The Codebreaker #13 – Evoluzione – Involuzione Cena

Rowdy Roddy Piper e Zack Ryder. Due segmenti, due momenti, due face to face verbali e non solo, due spunti di riflessione che hanno riguardato John Cena. Se personaggi come Kevin Nash oramai non hanno più nulla di significativo da poter dare al wrestling, almeno salendo sul ring o tenendo in mano un microfono, Piper è l'esatto contrario.

Lui è riuscito non soltanto a sconfiggere un brutto male nel recente passato, ma è ancora in grado di trasmettere forti emozioni, andare controcorrente, cercare di analizzare a fondo, nel profondo interiore, il proprio interlocutore, non rivelandosi scontato, banale, prevedibile. A tu per tu con John Cena non ha avuto problemi nell'affermare di trovarsi dinanzi al simbolo dell'attuale WWE, nel manifestargli la stima e un sincero apprezzamento per tutto quanto abbia finora dimostrato in carriera, andando ben al di là delle aspettative degli addetti ai lavori, ma non ha voluto fermarsi qui.

Ha voluto definire le conseguenze di quanto avvenuto tra Cena e The Rock alle Survivor Series, non trascurando le inevitabili conseguenze psicologiche e ha colto l'occasione per approfondire il rapporto di Cena con il pubblico. In determinate arene si assiste ad un continuo duello verbale tra i suoi affezionati fans e i convinti detrattori, in altre location invece i cori anti-Cena dominano in maniera costante e indiscutibile. Secondo Piper il simbolo del wrestling moderno non avrebbe esternato le proprie autentiche opinioni in merito, lasciando campo alla diplomazia piuttosto che alla sincerità.

Lo schiaffo rivolto all'ex pluricampione mondiale avrebbe potuto avere conseguenze maggiori sotto il profilo fisico, ma Cena ha dei valori e li vuole rispettare, non ha risposto alla provocazione con l'azione, bensì con il rispetto e la civile manifestazione di non essere d'accordo con quanto ascoltato e lo ha fatto capire a tutti quanti con la restituzione dell'anello consegnatogli pochi attimi prima dal membro dell'Hall of Fame. La WWE non è nata ieri, spesso sa come, quando e dove sfruttare a proprio favore le ostilità del pubblico nei confronti di un determinato main eventer, figuriamoci se si tratta del proprio lottatore simbolo. I saggi ricordano che in merito a qualsiasi cosa, evento o personaggio, “bene o male, è sempre importante che se ne parli”.

Al posto della federazione ci sarebbe seriamente da preoccuparsi se John Cena entrasse nell'arena nella completa indifferenza del pubblico, tra il silenzio generale, invece ogni sua apparizione provoca incitamenti, applausi, cori di disappunto, fischi, il caos, il duello verbale tra le opposte fazioni. La WWE se ne sta rendendo conto e sta sfruttando la situazione a proprio favore, realizzando ancora un mix tra realtà e storylines. L'ennesima conferma si è avuta durante l'ultima puntata di Raw, nella quale John Cena è stato costretto a lottare contro l'amico Zack Ryder, pupillo del pubblico negli ultimi mesi, in una sfida dove era in palio l'opportunità di lottare per i rispettivi titoli, mondiale e degli Stati Uniti, in occasione del prossimo ppv che vedrà protagonisti tavoli, scale e sedie.

Alla fine il rapper di Boston ha trionfato, ma non ha voluto venire meno ai propri ideali, né fare uno sgarbo all'amico Zack: ha chiesto e ottenuto da Laurinaitis di offrire un'altra chance a Ryder organizzando un altro match per la serata e ha accettato di dover rinunciare alla sfida titolata in ppv. Dopo aver fatto 30, Cena ha fatto pure 31, regalando la vittoria all'amico nel match contro Henry, risultando decisivo nella contesa senza squalifiche.

Dopo tutto quanto avvenuto recentemente, cosa dobbiamo aspettarci? Un Cena costretto a fare il buon amico, il simbolo di giustizia, lealtà e onestà, un wrestler “costretto a digerire tutto” pur di non distruggere la propria immagine di uomo simbolo della federazione, oppure un Cena che con il tempo non riuscirà ad accettare anche i “contro”, e non soltanto i “pro” (come per esempio i rarissimi casi di schienamenti puliti ai suoi danni), della propria dimensione e sarà costretto un giorno aprire il libro e dichiarare ai quattro venti cosa davvero pensa delle performance che offre al pubblico e dell'accoglienza che quest'ultimo gli riserva durante ogni show, dando così ragione a Piper?

Non ci sono dubbi su una considerazione. In un periodo assai delicato per la WWE non soltanto in termini di ratings, ma proprio di parco atleti, con le recenti perdite di lottatori storici, tecnici e carismatici nel giro di pochi mesi, i bookers, nel bene e nel male, concentrano le storylines centrali dello show di punta su chi ritengono il volto n°1 del tanto pubblicizzato “Universo WWE”. Se sul ring sicuramente Cena non incanta, andando spesso e volentieri in difficoltà anche con Zack Ryder che interpreta una gimmick di successo ma forse non destinata ad esaltarlo come wrestler di punta, bisogna ammettere che si ha a che fare con un personaggio, un attore, un uomo sempre capace di far parlare, discutere e generare emozioni, sensazioni forti e spesso contrastanti tra loro.

Soltanto il tempo ci darà a cosa porterà questa storyline, questo “processo” psicologico, se darà come risultato un Cena potenziato, nuovo, più amato da tutti, ridimensionato, oppure se la situazione attuale non cambierà di una virgola. In ogni caso la WWE deve essere consapevole di giocarsi tanto, sta lavorando sul proprio uomo di punta ed eventuali scelte sbagliate potrebbero rivelarsi degli autentici boomerang.

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