Impact Planet #44

Che sia l'inizio di un'aria finalmente nuova? In questa semplice e stringata frase si sintetizza il giudizio sostanzialmente positivo verso Destination X, un pay per view sicuramente godibile, ma che soprattutto ha impressionato per un deciso cambio di direzione su diversi aspetti. Ne parleremo in dettaglio nel commento globale, che tuttavia come sempre è preceduto dal giudizio sui singoli match, a cominciare da un fantastico incontro di apertura:

LAX vs Motor City Machine Guns vs Rock'n Rave Infection: 7,5
Impressionante opening match fra queste tre coppie, che hanno confermato in pieno le grandi aspettative della vigilia. Ribadisco come il coinvolgimento della rock'n rave infection sia stato un po' forzato, visto che i due non hanno assolutamente nessuna possibilità di raggiungere il livello delle due controparti, ma la cosa non si è davvero notata più di tanto. Non inganni il festival di spot cui abbiamo assistito (incredibile Hernandez!), poiché l'incontro non è stato solo questo, bensì ha avuto anche un filo conduttore di ottimo livello in rapporto alla stipulazione (raramente ho visto un match a tre coppie condotto così bene) ed un finale decisamente notevole. I tag team finalmente rilanciano alla grande, in attesa di un probabile feud a cinque stelle fra la latino nation ed i machine guns.

Petey Williams vs Jay Lethal: 7+
Si è vista tutta la validità dei due atleti in questo solidissimo match per la cintura della X Division, incerto fino alla fine e con un notevole coinvolgimento del pubblico. Gli interventi esterni, inevitabili per come la storyline si è evoluta, sono risultati accettabili ed adatti al contesto, e si tratta di merce rarissima in questi ultimi tempi (a cominciare dallo scorso pay per view).Altro incontro, dunque, assolutamente promosso a pieni voti, con lo strascico finale di un Sonjay Dutt che precipitosamente si frappone fra Val e Lethal, evidente preludio ad una provabilissima rivalità fra i due con la bella knockout “in mezzo”.

Black Reing & Relik vs Eric Young & Kaz: 6,5
Ammettiamolo.. noi appassionati di wrestling siamo assolutamente incomprensibili ed imprevedibili, al punto da arrivare ad apprezzare delle storyline o dei personaggi senza nemmeno essere in grado di trovare per questo una spiegazione logica e razionale. E' successo nella WWE per Little Bastard/Hornswoggle, personaggio potenzialmente liquidabile come una immensa vaccata eppure rivelatosi amato ed azzeccatissimo, e per certi versi “Super Eric” è stato, e credo sarà, la stessa cosa. Inevitabilmente l'incontro ha voltato pagina nel momento in cui il buon Eric Young ha indossato maschera e mantello e si è ripresentato nel ring, creando un effetto sorpresa che ha contribuito in modo decisivo ad elevare un incontro fin lì senza infamia e senza lode. E come detto la trovata mi è piaciuta, è divertente e si adatta benissimo al personaggio di Eric. Qualcuno ha visto una presa in giro verso John Cena, con tanto di doppia F-U finale, ma onestamente mi sembra una interpretazione sicuramente plausibile, ma anche un po' forzata, visto che, ed è il mio parere, il personaggio potrebbe benissimo essere frutto di una idea propria senza l'intento e la volontà di scimmiottare qualcos'altro, come invece è ad esempio il nuovo Shark Boy, oppure essere derivata da qualcos'altro, vedi il riferimento all'all star game della NBA (e chi non ha visto la gara delle schiacciate non solo non capirà, ma si è anche perso uno spettacolo incredibile) citato dagli stessi commentatori della TNA.

Awesome Kong vs Gail Kim vs ODB: 8-
Ok saranno pure state tre knockouts e dunque le contendenti avevano a disposizione qualche riposo i più, ma a memoria ricordate un incontro femminile con un minutaggio così consistente, perdipiù minutaggio “attivo” e pieno di azione? Io francamente no, e sotto questo punto di vista perfino due capolavori come i primi due match fra la Kong e Gail Kim sono stati superati. Nell'ottica di una valutazione globale tuttavia continuo a preferire i due match appena citati rispetto a questo, ma la differenza è davvero minima, il che significa che anche stavolta stiamo parlando di un autentico capolavoro, nonché del miglior match di tutto il pay per view ed uno dei candidati a miglior incontro femminile della storia, e scusate se è poco. Tutte e tre le partecipanti hanno impressionato a modo loro, sia per tecnica sia per capacità di “partecipare” al match, ed il risultato è ancora una volta semplicemente spettacolare.

Shark Boy & Curry Man vs Team 3D: 6
Difficilissimo giudicare un incontro come questo, di fatto partito come un completo comedy match salvo poi iniziare a fare sul serio con un back body drop sulle casse di pesce subito da curry man. Anche la fase finale, più lottata e francamente più appetibile, ha sempre strizzato l'occhio al comedy, ed il risultato finale è un qualcosa che diventa davvero molto, molto soggettivo da valutare. Io ne esco con un 6 che non è solo politico, ma anche l'effettivo mio giudizio, ovvero un qualcosa che non mi ha annoiato ma che certo non porterò nella mia memoria a lungo. L'idea è stata certamente originale, seppur non esente da qualche scena troppo grottesca per strappare anche solo due risate: ad esempio, Bubba Ray che abbocca alla canna da pesca per me onestamente non è stata una scena divertente, è stata ridicola, e la differenza fra questi due concetti non è marginale. Ma, come detto, il gradimento verso questo tipo di incontri è completamente soggettivo, dunque ciò che io ho trovato ridicolo magari a molti di voi è piaciuto, e viceversa, il che credo possa confermare ulteriormente la mia valutazione numerica.

