Impact Planet #52

Edizione del Planet completamente dedicata a Sacrifice, con pochi fronzoli e subito spazio alle pagelle mie e dei miei due ospiti, ovvero gli staffer Claudio Poggi e Stefano Riva (un ringraziamento anche a Davide Turchi e Simone Squillace, che non mi fanno mai mancare il loro apporto e che saranno presto nuovamente pubblicati su queste pagine); purtroppo esigenze di Kliq ci obbligano a parlarne con colpevolissimo ritardo, e sono sempre alla ricerca di un possibile rimedio che possa salvaguardare almeno i pay per view.

Detto questo cominciamo subito con la nostra pagella, non prima di una piccola riflessione che spero mi concederete: i due suddetti staffer hanno entrambi “esordito” come lettori ospitati su questa rubrica come molti altri, ed oggi uno è la voce ufficiale per TW di Impact e dei pay per view della TNA, l'altro cura il report di Raw, ovvero la rubrica più seguita di tutto il sito. Forse GP non aveva poi visto così male…

Deuces Wild Tournament
Claudio: 5,5

Tutti i match hanno detto poco o niente, sotto il profilo tecnico e dello spettacolo. Sinceramente alla lunga proporre tutti i quarti di finale di fila e poi le due semifinali, sempre di fila, non mi è sembrata una scelta granchè brillante. Anche se, forse, organizzare la card diversamente non era possibile. Se devo dare un giudizio sulla formula, direi che per quel che si è visto è un esperimento da NON ripetere assolutamente. Questo perchè non ha alcun senso che dei tag team improvvisati combattano contro degli avversari affiatati, soprattutto se si mette insieme gente che ha feudato fino al giorno prima. Fortunatamente ha vinto un vero tag team, in finale contro un altro vero tag team. Forse un pò scontato l'esito, visti i due team finalisti. In tre parole: niente di che.
Stefano: 5,5
Darò un voto unico a tutto il torneo perché tutti gli incontri hanno seguito lo stesso identico (e deludente) canovaccio. La TNA ha sprecato da subito una buona possibilità di strani incroci mettendo in coppia delle persone in feud tra di loro, tranne la strana coppia BG James – Kong. Proprio da quest'ultima mi sarei aspettato qualcosa di più vista l'eccezionalità della sua presenza in un torneo maschile, ma si è limitata al compitino. Tutte le coppie messe insieme a forza sono uscite subito per facilmente pronosticabili problemi di comunicazione. Il torneo è quindi stato lasciato alle coppie “serie”, con la finale tra 3D e LAX che mi ha riportato indietro di un anno, quando i ruoli erano invertiti… e nonostante la loro buona prestazione, c'è da dire che a quel punto era ormai scontata la vittoria dei messicani, anche perché sarebbe stato da pazzi sprecare il coinvolgimento di una vera icona qual è Hector Guerrero! Chi mi conosce lo sa che mi dispiace dare un voto basso alla TNA, di cui sono un fan quasi mark, ma l'esperimento del Deuces Wild tutto in un PPV è da bocciare, aumento un pò per il coraggio comunque dimostrato e dò un 5,5
GP: 5,5
Avevo detto che i tag team tradizionali non avrebbero avuto scampo e ovviamente sono stato smentito… ma il mio scetticismo sulla qualità del torneo purtroppo non ha invece ammesso repliche. Di questo torneo si salvano gli LAX e poco altro, non a caso strameritati vincitori. Il resto? AJ che sbaglia una finisher e vabbè può capitare.. l'indecente distruzione del personaggio di Awesome Kong, uscita ridimensionata senza alcun motivo, per merito di booker incapaci, e tanta noia. Confermatissime, dunque, tutte le mie perplessità verso una formula che non garantisce una adeguata visibilità ai tag team veri e non offre quel ripiego di lusso ai main eventer temporaneamente parcheggiati. Da non ripetere

