S.SERIES HITLIST #29

Care amiche e cari amici di TuttoWrestling, sono felice ed orgoglioso di potervi proporre, in questa edizione del TW X-Clusive, la Survivor Series History's Hitlist, cioè la graduatoria di quelli che sono stati, a mio parere, i quindici migliori momenti della più che ventennale storia di Survivor Series. L'ultima edizione, quella del 2008, è appena stata mandata agli archivi. Uno dei momenti di quello show sarà entrato a far parte della hitlist? State per scoprirlo… E' stato difficile selezionare solo quindici momenti che hanno fatto la storia e ce ne sarebbero stati almeno il doppio meritevoli di entrare in lista. Tuttavia il dado è tratto e la scelta è compiuta… Buona lettura!

“The Myth” Michele M. Ippolito

Numero 15: Ric Flair unico sopravvissuto nel marasma più totale (Survivor Series 1991)
Ric Flair ha esordito da pochi mesi nella compagnia di Stamford e, nell'attesa di lottare per il titolo mondiale della federazione, si è lanciato in un feud contro “Rowdy” Roddy Piper, un altro veterano del ring come lui. Flair, fin dal primo giorno nella WWF, ha dimostrato tutta la sua arroganza: arriva sempre sul ring con la sua cintura di campione della NWA e si dichiara il “vero” campione mondiale di wrestling e questo non va giù a Piper, che vuole fargliela pagare. I due wrestler vengono messi a capo di due team. Con Piper ci sono i face, Bret “Hitman” Hart, Virgil e “British Bulldog” Davey Boy Smith. Ognuno di loro è impegnato in un feud contro un heel, ciascuno dei quali affianca Flair nell'altro team: rispettivamente si tratta di The Mountie, “The Million Dollar Man” Ted DiBiase e the Warlord. Il match promette bene fin dai primi momenti ed è molto equilibrato. Dopo dieci minuti Ric Flair riesce ad eliminare British Bulldog e porta in vantaggio numerico il suo team. Pochi minuti dopo il capitano della quadra avversaria, Piper, schiena Warlord grazie ad una interferenza di Bret Hart. A quel punto il match si scalda e le regole saltano. Tutti i lottatori rimasti nella contesa cominciano una rissa, che si sposta ben presto fuori dal ring. L'arbitro, al centro del quadrato, comincia a contare e, poco prima che arrivi al “dieci”, Ric Flair rientra. Suona la campanella. Howard Finkel annuncia il responso arbitrale: visto che tutti i contendenti eccetto Ric Flair sono rimasti fuori dal ring è scattata la squalifica e Ric è l'unico sopravvissuto, che festeggia con il braccio alzato al centro del quadrato di gara. Piper risale, cerca di aggredirlo, ma c'è poco da fare: giocando sporchissimo, come suo solito, Ric Flair è l'unico che può festeggiare la vittoria.

Numero 14: A quattro anni dal ritiro Shawn vince torna campione del mondo vincendo il primo Elimination Chamber della storia ( Survivor Series 2002)
Il General Manager di Raw ha annunciato qualche settimana prima che Survivor Series sarebbe stato teatro di un nuovo concetto di match, che prende elementi dal Royal Rumble Match e dal Cage Match. Si tratta dell'Elimination Chamber Match, che vede sei concorrenti sfidarsi all'interno di una gabbia d'acciaio di struttura rettangolare dove i contendenti entrano a distanza di alcuni minuti sul quadrato e nel frattempo restano confinati in celle di plexiglas. La struttura è chiusa ai quattro lati come sul tetto ed , quindi, molto pericoloso lottare al suo interno. Bischoff stabilisce che nel match sarebbe stato in palio il World Heavyweight Championship di Triple H e gli pone come avversari Rob Van Dam, Kane, Chris Jericho, Booker T e Shawn Michaels, contro il quale Triple H stesso ha combattuto un match brutale a Summerslam. Il match inizia con Triple H e RVD e gli altri entrano via via ogni cinque minuti. Il primo ad essere eliminato è RVD, schienato da Booker T, a sua volta eliminato poco dopo da Jericho. Anche Kane viene eliminato da Jericho, che, poco dopo, viene scienato da Shawn Michaels. Restano, quindi, sul ring solo Triple H e Shawn Michaels che non risparmiano alcun colpo, neppure quelli più duri. Shawn subisce un pedigree, ne evita un altro e poi, colpisce l'ex compagno della Degeneration-X con una Sweet Chin Music devastante e lo copre. Uno, due, tre, Shawn Michaels torna sul tetto del mondo! In pochi avevano previsto che sarebbe tornato sul ring dopo il grave infortunio alla schiena, forse ancora meno persona avrebbero pensato di vedere HBK ancora una volta con la cintura di campione del mondo alla vita.