Robert Roode vs Booker T: 6
Si distinguono due fasi di questa contesa, ovvero l'incontro lottato vero e proprio ed un post match lungo ed a mio parere evitabilissimo, che tuttavia è giustamente contemplato in questa valutazione solo parzialmente. L'incontro in sé, ovvero fino al gong finale, si è rivelato una piacevole sorpresa, con una durata breve che ha permesso ai due contendenti di mantenere un livello sempre alto, e non cadere nella noia facilmente generabile con un interesse di partenza così scarso. Ecco perché trovo la scarsa durata un pregio e non un difetto, visto che più minuti avrebbero significato qualche inevitabile fase più statica, ovvero non esattamente ciò che può aiutare un match che deriva da un feud di scarso interesse. Intendiamoci, non si è visto nulla che potesse farci saltare dalla sedia, ma nemmeno qualcosa di inguardabile ed adatto alla pausa spuntino come immaginavo, a torto, alla vigilia.

Rhino vs James Storm: 5,5
Il secondo match della storia con questa gimmick è una sostanziale copia del primo, ovvero pochi spot, poca follia e tanta psicologia. La fase iniziale nel ring è francamente negativa, per il semplice motivo che se ti è stato promesso un match sulla X sospesa nel vuoto qualunque cosa si disputi sul ring, anche se di buon livello, tradisce in partenza le aspettative. Quando i due atleti sono finalmente saliti sulla X abbiamo assistito ala sostanziale fotocopia del match fra Rhino ed AJ, ma inevitabilmente con meno minuti, idee non più nuove, ovvero in sintesi senza la capacità di replicare quelle sensazioni e quell'atmosfera che hanno reso interessante il primo incontro. La struttura, dunque, stavolta è rimandata: non bocciata a priori, poiché sarebbe assai interessante da rivedere con atleti più adatti a proporre qualcosa di diverso dalla sola psicologia. Tradotto in soldoni la prossima volta ci vuole un bump, puro e semplice..

Kurt Angle & AJ Styles & Tomko vs Samoa Joe & Kevin Nash & Christian Cage: 6,5
Lo dico sempre: un match non può non essere giudicato senza tenere conto del contesto nel quale si colloca, contesto che include la sua collocazione all'interno della card e le aspettative generate. Ecco perché questo 3 vs 3 match va numericamente valutato tenendo conto che si tratta di un main event di un pay per view, non il primo incontro che capita. In sé la contesa è stata sicuramente piacevole da guardare, “pulita” nella sua conduzione e senza overbooking. Possono bastare, tuttavia, questi quindici minuti scarsi di wrestling (togliendo entrate e fronzoli vari) a chiudere Destination X? Ni.. perché l'incontro ha sì dato quanto e più di quanto poteva dare, risultando quindi gradevole e non da buttare, ma è inevitabile tornare al discorso che ho fatto la settimana scorsa, ovvero che avrei preferito molto di più un main event come quello della scorsa, ottima, puntata di Impact. Bene, dunque, ma per quanto era possibile fare bene.

PPV: più che discreto
Destination X è un pay per view messo in luce sostanzialmente dai gregari, e già per questo dunque sicuramente un po' atipico, benché, intendiamoci, assolutamente piacevole. I campioni che contano non sono apparsi sottotono, ma hanno potuto influire fino ad un certo punto con il main event, sicuramente positivo ma certo non sconvolgente. Non è un caso, dunque, che una ipotetica classifica dei match per voti è opposta all'ordine della card dell'evento, e simboleggia la particolarità assoluta di questo show. E' tuttavia nel suo complesso che il pay per view convince pienamente, dando quella sensazione di aria nuova cui accennavo all'inizio: pensateci.. nessun incontro con overbooking oltre i limiti del sostenibile, poche idiozie e tantissima sostanza. L'unico intervento “esterno” che giudico evitabile è il discorso sul rovesciare o meno la decisione di Earl Hebner, storyline probabilmente nemmeno da buttare a priori (e che forse ha “coperto” un vero errore di Hebner durante il match), ma che avrebbe avuto un effetto assai diverso se da quella decisione fosse dipeso qualcosa di molto più importante di un vantaggio numero per cinque minuti in un tre contro tre che di fatto non contava assolutamente niente. Ma a parte questa divagazione sul fatto che “gi vuole ma moviola in gambo!” come direbbe il buon Biscardi, peraltro come detto divagazione sicuramente accettabile, il resto è stato grande spazio a dell'ottimo wrestling, mixato finalmente con giusta sapienza con l'elemento di storyline e di booking che rende questo uno sport-spettacolo, non il contrario come troppo spesso è apparso nelle scorse occasioni. E dunque già dal mese prossimo, dove si farà sul serio e la cintura di Kurt Angle sarà in palio contro Samoa Joe, mi aspetto che questo nuovo trend possa unirsi ad una card sicuramente più intrigante per mettere su uno show ancora più bello di questo già ampiamente discreto Destination X.

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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