The Codebreaker #100 – Cintura, rivoluzione ed egocentrismo

Rieccoci qui, a poche ore da Survivor Series, almeno tradizionalmente uno dei quattro ppv più importanti dell'annata WWE. In questa tornata la posta in palio è altissima, il titolo dei pesi massimi, rimasto vacante dopo il grave infortunio subito da Seth Rollins nell'house show di Dublino.

A proposito di house show, concedetemi una parentesi sul tour italiano, ovviamente non potevo mancare, ero regolarmente presente nella tappa di Bologna. Certamente nella sperduta location del palazzetto di Frosinone per lo show EPW sono uscito letteralmente affascinato per la qualità del prodotto in termini di lotta con l'apice raggiunta nel big match tra Aj Styles e Christopher Daniels. La WWE, sopratutto negli house show, offre un qualcosa di ben diverso, lo sappiamo, non scopriamo l'acqua calda, si tratta di sport-entertainment, atleti continuamente in viaggio verso ogni parte del mondo e bisogna limitare al massimo il rischio infortuni.

Rispetto alla card iniziale abbiamo registrato qualche assenza, saltato completamente il main event previsto Seth Rollins vs John Cena, entrambi out per problemi fisici, rispetto a Roma è mancato anche Sheamus per iniziative promozionali in terra inglese, ma si è riusciti a colmare al meglio le loro assenze con Cesaro e gli aggiunti delle ultime ore Kevin Owens e Dean Ambrose. Complessivamente la card non è stata indimenticabile, abbiamo visto house show superiori nel passato, ma al tempo stesso è giusto sottolineare come l'offerta difficilmente potesse essere migliore, anche in considerazione delle altre illustri assenze con le quali la federazione deve fare i conti, in primis Randy Orton, a meno dell'eccessivo ricorso ai jobber, due potevano bastare.

Come era facilmente immaginabile lo show è stato tenuto in piedi sul ring dai soliti noti; lo stratifato Cesaro (mi ha fatto davvero piacere ascoltare i cori di incitamento e la presenza in Italia della “Cesaro Section”), Dolph Ziggler (incontrato in versione turista nel centro di Bologna assieme a Big E e Summer) e l'ottimo Kevin Owens, anche se ha lasciato perplessi l'esito finale del main event, ma dopo quanto visto anche a Smackdown con la finta del colpo subito nelle parti basse non ci possiamo più sorprendere di nulla. Ziggler vs Breeze può essere senza ombra di dubbio ritenuto il miglior match della serata, tecnicamente elevato, costantemente equilibrato, ricco di mosse assai apprezzabili. L'ex NXT merita di essere seguito con attenzione, non so dove potrà arrivare, ma si tratta di un buon prospetto, non voglio fare paragoni che rischiano di essere esagerati, sono però curioso di vedere come verrà gestito dalla federazione.

Ovviamente ogni house show è l'occasione per rivedere vecchi amici, allacciare nuovi contatti e respirare la meravigliosa atmosfera della passione italiana per il wrestling. Come appassionato di vecchia data come il sottoscritto, più o meno dal 1986 compresi i buchi d'informazione in Italia in certi periodi, fa sempre uno strano e bellissimo effetto vedere palazzetti pieni per la nostra disciplina, non dimenticando mai che siamo in Italia. Mi ha fatto piacere rivedere il collega Stefano Benzi, giornalista che merita ogni apprezzamento non soltanto per la competenza e la professionalità, ma per l'umiltà sempre dimostrata fin dai primi passi compiuti a Genova e per la passione mai nascosta per il wrestling, una passione vera, autentica, non di facciata, o di convenienza.

Ritorniamo all'attualità. Survivor Series è alle porte, molta roba di spessore bolle in pentola. In primis l'incoronazione del nuovo campione del mondo. Da sempre apprezzo alla grande i tornei, nei quali raramente si assistono a sfide sotto tono, ognuno dà il massimo, spesso e volentieri nascono nuove rivalità, è possibile confrontarsi su nuovi argomenti che diventano interessanti spunti di discussione, ad esempio il Cena in versione rapper ormai oltre un decennio fa. Due dei quarti di finali sono stati semplicemente di altissimo livello; Reigns vs Cesaro e Owens vs Neville. L'ex ariete dello Shield, non necessariamente tra i miei preferiti, viene talvolta fischiato nelle arene, o criticato online, ogni opinione è legittima ci mancherebbe, ma è sempre meglio non farsi influenzare e pensare con la propria testa.

