Impact Planet #279

Ciao a tutti.

Oggi voglio scrivere qualcosa di diverso, senza analizzare punto per punto gli avvenimenti degli ultimi episodi di Impact. Voglio fare un discorso molto più generale.

Per fare ciò, vi riporto un'intervista tradotta da me medesimo per Tuttowrestling.com qualche giorno fa. L'intervistato è Jerry Jarrett, padre di Jeff Jarrett e fondatore della TNA.

Su Dixie Carter: “Bisogna avere un incredibile rispetto per il business, altrimenti non si può fare un buon lavoro. Quando io ero dentro il wrestling business, io e il wrestling eravamo legati molto saldamente. L'ho mangiato, sognato, respirato. Il business mi dominava. Dixie, al contrario, ha visto il primo match della sua vita dopo aver preso proprietà della TNA, e penso che abbia molta poca conoscenza della storia e del funzionamento del wrestling. Quindi, senza conoscenza, è molto difficile che si arrivi a costruire qualcosa di veramente buono. Ora, io lo dissi tempo fa, mi sembra però che il corso degli eventi mi abbia dato ragione. La TNA, oggi, è molto vicina a diventare irrilevante nel business.”.

Sugli ex atleti WWE che sono approdati in TNA: “Questo è uno degli errori che hanno fatto. Non hanno mai pensato che prendere atleti che i fan, fino al giorno prima, avevano visto in WWE, sarebbe stato sbagliato, poiché effettivamente sa di minestra riscaldata. Di sicuro avrai bisogno, invece, di qualcuno che coltivi e cresca i tuoi talenti. E' abbastanza ovvio che loro, oggi, non abbiano nessuno in grado di fare questo importantissimo lavoro. Sto tirando ad indovinare, visto che sono due o tre anni che non guardo i loro show, ma sono sicuro che ci sono dei talenti in grado di diventare superstar. Truth, Ron Killings, era in TNA, ma è diventato famoso quando l'ha preso Vince (McMahon, ndr) in WWE. Nel wrestling non ci sono misteri. Per fare un confronto: se stai facendo un film, di quali ingredienti hai bisogno? Una trama interessante, un bravo regista, e dei bravi talenti. Mischi queste cose ed ottieni del buon cinema. Ma se metti una grande star in un brutto film, cosa ottieni? Il wrestling è una danza continua tra scrittori, produttori, e talenti. Loro hanno bisogno di lavorare bene insieme, per produrre cose positive.”.

Sul futuro della TNA: “Sono sorpreso, perché quando ero là, Bob Carter mi chiamava almeno due o tre volte alla settimana dicendomi: “Non posso perdere nemmeno un dollaro, Jerry” e io gli rispondevo: “Devi parlare con tua figlia, non con me. E' lei che dirige la baracca.”. Quindi sono davvero sorpreso che stiano continuando ad esistere. Penso che, per come stanno le cose, la TNA continuerà a rimpicciolirsi sempre di più fino alla morte di Bob Carter. E poi, sfortunatamente, farà la fine che fece la ECW ai tempi.”.

Sono parole davvero azzeccate, visto il momento che la compagnia sta passando. Un momento orribile, davvero. Io, personalmente, avevo detto che forse si era arrivati ad un punto, che ci sarebbe stata l'opportunità di dare una svolta, un cambio, non radicale, però quasi. Di costruire storyline migliori, di essere più coerenti, di puntare sulle cose che funzionano e cercare di crearne di nuove.

Mi sono sbagliato.

La situazione è tornata come e forse peggio di prima. Hanno copiato una storyline dalla WWE, e poi hanno tirato là delle robe a caso, come ad esempio:

– l'inspiegabile turn-heel di Sabin;

– i Bro Mans contro Park e Young (se era comedy, è durato troppo);

– perché far perdere Manik, campione della X-Division, contro Jeff Hardy così a caso?

– Con la partenza di Mickie James, le KO nel roster sono rimaste cinque, di cui una incinta;

– splittare gli Aces & Eights ci può anche stare, ma si rendono conto che così la MEM diventa praticamente inutile?