Numero 13: Mr. Fuji tradisce i Demolition e si allea con The Powers of Pain (Survivor Series 1988)
Vent'anni fa, seconda edizione di Survivor Series. Va in scena un match che vede impegnati ben venti lottatori e dieci tag team: per eliminare gli avversari basta schienare il membro di un tag team per fare fuori anche il suo compagno. Cinque team di face, cinque team di heel. Ci sono alcune tra le più grandi coppie della storia della compagnia: the Rockers; the British Bulldogs, the Hart Foundation, The Faboulous Rougeaus. Alla fine sul ring restano i Conquistadores, i loro alleati Demolition, Ax e Smash e The Powers of Pain, Warlord e Barbarian. I due team si scambiano colpi sul quadrato ma ad un certo punto accade l'impensabile. Lo storico manager dei Demolition, oggi WWE Hall of Famer, Mr. Fuji abbassa la top rope con la sua canna da passeggio e, non si capisce bene quanto intenzionalmente, invece di far cadere fuori dal ring uno dei membri dei Powers of Pain, favorisce l'eliminazione per count-out di Smash. Ax scende dal ring cerca di ottenere spiegazioni da Fuji gridandogli contro, ma, per tutta risposta, Fuji lo colpisce con il bastone. Sia Ax che Smash si infuriano ed iniziano a colpire Fuji, che viene però aiutato, a sopresa, dai Powers of Pain. Le due coppie lottano senza esclusione di colpi per oltre cinque minuti fuori dal ring, finchè non arrivano gli arbitri a dividerli e a mandare i Demolition nel backstage. I Powers of Pain provvedono, quindi, a rialzare Fuji e a metterlo nel loro angle. In questo modo i Demolition passano da heel a face ed i Powers of Pain compiono il percoso esattamente contrario. Poco dopo Barbarian colpisce Conquistador Uno con un poderoso headbutt e poi lo schiena, eliminando il suo team. L'incontro finisce così, i Powers of Pain sono gli unici sopravvissuti ma nella mente dei fans resta soprattutto il fatto che si siano alleati con uno dei manager più odiati del business, Mr. Fuji.

Numero 12: The Rock vince per la prima volta il titolo mondiale e diventa leader della Vince McMahon's Corporation (Survivor Series 1998)
Nel settembre del 1998 Vince McMahon rende vacante il titolo mondiale della WWF in seguito alle continue intemperanze della sua nemesi, Steve Austin, e, non riuscendolo ad assegnare in altro modo, decide di lanciare un torneo con sedici wrestler da disputarsi in una sola notte. E' la prima volta, quindi, che Survivor Series diventa teatro di un torneo di così grande importanza, definito “Deadly Game tournament”. Fin dall'inizio sembra chiaro che Vince e Shane McMahon parteggiano per Mankind, loro pupillo, che aiutano ad avanzare nella competizione. Mankind arriva facilmente in finale, dove affronta un grande favorito del pubblico, The Rock. Pochi minuti dopo l'inizio del match Vince e Shane, che avevano fatto credere a tutti di essere fuggiti dall'arena per sfuggire alla furia di Steve Austin, da loro danneggiato, tornano a bordoring. Il match si incattivisce e Mankind sembra averne pieno controllo. Ad un certo punto il wrestler mascherato esegue un double-arm DDT su Rock e poi lo chiude nella mandible claw. Rock riesce ad uscirne e mette a segno una Rock Bottom sull'avversario, ma poi, invece di schierarlo, tra la sorpresa generale, decide di chiuderlo in una mossa che non appartiene al suo arsenale, la sharpshooter, usando la top rope per fare leva. Mankind non cede, ma Vince McMahon, incredibilmente, ordina che sia suonato il gong ed assegna il titolo di campione del mondo a The Rock. E' un nuovo screwjob (stavolta è un work), come quello avvenuto dodici mesi prima ai danni di Bret Hart. The Rock passa così heel e diventa il capo della Corporation, agli ordini di Vince McMahon. Quando Mankind si alza e chiede spiegazioni, per lui c'è un'altra Rock Bottom. Nemmeno l'arrivo di Austin a fare piazza pulita dei cattivi (e pure di Mankind) sul ring può, però, cancellare la grande sorpresa vissuta dai fan nell'arena e da casa.

