita dello Show Stopper. Il recente passato, caratterizzato dalle prestazioni stratosferiche ma da brucianti sconfitte nei due match contro il Fenomeno, torna prepotentemente d'attualità nella mente di Mr. Wrestlemania, che sente tra le mani la reale possibilità di raggiungere, seppure indirettamente, quell'obiettivo sfiorato nel 2009 e 2010: porre fine alla striscia vincente dell'avversario.

Dinanzi alle minacce la voglia di una sweet chin music è diventata quasi incontenibile, quasi infatti, alla fine è riuscito a contenerla, ha digerito il colpo, ha scelto la strada del sorriso sarcastico, dello sguardo face to face e della pacca sul braccio del nemico, ripetendo quanto fatto dall'amico HHH poche settimane prima. HBK è sempre stato e resterà imprevedibile, opterà per la neutralità, attaccherà entrambi, oppure condizionerà il risultato e a favore di chi? Impossibile saperlo in anticipo, ma sicuramente Shawn non si dimenticherà di uno dei soprannomi del suo grande amico: Cerebral Assassin. I Mind Games sono all'ordine del giorno e possono non conoscere la parola “amicizia”.

Qualunque sarà l'esito finale, sul ring avremo, forse per l'ultima volta contemporaneamente sul ring, 3 dei protagonisti del wrestling degli ultimi decenni; godiamoci lo spettacolo, ne varrà davvero la pena.

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