Impact Planet #91

Ladies and Gentlemen, benvenuti a un nuovo TNA Planet, che dedichiamo soprattutto al PPV Victory Road. Avrei voluto pubblicare questo pezzo sette giorni fa, purtroppo sono rimasto bloccato da un sole cocente, una spiaggia (quasi) infinita, granite alla mandorla, vecchi amici, tanto mare e un mini-torneo di beach volley. In altre parole, ero in vacanza. Ma le vacanze non durano per sempre, ed è il momento di tornare a parlare del wrestling made in Orlando, dando dei giudizi agli incontri che si sono tenuti a Victory Road, più qualche piccolo veloce commento sul successivo iMPACT! e su come si stanno evolvendo le storyline e sulla piega che sta prendendo la TNA, in questa estate: tante belle cose, amici miei, e una buona lettura!

A Victorious Road
Ovvero, un lungo commento del PPV

E fu così che, appena tornato a casa dopo una spaghettata con amici, era già tempo di preparare le armi per vedermi (e scrivere il report di) TNA Victory Road. Il file word è aperto, la Red Bull c'è, i biscotti non mancano.. ok, mentre sistemo la prefazione noto che si son già fatte le due di notte, direi che si può quindi iniziare!

Il PPV è cominciato con il TNA Knockout Women's Championship in palio, conteso dalla neo-campionessa Tara e la sfidante, la ex-campionessa Angelina Love. Terzo incontro tra le due, che non riescono a fare il salto di qualità: i loro incontri non sono sicuramente eccellenti (specie se pensiamo ad altri match di questa categoria). Angelina continua a campare di rendita grazie al suo personaggio ma sul ring non è una cima, mentre Tara sembra sfruttare la sua popolarità essendo da poco arrivata in TNA. Risultato: match appena mediocre, ravvivato giusto dal finale convulso, con l'arbitro che conta il tre vincente a favore di Angelina non notando il piede di Tara sulla prima corda. In ogni caso, nulla di memorabile. Possiamo però chiederci perché dare solo 10 giorni circa di regno a Tara (un personaggio, a mio avviso, gestito molto male: perdi il titolo per un errore molto grossolano dell'arbitro, ti rendi conto che lo stesso arbitro si fa circuire da Madison, e tu ti presenti a iMPACT! tutta sorridente a giocare con la tarantola?).

Spunti più interessanti vengono dall'incontro tra Daniels e Matt Morgan, match che non posso giudicare così negativamente. L'incontro non è sicuramente stato fantastico, ma combattuto bene da parte di entrambi, con un Morgan che forse combatte il suo miglior one-on-one match in TNA. Riguardo Daniels, il suo lavoro per vendere l'infortunio al ginocchio è stato ottimo: invece che aspettare di subire un violento colpo prima di iniziare a zoppicare, ha approfittato del suo primo errore (volando oltre la terza corda per un Crossbody, atterra sui suoi piedi fuori dal ring, e l'impatto inizia a provocargli dolore), e costruendo con Morgan un match impostato sulla sfida tra le Power Moves dello stesso Morgan e la velocità e l'agilità di Daniels: il risultato è un match con un ritmo lento ma non soporifero, e pieno di mosse sempre varie. Il tutto supportato da un pubblico sempre carico, sempre pronto a farsi sentire (e, soprattutto, sempre pronto ad incitare Daniels: visto ciò, a quando un push serio per lui?)

Si passa quindi al No DQ Match tra Abyss e Dr. Stevie, epilogo di una rivalità forte e violenta simile a quelle che Abyss aveva nel biennio 2005-06, quando ancora aveva al suo fianco James Mitchell, e quando si sperava nell'introduzione di una divisione Hardcore all'interno della TNA. Ma ora tutto è cambiato, e mi viene da pensare quanto diamine sia difficile gestire Abyss da face. “The Monster” è stato sempre un uomo senza rimorso, senza paure (tranne il filo spinato, chi ricorda il feud con Sabu?), senza etica, pronto a distruggere con ogni mezzo ogni avversario. Ora Abyss è una persona con dei sentimenti, “emotiva”, con una personalità che rischia di scontrarsi terribilmente con la sua indole violenta. Ben vengano quindi feud come questo con Stevie Richards, feud dove Abyss soffre, soffre e soffre finchè non decide di averne abbastanza, portando così a questi epiloghi. Un incontro comunque non memorabile, perché non è stato molto lungo, non è stato molto violento (o quantomeno, pochi oggetti contundenti), e praticamente a senso unico. Diciamo che è stato semplicemente un buon match e niente di più. Personalmente ho notato con piacere l'intervento di Lauren, che in pochi secondi a bordo ring è riuscita a fare molto meglio di mesi e mesi da intervistatrice (ruolo nella quale io non la reggo: troppo face, troppo mielosa, in certi momenti rasenta il ridicolo, non riesco a farmela piacere).