Numero 11: Edge conquista a sorpresa il WWE Title nel corso di un match in cui non avrebbe dovuto lottare (Survivor Series 2008)
Il match per il titolo mondiale WWE previsto per l'edizione 2008 di Survivor Series è un triple threat che vede opposti il campione, Triple H e due sfidanti, il “Moscow Mauler” Vladimir Kozlov, gigante russo al suo primo main event in PPV, e Jeff Hardy, l'underdog che ormai da troppo tempo insegue il titolo. Tuttavia, nel corso della giornata dell'evento, WWE.com annuncia che Hardy è stato aggredito in un hotel da uno sconosciuto. Così Jeff non può prendere parte al match, che diventa uno one-on-one tra Triple H e Kozlov. I due lottatori si fronteggiano sul ring in un match a tratti lento e caratterizzato da molte prese a terra. Ad un certo punto, entrambi, stremati restano al tappeto. A quel punto compare sullo stage la General Manager di Smackdown!, Vicki Guerrero, che annuncia con grande eccitazione che alla gente è stato promesso un triple threat ed un triple threat sarà. Annuncia poi che “lui è qui”. La gente nell'arena esulta: tutti sono convinti che si tratti di Jeff Hardy, ripresosi nel giro di pochissime ore dall'infortunio subito. Invece no: dopo mesi di assenza (mancava da Summerslam 2008, quando era stato massacrato da Undertaker in un hell in a cell) compare sullo stage Edge che può avere la via più facile per rivincere il titolo. Tuttavia, Jeff Hardy non è dello stesso avviso: arriva anche lui sul ring e cerca di colpire Edge, ma non ci riesce: al suo posto, Jeff schianta violentemente una sedia sulla testa di Triple H e poi subisce una spear da Edge, che si gira, vede il campione del mondo al tappeto e lo copre. Kozlov è ancora semisvenuto e l'arbitro non può fare altro che contare. Uno, due, tre… Edge torna campione del mondo, vincitore di un match in cui la sua presenza non era proprio prevista. Mentre Triple H lo guarda attonito, Edge torna sullo stage, vicino a sua “moglie” Vicki Guerrero ed alza al cielo la cintura con una risata satanica.

Numero 10: Sycho Sid massacra prima Jose Lothario e poi Shawn Michaels per salire in cima alla vetta del mondo del wrestling (Survivor Series 1996)
Sid è stato, in passato, bodyguard di Shawn Michaels. I rapporti tra i due, però, con il passare degli anni si sono incrinati e tra i due, nell'estate del 1996, è scoppiata una nuova faida. Sid sfida così Shawn ad un match per l'edizione annuale di Survivor Series e Michaels decide di accettare. In palio c'è il titolo mondiale WWF e la sfida si preannuncia difficile per il campione, che al proprio avversario cede molti centimetri e molti chili. I due si danno battaglia per oltre quindici minuti e Shawn riesce a tenere testa molto bene al più grosso avversario. Sid però decide di usare una scorrettezza: sfruttando un ref bump, con il direttore di gara rimasto a terra dopo aver subito un colpo, strappa la telecamera di mano all'operatore che stava riprendendo a bordoring e colpisce il mentore, il maestro, l'amico di Shawn Michaels, l'ormai anziano Jose Lothario, che aveva accompagnato al ring il suo pupillo. La leggenda del wrestling cade a terra tramortito, ma Sid non si ferma e, sempre con la telecamera, colpisce anche Shawn mandandolo KO. Per lui è un gioco da ragazzi gettare a terra la telecamera ed eseguire una tremenda powerbomb sul campione per poi schienarlo. Sid, così, vince per la prima volta il titolo di campione del mondo dopo anni di durissima gavetta. Terrà il titolo per diversi mesi, poi Michaels se lo riprenderà dando pan per focaccia all'avversario, sconfiggendolo usando anche lui una telecamera come oggetto contundente.

