Impact Planet #56

Saranno pure passati i canonici quindici giorni dall'ultimo Planet, ma paradossalmente le cose da dire sono praticamente le stesse, seppur nei limiti dettati dal dover commentare una puntata di Impact “soltanto” buona rispetto a quella eccezionale che abbiamo potuto gustare due settimane fa.

In vista di Victory Road, infatti, ciò che era stato ben creato è stato sostanzialmente portato avanti altrettanto bene, confermando il buon momento che sta attraversando la TNA almeno in termini di show televisivi. Per il momento, dunque, da questa parte della sponda non c'è bisogno di giochi a premi (oddio, nemmeno dall'altra, ma per fortuna sembra se ne siano finalmente accorti), di un draft versione terremoto e di due campioni-scommessa.
Certo se la WWE, semi-monopolista del mercato è costretta ad uno scossone per risollevare i suoi ascolti un bel segnale per le piccole non lo è in ogni caso, ma obiettivamente dubito che una federazione come la TNA possa avere da sola i mezzi per andare in clamorosa controtendenza rispetto a tutto il mercato sia per ascolti che per introiti, e peggio ancora può permettersi di rischiare di rivoluzionare il prodotto che offre pur di aggredire un mercato stagnante.

Ad ogni modo da queste parti il campione – peraltro decisamente solido sul suo trono – una scommessa che invece è vinta da diverso tempo, ec appare chiamato a fronteggiare sia lo sfidante designato, Booker T, sia un Kevin Nash sempre più coinvolto nel discorso, ovvero un main event che a questo punto non mi stupirei coinvolgesse tutti e tre gli atleti. Potrà sembrare un controsenso, ma paradossalmente un match a tre sarebbe la giusta ricompensa anche per Booker T, che a suon di promo continua a ritagliarsi una credibilità che solo un mese fa era morta e sepolta: fino a che punto ha senso proporre lui come sfidante ma incentrare il 50% e forse più del “tempo” di Joe verso Nash? Per utilizzarlo come soluzione transitoria in attesa di Joe vs Big Sexy? Non solo a mio avviso non sarebbe giusto, ma anche ragionando un minimo arriva la conferma di come non sia il caso, anche tenendo conto di quanto può ancora dare sul ring quest'ultimo, ovvero obiettivamente poco.
Intendiamoci anche così va più che bene, perché il comunque inevitabile intervento esterno di Nash a Victory Road darebbe un minimo di imprevedibilità ad un match che comunque sotto il profilo del pronostico appare abbastanza chiuso… però visto che ogni bravo appassionato di wrestling è esattamente come il tifoso calcistico medio, ovvero si ritiene più bravo di qualunque booker, ho proposto la mia idea al riguardo, e sarei ben contento di vederla realizzata.

E già che ci sono ne avanzo anche un'altra… dati gli eccellenti incontri che stiamo vedendo, è proprio necessario chiudere la X-Cup così a breve? Uno spazietto per tempi supplementari, rigori e magari ripetizione della partita proprio no? Ne guadagnerebbe lo spettacolo.. a dir poco.

Uno spunto da cogliere per una breve riflessione è anche lo spettacolare spot che ha visto coinvolto il povero Christian Cage, sfracellato contro un tavolo di vetro. E' apparso palese, infatti, l'errore della regia nell'inquadrare il personale medico arrivare a soccorrere l'instinct classic con un asciugamano già insanguinato, rovinando almeno in parte quello che comunque resta un signor spot. Ebbene è in questi aspetti, ovvero regia e coordinamento con atleti ed addetti ai lavori in generale, che secondo me la TNA è cresciuta di meno in tutti questi anni; troppe volte, comprese occasioni importanti, abbiamo visto spot ripresi a metà, momenti salienti persi o parzialmente persi dalle telecamere, e più in generale troppe volte è stata data l'impressione di un prodotto ancora troppo artigianale, nonostante il vantaggio di avere un set sempre uguale ogni settimana per gli show televisivi e quasi ogni mese per i Pay per View. Ed è francamente paradossale avere l'impressione che mentre la regia non sappia o quasi cosa dovrà succedere, i commentatori, anche loro bravi ma non esenti da pecche, lo sappiano al punto da avere il loro discorso già pronto, meglio di quello che faceva Boncompagni con le sue stupide presentatrici. Mi rendo conto come sia sicuramente un aspetto marginale e come una buona regia certo non possa rendere gradevole del cattivo wrestling, ma è comunque un aspetto sul quale la Carter e Jeff Jarrett secondo me dovrebbero lavorare, così come hanno lavorato, a mio avviso bene seppur con ulteriori possibili margini di miglioramento, per rendere la versione di Impact a durata doppia, ovvero due ore, uno show con una sua linea di conduzione ed una sua organizzazione, piuttosto che la somma di due show da un'ora durante la quale spesso lo spettatore finiva “bombardato” da segmenti continui temporalmente ma slegati fra di loro, al punto da generare una sensazione generale di confusione che fortunatamente oggi direi che è sparita quasi del tutto.

Terminata la critica televisiva è dunque il momento di lanciare la nostra consueta road verso il pay per view, che comincia dai pronostici di una card che come ho già detto considero non solo solida, ma anche ben trascinata da una evoluzione delle storyline condotta magistralmente nell'arco delle ultime settimane. Settimana prossima, dunque, ci sarà il consueto spazio dedicato anche ai vostri pronostici, da inviare come sempre all'indirizzo [email protected] indicando almeno nome e città di provenienza. La deadline è fissata per venerdì 11 luglio, e come sempre vi aspetto numerosi!

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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