Successivamente abbiamo l'opportunità di vedere il Team 3D e la British Invasion finalmente contro: sicuramente non il miglior feud della serata, ma sicuramente questa è l'opportunità degli inglesi di mostrare di che pasta sono fatti. Bookati finora molto bene, tuttavia sul ring non hanno fatto miracoli (quindi inutile paragonare il loro impatto in TNA all'impatto provocato dall'arrivo dei LAX nel 2006): match solido, sicuramente, ma niente di eclatante, o che lasciasse il segno, e oltremodo viziato dal finale del match (Brutus Magnus e Rob Terry si sono praticamente lanciati fuori ring da soli). E soprattutto, vittoria scontata del Team 3D: ecco, io non sono affatto un esperto di puroresu, e non conosco le politiche delle federazioni giapponesi, ma nutro forti dubbi che la NJPW permetta a Magnus e Williams di detenere i loro titoli. La NJPW e la TNA hanno attuato questa collaborazione per lo scambio di atleti (vedasi Kiyoshi e i No Limit in TNA, cosi come le partecipazioni del Team 3D, i Guns, Angle e Nash in NJPW) e per pubblicizzare le proprie cinture mostrandole on-screen, ma nutro fortissimi dubbi che il booking team TNA possa decidere il destino delle IWGP Tag Titles. E si sa che rendere scontato il finale di un incontro, ne rovina il 99% dell'hype costruito per lo stesso (è un discorso che ripeteremo più volte, nel corso di questo TNA Planet)

Ed arrivò poi il momento di Sharmell vs. Jenna Morasca, chi perde è fuori dai Main Event Mafia. Diciamolo con franchezza: è stato sicuramente il peggio che io ho mai visto in un evento di wrestling. Non c'è niente da salvare: Jenna entra sul ring in maniera sexy ma goffa, l'azione sul ring è stata terribilmente lenta e scordinata, degna dei peggior principianti, con Sharmell che recita malissimo e Jenna che non è degna nemmeno del WWE Diva Search, e il suo movimento per schienare l'avversaria è totalmente fuori luogo (siamo qui per commentare un PPV di wrestling e un porno soft-core?!), post-match ridicolo con Awesome Kong (tristezza) che si presta a un angle del genere. E la beffa di scoprire che questo match è totalmente inutile perché 4 giorni dopo il leader dei MEM Kurt Angle decide che nessuna verrà licenziata, e l'astio tra Sharmell e Jenna viene totalmente cancellato. In parole povere, una mera e patetica presa in giro.

Antefatto: Orlando, stato della Florida, sono le ore 8:05 PM circa (le 2:05 italiane) quando Kurt Angle, nel camerino dei Main Event Mafia, si rivolge ai suoi alleati: si rivolge a Nash, a Booker T, a Scott Steiner e a Samoa Joe. Angle dice che è tempo per i MEM di dominare, per questo tutti devono ottenere delle vittorie nette, decise. Ed è così che Angle minaccia di licenziare chiunque non riesca ad ottenere una vittoria pulita.

Poco prima del Legends Title Match, Kevin Nash viene intervistato ed è sicuro della sua vittoria, al punto da promettere di ritirarsi qualora non riuscisse a conquistare il titolo. Bene, alzi la mano chi ha (anche solo per pochi istanti) creduto che Kevin Nash potesse perdere il match, interrompere così la sua carriera e lasciare i Main Event Mafia, in questo momento così importante perché segna il rilancio per la stable. Il match diventa così terribilmente scontato, e la mancanza di incertezza del risultato segna un calo di interesse per lo stesso. Interesse che l'azione in-ring non riesce a risollevare: inutile chiedere a Nash miracoli, con la forma che si ritrova (sicuramente migliorato, eh, ma stiamo pur sempre parlando di Nash, la cui forma è quel che è: una sola Side Slam, una sola Chokeslam, la Jackknife Powerbomb, e il resto è un susseguirsi di ginocchiate e gomitate), mentre AJ Styles può solo dar bellamente prova del suo repertorio senza però dimostrare l'abilità di interagire con l'avversario (tra l'altro, la differenza di stazza fisica non aiuta). E fu così che Nash si prende il suo primo titolo in TNA, mentre AJ (nonostante un'altra bella batosta, due pin subiti in tre giorni non è il miglior biglietto da visita) è libero per concentrarsi per il TNA World Title.