Numero 9: Un “Winner Takes All match” pone fine al feud tra il Team WWF e The Alliance (Survivor Series 2001)
Sono mesi che prosegue il feud tra il team WWF, guidato da Vince e Linda McMahon, e The Alliance, stable nata dalle ceneri della WCW e della ECW, alla cui testa ci sono i figlioli prodighi Shane e Stephanie McMahon. Il feud è proseguito per mesi in maniera abbastanza confusa, con cambi di fronte abbastanza inspiegabili e senza particolari sussulti, e i booker cercano di ridare forza allo scontro portando i due team ad una battaglia finale. Così il 22 ottobre 2001, nel corso di Raw, Vince e Linda propongono lo svolgimento di un “Winner Take All match”, stabilendo che il gruppo che vincerà un tradizionale match da Survivor Series, cinque contro cinque, conquisterà tutti gli spazi disponibili, mentre tutti i protagonisti dell'altra squadra dovranno abbandonare gli show della WWF. Vince ha un bel daffare per mettere insieme il suo team: Steve Austin è da tempo il leader nella Alliance, Kurt Angle, invece di difendere il suo team, passa dall'altra parte, mentre The Rock e Chris Jericho danno il peggio di sé l'uno contro l'altro. Tuttavia, nei giorni precedenti l'evento, si sparge la voce che uno dei protagonisti del Team Alliance tradirà e farà vincere il Team WWF. Questo crea malumore nella stable e curiosità nei fan, che attendono con impazienza l'evento. Il pimo wrestler ad essere eliminato è Big Show, che viene colpito, nell'ordine, dalle finischer di Kurt Angle, Booker T, RVD e Shane McMahon. Poco dopo è proprio Shane a lasciare la contesa dopo aver subito, a sua volta, le finisher di Kane, Undertaker e Chris Jericho. Passaq qualche altro minuto e RVD elimina Kane, membro del Team WWF. L'Alliance è in vantaggio, che aumenta dopo l'eliminazione di Undertaker in seguito ad uno Stone Cold Stunner di Steve Austin. Il Team WWF resta solo con The Rock e Chris Jericho, proprio i due wrestler che si odiano di più. Eppure i due, da soli, riescono a far fuori nel giro di pochi minuti prima Booker T, poi RVD ed infine Kurt Angle, portando avanti il Team WWF. Jericho viene, tuttavia, eliminato da Austin via rollup e sul ring restano solo Steve e The Rock: nelle loro mani i destini delle due stable. A quel punto si capisce chi ha tradito: è Kurt Angle, che colpisce Austin con la cintura di campione della WWF e dà la possibilità a The Rock di schienarlo dopo una Rock Bottom! Dopo tre quarti d'ora di battaglia il Team WWF esce vincitore e la Alliance cessa di esistere, chiudendo una delle storylines più discusse e controverse della storia della WWF/WWE.

Numero 8: Finisce l'alleanza tra Shawn Michaels e Diesel: Razor Ramon ne trae ogni vantaggio (Survivor Series 1994)
“Big Daddy Cool” Diesel è il primo alleato di HBK Shawn Michaels da ormai molti, molti mesi. E' il suo bodyguard e lo ha aiutato in alcuni dei momenti più difficili, avendo un ruolo fondamentale nella vittoria di numerosi match. Insieme mantengono le cinture di campioni del mondo di coppia. I due fanno anche parte dello stesso team nell'edizione annuale di Survivor Series e con loro sono in squadra anche Owen Hart, Jim Neidhart e Jeff Jarrett. Loro avversari sono i “Bad Guys”, capeggiati da Razor Ramon, nemico storico di Michaels, contro il quale ha lottato due bellissimi match a Wrestlemania X e a Summer Slam, incontri destinati a diventare dei veri e propri classici e a passare alla storia del wrestling. Con lui, anche 1-2-3- Kid, British Bulldog e The Headshrinkers, Fatu e Sionne. Diesel si dimostra ben presto il dominatore del match, mentre il caposquadra dei “Teamsters”, Shawn Michaels, resta fuori dal quadrato a guardare. Diesel elimina facilmente Fatu dopo pochi minuti e questo schienamento è seguito dopo pochi secondi da quello di 1-2-3 Kid e da quello di Sionne : per entrambi veloci Jacknife Powerbomb e match concluso. Tre eliminazioni in meno di due minuti. Diesel procede poi a gettare fuori dal ring British Bulldog e l'intervento di Hart e Neidhart non consente al wrestler inglese di risalire sul quadrato. Per lui è count-out ed il bilancio diventa pesantissimo: cinque a uno per i Teamsters. Resta il solo Razor Ramon, che sfida ed affronta quasi alla pari Diesel per molti minuti. Poi, però, ha la peggio. Jacknife Powerbomb anche per lui e la fine del match sembra proprio vicina. Tuttavia, Shawn Michaels insiste per colpire Ramon con un superkick e chiede a Diesel di tenerglielo fermo. Il suo bodyaguard non è per nulla contento ma obbedisce. Shawn, però, sbaglia bersaglio: Ramon si sposta e HBK colpisce in pieno volto Diesel, che si infuria. Diesel cerca di mettere le mani addosso a Shawn, che cerca di chiarire che è stato tutto un equivoco. I due scendono dal quadrato, HBK ormai fugge. Hart, Neidhart e Jarrett cercano di calmare Diesel, ma l'arbitro nel ring conta e l'intero team viene squalificato. Razor Ramon vince così l'incontro ma a Diesel non importa assolutamente nulla: HBK va via impaurito, si ficca in una limousine tutto sudato, con il solo costume da combattimento addosso e fugge via dall'ormai ex amico.