E poi ovviamente ci sono Dixie Carter e AJ Styles. La Carter, da personaggio marginale quale era nelle storyline, è diventata la top-heel della compagnia, una sorta di Vince McMahon o di Triple H al femminile se vogliamo. Eh sì, perché di storyline della WWE questa faida tra la Carter e Styles ne richiama alla mente parecchie. Il potere, la proprietà, che si scontra contro l'atleta che si sente sottovalutato, che si sente in credito, che vuole vendetta. Lasciamo perdere l'abilità recitativa della Carter, che è pessima, secondo me c'è un altro problema un po' più grosso.

La Carter è la top-heel, mentre AJ Styles è il top-face. Okay. Però.. vi siete resi conto che AJ Styles non ha MAI parlato di Bully Ray? Voglio dire, va bene prendersela con Dixie ma a Bound for Glory si scontrerà contro Bully! Pare che quest'ultimo non conti più niente, sono riusciti a declassarlo ancora di più, e la cosa non va assolutamente bene. Certo, la situazione potrebbe migliorare nelle prossime puntate, ma ho già letto che ci sarà Hulk Hogan che farà un promo nel prossimo episodio.. e la cosa non è positiva per nulla, almeno secondo me.

Un'altra cosa: la storia della TNA è stata piena di personaggi, per così dire, “d'autorità” che si sono scontrati coi wrestler. Hogan, Bischoff, Jarrett, Russo, e altri ancora. Non ha mai funzionato come storyline. Perché? È presto detto: perché erano idee prese dalla WWE e riadattate pochissimo, ed il pubblico della TNA è un pubblico particolare. Lo dimostrano, come detto da Erik Ganzerli nell'ultimo TW Radio Show, i ratings di Impact, che di giovedì sera pur scontrandosi con programmi televisivi ben più blasonati riescono sempre a fare il loro onesto numero (da un milione a un milione e mezzo di spettatori). Questo significa che che chi guarda la TNA è fedele alla compagnia e non solo: è fedele al wrestling. E la TNA è quella compagnia che sul wrestling ci ha sempre puntato molto, tranne appunto nell'ultimo periodo. Ad onor del vero, bisogna dire che da tutto questo discorso va escluso il lottato, sempre comunque di buon livello (con alti e bassi, ovvio). Ma il punto non cambia: è un errore grosso quello di puntare tutto sul turn della Carter e sulla faida con AJ Styles. Perché “wrestling matters”, lo slogan della TNA, è da tempo che non lo sentiamo menzionare più.

Come si può, ricollegandomi all'intervista di Jerry Jarrett, sperare che una compagnia di wrestling migliori se si hanno idee assurde come: “E' certamente meglio prendere atleti già famosi in altre discipline e inserirle nel wrestling, piuttosto che creare da zero i main eventer.”? Queste sono parole di Dixie Carter, di una persona che si è trovata per caso nel business e che non ha saputo gestirlo. La storia della proprietà della Carter è piena di errori grossi, ed il momento che la TNA sta vivendo ultimamente è il risultato di queste scelte. E non si può tornare indietro nella Impact Zone: ormai il pubblico (fedele) di Orlando va a vedere, giustamente, NXT, il nuovo prodotto interamente dedicato ai fan del Wrestling con la W maiuscola.

Mi dispiace ma tutta questa orrenda situazione mi sa tanto di canto del cigno. Siamo arrivati al minimo e, a breve, c'è il PPV più importante dell'anno. Ci arriveremo zoppi e stanchi, e poi chi lo sa. Ci sarebbe davvero bisogno di ripartire da zero, di rifondare la TNA, perché continuare così non solo fa male alla compagnia, ma anche agli spettatori.

Io, personalmente, non so se ho più voglia di scrivere il TNA Planet, perché mi sono dovuto forzare a vedere gli ultimi episodi. Sono arrivati al punto di togliermi interesse quasi completamente, senza contare che uno dei pochi che mi piacevano, Mr. Anderson, se ne è andato via (forse gli ho portato anche un po' sfiga). La TNA è allo sbando più completo, ormai non stiamo parlando solo di una crisi creativa.

Che sia vicinissima ad un'inevitabile fine?

PS. Che fine hanno fatto Ortiz e Jackson???

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