Booker T & Scott Steiner sconfiggono i Beer Money, Inc. e conquistano i TNA World Tag Team Championship. Stesso discorso di sopra: siete riusciti ad immaginarvi Booker e Steiner cacciati dai Main Event Mafia? Io no, e questo non ha giovato al match. Azione sul ring tuttavia buona: i Beer Money non saranno fenomenali, ma sempre pronti a fornire prove coriacee e convincenti, mentre Booker e Steiner iniziano a interagire come coppia, mostrando alcune team moves, cosa che male non fa. Tra l'altro, si nota sempre di più la voglia di lanciare Robert Roode come membro di spicco della coppia (ancora non riesco ad abituarmi al fatto che Roode sia face). Anche qui sbagliato il finale (l'arbitro è stato troppo, troppo, troppo lento) ma il match è godibile, e forse è il miglior incontro della serata.

Resa dei conti tra Samoa Joe e Sting, in un match imbastito più per la voglia di vedere una sfida tra i due, piuttosto che epilogo di una rivalità nuda e cruda costruita negli ultimi mesi, come siam più abituati dal wrestling in generale. Il rematch da Bound for Glory IV è molto intenso, ma non epico, e sembra quasi finire fin troppo in fretta: quando Taz si presenta al pubblico, Joe chiude il match in pochissimo tempo, forse era meglio rendere il finale un po' più lungo in modo da renderlo più appassionante, per realizzare meglio l'effetto positivo che Samoa Joe riceve da Taz. Il resto del match non è niente di entusiasmante, troppo spesso e volentieri si nota la stanchezza e la svogliatezza che Sting si porta dietro, e sembra che la si noti anche nel finale del match, quando Sting non riesce a (o non vuole, o non capisce che deve) posizionarsi sulla terza corda per subire la Muscle Buster di Joe, portando così ad un finale di match molto goffo.

Ed infine, il gran finale: Kurt Angle vs. Mick Foley! La spunta il campione, strafavorito alla vigilia nonostante le voci dell'infortunio che aveva colpito Angle qualche giorno prima del PPV. Anche questo è un match sufficiente, con Angle un po' sotto tono (forse i recenti dolori?), ma soprattutto con un Mick Foley che mi è davvero piaciuto. Devo esser sincero, non sono gran fan di Foley ma negli ultimi mesi non ho potuto non valutare positivamente il suo lavoro, con il suo stint da campione (ma di questo ve ne avevo già parlato, vero?) ma anche domenica notte, sul ring, ha mostrato ottime cose per il suo stato di forma. Nonostante tutto, qualitativamente, l'incontro non è niente di memorabile e il momento che verrà ricordato in futuro sarà il post-match, quando gli alleati di Angle lo raggiungono sul ring con le cinture.

Il risultato è un PPV scialbo e sottotono, che verrà ricordato per i Mafia che dominano e vincono, facilmente e troppo velocemente a mio parere, tutte le cinture. Ma sull'azione sul ring è di un piatto che raramente ho visto in TNA. Volendo dare dei voti, avremo Abyss vs. Dr. Stevie, Beer Money vs. Booker/Steiner e il Main Event che si avvicinano al 7, mentre il resto è roba che dimenticheremo in breve tempo, voti che vanno dal 5 al 6 (a parte il terribile Sharmell vs. Jenna Morasca, lì è insufficienza senza appello). Soprattutto, è mancato l'incontro che abbia fatto fare il salto di qualità del PPV, quel match da otto, quello Showstealer che ti si fissa nella memoria, e non ti lascia per un bel po'. Victory Road è un PPV insufficiente, da 5.5, se ci sentiamo generosi gli diamo 6-. Io non do voti per ogni match (preferisco dare dei giudizi, piuttosto che delle valutazioni, e delle impressioni che hanno caratterizzato il mio modo di vedere l'incontro), e non faccio medie aritmetiche (non più, quantomeno): se devo dare dei voti, preferisco darli al complesso, alle tre ore passate con il roster TNA, e dico che questo PPV è tranquillamente evitabile per chi vuole conoscere cosa sa proporre la TNA, da vedere solamente se non avete cosa fare, se siete ancora in città mentre tutti i vostri amici sono in vacanza.