Numero 7: The Undertaker sotterra Hulkamania (Survivor Series 1991)
The Undertaker ha debuttato nella WWF un anno prima, proprio durante Survivor Series, come nuovo protetto di “The Million Dollar Man” Ted DiBiase. Da allora ha mietuto vittime su vittime nella compagnia di Stamford ed ha affrontato un lungo feud contro The Ultimate Warrior in decine di house show. Nel 1990 ha la possibilità di conquistare l'alloro mondiale della compagnia quando viene nominato primo sfidante al titolo mondiale detenuto dall'Immortale Hulk Hogan. Il match sembra subito in salita per l'Hulkster: Undertaker sembra un mostro imbattibile ed è in vantaggio per la maggior parte dell'incontro. Hogan solo raramente sembra in grado di potergli opporre resistenza. Diverse volte Undertaker arriva vicino allo schienamento o alla sottomissione ma Hulk non cede e riesce ogni volta a riprendersi. Quando, però, Undertaker mette a segno un terribile Tombstone Piledriver i giochi sembrano fatti: tuttavia ancora una volta Hulk si rialza e torna a colpire l'avversario, che però non sembra destinato ad andare al tappeto. Hulk deve ricorrere ad un bodyslam, ma arriva a bordoring Ric Flair, già vincitore del suo match della stessa serata, che comincia ad inneggiare a favore di Undertaker, con l'obiettivo di danneggiare Hogan. Sul ring, intanto Hulk sta per eseguire la sua trademark move, il Legdrop of Doom su Undertaker, ma viene fermato illegalmente dal manager di quest'ultimo, Paul Bearer. Mentre l'arbitro ed Hogan sono distratti, quindi, Flair ha gioco facile a porre una sedia sul ring permettendo ad Undertaker di mettere a segno un Tombstone Piledriver su di essa. Hulk resta al tappeto e, mentre Flair torna nel backstage, Undertaker schiena The Hulkster e conquista per la prima volta nella sua carriera il titolo della WWF. Lo cederà di nuovo ad Hulk appena due giorni dopo durante lo show speciale “Tuesday in Texas”. Stavolta è proprio Hogan a giocare sporco ed il titolo sarà reso vacante dal presidente della WWF Jack Tunnel. A beneficiare di tutta questa intricata situazione è proprio Ric Flair, alla cui vita terminerà, alla fine, la cintura, nel corso della Royal Rumble del 1992.

