The Codebreaker #101 – Soltanto l’autolesionismo non è improvvisato

Risulta davvero difficile, arduo, praticamente impossibile descrivere l'attuale situazione WWE senza doversi interrogare sul puro autolesionismo regnante sovrano in quel di Stamford. Gli ascolti sono in caduta libera e la spiegazione non si può riassumere esclusivamente nei gravi infortuni che costringeranno Orton, Rollins, Cesaro ad un lungo stop e nell'assenza di John Cena, uomo simbolo della federazione che piaccia o meno. Le cause vanno ricercate altrove, si concentrano nelle strategie spesso incomprensibili, talvolta imbarazzanti assunte dai bookers.

La nascita della League of Nations, senza alcuna costruzione a priori o storyline che potesse sorreggerla, rappresenta un qualcosa privo di senso. Quattro atleti di nazionalità diversa, tre su quattro provenienti dal continente europeo, riuniti ma per quale obiettivo comune? Barrett, una volta nuovamente privato di una cintura causa infortunio, ha acquisito lo status di “King” ed è stato coinvolto in feud di basso livello e senza senso. Del Rio è tornato con il botto, ponendo fine al regno di John Cena come campione USA nel match di ritorno, ma continua a non lasciare il segno tra il pubblico e soprattutto l'affiancamento a Zeb Colter lascia sbigottiti. Come si può pensare di unire un lottatore con la gimmick antipatica al pubblico statunitense ad un uomo che per mesi, se non per anni, è stato il portavoce indiscusso del patriottismo americano e della chiusura delle frontiere contro l'arrivo di stranieri? Nella storyline se lo chiede Jack Swagger (almeno hanno trovato un motivo per riportarlo on screen), fuori dal ring ce lo domandiamo tutti quanti.

Rusev è stato protagonista di un clamoroso autogoal sui social, rendendo pubblico il fidanzamento con la meravigliosa Lana, nulla di male, anzi, ognuno di noi non può far altro che invidiarlo, peccato però che nella storyline, portata avanti in maniera scontata, ripetitiva e destinata a trasformarsi in una via senza uscita, il lottatore bulgaro faceva ormai coppia con Summer e Lana era ormai diventata la fidanzata di Dolph Ziggler. Il suo passo falso sui social ci ha probabilmente salvati, evitando ulteriori mesi di gossip, corna, ritorni di fiamma in stile Beautiful, ma ha costretto la WWE a far bruscamente retromarcia, ponendo fine alla storyline e risistemando ogni protagonista. Ziggler rimane solo, Rusev colleziona “per punizione” una serie di sconfitte pulite prima di un infortunio, Lana viene operata, Summer trova in Breeze appena promosso da NXT il nuovo partner. Nell'ultimo Raw ecco il ritorno del lottatore bulgaro, al suo fianco Lana, come se nulla fosse, non viene fornita alcuna spiegazione in grado di restare autonomamente in piedi. Va bene così, ormai non bisogna più porsi domande e soprattutto risulta fondamentale avere la memoria corta.

E arriviamo a Sheamus, uscito malconcio dal suo match delle Survivor, schienato pulito dopo essere stato abbandonato dal New Day, la medesima stable che 24 ore dopo lo presenta in pompa magna e lo celebra come il salvatore della patria. La possibilità che il guerriero celtico andasse all'incasso al termine del torneo per decretare il successore di Rollins era concreto, in quanto i match hanno rappresentato lotte estenuanti e il vincitore avrebbe alzato in cielo la cintura dopo due ben match disputati nel medesimo ppv. Un'eventualità diventata sinonimo di certezza appena si è avuto la conferma che sarebbe stato Roman Reigns il nuovo campione. Un'attesa fasulla, nessuna sorpresa, un film già visto pochi anni fa, la manfrina di HHH e l'arrivo di Sheamus ad incassare.

E ora? Roman, fischiato spesso non più per convinzione ma per moda dalla preferenza della WWE ai danni di Daniel Bryan ai tempi della Royal Rumble, può dire di essere riuscito a raggiungere il proprio obiettivo, diventare il campione WWE, peccato che il suo regno sia durato poco più di 5 minuti. Contro l'ex ariete dello Shield si sta muovendo un intero movimento di burattini mossi dall'Authority, l'ennesimo tentativo per portare Roman tra i preferiti del pubblico? Sarà, forse, probabile, ma ci credo fino ad un certo punto. Sicuramente per la WWE sarà anche stata una decisione sofferta, delicata, presa dopo numerose e contrapposte riflessioni, ma non possiamo andare avanti seguendo tale filosofia a tempo indeterminato. Per il bene della federazione, per il bene di tutti quanti noi appassionati e anche del diretto interessato.

È vero, John Cena è l'uomo simbolo di Stamford, sul ring mi ha stancato da anni anche se l'open challenge gli ha fatto guadagnare un elevato numero di punti tecnicamente parlando e il suo personaggio andrebbe rivisto da molto tempo, ma garantisce un introito incalcolabile in termini di merchandising e al microfono è tra i top in assoluto, quindi ogni paragone risulta superfluo. Al tempo stesso però la moda del pubblico spaccato in due fazioni pro e anti Cena, nelle arene e in ogni parte del mondo, esiste da anni e la WWE giustamente ci gioca, la sfrutta a proprio favore. Non si potrà farlo anche per Reigns? Non rientra tra i miei favoriti, sul ring non eccelle per tecnica, ma per mole e caratteristiche fisiche non possiamo pretendere di ammirare un Benoit, un Guerrero, un Kurt Angle, un AJ Styles, sia chiaro.