And what about iMPACT!?
Ovvero, pensieri sparsi e mal organizzati dopo l'ultimo iMPACT!.

Io mi ricordo un Joe, un certo Samoa Joe che, a cavallo tra il 2005 e il 2006, aveva demolito la X-Division, aveva distrutto Daniels senza pietà al termine di un match, aveva subito i rimproveri di AJ Styles (che lo accusava di aver rotto una regola non scritta di tutti i lottatori della X Division) prima di massacrarlo e prendersi l'X-Division Title. Un Joe capace di distruggere gente come Sabu, Rhino e Monty Brown (assieme), Scott Steiner (Slammiversary 2006, un match così bello con Steiner non lo vedevamo da 4-5 anni), capace di dominare un Monster's Ball. Un Joe che abbandona Sting a centro ring senza tanti pensieri dopo averlo aiutato a battere Jarrett & Steiner. Un Joe che si era mostrato senza pietà contro Jeff Jarrett.

Quel Joe che ricordo io non aveva granchè bisogno di un mentore come Kevin Nash, che gli imparasse a gestirsi nel business. E, secondo me, non aveva bisogno di un mentore come Taz, un uomo che gli spiegasse come non provare rimorsi per gli avversari (il Samoa Joe del 2006 aveva rimorsi, secondo voi?). D'altro canto, ben venga il Joe odierno, quel Joe tornato violento, senza scrupoli, veloce e letale sul ring. Mi aspetto ora un feud di livello contornato da un match (almeno uno) di altissima qualità, come lui ha già dimostrato più volte di sapere fare (quando combatteva contro AJ, contro Daniels, contro Angle, contro Christian Cage). Ce la faremo?

Ah, un'altra cosa. Victory Road, Angle vs. Foley: Angle colpisce l'arbitro mettendolo KO con una gomitata, e va tutto bene. iMPACT!, Homicide vs. Joe: Joe colpisce l'arbitro mettendolo KO con uno spintone, e questi chiama la squalifica. Mi sta sfuggendo qualcosa.

Altra domanda: dov'è tutta la X-Division? Non parlo di Homicide, neo-campione che non ha sfigurato (tutto sommato) nella sua prima difesa contro Joe, e che forse inizierà un feud con Hernandez (il che mi dispiace, onestamente: io non li avrei mai divisi da tag team). Parlo di Sabin, di Shelley, di Lethal, Creed. La loro foga di togliere la maschera a Suicide dov'è finita? E Suicide stesso dov'è? Perché nelle ultime settimane (a parte un solo Sabin vs. Suicide, a iMPACT!) si è visto sempre e solo Amazing Red? Onestamente mi spiace che dopo Slammiversary (e lo splendido King of the Mountain Match), la X-Division sia stata dimenticata e bistrattata così. Voglio sperare che il rilancio arrivi presto.

Io ho sempre odiato Don West, e sono entusiasta che sia diventato un Colour Commentator heel. Perché lo odio ancora, ma almeno adesso è giusto che sia così.

E diamo il benvenuto alla World Elite: il canadese Eric Young, a guidare la compagine formata dagli Inglesi della British Invasion, il mediorientale Sheik Abdul Bashir (Iraniano? Pachistano? Sapete che non lo ricordo?) e il giapponese Kiyoshi! Non che ci fosse gran bisogno di una nuova stable heel, in TNA (chi gli mandi contro? I soli Brother Ray e Brother Devon), ma sembra questa l'idea per rilanciare Eric Young. A sto punto, sarà bene lavorarci su e sperare che funzioni questo nuovo Eric heel.

Ah, e come non notare il debutto sul ring di Rob Terry, il palestrato della British Invasion: un paio di spallate, un braccio teso e due-tre pose da culturista, tanto per fare vedere (ancora) i muscoli. A prima vista possiamo dire che il ragazzo sicuramente farà strada. Ma non abbiamo ancora capito quale..

E dopo questa edizione (molto vacanziera, anche se lunga, a dire il vero) del TNA Planet, non mi resta che darvi l'appuntamento: ci si legge fra 15 giorni.

Have fun, folks
Demetrio Marino

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