Makeover Battle Royal
Claudio: 6,5

Ma levare dalle scatole Hemme, Salinas, Brooks, Khan, Jacqueline e fare un semplice Ladder Match con le altre? A parte questo dettaglio non trascurabile, la Battle Royal è stata a dir poco pessima, liquidata nel giro di pochi minuti. Decisamente meglio, anzi, buonissimo il Ladder Match tra Roxxi e Gail, sembrava di assistere ad un match maschile. Se prima era la X Division il fiore all'occhiello della TNA, ora è la divisione femminile.
Stefano: 6,5
Qui Mantell si è fatto prendere la mano, volendo complicare troppo e mettendo una triplice stipulazione. Ormai spero abbiano capito che la battle royale non è un gimmick match adatto a delle donne, non avendo loro la forza per rendere credibili certe eliminazioni (vedi Traci Brooks che colpita da un Big Boot di Angelina Love deve suicidarsi con un tuffo per autoeliminarsi…) e quindi questa parte di match si prende un 4. Ma il ladder match tra Gail Kim e Roxxi Laveaux si meriterebbe un 8 (stiamo larghi, dono pur sempre donne e bisogna essere cavalieri) per l'agilità, la coordinazione, la professionalità nel prendersi certi bump… poi da apprezzare la scelta di un face vs face, e di far finire con una assolutamente non scontata rasatura di Roxxi e title shot per Kim (essendo questa immune, tutto faceva presagire la perdita della chioma della bella Love). dunque un
6,5 ci sta. Comunque le knockouts danno il meglio in match singoli, come dimostrato anche nel successivo Impact.
GP: 6,5
C'era bisogno di conferme? La voglia di strafare ha fatto il catastrofico impatto che si prevedeva.. fino a vedere la povera Roxxi rapata a zero, dopo un bel ladder match giocoforza durato troppo poco per consentire l'inutile fase finale, con la ciliegina sulla torta dell'eliminazione della Brooks che passerà alla storia, e non certo positivamente. Booking dunque pietoso, e secondo campanello dl'allarme consecutivo per la divisione femminile, il tutto mentre la concorrenza inizia finalmente a svegliarsi, vedi ottimo triple threat di Judgment Day

Terrordome match
Claudio: 7

Siamo alle solite: un ottimo match rovinato dall'assurda decisione di riempire un ring con dieci atleti. La struttura è spettacolare, indubbiamente, ma le sbarre troppo grosse non permettono una visibilità ottimale, altra pecca. Per il resto poco da dire, tipico match da videogame della X Division, pieno di finisher, mosse devastanti e quant'altro che non hanno quasi effetto su chi le subisce. C'è a chi piace e a chi non piace, a me ogni tanto piace. A patto che possa vedere tutto, senza perdermi niente a causa della troppa confusione.
Stefano: 7,5
Tutti avrete notato l'affollamento incredibile di questo match, dovuto alla solita abitudine TNA di schierare in un PPV il suo intero roster (cosa comunque lodevole, la WWE dovrebbe imitarla ogni tanto). Comunque il match è stato davvero buono, un vero spotfest da X division, con molti bump insani, notevoli per esempio la Huracanrana di Devine sulla Tower of Doom dalla cima della gabbia, o la Spice Rack di Curry Man dal paletto, che mi ha fatto davvero temere per la salute del povero Jimmy Rave! Il pubblico è stato molto partecipe, e in definitiva direi che quest'esperimento invece è promosso, sperando in meno partecipanti la prossima volta e in delle riprese adeguate che non si perdano parti dell'azione, come capitato invece stavolta… Comunque sarò generoso perché ripeto, mi piace il coraggio della TNA (e del troppo criticato Russo) nel tentare di proporre sempre nuove stipulazioni, quindi dò un 7,5
GP: 7-
Struttura televisivamente poco appetibile, troppi atleti coinvolti e conduzione rivedibile fanno di questo incontro un potenziale non sfruttato a dovere, limitandolo a qualche spot di sicuro impatto e qualche buona prestazione individuale, ovvero ad una valutazione positiva ma non eccellente. Specialmente sulla conduzione sono molto perplesso.. possibile che prima della vittoria di Kaz non sia stato messo in piedi un tentativo credibile di fuga da parte di uno dei partecipanti? In sintesi il gimmick match è rimandato con riserva, e da riproporre con i dovuti e necessari correttivi

Samoa Joe vs Kaz vs Scott Steiner
Claudio: 5

Match scontatissimo, non è possibile presentare qualcosa del genere in un PPV. Se n'è accorto il pubblico, che è stato letteralmente in silenzio alla presentazione dei tre wrestler coinvolti. Il match è stato godibile, anche se non si è mai avuta l'impressione che Joe potesse perdere. E allora come mai un voto così basso? Perchè qualcosa del genere va bene per una puntata settimanale, non per un prodotto che la gente acquista pagando profumatamente. Speriamo che l'andazzo cambi in fretta.
Stefano: 7
Diciamocelo subito: questo non è il main event che i bookers si erano preparati per un mese ovviamente.
Prova ne è che tutti i segmenti extra ring erano incentrati sul possibile tradimento di Kevin Nash, e invece alla fine né lui né Rick Steiner si son fatti vedere nel main event. Tutto perché la tegola dell'infortunio ad Angle in Corea ha sconvolto i piani; Kaz è stato scelto come suo sostituto, e ha dimostrato di poter dire la sua nel main eventing, (cosa già mostrata nel ladder match con Christian mesi fa) ovviamente però senza avere possibilità di vittoria in quel caso.
Comunque tra gli X divisioner solo Lethal (che batté pulito Angle) e Cristopher Daniels (però intrappolato nella gimmick di Curry Man) avrebbero potuto essere proposti in alternativa, e Kaz è stata la scelta migliore, visto il suo parco mosse spettacolare e la sua stazza superiore a quella degli altri X divisioner. Però appunto tutti sapevano che né lui, né Big Poppa Pump che ha bisgono di molto tempo per rifiatare, avrebbero avuto una minima chance contro quella macchina da guerra che risponde al nome di Samoa Joe, capace di tenerli a bada entrambi, neanche avesse gli occhi dietro la testa! Comunque vista anche la situazione di emergenza affrontata, si può benissimo dare un 7 a questo match, che è stato sì di più di un main event da show settimanale, ma non abbastanza da essere un main event da PPV in grado di far fare un salto di qualità.
GP: 5
Pur con tutte le attenuanti dovute all'infortunio di Angle, siamo ben lontani dallo standard minimo che un main event dovrebbe chiedere. Il match infatti è stato del tutto lineare, senza un minimo salto di qualità o momento adrenalinico, neppure nella fase finale; niente, dunque, che possa aver minimamente mitigato altri fattori negativi come il risultato scontato. Improponibile… almeno non a questi livelli