Numero 6: Steve Austin perde contro Bret Hart ma entra nell'Olimpo del wrestling (Survivor Series 1996)
Steve Austin è il King of the Ring 1996. Ha vinto anche perchè il “re” designato, Hunter Hearst Helmsley è stato punito dalla compagnia per il “MSG Incident”, ma ha dato una ottima prova, impressionando assai favorevolmente sia I dirigenti della WWF che i fans. Bret Hart è al rientro dopo un infortunio. Ha chiesto espressamente a Vince McMahon di poter iniziare un feud contro Austin, perché vede in lui una nuova stella del wrestling ed il proprietario della WWF ha acconsentito. Si arriva così a Survivor Series , dove i due si disputano una title shot per il titolo del mondo. Il match è uno dei più belli della storia dell'intera WWF secondo molti osservatori, molto equilibrato, con rarissime soste nell'azione, con una ottima psicologia messa in atto da entrambi i contendenti. I capovolgimenti di fronte sono continui ma Austin sembra avere la meglio quando chiude in una letale sleeper hold Hart, il quale, da parte sua, sembra cedere, ma poi fa leva sull'angolo del ring e riversa la mossa a suo favore, bloccando Austin a tappeto e riuscendolo a schienare tra la sorpresa generale poiché Hart è sempre stato solito chiudere i propri incontri con la sharpshooter. Alla fine è Bret Hart, la stella già affermata, a festeggiare sul ring mentre Austin va via con una espressione rabbiosa ma piena di rispetto per l'avversario. Anche se ha perso quel match diventa una parte importante della sua carriera, pietra miliare della sua strada ascendente verso l'Olimpo del wrestling.

Numero 5: Mr. Perfect torna a lottare e lo fa contro il suo ex alleato Ric Flair (Survivor Series 1992)
“Mr. Perfect” Curt Hennig, uno dei migliori wrestler tecnici che abbiano mai calcato uno dei ring della WWF non lotta da alcuni anni a causa di un infortunio e di una successiva controversia legale con i suoi assicuratori, i Lloyd's di Londra. Si è così ritagliato il ruolo di “consulente esecutivo” di uno dei main eventer della WWF, Ric Flair, sia quando questi è campione, che dopo che ha perso il titolo a Wrestlemania VIII contro “Macho Man” Randy Savage, aiutando il suo protetto a vincere scorrettamente quante più volte possibile. Perfect aiuta Flair anche quando questi affronta Savage in un rematch teletrasmesso, che termina quando Macho Man è esausto a tappeto e dolorante per un infortunio ad una gamba: Ric ha gioco facile e schiena Macho Man riportando a casa il titolo. La WWF organizza, quindi, per Survivor Series 1992 un tag team match: Macho Man e The Ultimate Warrior contro Ric Flair e Razor Ramon, questi ultimi due con Mr. Perfect all'angolo. Tuttavia, poco dopo l'annuncio al mondo dell'incontro, Warrior decide di lasciare la WWF e la compagnia è costretta ad inventarsi una nuova storyline accattivante per poter vendere il PPV. Viene così chiesto a Mr. Perfect di tornare a lottare, passando face e diventando il compagno di coppia di “Macho Man”. Hennig accetta entusiasta ed il match viene cambiato in seguito ad un segmento extraring in cui Perfect si dichiara stanco di prendere sempre ordini da Flair. Survivor Series arriva e nel corso del match Perfect sembra anche avere un ripensamento ma poi decide di rimanere al fianco di Macho Man. Finalmente Macho Man dà il tag al compagno, che entra e fa piazza pulita degli avversari. Ormai sul ring è rissa, l'arbitro viene colpito e cade a terra dopo aver perso i sensi. Perfect prova lo schienamento su Ramon dopo aver eseguito un Perfec Plex e accorre sul ring un secondo arbitro, giusto in tempo per contare un nuovo tentativo di pin sempre di Perfect ma stavolta su Flair. Il tentativo non va a buon fine, ma sul ring la situazione è ormai incontrollabile e scatta la squalifica a sfavore degli heel. Così,in un match memorabile la strana coppia composta da Mr. Perfect e “Macho Man” Randy Savage ottiene la vittoria.