Il tanto decantato Batista è diventato quello che è diventato dopo anni di gavetta, non è stato un esempio immediato di prodotto finito. Ha impiegato anni per diventare un top, nei primi tempi non era proponibile al microfono e sul ring lasciava desiderare (ricordo anche le sconfitte con Maven a Heat). Se li paragoniamo alla stessa età e al medesimo step nel processo di crescita a mio parere Reigns è attualmente in leggero vantaggio, ciò significa che per un lottatore di grande massa fisica quanto mostrato sul ring non è assolutamente da sottovalutare, se poi si cerca altro bisogna guardare altrove. Al microfono può e deve migliorare, ma negli anni ho visto molto di peggio… Peccato per l'eliminazione di Cesaro che avrebbe meritato di andare in finale per le prestazioni maiuscole dell'ultima annata.

Chi sarà il nuovo campione? Sarebbe facile e altrettanto scontato dire Reigns, a mio parere sicuro finalista nella sfida con Del Rio, con il messicano che già possiede la cintura USA e si è contraddistinto per il clamoroso episodio della maschera temporaneamente tolta a Kalisto. Maggiori incertezze sull'altro fronte; Owens meriterebbe la chance della finale, ma Ambrose è un osso duro anche se stilisticamente non sempre facile da osservare. Nel caso in cui fosse Dean a staccare il pass per la finale, non escluderei a sorpresa un turn heel di Roman, sempre con l'influenza di HHH, mentre se fosse Mr.KO a sfidare l'ex ariete dello Shield, sarebbe più complicato immaginare colpi di scena. In ogni caso sul ring Roman resterebbe il favorito, non scordando che Kevin detiene già il titolo intercontinentale. Il precedente caso Rollins, in possesso per pochi giorni di due cinture, rappresenta l'eccezione alla regola, è vero, ma ritengo quell'episodio un qualcosa di particolare, destinato a consolidare nella storia il peso del prediletto dell'Authority.

Non mi soffermo volutamente sulla faida che vede coinvolta la Wyatt Family in quanto la riunione tra Undertaker e Taker è un film visto e rivisto in mille salse, piuttosto è giusto sottolineare l'ottimo operato della WWE per quanto riguarda la categoria femminile. Match fantastici, anche e soprattutto a NXT ma non solo. Bayley, Sasha Banks, Charlotte hanno offerto sfide memorabili, Paige da heel ha recuperato molti punti dentro e fuori dal ring, da ricordare il suo face to face verbale a Raw con Charlotte, nel quale realtà e finzione si sono mischiate offrendo un qualcosa di emozionante e toccante. Mi auguro che la rivoluzione delle divas non venga spazzata via in un attimo, credo e temo che Nia Jax possa avere una chance titolata a breve termine. A prescindere da legami familiari e da quanto offerto in precedenza, finora a NXT non mi ha convinto e a mio parere rappresenterebbe un notevole passo indietro per l'intera categoria. Ma si sa qualcuno ama i pesi massimi…

Dedico la parte finale dell'editoriale proprio a NXT. La recente sfida tag-team tra Gable – Jordan vs Ciampa – Gargano è stata meravigliosa, tra i migliori incontri di categoria dell'intera annata in termini di tecnica, rapidità, ritmo e affiatamento. Attorno al titolo di Finn Balor è davvero una gran bella lotta; peccato per l'interferenza di Corbin che ha rovinato un duello a cinque stelle del campione irlandese con Apollo Crews, un duello che spero di rivedere quanto prima. Il turn heel di Samoa Joe costituisce un valore aggiunto, il samoano non guarda in faccia nessuno quando si parla di titolo. Alcuni sono rimasti sorpresi dalla conquista delle cinture tag-team da parte di Dash e Dawson, forse perchè non sono personaggi, non sono la coppia più appariscente o social in circolazione, ma picchiano duro, vantano una perfetta chimica di squadra, ottime mosse combinate, mi ricordano coppie degli anni '80, quando le capacità sul ring non andavano in secondo piano rispetto a tutto il resto.

NXT si conferma uno show di elevato valore e non capisco sinceramente le presunte dichiarazioni di Mick Foley, il quale avrebbe ritenuto il pubblico dello show giovane tendente all'egocentrismo, maniaco di protagonismo ecc… Mi sembra davvero strano che certe parole arrivino dalla leggenda hardcore, colui che ha iniziato a farsi un nome proprio nella vera ECW, nella quale il pubblico rappresentava un valore aggiunto imprescindibile e si gasava anche grazie alle prodezze dei propri beniamini. A NXT il pubblico è vivo, non assistiamo a spettatori dormienti come accade spesso nei taping dello show principale, sia talvolta per lo scarso prodotto offerto dalla WWE, sia per le caratteristiche di un pubblico che si fa andare bene qualsiasi cosa e pensa di essere al teatro. Ce ne fossero di arene così popolate, rumorose, originali e appassionate, ma sopratutto competente che applaude o contesta non per partito preso, altro che….

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