PPV
Claudio: Mediocre

Poco da dire per quel che riguarda un commento globale, se non che Sacrifice ha incarnato alla perfezione ciò che s'intende per pay-per-view di transizione. Lo spettacolo, quello vero e proprio, quello che infiamma i fans e li tiene con gli occhi incollati all'esagono, si è visto soltanto nel Terrordome, pur con tutti i difetti sopra citati. Può darsi che i booker si siano tenuti il meglio per Slammiversary, fin qui niente di male. Ma qualcosa in più si poteva e si doveva fare, soprattutto per il Deuces Wild Tournament. Perchè è inutile mandare decine di promo “TNA Cross The Line” e roba simile, se poi non si fa altro che uniformarsi allo stile ed allo standard di quelle federazioni che si vorrebbero raggiungere in termini di popolarità
Stefano: SUfficiente
Nonostante i voti buoni dati alla maggior parte dei match, non si può non tener conto che il Deuces Wild, che nulla ha dato anzi ha tolto alla categoria tag team, occupava buona parte del ppv. Inoltre l'unico risultato concreto del tutto è stato il turn heel di Booker T (che almeno non vedremo più prendersela con Robert Roode!) In definitiva un PPV abbastanza deludente, in cui alcuni buoni momenti non riescono però a far dimenticare le pecche dovute a errori di booking e ad emergenze (oltre al già citato infortunio di Angle, ricordiamo che lo stesso casino che ha portato al Deuces Wild era scaturito dalla volontà di punire Tomko per aver combattuto in Giappone senza l'autorizzazione della compagnia). Quindi più di 5 non mi sento di darlo a questo PPV.
Speriamo in Slammiversary, col ritorno di uno dei match più belli: il King of the Mountain!
GP: Mediocre
A volte mi chiedo cosa ci si debba attendere e di conseguenza come valutare un pay per view comunemente detto di transizione.. ovvero uno di quegli eventi che per collocazione temporale o per situazione delle storyline si ritrova ad essere un punto di mezzo per una strada che raggiungerà la sua destinazione solo successivamente. Esistono eventi che sono condannati e questo eterno destino: prendete ciò che accade un mese prima di Bound for Glory o di Wrestlemania.. è inevitabile che quelli sono e saranno eventi di transizione. Altri invece lo sono per cause temporanee, come un vuoto creativo, di questi tempi tristemente frequenti.
Da inguaribile nostalgico sono del parere che eventi di transizione non dovrebbero esistere, e dunque se una compagnia non è in grado di garantire una certa appetibilità ai suoi show a pagamento dovrebbe tornare ai big four o al limite a sei, massimo otto eventi l'anno. La tematica però è lunga e dalle mille opinioni, mentre il punto su cui voglio soffermarmi è un altro: un evento “di transizione” va accettato passivamente proprio per la sua natura del “non era questa la gara da vincere” alla Mondonico, oppure può e deve essere vagliato da una critica oggettiva e serena? Traduco in soldoni.. da questo Sacrifice non mi aspettavo l'evento indimenticabile, ma non per questo voglio sminuire il mio giudizio tendenzialmente negativo verso tre ore durante le quali gli sbadigli hanno superato di gran lunga i momenti piacevoli. E non è solo questione di potenzialità, perché francamente neanche tre giorni fa ho visto Judgment Day, che partiva sostanzialmente dalla stessa situazione ma che è risultato molto più gradevole. Non mi soffermo sui singoli incontri e relative considerazioni, perché l'ho già fatto prima e sarebbe ripetitivo, mi limito soltanto a dire che mi dispiace molto, ma transizione o non transizione l'attenuante può servire a “giustificare” uno show di livello sufficiente rispetto a un superevento da ricordare, ma non ad ignorare la mediocre qualità di quello che si è visto in queste tre ore. Fortunatamente la prossima fermata è Slammiversary… dove nessuno potrà venire a parlarmi di transizione…vero? Vero?

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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