Numero 4: Eric Bischoff vince il suo lungo feud contro Steve Austin grazie all'Evolution (Survivor Series 2003)
Eric Bischoff è probabilmente il miglior General Manager che Raw abbia mai avuto. Nel 2003, però, è costretto a dividere il suo compito con “Stone Cold” Steve Austin, con cui ha un pessimo rapporto. La coabitazione non può durare a lungo e quindi i due “dirigenti” dello show rosso sono chiamati a capeggiare due team per Survivor Series, impegnati nel classico match ad eliminazione. Così Eric Bischoff sceglie cinque wrestler che lo rappresentino, ovviamente tutti heel: si tratta di Chris Jericho, Randy Orton, Christian, Mark Henry e Scott Steiner. Anche Stone Cold fa i suoi calcoli: il caposquadra è Shawn Michaels, i suoi alleati sono Rob Van Dam, Booker T ed i Dudley Boyz. Il Team Austin va in vantaggio dopo sette minuti: Booker T elimina Scott Steiner via Book-End. Poco dopo lo stesso Booker viene eliminato da Henry, che riporta, così la situazione in parità. Sembra in atto la legge del contrappasso: Henry viene quindi eliminato da RVD, che a sua volta viene fatto fuori da Orton via RKO. E' tre contro tre. I Dudleyz vengono velocemente eliminati da Jericho e Christian e per il Team Austin la situazione è difficilissima, un tre contro uno difficile da recuperare. Ma Shawn Michaels, si sa, è l'uomo delle imprese impossibili. Ne fanno le spese, nell'ordine, Christian e Jericho, il primo via Sweet Chin Music, il secondo via Inside Cradle. Shawn sembra pronto all'impresa, eliminando anche Randy Orton e dando la vittoria al suo team (anche grazie a Steve Austin che colpisce Mr. RKO con una stunner), ma arriva Batista, non visto dall'arbitro, che lo colpisce con una Batista Bomb per aiutare l compagno dell'Evolution mentre è in corso una rissa tra Eric Bischoff e Steve Austin. Orton è frastornato ma è un gioco da ragazzi per lui schienare un esanime Michaels. Il Team Bischoff, alla fine, esce vincitore e Steve Austin perde il suo ruolo di Co-General Manager di Raw e lascia la WWF per un lungo periodo.

Numero 3: Inizia il feud tra Bret e Owen Hart (Survivor Series 1993)
Quando si parla di fratelli nel mondo del wrestling non si può non pensare subito a Bret e Owen Hart, due tra i migliori wrestler che abbiano mai calcato un ring della WWF, due lottatori che hanno dato vita ad uno dei feud più entusiasmanti della storia recente della disciplina. A Survivor Series 2003 si riunisce l'intera famiglia Hart quando Bret decide di capeggiare un team opposto a quello di Jerry “the King” Lawler, che si era permesso di insultare i suoi genitori, Stu ed Helen. Parte così un vero e proprio “Family Feud” e Bret chiama in suo aiuto i fratelli Owen, anch'egli dipendente della WWF, Bruce e Keith, ex lottatori professionisti in Canada. Lawler decide di farsi affiancare da tre lottatori mascherati, chiamati, genericamente, Cavaliere Blu, Cavaliere Rosso e Cavaliere Nero. Poche settimane prima dell'evento, però, Lawler è costretto a dare forfait a causa d alcune grane legali e viene sostituito da Shawn Michaels, che pure ha parecchi conti in sospeso con Bret Hart. La sera del match i fratelli Hart sono molto carichi e vogliosi di fare bene, mentre i tre cavalieri mascherati dimostrano ben presto tutta la loro pochezza. Owen elimina molto presto il Cavaliere Nero dopo un missile dropkick, poi Bret elimina via sharpshooter il Cavaliere Rosso. Bret si è, però, infortunato e deve rimanere alcuni muniti fuori dal ring, durante i quali Michaels aggredisce addirittura Stu, il patriarca della famiglia Hart, a bordoring per vedere lottare i suoi figli. Nel ring, intanto, Owen fa cedere per il dolore il Cavaliere Blu, via sharpshooter, la mossa di Bret. Shawn resta da solo a difendere l'onore del suo team, ma quando Owen si gira per discutere con suo fratello Bret, viene schienato con un semplice rollup da Michaels. Owen è furioso perché fino a quel momento aveva retto lui il match, portando la squadra vicino alla vittoria, ma dopo la sua eliminazione è Bret a chiudere i conti, costringendo Michaels a tornare nel backstage facendosi contare fuori e quindi eliminare. A match terminato Bret festeggia con Keith e Bruce, ma torna sul ring Owen che comincia a urlare contro Bret, colpevole, a suo dire, di averlo fatto eliminare ed i fratelli non riescono a calmarlo. Il definitivo heel turn di Owen avviene alla Royal Rumble, quando tradisce Bret nel corso di un match contro i Quebecers. Bret ed Owen daranno vita alla faida del 1994, con uno splendido opening match a Wrestlemania X ed un mirabile Cage Match a Summer Slam.