In questi anni ne ho visti molti, moltissimi peggiori di lui anche tra i lottatori pushati, diamogli fiducia e credibilità. Nel recente passato è stato paragonato a Batista e in molti l'hanno fatto uscire distrutto da quel confronto. Oltre a ribadire la mia personalissima opinione, ovvero Reigns non sia assolutamente indietro a Batista se paragonati alla medesima età e allo stesso step di crescita in WWE, mi sono sentito dare ragione anche dal regista di 007, nel quale Batista è l'unico attore dell'intera pellicola a pronunciare un'unica parola, peraltro mentre viene gettato da un treno in corsa. Mi sa che non sia stato scelto per la sua dote di intrattenitore….

Tornando al ring la decisione di far incassare la valigetta a Sheamus contro Reigns e in qual modo mette la federazione con le spalle al muro, rischia di bruciare definitivamente entrambi i lottatori, spesso una volta raggiunta la montagna si fa più rumore quando si cade e chi viene continuamente bruciato corre il rischio di finire in un vortice di feud di basso livello, o fini a se stessi. Come peraltro sta accadendo a Bray Wyatt, impeccabile dentro e fuori dal ring, una gimmick azzeccata ma, come quasi ogni cosa, destinata a scemare nel corso degli anni, ma la WWE ha pensato bene di non mandarlo mai a giocarsi un titolo e a coinvolgerlo in feud già persi in partenza (es. Undertaker), o usarlo per ripresentarci minestrine, come l'accoppiata Kane – Taker. La vittoria pulita ai danni di Bryan nel momento di ascesa dello “Yes movement” aveva illuso, come i feud vinti con Ziggler e Ambrose. Sul ring è uscito sconfitto nella rivalità con Reigns, ora deve capeggiare il proprio gruppo contro i Dudley e sorge spontaneo chiedersi: per quale motivo? Cosa può guadagnarci Wyatt? Cosa ha portato i bookers a costruire una storyline simile? Probabilmente la risposta corretta è un mix di improvvisazione, mancanze di idee che possano definirsi tali, una crisi creativa spaventosa.

Mentre il New Day prova a salvare il salvabile in termini di entertainment (ma anche su quel fronte bisogna stare attenti a non andare oltre il limite della decenza per non rovinare il lavoro svolto nell'ultimo anno) e si perde il conto di lottatori di medio livello finiti nel dimenticatoio o letteralmente bruciati con storyline e gimmick imbarazzanti (Stardust e company), qualcuno in WWE sta perfino provando a distruggere quel poco di buono e qualitativamente eccelso mostrato negli ultimi mesi. La divisione femminile era stata oggetto di una fantastica rivoluzione, con Sasha Banks, Bayley e Charlotte protagoniste di match epici soprattutto a NXT, un processo di crescita favorito anche da una Paige che ha ottenuto consensi dentro e fuori dal ring in versione heel.

Ultimamente però nel roster principale si è deciso di portare Sasha, tra i migliori profili mai visti da quando seguo il wrestling, a vincere in modo sporco, mentre Charlotte “deve” tradire l'amica del cuore Becky Lynch simulando un infortunio e ricevendo gli apprezzamenti del padre. Fosse successo contro Paige, ma perchè seguire tale filosofia contro l'unica alleata rimasta? Si vuole portare ad un suo turn heel? Bisogna necessariamente costruire un muro di lotta e ideologia tra il roster principale e NXT? Perchè se così fosse resterei volentieri dove va in onda lo show giovane, nel quale però l'ascesa di Jax mi preoccupa e parecchio, assistendo a vittorie a ripetizione offrendo il nulla tecnicamente parlando. Ci mancherebbe proprio una donna gigante poi le avremmo davvero viste tutte…

Ma dicevamo… NXT rappresenta una delle poche ancore di salvezza; Chad Gable e Jason Jordan rappresentano una manna dal cielo, il wrestling li ringrazia per performance eccellenti per qualità, tecnica, fantasia, ritmo e spirito di squadra, soprattutto Gable a mio parere può essere un prospetto meraviglioso anche per il roster principale, bookers permettendo. Johnny Gargano e Tommaso Ciampa non deludono mai le attese, anche se possono contare su una frequentazione minore di NXT e hanno margini ulteriori di crescita. Apollo Crews è semplicemente una forza della natura, raramente ho visto un atleta dotato di un fisico così scolpito e imponente in grado di eseguire mosse dall'elevato tasso tecnico con così elevata rapidità e perfezione, tra le mani ci ritroviamo il potenziale campione del futuro. E che dire di Samoa Joe. Certamente chi lo seguiva già ai tempi della TNA non si può sorprendere di nulla, ha tutti i mezzi e le qualità per conquistare il titolo NXT, in versione heel guadagna ulteriori punti, sta vivendo una condizione psicofisica al top, è un'autentica macchina da guerra. Il face to face con Finn Balor si prospetta imperdibile.

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