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IMPACT PLANET #422

by Aldo Fiadone
 


Eddie Edwards è un pessimo attore, ma un ottimo atleta e spesso sottovalutato. L'ex membro dei Wolves è una certezza per Impact Wrestling, forse anche troppo.





Tre anni fa mi lamentavo pubblicamente proprio attraverso l'Impact Planet di come, seppur il feud fosse sensato e ben costruito, Eddie ebbe un infinità di match contro Bobby Lashley tra il 2016 e il 2017. Un lottato così ripetitivo quasi da creare la nausea nonostante l'importanza che quegli incontri ebbero.
Si può dire lo stesso (o quasi) per Eddie vs Michael Elgin che prima hanno avuto vari faccia a faccia nella seconda metà del 2019 e ora vedono alle loro spalle la Best of 5 Series per decretare il nuovo #1 contender al World Championship detenuto da Tessa Blanchard.

Ebbene, cosa c'è di male? Niente se non fosse che la finalissima è terminata in no contest così da distruggere il capitolo finale tra i due e il concetto stesso di "Best of" un evidente segno di come questi profili se la vedranno ancora una volta one on one nel prossimo futuro.

Probabilmente sia Eddie che Elgin affronteranno Tessa nel prossimo PPV e, almeno qui, la cosa ci sta alla grande dato che si creerebbe la circostanza perfetta per togliere il titolo a Tessa in modo pulito proteggendola.
Si, perché quel tipo di finale in quello che, come già scritto, sarebbe dovuto essere lo scontro definitivo tra il canadese e il bostoniano, da vita allo status perfetto per sottrarre la più importante cintura della compagnia alla Blanchard e magari consegnarla proprio alle mani di Elgin a un anno esatto dal suo debutto.
Un atleta che meriterebbe quella cintura sia per tutti gli ottimi match messi in scena finora, ma anche per la sua stessa figura, quella di un atleta dominante e capace di mettere KO anche una macchina da guerra come Brian Cage.

La strada per Rebellion è ancora lunga e in questo periodo di forte crisi non solo nazionale, ma mondiale a causa del COVID19, la speranza è che il peggio passi e che magari anche la dirigenza di Impact faccia la cosa giusta e cioè continuare a costruire bene, se possibile però evitando ripetizioni che da otto mesi a oggi sono evidenti.




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