Numero 2: “Stone Cold” Steve Austin viene investito da un'automobile guidata da uno sconosciuto (Survivor Series 1999)
“Stone Cold” Steve Austin è pronto per affrontare il campione del mondo della WWF Triple H e The Rock in un triple threat match che si preannuncia interessantissimo nel corso dell'annuale edizione di Survivor Series. A metà evento, però, Austin si reca nel parcheggio dell'arena, dove le telecamere riprendono un'automobile con i fari accesi che, da lontano, parte sgommando alla volta di Austin, investendolo in pieno. Lo schianto è terribile. Austin viene prima sbalzato sul cofano e da lì cade a terra. In pochi secondi arrivano dirigenti della WWF e persone dello staff medico per sincerarsi delle sue condizioni e il Rattlesnake viene portato via in barella. Per lui l'edizione delle Series del 1999 è finita. A rimpiazzarlo nel match per il titolo è Big Show, che riesce anche ad uscirne vincitore portandosi a casa la cintura, al suo secondo match della serata: nel corso dello show, infatti, vince anche da solo un tradizionale match quattro contro quattro ad eliminazione, facendo fuori, nel giro di un minuto e mezzo, Mideon, Prince Albert, Viscera e Big Boss Man. L'investimento di Austin però diventa il filo conduttore della serata e dà vita ad una delle più accattivanti storyline della storia recente della WWF tutta incentrata sulla possibile identità del suo investitore. Austin si prende un lunghissimo periodo di pausa e torna nella WWF quasi un anno dopo. La colpa viene fatta ricadere prima su The Rock, ma alla fine emerge che alla guida dell'automobile c'era Rikishi, assoldato da Triple H.

Numero 1: Lo screwjob di Montreal (Survivor Series 1997)
Quello che è passato alla storia come lo “screwjob di Montreal” è probabilmente uno dei più importanti momenti della storia del wrestling, di cui tanto si è parlato negli anni, di cui ancora si parla e di cui tanto si parlerà in futuro. E' il momento in cui uno dei nomi storici della WWF è stato tradito da Vince McMahon e l'avvio della presenza continuativa nelle storylines della WWF del proprietario della compagnia. Tutto ruota attorno a Bret “Hitman” Hart, uno dei colossi della compagnia. Bret ha deciso di lasciare la WWF per passare alla rivale WCW ma non ha intenzione di perdere il titolo contro il suo arcinemico, sul ring come nella vita reale, Shawn Michaels. Si rifiuta, quindi, di perdere contro Shawn nella sua nazione, il Canada, dove si tiene l'edizione 1997 di Survivor Series. Vince McMahon è molto scontento della decisione di Bret ma i due, fino ad evento inoltrato, non riescono a trovare la quadratura del cerchio. L'accordo è quello di far finire il match con una squalifica e poi si deciderà come e quando far perdere il titolo a Bret. Inizia il main event dello show. Bret e Shawn non si risparmiano, il match è piacevole. Succede, però qualcosa di strano quando Vince McMahon arriva di corsa a bordoring proprio mentre Shawn ha imprigionato Bret nella trademark move dell'avversario, la sharpshooter, da cui, secondo i piani, Bret dovrebbe presto uscire. Vince, però, ordina all'arbitro di far suonare il gong e Shawn Michaels viene dichiarato nuovo campione mondiale della WWF come se Bret avesse ceduto al dolore. Shawn, che sapeva tutto, prende la cintura e scappa via. Bret, assolutamente incredulo, guarda con espressione disgustata Vince e gli sputa in faccia. Poco dopo provvede a distruggere telecamere ed altre apparecchiature di scena, tra gli applausi del pubblico che forse ha capito poco o nulla di quello che è poc'anzi successo davanti ai propri occhi. Arrivano Owen Hart e British Bulldog a calmare Bret, che si convince a lasciare il ring ma la vicenda ha uno strascico negli spogliatoi, con Bret che aggredisce Vince. Hart passa alla WCW, dove troverà molti soldi ma scarsissima sfortuna e, dove, soprattutto, subirà l'infortunio che gli farà appendere gli stivali al chiodo, procurando enormi rimpianti nel suoi fan di tutto il mondo. Per Vince McMahon, invece, lo screwjob di Montreal è solo l'inizio di un periodo d'oro che vedrà esplodere la WWF Attitude.

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